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Unione Sindacale di Bergamo

È stata formalmente aperta la procedura di raffreddamento (in pratica la dichiarazione dello stato di agitazione) per gli oltre 100 lavoratori della New Ghibli Srl, società che gestisce in appalto numerose mansioni di logistica all’interno dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Nella struttura sanitaria cittadina, i lavoratori della New Ghibli effettuano servizi di trasporto materiali di varia natura come medicinali, emoderivati, biancheria, sostanze biologiche, documenti e molto altro.

Le reiterate segnalazione dei sindacati

“New Ghibli srl”, è un noto global service del settore delle pulizie civili ed industriali, e annovera tra i suoi clienti importanti realtà come il Comune e la Fiera di Milano, l'Aeronautica Militare e ATM. Dal suo insediamento, avvenuto nel dicembre 2016, le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno più volte segnalato all'azienda le gravose condizioni lavorative a cui è sottoposto il centinaio di lavoratori operanti nel nosocomio alla Trucca.A questo si aggiungono promesse disattese su interventi migliorativi ai locali mensa, bagni e spogliatoio oggi non adeguati per spazi e numero di lavoratori presenti sull'appaltosottolineano i sindacalisti che seguono l’azienda, Tobia Perini (FILT CGIL), Salvatore Pasquale (FIT CISL) e Giacomo Ricciardi (UILTRASPORTI).

Disattese le nobili intenzioni dell’azienda

Ma non è finita. I sindacati contestano il mancato riconoscimento di una parte di salario definita dall'ultimo rinnovo del contratto nazionale e una difficile conciliazione dei tempi di vita/lavoro a seguito di una schizofrenica organizzazione dei turni di lavoro. “Garantire condizioni di lavoro migliori - continuano i sindacalisti - è un obiettivo che l'azienda enumera insieme al rispetto dei contratti collettivi di lavoro. Peccato che queste nobili intenzioni restino solamente parole riportate sul sito web aziendale insieme all'elenco delle varie certificazioni, compresa quella etica. Per i sindacati e la RSA questa situazione è intollerabile e insostenibile, per di più se riscontrata all'interno di un ospedale moderno e all'avanguardia come quello di Bergamo, la cui qualità e professionalità sono continuamente rimarcate dagli utenti”.

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Per ogni turno sulla torre di controllo del “Caravaggio” di Orio ci saranno 4 controllori, al posto dei tre attuali. È questa una delle conquiste che la delegazione sindacale (FILT CGIL, FIT CISL, UGL e UNICA) ha ottenuto con l’incontro avuto venerdì 16 marzo con ENAV. Anche per questo motivo, è stato ritirato lo sciopero dei controllori di volo all’aeroporto previsto per lunedì prossimo.

Cosa si è ottenuto

La trattativa ha portato anche a miglioramenti delle condizioni logistiche della sala operativa, alla conferma e al rispetto dei limiti di impiego contrattuali di ciascun operatore, alla soluzione dei problemi tecnologici di alcune apparecchiature e, soprattutto, alla pianificazione di trasferimenti di personale da altri aeroporti per raggiungere l’organico utile alle esigenze operative dello scalo bergamasco.ENAV e sindacati si ritroveranno il prossimo 15 settembre per valutare lo stato dei lavoro e l’eventuale necessità di rinnovare gli accordisi legge nella nota delle RSA -. Intanto, si chiudono positivamente le vertenze del 2017, in modo da permettere di ritirare l’azione di sciopero già dichiarata per lunedì prossimo”.

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Sulla torre di controllo dell’aeroporto di Orio al Serio si alternano 25 controllori di volo, oggi come 10 anni fa. La differenza è però sotto gli occhi di tutti: in questo lasso di tempo, il traffico del “Caravaggio” è almeno raddoppiato. I controllori di volo dello scalo bergamasco aderenti alle categorie dei trasporti di CGIL, CISL, UGL ed UNICA hanno deciso di indire uno sciopero lunedì̀ 19 marzo, per protestare contro i mancati adeguamenti della pianta organica.

Servono almeno altri 10 controllori di volo

In servizio, infatti oltre ai 25 operatori addetti al controllo del traffico aereo, ci sono anche 8 osservatori meteorologici e 3 amministrativi. “Per adeguare la fornitura dei servizi all’attuale mole di traffico aeroportuale, e per consentire inoltre l’adattamento a tutti gli istituti contrattuali previsti, servirebbero almeno altri 10 Controllori del Traffico Aereo,– dicono dalla FIT CISL Bergamo - Per non parlare inoltre del comparto meteorologico e della struttura organizzativa che rivestono con il tempo e con il traffico record gestiti dal personale nel nostro aeroporto una importanza sempre maggiore. Negli ultimi anni invece, abbiamo assistito ad uno strano fenomeno per cui all’aumento del traffico ha corrisposto una diminuzione di personale, che genera continue problematiche anche per la semplice sostituzione per la malattia".

