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Unione Sindacale di Bergamo

Calendario e appuntamenti - Bergamo - CISL Bergamo
Lunedì, 22 Settembre 2014 13:30

La Cisl Bergamo punta sulla sussidiarietà

Nel volgere di soli due anni, dal 2010 al 2012, i comuni della provincia di Bergamo hanno perso qualcosa come il 30% dei trasferimenti statali. Nello stesso periodo, la tassazione locale è cresciuta di oltre il 18%, con una spesa complessiva valutata in circa 720 milioni di euro (calata del 2% circa in due anni) e una spesa per i servizi sociali che scende di oltre 3 punti percentuali e si assesta sui 110 milioni di euro. Sono i dati che emergono da una prima lettura della ricerca condotta dal Dipartimento Welfare della Cisl Bergamo e della Federazione Pensionati, in preparazione del confronto con le Amministrazioni locali per la definizione dei piani di zona nei vari ambiti in cui la provincia è divisa.

Il Piano di Zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti istituzionali e comunitari per la programmazione dei servizi e degli interventi sociali sul territorio dell'ambito. La ricerca Cisl Bergamo è partita analizzando diversi fattori. Innanzitutto, si è visto che l'andamento dell'economia (primo trimestre 2014 sull'anno precedente) segnala un'inversione di tendenza con una crescita della produzione del 2/3% anche se continua la tendenza negativa nel settore commerciale (- 2%), particolarmente accentuato nel settore degli alimentari (-5,2%); l'indice di povertà assoluta cresce al 6,5% (nel 2005 = 4,2%). Nel 2012 l'assegnazione agli ambiti della nostra provincia per il sociale è consistita in 14.045.251 euro ( nel 2008 erano 20.391.765) e non sono previsti aumenti per il 2014.

L’investimento dei comuni sul sociale in regione Lombardia è calato a 124 euro procapite (127 € nel 2010); nel Paese l'incidenza dei servizi sociali locali  sul Pil scende nel 2011 dallo 0,46% allo 0,44%. La variazione di spesa sociale per i Comuni lombardi nel biennio 2010 – 2011 ha registrato un ridimensionamento sulla spesa per la povertà-disagio adulti (-9,4%), per immigrati e nomadi (-5,6%), per gli anziani (-5,3%), per famiglia e minori (-2,9%); cresce invece la spesa per i disabili (+ 9%).

Dall'analisi del contesto socio-demografico ed economico della nostra Provincia emerge una situazione che riflette nella sua tendenza di massima il quadro nazionale – sottolinea Francesco Corna, segretario Cisl Bergamo - ci troviamo di fronte ad una crescita esponenziale dei bisogni socio-assistenziali a fronte di una rilevante precarietà e frammentarietà delle risorse evidenziatasi nel corso dell'ultimo lustro. L'intervento sul Welfare sociale diviene cruciale per la salvaguardia e la tutela, unitamente al benessere dei nostri concittadini, della coesione sociale dei nostri territori; i Piani di zona devono divenire l'occasione per un intervento capace di affrontare con incisività le sfide in atto  caratterizzando in modo innovativo il protagonismo (e il peso) della società civile. Fondamentale quindi una decisa pressione su R.L. affinché faciliti e supporti il processo di prossimità disponendo normative e risorse che facilitino la programmazione dei servizi assistenziali nei territori: risorse certe e stabili, non indirizzate, legate alla programmazione triennali e adeguate al nuovo contesto di bisogni.

La ricerca del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo fa emergere alcune curiosità: tra i comuni più colpiti dalla scure dei tagli centrali Carvico e Levate risultano le vittime più impoverite: in confronto al 2010, nel 2012 hanno avuto rispettivamente trasferimenti inferiori del 96 e del 92 %. Tagli importanti anche a Calcinate (72) e Gorle (60). L’aumento dei tributi locali ha invece interessato tutta la Provincia, con punte del 114% a Scanzorosciate, 102 a Tavernola e 95 a Moio de’ Calvi. In entrambe le classifiche non mancano, tuttavia le eccezioni: Viadanica e Bossico si sono visti aumentare i trasferimenti dello Stato del 24 e del 61%. Di contro alcune amministrazioni sono riuscite a contenere, se non a diminuire il peso delle tasse comunali, come Boltiere (- 14%), Bagnatica (-12) e Sarnico (-13).

