Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

“Abbiamo passato Expo e il suo indotto, Christo e la sua passerella, il festival dei borghi più belli d’Italia, ospitato a Lovere lo scorso anno. Nel volgere di 18 mesi la nostra provincia è stata al centro delle attenzioni mediatiche del mondo, o almeno europee. Eppure dobbiamo ancora confrortarci con dati che parlano di flessioni consistenti, addirittura un calo del volume d’affari nel trimestre dedicato alle vacanze; a luglio, agosto e settembre 2016 quasi il 4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015: qualcosa non torna”.

Un ricorso evidente al lavoro nero

Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo, non usa giri di parole per classificare quanto sta accadendo nel turismo di casa nostra: “il ricorso al nero è evidente, sensibile, smaccato. Il sommerso nel turismo prosegue indisturbato la propria corsa ed è giunto a livelli talmente di guardia da generare una minor sicurezza sociale ed il dilagare indiscriminato dell’evasione fiscale e del lavoro senza regole”. D’altronde i dati sono sotto gli occhi di tutti: secondo una ricerca di Federalberghi, “a Bergamo, nell’agosto scorso, su Airbnb risultavano censiti 448 alloggi: erano 6 nel 2010, 163 nel 2013 e 395 nel 2015”. Inoltre, secondo i dati dell’Osservatorio Turistico della Provincia di Bergamo, dal 2010 al 2015 il numero dei Bed&Breakfast è raddoppiato: erano 193 nel 2010, mentre, alla fine dello scorso anno, se ne contavano 329.

Una rivoluzione nel modo di fare turismo

Nello stesso periodo l'incremento ha riguardato anche le case vacanza: sono salite da 58 a 210. Un balzo in avanti anche per i rifugi collocati sulle nostre montagne, quelli dotati di camere per i pernottamenti sono saliti da 28 a 42, con un incremento del 50 percento. Ancora più forte la crescita degli affittacamere, che in totale nella Bergamasca erano sessantaquattro nel 2010 e che alla fine dello scorso anno si trovavano a quota 180. Crescono anche gli agriturismo con ricettività passati da quaranta a cinquantotto. E pure gli ostelli conoscono un boom, triplicando: da sei a diciassette. Una vera e propria rivoluzione del modo di fare turismo, mentre fanno un piccolissimo passo indietro le strutture tradizionali. Gli alberghi più modesti (una o due stelle) scendono da 92 a 79, i restanti passano da 197 a 194; rimangono 10 i campeggi attivi; le case per ferie scendono da 16 a 15, mentre ha chiuso i battenti l’unico villaggio turistico.

Fondamentale il rispetto delle regole

Tornando a Federalberghi, si legge in una nota, “non è vero che le nuove forme di ospitalità turistica, in questo caso soprattutto case vacanze e B&b corrispondano a forme integrative del reddito. Sono attività economiche a tutti gli effetti. Oltre la metà (57,7%) degli annunci sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con i casi limite di insegne di comodo, nei quali un solo nome 366 alloggi, o 293, o 260”. “Non è vero che si tratta di attività occasionali – continua la nota di Federalberghi -  la maggior parte (il 79,3%) degli annunci si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno. E non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci (70,2%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti in cui non abita nessuno”. Precisa ancora Citerio: “Ben venga lo sviluppo turistico legato al territorio, fatto da imprese famigliari; ben venga la riconversione di attività manifatturiere in strutture ricettive e soprattutto una riscoperta di luoghi naturali e tradizioni gastronomiche; questo è il turismo del futuro, ma il tutto deve avvenire nel rispetto delle regole”.

Lavoratori che non risultano all’Inps

Inoltre, nonostante sforzi anche di natura contrattuale (ricordiamo l’intesa fatta in occasione della Passerella sul lago d’Iseo, che ha portato alla stabilizzazione di un unico addetto), da giugno a settembre le assunzioni in più si possono contare sulle dita di una mano. In pratica, ufficialmente le 1.134 aziende turistiche in estate non assumono neanche una persona a testa. "Parliamoci chiaro: non è possibile, e tutti sappiamo, infatti, che non è così. Lo vediamo, personalmente, andando al lago, in montagna, la sera in pizzeria: ovunque il personale aumenta sempre di qualche unità. La verità è che ogni singola azienda, in media, utilizza più di un lavoratore stagionale, che però all'Inps, e agli studi della Camera di Commercio, non risulta".

