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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 12 Maggio 2016 07:35

Rischio ‘anni 50’ per il commercio

La Grande Distribuzione, Ipermercati e Supermercati, a Bergamo, nel primo trimestre 2016, ha aumentato il proprio giro d’affari del 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nello stesso arco di tempo, gli addetti del commercio in generale son calati dell’1,1%. Un trend che continua da alcuni anni; infatti fatto 100 il livello occupazionale medio del 2007, Bergamo oggi è a quota 87,8 mentre la Lombardia è al 93,3. Gli stipendi degli addetti della grande distribuzione ed il loro potere d’acquisto, intanto, non sono aumentati ed in qualche caso sono persino diminuiti per effetto delle disdette di accordi collettivi aziendali.

Colpa, soprattutto, dell’atteggiamento di Federdistribuzione che, a differenza di altre associazioni imprenditoriali come Confcommercio, non ha firmato il CCNL prima disdettato e scaduto al 31 dicembre 2013. Federdistribuzione, in rappresentanza di alcune grandi aziende del settore (in provincia di Bergamo spiccano Auchan, Carrefour, Esselunga) ha così deciso di “fare tutto da sé”, decidendo in maniera unilaterale “aumenti” del tutto discutibili.

Si rischia il ritorno indietro di 60 anni, con l'azzeramento della contrattazione collettiva sia nazionale che aziendale, con ricadute pericolose in termini di diritti, prospettive occupazionali e di spazio al “grigio”. Le elargizioni che aziende inizieranno a distribuire ai lavoratori al posto del rinnovo del Contratto Nazionale, anche in provincia di Bergamo, non fanno altro che inasprire ulteriormente i toni della discussione sulla definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro, già compromesso dalla rottura dei negoziati. Aumenti non contrattati ed assenza di regole stanno caratterizzando il lavoro nel terziario della Grande Distribuzione, dove la presenza del sindacato non viene accolta di buon’occhio”.

D’altronde, quello del Commercio in generale è il settore meno sindacalizzato della provincia che, a fronte di circa 30.000 addetti “tessera” poco più del 30% dei lavoratori. Questa situazione riguarda anche la Grande Distribuzione, che trova praterie a disposizione per stabilire senza contraddittorio regole e “regalie”.

Federdistribuzionedice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamoha deciso di sua iniziativa di dare a ogni dipendente delle catene affiliate 15 euro di aumento dall’1 maggio 2016. Peccato che questo aumento sia inferiore di 1200 euro complessive nel triennio rispetto al contratto siglato con Confcommercio nel 2015. Ma il problema – continua Citerio – non è solo retributivo. Federdistribuzione mira all’eliminazione del CCNL per sostituirlo con un proprio regolamento interno. Non è difficile immaginare il pericolo di avere meno ferie, meno diritti, maggiore flessibilità su orari e domeniche, meno soldi e tutele per malattie e infortuni”.

Per questo, le sigle sindacali del commercio (oltre a FISASCAT, FILCAMS e UILTUCS) hanno proclamato per il prossimo 28 maggio lo sciopero generale della Grande Distribuzione. "Federdistribuzione – auspica Citerio - torni al tavolo di confronto nell'interesse delle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori della grande distribuzione organizzata che in questi anni, pur in assenza di un contratto nazionale di lavoro, hanno dimostrato con grande forza di volontà e spirito di sacrificio, di voler contribuire alla tenuta del settore certamente provato dalla crisi dei consumi".

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Venerdì, 06 Maggio 2016 07:25

Sospeso lo sciopero Mediaworld

Le categorie del commercio di CGIL CISL UIL decidono di sospendere lo sciopero dei negozi MediaWorld indetto per il prossimo sabato 7 maggio e propongono all’azienda di riprendere il confronto il 19 maggio a Roma.

Questodicono Sonia Nigro, Luca Bottani e Sandro Dalle Fusine, che per FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS seguono la trattativa - nella speranza che alle dichiarazioni contenute nel comunicato aziendale seguano atti concludenti nella trattativa”.