Enav deve adeguare la struttura locale

Si fa realmente fatica - continuano dalla Fit - a credere che Enav non tenga nella dovuta considerazione un aeroporto come quello di Orio, che ormai da molti anni è stabilmente fra i primi cinque aeroporti d’Italia e che continua a fornire crescite del numero dei voli elevatissime”. “Quello che chiediamo con la forza di questo sciopero che vedrà la partecipazione massiccia di tutti i lavoratori – conclude la nota della segreteria dei trasporti CISL orobica -, è che Enav adegui la sua struttura locale, sia in termini di personale che di adeguamento della parte tecnologica, per far fronte alla continua evoluzione del nostro scalo ed alle sfide che ci aspettano nel futuro”.

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Martedì, 13 Febbraio 2018 11:09

Calano le ore per pulire l'aeroporto di Orio

L’aeroporto continua a crescere per numero di voli e per persone che lo affollano, il numero del personale addetto alle pulizie rimane uguale…sono le ore da utilizzare per pulirlo che calano del 30%. Però, la nuova società che ha rilevato l’appalto garantisce che la pulizia avrà lo stesso standard di qualità, e SACBO ha firmato il contratto…FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTRASPORTI sollevano il caso del nuovo appalto pulizia al “Caravaggio” di Orio al Serio: a Manutencoop subentra Dussmann Service; vengono riassunte le 59 persone che già operavano nello scalo bergamasco (come da tutela prevista dal CCNL), ma c’è una riduzione secca del 30 % dell’orario di lavoro.

È una situazione veramente paradossaledicono Mauro Rossi, Vito Venesina, Eleonora Capelli, Ivana di Tanno e Giacomo Ricciardi, rappresentanti di FILCAMS, FISASCAT e UILTRASPORTIse si considera che tutti i lavoratori sono già impiegati a part time, alcuni solo per venti ore settimanali. Ci chiediamo con quale spirito si possa chiedere di rinunciare ancora a fette considerevoli di stipendi già bassi”. I sindacati, dopo l’assemblea alla quale ha preso parte la totalità dei lavoratori, hanno già contattato Dussmann e SACBO, per raggiungere un nuovo accordo.Abbiamo scritto alle istituzioni locali denunciando questa assurda situazione ed organizzeremo tutte le iniziative sindacali più opportune (assemblee, manifestazioni, presidi e scioperi) con l'intento di far cambiare le condizioni contrattuali del nuovo appalto”.

 

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Tre giorni di sciopero per la logistica, l’autotrasporto, la distribuzione e le spedizioni delle merci proclamato da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale scaduto alla fine del 2015.

Si parte con lo stop al trasporto carburante

Venerdì 27 ottobre lo stop interessa il trasporto di carburante, medicinali, prodotti alimentari di prima necessità ed animali vivi, mentre lunedì 30 e martedì 31 lo sciopero riguarderà tutte le altre attività di trasporto e distribuzione delle merci, il settore della logistica e della spedizione. E questi tre giorni di sciopero (che interesseranno circa 10mila addetti bergamaschi distribuiti in oltre 1500 aziende) segnano una mobilitazione senza precedenti.

Proposte inaccettabili sul rinnovo del contratto

Si tratta di un’agitazione lanciata dalle Organizzazioni Sindacali del settore contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Tra queste: eliminare la quattordicesima, ridurre le giornate di riposo, fermare gli scatti di anzianità, dimezzare indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. “Il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, scrivono nei volantini i sindacati.

La posizione della Fit Cisl Bergamo

Sono passati due anni dall’avvio delle trattative nazionali per il rinnovo del CCNLdice Antonio Scaini, segretario generale di FIT CISL Bergamo -. Due anni nei quali il settore ha registrato una decisa crescita in termini di volumi movimentati e fatturato delle aziende, risultati resi possibili dallo sforzo quotidiano di migliaia di lavoratrici e lavoratori, dipendenti diretti e in appalto. Alle nostre rivendicazioni, le associazioni Datoriali e le Imprese hanno risposto chiedendo sconti, flessibilità, meno regole e meno contrattazione, per lasciare più libere le imprese di sfruttare i lavoratori e aumentare i profitti. Tutto questo è inaccettabile”.

Il punto di rottura

La trattativa, seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017 presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati ma, alla richiesta di FILT, FIT e UILTRASPORTI di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto – autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica – si è arrivati al punto di rottura. “Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale”, scrivono i sindacati.