Serve una politica di contrasto al nero

Quindi, in conclusione, a fronte del boom delle forme di turismo diffuso, i dati ufficiali registrano una pesante regressione (-3,9%) del giro d'affari proprio nei mesi di luglio, agosto e settembre, quelli cioè a maggior impatto turistico. Qualcosa non va. Il turismo – conclude il segretario provinciale della FISASCAT CISL - è la principale risorsa di sviluppo anche per la nostra provincia, ma serve una politica di contrasto al nero ed al precariato, e politiche di incentivazione per le attività sane e per chi crea nuovi posti di lavoro. Auspichiamo che la cabina di regia provinciale affronti con la partecipazione del Sindacato il tema, strategico per il nostro futuro”.

Pubblicato in Comunicati
Lunedì, 24 Ottobre 2016 07:44

In 40.000 in attesa di un rinnovo

Sono circa 40.000 in provincia di Bergamo i lavoratori del commercio, turismo e servizi in attesa dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro e per i quali è urgente stringere sui tempi negoziali”.

Il mancato rinnovo dei contratti

L'esortazione arriva da Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo, nel corso del direttivo che la categoria ha tenuto a Darfo Boario Terme, alla presenza del segretario nazionale Davide Guarini, che ai rinnovi dei CCNL ha dedicato molta parte del suo intervento. Ancora da completare il percorso con Federdistribuzione per i 5000 addetti della grande distribuzione organizzata e con le associazioni del sistema Coop per i lavoratori della distribuzione cooperativa impiegati nei 4 ipermercati Coop e nelle altre realtà storiche della cooperazione bergamasca. Il mancato rinnovo dei contratti di lavoro coinvolge inoltre 20.000 addetti del turismo al servizio delle grandi catene alberghiere, delle agenzie di viaggio, dei tour operator, della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi e del comparto termale, in attesa dei nuovi contratti in media da oltre tre anni.

Alcuni comparti senza contratto da 5 anni

Davvero un paradosso se si pensa che il comparto turistico contribuisce al Pil italiano con il 12% e rappresenta forse uno dei pochi settori dove il Bel Paese può dimostrare di essere realmente competitivo nel mondo e dove la professionalità degli addetti, da tutelare attraverso il rinnovo contrattuale, gioca un ruolo fondamentale per la tenuta del sistema e che sta iniziando a realizzare importanti risultati anche in provincia di Bergamo”. Cinque anni di attesa invece nel settore dei servizi per i lavoratori delle imprese di pulizia strutturate e multiservizi (alcune migliaia in provincia) che operano prevalentemente in regime di appalto, come gli addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari e gli operatori del terzo settore socio-sanitario-assistenziale-educativo (6.000 a Bergamo) per i quali i sindacati di categoria proprio in questi giorni stanno trasmettendo le piattaforme unitarie alle associazioni imprenditoriali del settore per i rinnovi dei contratti di lavoro scaduti in media da oltre 4 anni.

Lavoratori partecipi alla vita dell’impresa

La vera sfida comune a tutti i tavoli di trattativa aperti nel terziario privato - ha concluso il segretario generale della FISASCAT provinciale - sarà realizzare la partecipazione dei lavoratori alla vita di impresa ed ampliare gli interventi di welfare contrattuale ed aziendale anche cogliendo le opportunità fornite dalle normative vigenti”. La situazione dei contratti nei comparti di turismo, commercio e terziario è particolarmente complessa: i molti tavoli aperti sono anche molto complicati.Per noi, però, rimane determinante chiudere ogni rinnovo – ha detto Guarini -, perché ogni mancato adeguamento dei contratti si ripercuote sui lavoratori, sia dal punto di vista di regole e tutele, sia per il recupero del reddito”.

Stabilire tempi certi per il rinnovo

Una delle maggiori preoccupazioni è, oggi, “stabilire tempi certi per il rinnovo dei contratti soggetti a cambio d’appalto. Con l’introduzione prossima del nuovo codice degli appalti, infatti, rischiamo di avere aziende impreparate e lavoratori non adeguatamente tutelati, anche nei confronti della Pubblica Amministrazione. Da sempre FISASSCAT chiede regole certe negli appalti, oggi si crea l’occasione perché questa posizione sia condivisa anche dalle nostre controparti. Mi auguro personalmente che il 2016 possa chiudersi con la maggior parte dei CCNL rinnovati. Le prospettive sono abbastanza buone, serve maggior disponibilità anche dall’altra parte del tavolo”.