I sindacalisti fanno riferimento alla nota di Mediamarket che conteneva un “evidente passo indietro rispetto alle posizioni assunte in occasione dell’incontro del 26 aprile che avevano condotto all’immediata rottura delle trattative e alla proclamazione dello sciopero

Tale evento nuovo riteniamo sia dovuto alla mobilitazione forte e convinta delle lavoratrici e dei lavoratori dei punti vendita Mediamarket di tutta Italia, che perciò ringraziamo per il sostegno dimostrato alle iniziative messe in campo dalle Organizzazioni Sindacali unitamente al coordinamento dei delegati dei punti vendita e delle strutture sindacali”. Le Segreterie Nazionali di FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS ribadiscono “le posizioni assunte nei precedenti comunicati quanto alla disponibilità a valutare tutti gli strumenti utili all'assorbimento dell'esubero, ma invitano le lavoratrici e i lavoratori Mediamarket a mantenere alta l'attenzione sulla vertenza in corso in quanto l'auspicato esito positivo del confronto è ancora tutto da verificare”.

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Sono un milione e mezzo, più di 20.000 a Bergamo, i lavoratori del turismo dei comparti industria turistica, pubblici esercizi, agenzie di viaggio, ristorazione collettiva, delle imprese di pulizia strutturate, delle farmacie private e del comparto termale in attesa dei rinnovi contrattuali in media da più di tre anni.

Contro lo stallo negoziale e l’atteggiamento dilatorio delle associazioni datoriali di settore, i sindacati di categoria FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS e UILTRASPORTI hanno così indetto per il 6 maggio prossimo lo sciopero intersettoriale per l’intero turno di lavoro con presidi e mobilitazioni anche a livello locale.

La protesta per rivendicare a gran voce il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali di lavoro attraverso i quali garantire un dignitoso aumento salariale, nuove norme per la valorizzazione della professionalità e per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Nella migliore delle ipotesi i lavoratori aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro da tre anni, nella peggiore da seisottolineano Mario Colleoni, Alberto Citerio, Maurizio Regazzoni e Giacomo Ricciardi, responsabili provinciali delle categorie sindacali. - In tutto questo tempo le controparti datoriali, hanno con diversi accenti e modalità, cercato di negare il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro subordinandone il rinnovo a forme più o meno esplicite di restituzione attraverso il peggioramento di parti economiche e normative”.

In attesa di un nuovo contratto sono baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori del comparto termale, farmacisti, professionisti cui spesso ci rivolgiamo per soddisfare bisogni imprescindibili, per necessità connesse alla salute, per servizi fondamentali nella nostra vita quotidiana. "Operano in settori strategici per l’economia del nostro paese e rappresentano una componente rilevante del Pil italiano come il turismo e il sistema degli appalti; svolgono lavori importanti come ad esempio la refezione e le pulizie nelle scuole, negli asili e negli ospedali nonché prestazioni attinenti la salute delle persone".

A Bergamo la manifestazione si concentrerà all’esterno dell’Ospedale Giovanni XXIII, dove operano molte tipologie di lavoratori interessati dal rinnovo: dalle 10 alle 12 sindacati e dipendenti attueranno un presidio con volantinaggio, per sensibilizzare l’utenza sulla situazione degli oltre 20.000 bergamaschi in attesa.

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Il “Primo Maggio” di chi non ha il “Primo Maggio”. Alcuni operatori del sindacato FISASCAT CISL Bergamo hanno organizzato, fuori dalla RSA di Villa d’Adda, la Festa del Lavoro, pensando a tutti quei lavoratori che il Primo Maggio lavorano. Bandiere, musica, qualcosa da bere e qualche cartello inneggiante slogan su lavoro e libertà.

Abbiamo scelto di manifestare la nostra vicinanza a questi lavoratori – dice Alessandro Locatelli, operatore della FISASCAT di Bergamo -, perché è giusto celebrare quanti, non solo il Primo Maggio, devono rinunciare a festeggiare come tutti gli altri”.

La scelta, quest’anno, è caduta sulla RSA di Villa d’Adda, dove lavorano più di 100 persone che per ovvie ragioni di servizio non possono chiudere. Con loro, questo “primo maggio in anticipo” cerca di abbracciare ogni lavoratore che per i più svariati motivi non può assentarsi dal lavoro e quindi non potrà partecipare alla festa, al corteo e ai comizi che si svolgono in ogni città.