Di certo di evince che la Spesa Sociale dei paesi e degli ambiti territoriali è ovunque scesa: di oltre il 10% nella zona di Seriate, del 5 a Treviglio e dell’8 nell’Alto Sebino. Anche qui non mancano le preziose eccezioni: la Valle Cavallina ha comunque aumentato la spesa sociale del 25%, aumentando la propria propensione all’investimento nel Welfare di un ulteriore 2 %

La strategia che dovrà impegnare la nostra Organizzazione nel prossimo appuntamento con i Comuni per la predisposizione dei Piani di Zona 2015 – 2017 – prosegue Corna - dovrà orientarsi (e concentrarsi) verso la realizzazione di una sussidiarietà diffusa e realmente praticata (sostenuta e rivendicata dalla Cisl sin dagli esordi della 328/00), di concerto con le novità contenute nel Disegno di legge di riforma del Terzo Settore. Ciò significa richiedere l'istituzionalizzazione della relazione fra Ambiti e OO.SS. tramite, ad esempio, incontri periodici per accompagnare l'esecuzione e la realizzazione dei P.d.Z. nelle specificità territoriali. “Analogamente – sottolinea Michele Bettoni, segretario generale di Fnp Cisl Bergamo -, con appositi protocolli, bisognerà impegnare il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per un confronto preventivo su temi di carattere trasversale con il fine di esprimere e condividere (concertare) orientamenti vincolanti l'insieme dei territori tali da garantire omogeneità di trattamenti (es.: ISEE, Appalti, LEPS provinciali, regolamenti di accesso ai servizi, etc.). La Sussidiarietà diviene quindi l'asse centrale della nostra attenzione e rivendicata come obiettivo strategico, fondamentale per misurare la nostra capacità di intervenire sul  governo del territorio in una dimensione partecipata. L'attiva presenza nella programmazione delle risposte assistenziali permetterà al Sindacato di esercitare nei territori un ruolo di protagonismo e di responsabilità che si riallaccia concettualmente al Welfare di Comunità (in più occasioni rivendicato dalla Cisl), fondamento e occasione per la coesione e l'inclusione sociale”.

L’auspicio del sindacato di via Carnovali, inoltre, è che si arrivi al più presto all'aggregazione dei servizi in gestione associata. “Alla eccessiva polverizzazione esistente, con radici in un campanilismo irrazionale, deve sostituirsi la programmazione di Zona, attraverso l'aggregazione dei Comuni, che permette risparmio, efficienza e qualificazione delle funzioni”.

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Da una ricerca della Cisl Bergamo emerge che nel volgere di soli due anni, dal 2010 al 2012, i comuni bergamaschi hanno perso il 30% dei trasferimenti statali. Nello stesso periodo, la tassazione locale è cresciuta di oltre il 18%, con una spesa complessiva valutata in circa 720 milioni di euro (calata del 2% circa in due anni) e una spesa per i servizi sociali che scende di oltre 3 punti percentuali e si assesta sui 110 milioni di euro. 

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Lunedì, 08 Settembre 2014 12:51

Passo spedito per l’anticipazione sociale

Già molte decine di lavoratori hanno preso contatto con gli uffici della Cisl Bergamo di via Carnovali dove, dallo scorso 15 luglio è attivo lo sportello di anticipazione sociale che offre l’opportunità per tutte le lavoratrici e lavoratori assunti in unità produttive situate in Regione Lombardia, posti in cassa integrazione a zero ore, straordinaria o in deroga, di chiedere su base volontaria l'anticipazione della relativa integrazione salariale.