Pubblicato in Comunicati

Anche quest’anno, la CISL regionale ha celebrato la Fiera della Contrattazione (giunta alla sesta edizione). Un’iniziativa studiata per mettere a confronto e favorire la conoscenza degli addetti ai lavori sullo stato di salute della contrattazione sindacale nelle provincie della Lombardia.

Il 25% degli accordi siglati a Bergamo

E quest’anno, Bergamo ha riportato importanti riconoscimenti: innanzitutto, sul totale degli accordi selezionati, il 25% (97 in assoluto) sono stati stretti in aziende orobiche dalle categorie della CISL. Poi, due di questi accordi sono stati segnalati come migliori delle proprie categorie: si tratta dell’accordo alla Daina (per la Flessibilità) e quello all’UBI Banca (per la gestione della crisi).

La contrattazione è l’anima del sindacalista

Nell’analisi generale, sottolinea Giorgio Caprioli, responsabile dell’Osservatorio contrattazione di CISL Lombardia, “continua, senza eccessivi strappi, la tendenza a spostare la contrattazione dagli argomenti tradizionali a quelli difensivi o di scambio. La contrattazione rimane l'anima più profonda del nostro mestiere, ma è un'anima che si sta trasformando, senza che quasi ce ne accorgiamo: da una contrattazione tipicamente rivendicativa, dove “portavamo a casa” più salario e più diritti, a una contrattazione dove il lavoro non è dato più per scontato, ma è l'elemento principale, da salvaguardare anche a costo di qualche sacrificio sul salario e sui diritti. Il lavoro diventa così centrale, non più per il suo costo, ma come garanzia minima di reddito e di identità”.

L’accordo alla Daina della Fisascat Cisl Bergamo

L’intesa alla Daina siglata dalla FISASCAT CISL riguarda il meccanismo che regola la banca delle ore, che prevede un 50% di riposi compensativi a scelta del lavoratore e l'altro 50% a discrezione dell'azienda, per i periodi di minor intensità lavorativa. “È stata un’intesa rivoluzionaria per l’ambito nella quale è avvenuta.ricorda Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT Cisl Bergamo, autore dell’accordo - Il centro Odontostomatologico Daina di Nembro è una realtà storica, operativa da 35 anni, molto professionale e strutturata. Applica il CCNL degli studi professionali, ha più di 30 dipendenti, quasi tutte donne giovani, che svolgono il ruolo di assistenti alla poltrona. Nel Centro, si sono da subito evidenziate esigenze di conciliazioni tra la famiglia e i tempi di lavoro. L’attività comportava improvvisi cambi di programma e il rispetto dei tempi spesso non poteva essere assolto".

Un caso unico in tutta Italia

L’accordo raggiunto è stato il frutto di una contrattazione lunga e articolata sul secondo livello. Nel 2015 è stata infatti normata l’estrema flessibilità insita nella routine del lavoro e sono stati forniti strumenti di conciliazione in più: l’orario di lavoro straordinario sul part time viene rilevato in minuti e non in modo approssimato; la maggiorazione viene erogata nello stesso mese e l’eventuale recupero viene sempre concordato con la lavoratrice. Inoltre, importante, per gestire questo meccanismo è stato creato un tavolo tecnico, nel quale periodicamente si incontrano RSu e direzione. "È un piacere – conclude Citerio - che questo sforzo sia stato evidenziato: non è semplice sviluppare contrattazione di secondo livello in strutture di questo tipo. Credo anzi che sia un caso unico in tutta Italia”.

L’accordo alla Ubi della First Cisl Bergamo

Poco tradizionale anche l’accordo raggiunto in UBI nel corso dello scorso anno, per la concessione da parte dell'azienda di congedo non retribuito e di part-time, l'accoglimento delle domande di prepensionamento da parte dei disabili, la copertura da parte dell'azienda di un ulteriore 20% in caso di congedo parentale, per gestire nel modo più indolore possibile la crisi che comporta esuberi. Andrea Battistini, della FIRST CISL di Bergamo lo ricorda ancora:l’azienda ci ha prospettato, dal 2012 in poi, esuberi per quasi 2000 lavoratori in tutto il gruppo, chiedendo di attivarci per avviare esodi e prepensionamenti, solidarietà obbligatoria, deroghe al CCNL e all’integrativo e utilizzo della legge 223 per i licenziamenti collettivi.