Sono diverse migliaia in provincia di Bergamo i “forzati della festa”: assistenti, infermieri e medici, responsabili della pubblica sicurezza e, “purtroppo, i lavoratori del commercio, soprattutto dei grandi centri commerciali, che da troppo tempo non conoscono più festività, né civiche, né religiosesottolinea Alberto Citerio, segretario generale della FISASCAT CISL orobica.

Negli anni scorsi, il compito che ci eravamo affidati era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla necessità che almeno il Primo Maggio ogni lavoratore potesse celebrare la Festa del Lavoro. Quest’anno abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza a questi stessi lavoratori, festeggiando con loro in anticipo, e con loro non dimenticando nessuno dei “colleghi” impegnati alle case, nelle corsie o sulle strade”.

Oltre a “chi non ha il Primo Maggio”, quest’anno la FISASCAT ha voluto allargare l’orizzonte della festa e cercare di coinvolgere nella manifestazione sindacale colori e bandiere raramente presenti. “Sarà il Primo Maggio dei Popoli – dice Citerio. Lavoratori, ragazzi e immigrati provenienti da diversi paesi e culture . Saranno coinvolti nel corteo e porteranno le loro lingue e i loro suoni, per testimoniare l’esigenza di un’accoglienza e di una integrazione non solo possibile, ma sempre più necessaria”.

All’appello della FISASCAT, “nato per testimoniare la vicinanza con ogni lavoratore e con tutte le persone”, hanno risposto gruppi e associazioni dall’India al Marocco, dal Brasile alle Filippine…

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Mercoledì, 20 Aprile 2016 07:59

Presidio e protesta a Cassano d’Adda

Martedì 19 aprile, dalle 16 alle 17, i lavoratori della Mensa scolastica del Comune di Cassano d'Adda (una trentina di persone) tra le quali alcuni bergamaschi, hanno tenuto un'assemblea-presidio davanti alla propria sede di lavoro. Il servizio prepara e serve quotidianamente i pasti per oltre 1200 bambini delle scuole materne e elementari del paese.

Il motivo della protesta “en plen air” risiede nelle divergenze avute con la società appaltante, la Gemeaz Elior, che dallo scorso agosto ha rilevato il servizio vincendo l'appalto bandito dal Comune. Per i lavoratori, da quel momento, è iniziato un periodo tra i meno tranquilli: hanno infatti scoperto che venivano sospesi dal lavoro ogni qual volta si verificava un’interruzione, anche minima, dell’attività scolastica (Natale, Pasqua, Carnevale, ecc…) e non solo, come era sempre accaduto al termine dell’anno scolastico (da giugno a settembre). Per cui, negli stipendi, seno venute a mancare tutte le festività.

La modalità – spiega Cinzia Belotti, del sindacato FISASCAT CISL Bergamo – ha aperto numerosi interrogativi, a partire dal rispetto dei termini dell’appalto e dalla gestione delle ferie del personale, che prima venivano gestite proprio all’interno delle festività ora soppresse".

"Adesso, invece, il servizio si trova - riprende Belotti - a dover fare i conti con l’assenza del personale nel bel mezzo dell’attività, perché il diritto alle ferie è insopprimibile e quindi ogni lavoratore intende goderne. Perciò, è successo che non venga rispettato nemmeno il numero minimo di presenze del personale durante la somministrazione dei pasti, mentre ogni tanto è “apparso” qualche lavoratore esterno chiamato a coprire i buchi”.

FISASCAT CISL ha già incontrato il Comune e richiesto un tentativo di conciliazione da parte del Prefetto di Milano, “ma l’incontro di oggi è andato a vuoto, perché l’azienda si è presentata, ma non ha mostrato alcuna volontà di collaborare”. L’Amministrazione comunale parteciperà all’assemblea – presidio, già dichiarando la propria disponibilità a vederci chiaro tra le pieghe del contratto d’appalto.