In considerazione dell'attuale situazione che si riscontra di ritardi nell'approvazione degli ammortizzatori sociali – sottolinea Giacomo Meloni, della segreteria CISL di Bergamo -, e di conseguenza, il forte ritardo nell'acquisizione dell'integrazione salariale per i lavoratori , che genera forti ripercussioni nelle famiglie, l'anticipazione sociale, frutto di un accordo fra sindacato, Regione Lombardia, Finlombarda e sistema bancario, è una opportunità che non va persa”.

Ad oggi le banche che si sono rese operative con i propri sportelli per attuare l'anticipazione sociale anche a Bergamo e provincia sono Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo, BCC del Basso Sebino, BCC di Caravaggio, Cassa Rurale di Treviglio, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio.

Purtroppo ad oggi non sono operativi importanti istituti di credito, che pure avevano inizialmente manifestato la volontà di aderire all'iniziativa, come UBI e Uni Credit, per altro molto presenti e diffusi nella bergamasca”.

L'invito e l'auspicio della CISL di Bergamo è che “altre banche decidano in tempi celeri di dare operatività in collaborazione con il sindacato all'anticipazione sociale, iniziativa utile ad alleviare oggi le sofferenze economiche di tante famiglie, e che vede  il fondo costituito a livello regionale garantito da Regione Lombardia tramite Finlombarda”.

I documenti richiesti alla lavoratrice e al lavoratore per inoltrare alla banca la richiesta di anticipazione sociale sono, la carta d'identità o il passaporto per gli stranieri, il codice fiscale, la lettera dell'azienda che comunica la procedura e il tipo di ammortizzatore sociale utilizzato e in che misura, l'ultima busta paga, copia dell'accordo sindacale, SR41 in caso di richiesta di arretrati, e una dichiarazione del datore di lavoro,  modulo questo che, è opportuno ritirare preventivamente presso i nostri sportelli o richiederlo in via telematica.

Le pratiche si effettuano tutte su appuntamento nei giorni di Martedì e Giovedì dalle 9 alle 12,30 previa prenotazione al numero 035 32 4131 della Cisl Bergamo, e/o contattando le categorie della CISL che sono pronte ad aiutare i lavoratori nella predisposizione dei documenti necessari.     


Elenco delle banche aderenti aggiornato al 12 settembre 2014:

- Monte dei Paschi di Siena
- Banca di Credito Cooperativo del Basso Sebino
- Banca di Vigevano Credito Cooperativo
- Banca di Credito Cooperativo Borghetto Lodigiano
- Banca di Credito Cooperativo Colli Morenici del Garda
- Intesa Sanpaolo
- Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio
- Cassa rurale Treviglio
- Banca di Bedizzole Turano Valvestino
- Credito Valtellinese
- B-anca Popolare di Sondrio
- Banco di Brescia Spa
- Banca Popolare di Bergamo
- Banca di Valle Camonica
- Banca Regionale Europea SpA
- Banca Popolare Commercio & Industria 

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Grazie all'accordo sottoscritto in Regione, le risorse destinate al Fondo sociale regionale tornano a 70 milioni di euro, ai livelli degli anni scorsi. L'intesa, firmata da CGIL, CISL e UIL della Lombardia, e dai loro sindacati dei pensionati, con l'assessore alla Famiglia, Maria Cristina Cantù, eleva infatti lo stanziamento regionale, che a inizio anno era stato previsto in 58 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti di aver contribuito a riportare il Fondo alla cifra degli scorsi anni, perché queste risorse serviranno ad aiutare molte famiglie fragili, permettendo ai Comuni di implementare i necessari servizi sociali – afferma Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia -. L'intesa, inoltre, stabilisce che l'intero ammontare dello stanziamento venga trasferito ai Comuni per la programmazione dei Piani di Zona”.

Nell'accordo si prevede inoltre di aprire, a settembre, un confronto per arrivare ad una bozza di regolamento-tipo per l'applicazione del nuovo Isee nei circa 1500 Comuni lombardi. “Lavoreremo insieme a Regione e Anci – sottolinea Petteni – per arrivare ad un regolamento-tipo che porti ad una maggiore ~equità nell'applicazione del nuovo Isee nei servizi alle famiglie erogati dalla Regione e dagli enti locali”.