Riviste le strategie di contrattazione

Nel corso degli anni la trattativa sindacale è riuscita a contenere il numero degli allontanamenti e l’utilizzo di deroghe; a adottare la Solidarietà solo in regime di volontarietà e favorito un numero alto di prepensionamenti. Infine, con l’intesa del 2015, rimanendo nel solco del Contratto nazionale, i sindacati hanno lavorato per esuberi volontari, social day volontari e congedi parentali (+39% sull’anno precedente), incentivo al part time( cresciuto del 29%), tagli dello straordinario, mentre, sugli ultimi 70 esuberi, sono stati privilegiati dipendenti svantaggiati o titolari di 104 (e in 17 ne hanno usufruito). “Le banche – termina Battistini - non generano più la redditività di una volta perché la metà dei ricavi è determinata dall’intermediazione, e i crediti pesano. Noi siamo riusciti a rivedere le strategie di contrattazione, utilizzando strumenti come la solidarietà che non facevano parte della nostra cassetta degli attrezzi. Abbiamo permesso all’azienda di risparmiare, e abbiamo favorito la conciliazione della vita e del lavoro, della qualità e tutto su base volontaria. Abbiamo coniugato interessi una volta incompatibili”.


I dati del 2015 raccolti dall'Osservatorio della Contrattazione



 

Pubblicato in Comunicati Stampa
Giovedì, 20 Ottobre 2016 07:52

Donne e giovani “vittime” nel commercio

Negli ultimi mesi, la popolazione femminile della Lombardia ha pagato duramente l’uscita dalla crisi e i primi segnali di ripresa. A Bergamo, secondo le rilevazioni ISTAT, il tasso di disoccupazione è salito anche in virtù dell'aumento del numero di donne inattive.

La ricerca della Fisascat Cisl Bergamo

Infatti, i tassi di occupazione di Bergamo dicono che quello maschile, attorno al 71% cresce di poco, mentre quello femminile, poco sopra il 50%, diminuisce di qualche punto percentuale. Insomma, chi paga il conto più salato nelle crisi aziendali di questi anni è, neanche a dirlo, l’universo femminile e, secondo la ricerca FISASCAT CISL di Bergamo, i giovani. Il dato emerge con nitidezza dall’analisi sui dati che la CISL ha raccolto per le dichiarazioni NASPI, almeno nei comparti di commercio, turismo e servizi nell’ultimo anno.

All’Inas 975 domande di Naspi

Donne e giovani – sostiene Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - sono i primi a uscire in caso di crisi, perché hanno mediamente le posizioni più basse. Inoltre, sono le categorie più portate a accettare quando viene prospettato un incentivo all’esodo e 2 anni di Naspi, forse per la convinzione di avere comunque prospettive”. Dallo scorso novembre a oggi, il patronato INAS CISL di Bergamo ha raccolto 975 domande di NASPI di lavoratori prima impiegati nei settori di competenza della FISASCAT. Di questi “solo” 364 sono uomini, e ben 611 donne. Sotto i 30 anni, quasi il 30 % dei licenziati (254).

Un direttivo per affrontare l’argomento

Sono due numeri che si possono commentare da soli – continua Citerio -, ma secondo noi è la dimostrazione lampante di una debolezza del settore, in cui la precarietà di oggi si scontra con la solidità delle assunzioni effettuate parecchi anni fa, creando due gruppi di lavoratori con diritti e situazioni diverse. Da un lato chi assunto da tempo, con diritti e tutele stabiliti, dall’altro le nuove assunzioni con formule diverse e tutele non certo ottimali”. FISASCAT CISL riunisce il direttivo proprio per discutere di situazioni sindacali e contrattuali. Lo farà giovedì 20 e venerdì 21 ottobre, presso l’Hotel San martino di Darfo Boario Terme. Ai lavori parteciperà anche l’economista Alberto Berrini e, venerdì, il segretario nazionale Davide Guarini.