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Venerdì, 01 Aprile 2016 08:25

Accordo aziendale alla Carrefour

La sorpresa di Pasqua arriva con qualche giorno di ritardo, ma è pur sempre un bel regalo. A fine marzo è stata infatti raggiunta l’intesa tra azienda e sindacati per il contratto integrativo di Carrefour, il primo distributore del mercato europeo nel settore, con 1136 punti vendita in Italia e oltre 20.000 collaboratori. A Bergamo e provincia significa 10 negozi con 320 dipendenti.

Ma soprattutto, evidenziano Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL, e Diego Lorenzi, della segreteria provinciale, “la stessa azienda che non troppo tempo fa l’integrativo l’aveva disdettato, in maniera unilaterale”.

Il contratto durerà fino al 31 maggio del 2017 e diventa importante, sottolinea Lorenzi, “per il mantenimento di tutto l’impianto precedente, la salvaguardia dell’occupazione, ma soprattutto per il contratto in sé, proprio perché era già operativa la disdetta unilaterale operata da Carrefour. È importante aver raggiunto questo accordo, e con questo operatore, perché da domani, per due giorni, ci sarà la trattativa per il CCNL, e in un momento dove sono in tanti a pensare che si può fare a meno dei contratti e sia meglio il “fai da te”, fare il contratto significa garantire regole e tutele per i più deboli”.

Con l’accordo, raggiunto tra le organizzazioni sindacali di categoria FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL, UILTUCS e la direzione aziendale, il Gruppo Carrefour si impegna ad una complessiva salvaguardia dei livelli occupazionali, accogliendo le richieste sindacali anche sulla gestione non traumatica delle ristrutturazioni attraverso la ricollocazione interna.

FISASCAT CISL commenta positivamente l’intesa sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori che si esprimeranno entro fine aprile. ”Sono state accolte molte delle richieste avanzate dai sindacati - dice Citerio-. Si tratta di un importante accordo che conferma la volontà aziendale di rimanere nel nostro Paese anche attraverso nuovi investimenti per il rilancio commerciale del gruppo. L’intesa conferma inoltre la capacità delle relazioni sindacali di intervenire nella gestione dei processi di crisi attraverso strumenti di flessibilità contrattata in grado di salvaguardare l’occupazione”.

Nel dettaglio, i contenuti dell’accordo evidenziano come prioritario il rilancio delle relazioni sindacali ai vari livelli: nazionale, regionale, territorio/singolo punto vendita con un espresso richiamo anche alla contrattazione europea di settore attraverso il Cae.

Sull’organizzazione del lavoro l’accordo contempla, allo scopo di favorire il recupero di efficienza e il miglioramento della produttività, il ricorso alla flessibilità oraria contrattata, finalizzata a garantire un efficace presidio dei flussi merci e clienti ed alla promiscuità e polivalenza delle mansioni; il confronto su tali materie, anche finalizzato a realizzare eventuali accordi sugli assetti organizzativi, proseguirà a livello di singolo punto vendita o per territorio. In particolare per i 17 Ipermercati in stato di crisi, le parti si incontreranno per la definizione di specifici accordi~sul recupero di redditività attraverso la sospensione in tutto o in parte, dei trattamenti economici disciplinati dal contratto integrativo.

L’intesa conferma la sospensione della maturazione del premio fisso aziendale e l’incidenza su 13esima e 14esima mensilità fino al 30 aprile 2017; interviene anche sul meccanismo di definizione del premio di produttività variabile, la cui erogazione sarà condizionata al raggiungimento della redditività prevista nel budget aziendale. L’erogazione del premio individuale avverrà al raggiungimento di parametri a livello di punto vendita e sarà riproporzionata all’effettiva presenza in servizio.

Sul lavoro domenicale e festivo prestato dal personale dei punti vendita ad insegna Carrefour Iper, Carrefour Market ed Ingrosso, il nuovo integrativo prevede una ulteriore maggiorazione del 30%, in aggiunta alle previsioni del contratto nazionale di riferimento; per le festività coincidenti con la domenica le parti convengono sulla maturazione di permessi individuali retribuiti in luogo al pagamento dell’importo della festività. Sospeso dal 1° marzo 2016 e fino al 30 aprile 2017 il trattamento a titolo di incentivazione del gettone di presenza al lavoro nelle giornate domenicali e festive.