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Sono 47 gli accordi aziendali stipulati dalle categorie Cisl Bergamo (sui 150 regionali) nel corso del 2013. E' il dato che emerge dall’Osservatorio contrattazione della Cisl Lombardia nel suo annuale rapporto, redatto dal responsabile, il bergamasco Giorgio Caprioli. La Cisl Bergamo è il territorio che per l’anno trascorso ha prodotto il maggior numero di accordi. Accordi in difesa del lavoro, ma ci sono anche intese sul salario, orari e welfare.

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Il Coordinamento Donne della Cisl Bergamo informa che per il triennio 2013–2015 c'è la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, dei voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi. 

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“La solidarietà è un gesto semplice”. Così la Cisl Scuola regionale ha saputo concretizzare a favore di chi sta peggio uno slogan e un modo di essere dei suoi dirigenti. Nella sede CISL di via Carnovali a Bergamo, si è infatti realizzato l'11 luglio 2014 un percorso di solidarietà che i dirigenti  della CISL Scuola della Lombardia hanno pensato e messo a punto nell’ambito di un corso di formazione: hanno infatti deciso di destinare risorse proprie per intervenire a favore di situazioni particolari, per mettere in atto azioni concrete di aiuto.

Tra l’altro, l’operazione ha raggiunto un duplice obiettivo: sono state infatti acquistate 20 biciclette da una ditta, la Leri Biciclette di Muggiò, in provincia di Monza, che, di questi tempi e come tante altre realtà industriali, non attraversa certo periodi di floridità commerciale, e verranno regalate a altrettante realtà sociali che si occupano di altre difficoltà.

Vincenzo d’Acunzo, segretario generale della CISL Scuola Bergamo, ha consegnato le prime due biciclette a altrettante associazioni della Provincia: la Casa Mater della Celadina, e il Banco di Solidarietà di Treviglio.

Il Progetto “Condominio Solidale Mater” nasce con lo scopo di promuovere l'inclusione sociale di donne sole o con minori in situazioni di difficoltà abitativa, garantendo loro appartamenti (di proprietà del Comune e gestiti dalla Cooperativa Ruah e dalla Caritas) a prezzi calmierati e favorendo relazioni di vicinato solidale tra persone in condizione di lieve fragilità o semplicemente in cerca di un alloggio. 
La principale attività del Banco di Solidarietà, invece,  è il reperimento delle derrate alimentari, beni a lunga conservazione o di pronto consumo, che vengono distribuite agli assistiti della provincia.

Alla veloce “cerimonia” era presente anche Mimma Pelleriti, responsabile per la segreteria Cisl Bergamo per la marginalità sociale. “A casa Mater – ha detto - ci sono molte donne che non hanno la patente, è stato questo il  pensiero che mi ha fatto preferire loro. E' un gesto semplice quello di una persona che mentre "studia" la solidarietà decide di farla e nel farla mette insieme al dono la capacità di legare molti fili : il suo gesto, il destinatario, l'acquisto nell'azienda che ha difficoltà, la CISL che diventa ponte”.

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Sabato, 12 Luglio 2014 08:32

La solidarietà è un gesto semplice

Alla Cisl Bergamo si è realizzato un percorso di solidarietà che i dirigenti  della Cisl Scuola della Lombardia hanno concretizzato nell’ambito di un corso di formazione. Hanno deciso di destinare risorse proprie per intervenire  mettendo in atto azioni concrete di aiuto come l’acquisto di biciclette a favore di associazioni di intervento sociale. Le prime due biciclette sono andate a Casa Mater della Celadina e al Banco di Solidarietà di Treviglio.

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Sono concrete le proposte che la Cisl Bergamo ha posto sul tavolo del convegno del 2 luglio 2014 alla Casa del Giovane, alla presenza del “gotha” socio –sanitario della provincia. La riforma sanitaria della Regione Lombardia è da qualche tempo sotto la lente delle strutture territoriali della CISL, e anche a Bergamo il lavoro di ricerca e approfondimento della situazione e le possibili soluzioni hanno prodotto una serie di consigli e suggerimenti di cui si dovrà tener conto.