Pubblicato in Comunicati

Ascom Bergamo, Fipe e Federalberghi e le organizzazioni sindacali dei lavoratori FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS hanno raggiunto una intesa quadro territoriale per la detassazione. È un importante vantaggio fiscale per i lavoratori delle imprese del terziario.

Meno imposte sugli aumenti di stipendio

Le intese danno la possibilità alle imprese aderenti a Confcommercio che applicano integralmente il Contratto del terziario (distribuzione e servizi) e quello del Turismo (alberghi e pubblici esercizi) di erogare ai propri dipendenti, con un reddito annuo non superiore ai 50.000 euro, premi di produttività, applicando un'aliquota agevolata che riduce il cuneo fiscale. Si tratta di un risparmio molto significativo: l'aliquota applicata sui premi di produttività si abbatte da circa il 27% medio al 10% comprensivo delle varie addizionali fiscali.

Un passo avanti per imprese e lavoratori

"La detassazione dei premi di produttività convertibile anche in servizi di welfare completamente detassatidichiara Paolo Malvestiti, presidente di Confcommercio Bergamo - è un importante passo in avanti della fiscalità a beneficio di imprese e lavoratori. Questo accordo dimostra ancora una volta l'utilità dei corpi intermedi, come sono le organizzazioni sindacali più rappresentative sul territorio, in grado di essere un ottimo collante con lo stato e le imprese".

L’importanza della contrattazione

Si tratta di un accordo necessario che riafferma e rafforza l'importanza e l'efficacia della contrattazione realizzata dalle Organizzazioni sindacali più rappresentative sul territorio, che coglie le opportunità offerte dalla legge di stabilità 2016, collegando le erogazioni premiali al raggiungimento di performance significative per l’azienda e introducendo la facoltà per i collaboratori di fruire degli incentivi sotto forma di prestazioni di welfare. In tal modo, nelle tasche dei lavoratori bergamaschi potranno rimanere circa due milioni di euro".

Vantaggi economici per i lavoratori

"Con questi accordi – sostiene Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT CISL - riusciamo a raggiungere numerosi lavoratori in settori frammentati come quelli del commercio e del turismo. Il valore dell'intesa sta soprattutto nello spazio che viene dato alla contrattazione territoriale e dallo stimolo introdotto, finalizzato alla partecipazione di tutti alle scelte. Da non sottovalutare poi i vantaggi fiscali consequenziali all'accordo che potranno far aumentare il potere di acquisto dei lavoratori". “Terziario, commercio e turismo sono settori che producono la maggior parte della ricchezza del paeseconclude Citerio - Queste intese riconoscono vantaggi economici per i lavoratori e premiano la produttività delle imprese. Vanno estese le previsioni di legge sulla detassazione di produttività per spingere la crescita e la creazione di posti di lavoro”.

Pubblicato in Comunicati
Lunedì, 25 Luglio 2016 08:23

OP Oasi Bonduelle, rinnovato il premio

È stato rinnovato, dopo 7 anni di attesa, il premio di risultato di OP Oasi (gruppo Bonduelle) di San Paolo d’Argon. L’accordo, che avrà una durata triennale, arriva dopo una lunga e complicata trattativa tra le parti, durata diversi mesi.

Conquiste per 158 dipendenti

I lavoratori sono riusciti a conquistare un compenso lordo variabile sulla base dei risultati ottenuti in relazione a una serie di parametri che comprendono, oltre alla valorizzazione degli aspetti legati alla produttività, il rispetto di alcune regole fondamentali in materia di sicurezza sul lavoro. I dipendenti sono 158, in gran parte stranieri, appartenenti a moltissime etnie diverse; in gran parte (111) uomini e con contratti full time.

Non solo incrementi retributivi

“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, in questo che è uno degli stabilimenti più avanzati in Europa e parte di un gruppo leader a livello mondiale. – ha dichiarato Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL, che con Mario Colleoni, della FILCAMS CGIL ha seguito la trattativa – Questo accordo prevede non solo possibili incrementi retributivi, ma anche la definizione di un percorso destinato a migliorare le condizioni di chi in fabbrica ci lavora ogni giorno. Adesso è importante continuare a monitorare i parametri che misureranno il premio e l'andamento dello stabilimento: abbiamo concordato delle valutazioni trimestrali a cui parteciperanno le RSU”.

