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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 03 Marzo 2017

Salvatoni rieletto alla guida della Femca Cisl Bergamo

Raffaele Salvatoni (foto di Fabrizio Crippa) Raffaele Salvatoni (foto di Fabrizio Crippa)

Il Congresso provinciale della FEMCA CISL Bergamo svolto al Palace Hotel di Verdellino Zingonia (180 delegati in rappresentanza di circa 6500 iscritti) ha confermato Raffaele Salvatoni nel ruolo di Segretario Generale. Con lui in Segreteria segreteria sono stati eletti Barbara del Prato e Cristian Verdi.

Il ritorno della contrattazione

Dopo qualche anno di stallo, anche nel comparto tessile e sul territorio di Bergamo, si è tornati a fare contrattazione aziendale. E, nell’ultimo triennio, FEMCA CISL ha sottoscritto 102 accordi di secondo livello, per una copertura, con tutele normative e salariali, a oltre 12.000 lavatori. Redditività, produttività e qualità sono gli indici maggiormente presenti all'interno dei “secondi livelli”, ma temi come la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro stanno prendendo il loro spazio, e si comincia a parlare seriamente di welfare aziendale. Salvatoni ha pubblicamente ringraziato i delegati, che hanno messo a disposizione competenza e lavoro per giungere a questo.Un risultato raggiunto – ha ribadito Salvatoni – grazie alla competenza e al lavoro dei nostri delegati. Tutto ciò, soprattutto per quanto riguarda il tessile, non ancora uscito appieno dalla morsa di una crisi epocale, ha dello straordinario”.

L'importanza fondamentale del welfare

D’altronde, il sindacato CISL Bergamo e le sue categorie hanno sempre affidato al welfare un’importanza fondamentale. Nel 2015, gli accordi di secondo livello a Bergamo sono stati in totale 126: in quell’anno la FEMCA è risultata la più attiva con il 40% dei contratti. L’anno scorso, il settore della Moda è stato protagonista di 23 accordi (sui 68 totali firmati da FEMCA in provincia). E in questi, il welfare aziendale ha iniziato a proporsi prepotentemente alla ribalta.In accordi passati, indici di bilancio, e di qualità delle lavorazioni, erano i più gettonati. - continua Salvatoni - Solo in pochi contratti di secondo livello erano presenti elementi di Welfare, e spesso in maniera marginale e riconducibili in maggioranza a buoni spesa o buoni carburante. Possiamo tranquillamente dirlo: quello non era Welfare aziendale, o se vogliamo essere buoni lo era solo per una piccola parte”.

I lavoratori al centro

Il Welfare aziendale, secondo Salvatoni “è una grande occasione per tutto il movimento sindacale, per essere in prima fila nella contrattazione dello stesso e tornare ad essere protagoniste nelle fabbriche. Non possiamo e non dobbiamo lasciare la gestione alle aziende o a società specializzate del settore; creare sinergie con il territorio deve essere una priorità, per proporre pacchetti di Welfare aziendale/territoriale che portino alla gestione degli stessi. I bisogni del lavoratore e le sue esigenze di natura sociale sono temi che i nostri contratti di lavoro hanno recepito; sempre più attenzione viene data ai fondi integrativi di previdenza e ai fondi sanitari, destinando risorse importanti per lo sviluppo degli stessi”. Insomma, il welfare aziendale è uno strumento che si aggiunge agli attrezzi presenti nella cassetta del contrattualista. Anche se, ammonisce il segretario bergamasco, “il tema del Welfare va affrontato e gestito a più mani, mettendo al centro i bisogni dei lavoratori e le esigenze di bilancio delle aziende”.


- Relazione introduttiva 
- Mozione finale