Il processo di Riforma Sanitaria Regionale, focalizzato sulle parole d'ordine di prossimità, presa in carico e continuità assistenziale, - ha detto Francesco Corna, segretario provinciale - si concentra sulla conferma della piena separazione fra le funzioni di erogazione delle prestazioni con l'Asl che si rafforza  nei soli compiti di programmazione, contrattualizzazione e controllo; spostamento/trasferimento dell'asse di cura dall'ospedale al territorio; definizione di un modello a rete per l'assistenza ospedaliera ed integrazione fra servizi sanitari e socio-sanitari. Contenere i costi, senza abbassare la qualità dei servizi, è la parola magica della riforma della Sanità regionale che la Giunta Maroni vorrebbe realizzare. Sul tema anche la CISL, mette in campo una serie di proposte concrete”.

La sanità bergamasca è un’eccellenza nel panorama nazionale. Con oltre 11mila dipendenti, dei quali circa  9.000 nelle strutture pubbliche, le 3 aziende ospedaliere e l'Asl, altri 2.000 impegnati nelle 8 cliniche della sanità privata; questi numeri comprendono oltre 1.500 medici tra primari e specialisti di intervento e cura, inoltre vi sono le componenti mediche nelle Commissioni di valutazione, nei distretti sanitari e nei servizi di prevenzione e controllo (circa 250). In campo socio – assistenziale,  più di 60 R.S.A. accreditate in provincia con circa 3.000 dipendenti, il 3° settore con altri 2.000, il cui valore in termini di professionalità e specializzazione entra a pieno titolo nel tema della salute. E ancora i professionisti della Sanità bergamasca cioè i medici di assistenza primaria (di Base) che sono 700, i Pediatri di libera scelta che sono  140.

Con la Riforma – ha spiegato Mario Gatti, segretario generale  FP CISL Bergamo - si chiede di  rimodulare un sistema sanitario complesso e specialistico che non può prescindere dalla partecipazione degli operatori stessi in un’ottica sempre volta al miglioramento del servizio e alla riduzione delle inefficienze e delle criticità”.

E' allora necessario investire nella fidelizzazione di tutti i precari che in anni di lavoro si sono formati una professionalità inserita nel sistema, già a costo e che pertanto va stabilizzata, rileggere i nuovi modelli e rivalutare i profili professionali alla luce di nuove responsabilità, nuovi investimenti in formazione per sviluppare una sistematica logica di rete di interscambio professionale tra ospedale e territorio. La CISL chiede maggiore formazione continua, non solo per operatori sanitari, ma anche amministrativi e tecnici per un’organizzazione più preparata verso il territorio e per tecnologia, con al centro il cittadino-paziente.

La forza del nostro sistema sanitario, riconosciuto di eccellenza, sono le persone.Sono i lavoratori, le operatrici e gli operatori della sanità e ora anche del socio- sanitario, del pubblico e del privato, ancora troppo differenti tra loro. A loro si chiede con assunzione di responsabilità di accudire alla nostra salute, di farlo con dedizione e ad alto livello di specializzazione. Gli ospedali e le cliniche bergamasche ci rappresentano ogni giorno l'alto livello delle prestazioni, ogni giorno dell'anno, con protocolli che nulla lasciano al caso. Non va però taciuto che su questo il sistema chiede ma non da: il ritardo dei rinnovi contrattuali , 5 anni per il pubblico, 7 anni per il privato, sono troppi per avere ancora giustificazioni, migliaia sono le ore straordinarie richieste e non pagate ed è quasi impossibile anche il recupero visto la carenza cronica di personale”.

Il riordino della struttura socio - sanitaria si fonda sulla necessità di differenziare la rete di offerta in una nuova visione del territorio pertinente ai diversi bisogni di salute per una continuità dell'intensità delle cure, per una risposta più confacente a tipologie di utenza dalle caratteristiche di cronicità e ai diversi bisogni di salute, per una riduzione dei ricoveri inappropriati (e quindi un recupero di risorse).