Pubblicato in Comunicati

Buone notizie per i 400mila dipendenti delle imprese del terziario distribuzione e servizi aderenti alla Confesercenti. A tre anni dalla scadenza del precedente accordo, dopo un negoziato particolarmente lungo, condizionato dal perdurare della crisi dei consumi e delle conseguenti difficoltà per le piccole e medie imprese che operano nel settore.

Confesercenti e i sindacati dei lavoratori FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS hanno infatti raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi, che coinvolge circa 400.000 lavoratori dipendenti in tutta Italia e oltre 4000 nella sola provincia di Bergamo.

L’intesa avrà validità fino al 31 dicembre 2017, definisce un aumento salariale a regime al 4 livello di 85€ in tre tranche (45 euro luglio 2016, 16 euro novembre 2017, 24 euro ad agosto 2017) e stabilisce l’erogazione di un importo forfetario a titolo di una tantum pari a 290 euro (80 euro a gennaio 2017, 80 euro a novembre 2017, 80 euro ad aprile 2018, 50 euro ad agosto 2018) per sanare la carenza contrattuale.

Nell’ipotesi di contratto firmata, c’è anche un protocollo di intesa sulle aperture domenicali e festive nel settore commercio, attraverso il quale le parti si impegnano a verificare, al secondo livello di contrattazione, le condizioni per la chiusura in almeno 12 giornate domenicali o festive all’anno, delle attività commerciali.

In considerazione dell’intensificazione dei picchi di lavoro per le località turistiche viene inoltre demandata al livello decentrato la possibilità di stipulare accordi sull’attivazione dei rapporti di lavoro a termine riconducibili alla stagionalità ed esclusi dalle limitazioni quantitative previste dalla normativa vigente. Tra gli altri punti qualificanti la governance della bilateralità di settore e il welfare contrattuale, con la conferma del capitolato contrattuale riferito all’assistenza sanitaria integrativa.

Soddisfazione in casa FISASCAT di Bergamo. “Il rinnovo contrattuale sottoscritto con la Confesercenti rappresenta una svolta per le lavoratrici ed i lavoratori del settore commerciale ai quali finalmente viene riconosciuto un congruo incremento salariale e un avanzamento della normativa in linea con le intese già raggiunte nel comparto. L’idea poi di demandare al livello territoriale la possibilità di concordare chiusure festive non può che trovarci d’accordo. È sempre stata questa una delle nostre battaglie più convinte”, ha dichiarato il segretario generale Alberto Citerio.

Mercato del lavoro, classificazione del personale, orari sono tra gli altri elementi dell’accordo.La firma del contratto nazionale terziario, distribuzione e servizi Confesercenti costituisce per i lavoratori una risposta concreta, ma il settore è ancora in attesa del contratto nazionale della distribuzione cooperativa e di Federdistribuzione.

Per Maurizio Regazzoni, segretario generale di UILTCS UIL Bergamo, "il rinnovo del contratto rappresenta un risultato importante per i lavoratori del terziario, centra gli obiettivi del sindacato di aumentare e allineare le retribuzioni dei lavoratori del settore, di ridare forza ad un sistema contrattuale razionale ed omogeneo e favorire concorrenza leale fra le imprese. Il rinnovo definisce altresì norme di flessibilità dell'orario ordinario di lavoro e adegua l'istituto del rapporto a tempo determinato con l'obiettivo di stabilizzare i rapporti di lavoro"

Finalmente viene colmato un vuoto normativo, aperto da oltre due anni – dice Mario Colleoni, Segretario della FILCAMS CGIL - Ai lavoratori viene dato il giusto riconoscimento salariale. Allo stesso tempo ci auguriamo però che a breve possa essere rinnovato il CCNL della distribuzione cooperativa che vede una trattativa in corso, mentre purtroppo non possiamo non ricordare la posizione di chiusura dimostrata fino ad oggi da parte di Federdistribuzione, che nonostante lo sciopero dei lavoratori nel mese di maggio, non ha voluto riprendere il negoziato e che sembra non voler ammettere che la crescita non si genera con la diminuzione del costo del lavoro, soprattutto in un settore, come quello del terziario che ha fortemente bisogno della ripresa dei consumi”.