Sulla malattia il trattamento economico riferito alle assenze per infortunio sul lavoro sarà complessivamente pari al 100% della retribuzione sino ad un massimo di 180 giorni dell’anno solare; viene inoltre riconosciuta una integrazione del 25% dal 4° al 20° giorno di malattia.

Nell’accordo trovano spazio anche la formazione professionale continua - con piani formativi già programmati per 250mila ore di aggiornamento per tutta la platea dei dipendenti -, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori oltre alla normativa su apprendistato, personale part-time, congedi parentali, pari opportunità e tutela della dignità personale, molestie sessuali, mobbing e diritto allo studio.

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Venerdì, 25 Marzo 2016 00:00

Presidio all’Ospedale di Treviglio

È stato un presidio “rumoroso” e partecipato, quello che venerdì 25 marzo 2016 ha coinvolto numerosi visitatori e utenti dell’Ospedale di Treviglio. È infatti andata in scena l’assemblea-presidio delle lavoratrici della TKV, cooperativa che ha in appalto le opere di pulizia del nosocomio della bassa bergamasca.

L’obiettivo di lavoratici e sindacati (in campo c’erano FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL e UILTRASPORTI) è stato quello di sensibilizzare la popolazione sulla situazione dell’appalto e delle lavoratrici, una sessantina in forza alla cooperativa, che ha l’appalto da 6 anni, situazione ormai divenuta insostenibile.

Ricordiamo che il nostro stipendio è di circa 500 € mensili, che il nostro contratto è scaduto ormai da tre anni, che nel corso degli anni ci è stato ridotto il monte ore da lavorare e che spesso facciamo fatica a ottenere i prodotti idonei ad una igiene adeguata”. Questo stava scritto sul volantino che veniva distribuito a chi si avvicinava.

Non è capitato di rado che le lavoratrici dovessero portare da casa scope, stracci e spugne, perché non presenti sul posto.E adesso, - dice Claudia Belotti, del sindacato FISASCAT CISL Bergamo – è partita anche l’emergenza legata agli stipendi. TVK paga regolarmente” con 8, 9, anche 10 giorni di ritardo. Dell’ultimo stipendio ne è stata pagata, dietro nostra sollecitazione, solo la metà. Il resto arriverà dopo Pasqua”.

Ogni mese dobbiamo lottare per vederci riconosciuto il diritto a percepire lo stipendio – continua il documento delle lavoratrici - …i ritardi sono cronici. Eppure, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire le pulizie nella struttura, mantenendo adeguati i parametri di igiene e cura degli ambienti”. “È la prima volta che abbiamo di questi problemi”, dice una delle “veterane”, da 25 anni al lavoro in Ospedale, sempre alle dipendenze di chi vinceva l’appalto delle pulizie.

Oggi – conclude Belotti – chiederemo ufficialmente un incontro alla direzione dell’Azienda Ospedaliera, per avere notizie certe circa possibili ritardi nei pagamenti di cui TVK ha parlato per giustificare le proprie mancanze. Chiederemo che l’Azienda si faccia garante degli stipendi delle 60 lavoratrici, e non escludiamo nuove forme di protesta”.

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In scadenza il 31 marzo prossimo, è stata prorogata di un anno (dunque fino al marzo 2017) la convenzione con l’azienda BHP Spa che gestisce l’area dei parcheggi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’accordo porta la firma di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTRASPORTI che si sono incontrate con i rappresentanti di Provincia di Bergamo, Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII e BHP per discutere il rinnovo della convenzione.

È un risultato importante per i circa 650 dipendenti delle aziende non sanitarie che, pur usufruendo di tariffe agevolate, spendono fino al 13% del loro stipendio per pagare il parcheggio fuori dal posto di lavoro” hanno commentato, subito dopo l’incontro, Mario Colleoni e Giuseppe Errico della FILCAMS-CGIL provinciale.