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C’è l’ipotesi d’intesa siglata il 2 ottobre, in Confindustria con SAB/Gruppo Arriva dopo un anno di trattative. Si tratta di un testo complesso (di ben 24 pagine). “Un accordo difficile e sofferto, ma sempre meglio del vuoto di regole e della perdita di salario che da tempo i lavoratori vivevano. Dovrebbe almeno fare recuperare le somme perdute negli ultimi mesi, quei più volte citati 400 euro in meno al mese dopo la disdetta unilaterale di tutti gli accordi aziendali precedenti” - precisano Marco Sala della FILT-CGIL, Antonio Scaini di FIT-CISL e Giacomo Ricciardi di UILTRASPORTI-UIL di Bergamo commentano.

Assemblee e poi votazione dei lavoratori

Nei depositi SAB della provincia di Bergamo ma anche della provincia di Lecco, sono in corso assemblee (in totale una decina) che si concluderanno venerdì. Poi si svolgerà il voto dei lavoratori, che si esprimeranno sui contenuti dell’ipotesi di accordo. Ricordiamo che nei mesi scorsi Arriva (di cui SAB fa parte) aveva deciso unilateralmente per una cancellazione dei contratti aziendali da imporre a tutte le aziende del Gruppo. A Bergamo la soppressione delle vecchie intese era in vigore dal 1° aprile. Una trattativa, partita nel dicembre 2016 per contenere gli effetti della cancellazione che andava profilarsi, è durata alcuni mesi ed è stata interrotta il 26 maggio. Si era, poi, giunti a un’ipotesi di accordo ma in quell’occasione “l'irrigidimento dell'azienda su tematiche vitali per i lavoratori aveva rimesso tutto in discussione. Erano seguite manifestazioni di protesta e scioperi.

Regole certe su come erogare il servizio

Con l’accordo, oltre a riorganizzare il lavoro, si stabiliscono regole certe su come erogare il servizio (definendo orari, prese in carico dei mezzi, turnazioni) e, come già detto, si permette un recupero di denaro perso dai lavoratori negli ultimi mesi, pur sotto modalità e voci diverse in busta paga. Rispetto alla caotica situazione vissuta in azienda da aprile, ora, dopo la nostra mobilitazione, almeno c’è un testo che stabilisce alcune regole. Prima, invece, era l’azienda a dettare legge. Le aziende di proprietà e sotto controllo del Gruppo Arriva presenti in Lombardia, oltre a SAB di Bergamo (che ha incorporato per fusione SAL di Lecco), sono anche SIA e SAIA di Brescia e KM di Cremona, per un totale di 1.100 dipendenti coinvolti.

I precedenti della società

A partire dall’estate del 2016 le società SAB di Bergamo, SIA e SAIA di Brescia, KM di Cremona, SAL di Lecco, sotto la direzione del Gruppo, hanno scelto, parallelamente a legittime politiche di fusioni societarie (SAL – SAB, SAIA – SIA), di rompere le relazioni industriali con una serie di atti unilaterali: disdette di accordi di secondo livello (SAB e SAL di Bergamo e Lecco) o passaggi nei CCNL di riferimento da ASSTRA ad ANAV (SIA società autoservizi spa, KM spa e SAB rispettivamente di Brescia, Cremona e Bergamo). Il Gruppo Arriva è di proprietà di Deutsche Bahn per il quale svolge funzione di divisione per il trasporto pubblico locale fuori dalla Germania, con 55900 dipendenti in 14 paesi europei. Nel contesto nazionale agisce attraverso la Holding Arriva Italia Srl

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I sindacati di categoria confermano lo sciopero alla SAB per le provincie di Bergamo e Lecco per sabato prossimo, 5 agosto, dalle 19 alle 23.

Lo si legge in un comunicato congiunto di FAISA CISAL, FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, a seguito dell'esito negativo della procedura di raffreddamento in Confindustria e del conseguente tentativo di conciliazione fatto presso la Prefettura di Bergamo.

Le motivazioni dell'astensione collettiva dal lavoro, dicono i sindacalisti, “sono legate al recesso e alla disdetta da parte di SAB di tutti i contratti collettivi aziendali, degli accordi sindacali aziendali, dai verbali di accordo nonché da ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto così come dalla discutibile ed errata applicazione del contratto nazionale di lavoro autoferrotranvieri (parte Anav) e la decurtazione di una considerevole quota di stipendio dallo scorso mese di aprile”.

I Sindacati, mentre chiedono il ripristino delle condizioni economiche relative agli accordi disdettati dall'azienda e la corretta applicazione del contratto nazionale, esprimono anche forti perplessità “rispetto alla partecipazione di SAB alla prossima gara per l'appalto del servizio di trasporto pubblico e a tal proposito non escludiamo il coinvolgimento dell'Agenzia Locale per il Trasporto Pubblico presso la Provincia di Bergamo”. A questa prima azione di sciopero, conclude il comunicato unitario, ne seguiranno altre nell'ambito di quanto definito dalle normative in materia di scioperi nei servizi pubblici.