Pubblicato in Comunicati

Ancora una volta i lavoratori del Centro Sportivo di Seriate si ritroveranno in presidio, questa volta davanti al comune, per protestare contro l’intenzione dell’amministrazione di chiudere la struttura per ristrutturarla e affidarne la gestione a seguito di un bando che non garantirà a riassunzione del personale oggi in forza, 13 dipendenti, lavoratrici part-time, donne con figli a carico e un’anzianità lavorativa di 10 anni e tutte tra i 40 e i 45 anni, dunque difficili da ricollocare.

Il presidio, organizzato dal sindacato Fisascat Cisl Bergamo, si terrà davanti al Comune, lunedì prossimo 6 giugno, dalle ore 10. Mentre lavoratori e “simpatizzanti” stazioneranno all’ingresso, une delegazione consegnerà al sindaco le centinaia di firme raccolte per chiedere di inserire la clausola di salvaguardia dei posti dei lavoro nel prossimo bando d’appalto. “C’è chi questo centro l’ha aperto, nel senso che lavora qui dal giorno dell’inaugurazionesottolinea Terry Vavassori della FISASCAT CISL di Bergamo. - Non si può pensare che il centro possa andare avanti da solo. I lavoratori ne sono da sempre il motore”.

Pubblicato in Comunicati

Alta adesione e grande riuscita dello sciopero indetto dai sindacati FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL, UILTUCS UIL con il flash mob, ormai “tradizionale” per le mobilitazioni della categoria. Sabato 28 maggio è stato realizzato un presidio itinerante a Curno, tra i negozi Decathlon, Oviesse, Leroy Merlin e con un “blitz” nel Centro Commerciale con la consegna simbolica della scatola con le banconote da 15 euro (a simboleggiare l’aumento inserito arbitrariamente da Federdistribuzione in busta paga al posto dell’atteso rinnovo del CCNL)

Pubblicato in Comunicati

Sciopero doveroso” contro la “tabula rasa dei diritti”, fra estrema liberalizzazione di turni, lavoro serale, festivo, abbassamento del salario e diminuzione dei permessi retribuiti: così, nelle prime due mobilitazioni del 7 novembre e del 19 dicembre, avevano motivato la protesta i dipendenti della Grande Distribuzione, cioè di supermercati e ipermercati di aziende aderenti a Federdistribuzione (circa 300 mila in tutto il paese, 5 mila a Bergamo e in provincia). In questi mesi la loro difficile situazione non è cambiata, dunque sarà di nuovo sciopero, sabato 28 maggio, in tutt’Italia.

Da ormai due anni e mezzo si protrae il negoziato per la definizione di un Contratto collettivo nazionale di lavoro per catene come Auchan, Iper, Coin, Carrefour, Esselunga, Leroy Merlin e le aziende commerciali del Gruppo Percassi.  I lavoratori di tutte queste aziende, nella provincia di Bergamo, sono invitati a partecipare al presidio che si terrà davanti al Centro Commerciale di Curno, sabato mattina dalle ore 10.00 alle 12.00.

Torniamo a denunciare il fatto che, per il mancato rinnovo, esiste una differenza di salario di oltre 1.000 euro all’anno tra questi lavoratori e quelli di aziende associate all’altra controparte, Confcommercio, con cui un Contratto nazionale è stato invece rinnovato - ripetono Mario Colleoni di FILCAMS CGIL, Alberto Citerio di FISASCAT CISL e Maurizio Regazzoni di UILTUCS UIL di Bergamo - Oltre alla perdita di salario c’è il tentativo di procedere con regole proprie chiedendo flessibilità infinita ai lavoratori".

"In particolare, la decisione unilaterale di erogare un anticipo salariale di 15 euro ai lavoratori - continuano - è da respingere in toto perché è di fatto un tentativo per depotenziare le legittime richieste di lavoratori e sindacati, agendo al di fuori di regole condivise. L’obiettivo della controparte è solo quello di ridurre drasticamente il costo del lavoro. Siamo disponibili a trattare ribadendo che il Contratto nazionale va sottoscritto evitando il tentativo delle aziende aderenti a Federdistribuzione di destrutturare la contrattazione”.


Scarica il manifesto dello sciopero

 

Pubblicato in Comunicati