La proroga della convenzione consente ai dipendenti degli appalti di non rischiare di vedere erosa buona parte del loro stipendio pagando la tariffa piena” hanno aggiunto Stefano Allieri e Diego Lorenzi di FISASCAT-CISL di Bergamo.

Quella definita è una proroga importante all’interno di un contesto significativo come quello dell’ospedale che, oltre ai dipendenti interni, vede ogni giorno l’impegno dei lavoratori delle aziende esterne non-sanitarie” ha concluso Giacomo Ricciardi di UILTRASPORTI".

L’auspicio delle tre sigle sindacali è quello di “riuscire a definire un’ulteriore riduzione delle tariffe e per questo da parte di tutti i soggetti coinvolti è stato condiviso l’impegno di tornare a incontrarsi dopo Pasqua. L’obiettivo è anche quello di raggiungere, una volta per tutte,~ una soluzione definitiva che sia compatibile ed equilibrata con i bassi redditi di questi lavoratori”.

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Giovedì, 07 Aprile 2016 00:00

Tavola Rotonda: "Intorno al lavoro di cura"

L’evento si prefigge di mettere a confronto i diversi soggetti della rete: Famiglie, Assistenti e Collaboratori familiari, Associazioni e Istituzioni. L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare un lavoro poco riconosciuto ma di estrema valenza sociale e avanzare alcune proposte di soluzioni alle diverse problematiche legate al settore del lavoro domestico. Insieme all’Inail e alle Associazioni organizzatrici (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Assindatcolf, Cgil Bergamo, Fisascat Cisl Bergamo, Patronato Acli, Federcolf, UilTucs Bergamo) interverranno alla Tavola Rotonda: Direzione Territoriale del Lavoro, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo. Seguirà dibattito aperto al pubblico.


L'appuntamento è giovedì 7 aprile (9/12.30) nel Salone Riformisti della Cisl Bergamo


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Venerdì, 18 Marzo 2016 10:55

Gros Market: Sogegross firma accordo

E' fatto l'accordo sindacale per il passaggio della rete dei negozi Gros Market da Lombardini a Sogegross della famiglia genovese dei Gattiglia. Il 17 marzo, presso la sede legale di Dalmine, le parti hanno firmato il verbale nel quale si prevede il passaggio dei quattro punti vendita di Cernusco, Costa Masnaga, Montano Lucino e Dalmine, con tutti i dipendenti in servizio, al gruppo ligure per acquisizione d'azienda. Ai 140 dipendenti verrà applicato il contratto nazionale del Terziario Distribuzione Servizi, firmato dalla Confcommercio, e che prevede aumenti contrattuali che il contratto applicato da Carrefour (che aveva acquistato e “restituito” i negozi) non comprendeva.

“Ciliegina sulla torta”, i tempi; rispetto a quanto concordato con Carrefour vengono anticipati: In base all'accordo Dalmine passerà al nuovo titolare dal 25 marzo ( e non dal 1 aprile), e il negozio aprirà ufficialmente i battenti al pubblico con i nuovi marchi già il 29. 

È stato un buon esitodice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo -. Il negozio di Dalmine, così come gli altri tre del gruppo, passeranno a una proprietà che ha dimostrato entusiasmo e voglia di rilancio. Ci rinfranca il fatto che Gros Market entri a far parte di un gruppo serio, tra i più importanti del Nord Italia, che cerca spazi e visibilità in Lombardia. Ora. Ad accordo firmato, ringrazio lavoratori e Rsu per il comportamento tenuto in questi periodi difficili. Solo tre settimane fa, rimaneva pesante l’incertezza sul proseguimento dell’attività. Oggi invece siamo contenti che Bergamo non perda questa esperienza pluridecennale, e che l’intero organico sia stato salvaguardato, così come le retribuzioni e scatti contrattuali dei dipendenti. Era il nostro obiettivo e siamo riusciti a raggiungerlo”.

Rimane l’amaro in bocca per il mancato assorbimento dei due supermercati di Lecco e Cologno e del futuro per i 34 lavoratori occupati.  “È chiaro che non ci dimentichiamo di loro – conclude Citerio: continueremo a lavorare per raggiungere intese che prevedano la loro ricollocazione”.
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