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Martedì, 28 Febbraio 2017 00:00

Mozione finale al Congresso Fit Cisl 2017

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Lunedì, 20 Febbraio 2017 00:00

Relazione Congresso Fit Cisl 2017

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Antonio Scaini, 49 anni è il nuovo segretario generale della FIT CISL di Bergamo. Vanta una carriera sindacale costruita in FILCA, FISASCAT e FIT. Lo ha eletto il congresso della categoria, che si è svolto il 17 febbraio alla Casa del Giovane, alla presenza, oltre che dei 40 delegati (in rappresentanza di quasi 2000 iscritti), del segretario regionale Giovanni Abimelech e della segreteria della CISL Bergamo.

Azione incisiva nel mondo delle cooperative

Scaini succede a Renato Lorenzi, che rimarrà comunque in segreteria, insieme a Claudio Marcolongo. Il nuovo segretario ha dato subito il segnale che si vuole perseguire. “Il prossimo mandato congressuale ci deve vedere impegnati in un’azione incisiva nel mondo delle cooperative, dove troppo spesso si annida il cancro del caporalato e del pizzo, sempre più frequenti anche alle nostre latitudini. Le cooperative di facchinaggio e di logistica utilizzano in misura preponderante persone immigrate, e già per questo deboli e ricattabili. Centinaia sono state le segnalazioni di comportamenti illeciti, ma la paura di perdere il posto, oltre che di reazioni ancor più gravi, ci ha finora impedito di intervenire in misura massiccia”.

Attenzione al bando di gara sul TPL

La stessa intransigenza, Scaini la richiede anche nel campo dei parking aeroportuali. “Qui, è il nero che la fa da padrone, e “vittime e carnefici” sono per la grande maggioranza italiani. Servono interventi mirati a riorganizzare il servizio e a garantire legalità nelle assunzioni”. Una particolare attenzione al prossimo bando di gara per il Trasporto Pubblico Locale, e rilanciare fortemente la bilateralità nel settore merci. "A tal proposito, - ha precisato Scaini - merita di essere menzionato il teatrino della politica incapace di individuare un'area per realizzare lo scalo merci, che rappresenta un'opera fondamentale per tutta l'economia bergamasca”.

La svolta del programma di bacino

Il tutto, sulla scia della politica sindacale che ha contraddistinto anche “l’epoca Lorenzi” (generale dall’aprile 2015, in segreteria da oltre 10 anni), che nella sua relazione ha sottolineato alcune delle problematiche legate al mondo gestito dalla FIT CISL orobica.Negli ultimi anni – ha ricordato Lorenzi - è risultato particolarmente ostico il fronte del trasporto pubblico locale, un settore interessato da pesanti tagli delle risorse pubbliche stanziate dalla Provincia e dalla Regione, con il conseguente aumento delle tariffe (+13% dal 2005) e la soppressione di diverse corse in alcuni periodi dell'anno, penalizzando soprattutto le aree decentrate come il territori di montagna. Nel periodo 2010-2017 abbiamo assistito ad un taglio di risorse pari a 4,5 milioni di euro e a una riduzione di corse pari a 2,2 milioni di km. La svolta si avrà con il programma di bacino: un documento che consentirà si indire la gara d'appalto per assegnare il servizio di trasporto urbano ed extra-urbano a Bergamo e provincia. Un percorso, quello iniziato con l'Agenzia Locale della Provincia, che ha un duplice obiettivo: mantenere livelli occupazionali e salari da un lato, e dall'altro ripristinare condizioni di lavoro congrue alle percorrenze e alle attuali condizioni della viabilità bergamasca”.

La piaga dell'illegalità

D’altronde, il mondo dei trasporti è radicalmente cambiato, anche se ancora oggi si fa viaggiare su strada circa l'85% delle merci in Italia. Infatti, “si allarga sempre più la forbice tra imprese virtuose, che praticano la bilateralità con la buona prassi delle relazioni sindacali e il mondo semi-sommerso di pseudo-imprenditori che penetrano il mercato praticando l'illegalità con l'ausilio di lavoratori stranieri (e quindi facilmente ricattabili) Non è marginale il fenomeno di camionisti interinali mandati da società dell'Est europeo che lavorano e vivono h24 nella cabina del mezzo che guidano, e per cui spesso ne pagano anche l’affitto”. Ci preoccupa infine la presenza dei sindacati di base (Cobas, USB) – conclude Lorenzi - in settori come quelli della logistica e del facchinaggio che con metodi becero/populisti cavalcano il malcontento promettendo soluzioni impossibili da realizzare anche dal punto di vista normativo e contrattuale. Essere incapaci di parlare ai lavoratori in maniera responsabile e sincera porta molto spesso ad una esasperazione delle relazioni che sfocia in episodi tragici”.

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