La ricostruzione della rete – ha detto Onesto Recanati, della segreteria FNP Cisl Bergamo - si qualifica intorno a quattro assi portanti: la presenza di Aziende Ospedaliere come centri di alta specializzazione; una rete satellitare di Presidi Ospedalieri Territoriali che vanno salvaguardati e una rete diffusa di strutture poliambulatoriali, da integrarsi con la esistente rete di ospitalità garantita in provincia da 62 Rsa e 10 Rsd”.

“Le risorse pubbliche sono sempre più scarse ma questo non deve impedire di riorganizzare un settore decisivo come la sanità, rendendolo più efficace e meno oneroso per i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie.

Quanto però immaginato e rappresentato nel disegno di riforma lascia scoperte incognite ed interrogativi che si riferiscono a più aspetti del sistema: sulla Compartecipazione, ad esempio non può essere che l'allocazione nel socio-sanitario, già di per se fonte di risparmio, divenga l'alibi per rompere il fronte delle prestazioni garantite senza oneri per gli utenti o loro famigliari. Ciò comporta una riflessione più ampia che entra nel merito della definizione dei Leps, tuttora incompiuta nonostante la manifesta esigenza richiesta da più parti sia nella riconferma dei Lea nella loro più completa accezione e significato da salvaguardare. Sulla Qualità, il riassetto regionale deve avere come presupposto fondamentale non solo la sostenibilità economica del sistema, ma pure la sua efficienza e la garanzia di un livello di qualità superiore all'attuale standard. Ciò significa che la ricostruzione della rete  deve saper valutare con oculatezza i riflessi ricadenti sui cittadini e sulle comunità per poter ricercare soluzioni che possano garantire livelli di servizi appropriati e sostenibili nel loro più pieno significato. Inoltre,  se il punto di forza della riforma consiste nello spostamento dell'asse di cura dall'ospedale al territorio ciò implica che la realizzazione del disegno è subordinata alla riuscita dell'intervento (impegnativo) su attori e soggetti ad oggi esclusi o figuranti con ruoli diversi. Pensiamo ad esempio al coinvolgimento delle RSA nell'evoluzione delle cure intermedie o alla prospettiva di radicale cambiamento per i MMG derivata dalla diffusione  capillare dei poliambulatori in chiave di concreta realizzazione dell'obiettivo di integrazione di prestazioni sanitarie e socio sanitarie in un unico piano di assistenza individuale”.

Il processo in corso presenta comunque diverse incognite tuttora non chiarite. Per la CISL di Bergamo tale trasformazione dovrà essere ripresa vincolandola con forza alla programmazione dei servizi nei luoghi deputati e appositamente designati dalle normative, in particolare gli uffici di piano e gli Ambiti, così come la metamorfosi del settore non potrà affidarsi completamente al libero mercato indice di una flessibilità esasperata controproducente sia per la qualità del servizio che per le tutele del lavoro.

Ugo Duci, segretario regionale CISL, ha illustrato l’insieme delle proposte del sindacato a livello regionale. “Aprire gli ambulatori la sera e la domenica, abolire i superticket e modificare il sistema delle nomine dei direttori generali sono strade da percorrere – ha sostenuto – così come l’introduzione di formule di mutualismo integrativo per coprire le prestazioni che vanno al di là dei cosiddetti livelli essenziali di assistenza”. 

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Lunedì, 30 Giugno 2014 10:50

Cisl Bergamo: Convegno "Bergamo in Salute"

Le proposte della Cisl Bergamo per la sanità bergamasca sono al centro di un convegno in programma mercoledì 2 luglio nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane di via Gavazzeni a Bergamo, a partire dalle 9. “La società cambia, si evolve. Le risorse pubbliche sono sempre più scarse ma questo non deve impedire di riorganizzare un settore decisivo come la sanità, rendendolo più efficace e meno oneroso per i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie”. Così Francesco Corna, segretario Cisl Bergamo, responsabile dell’area Welfare e Sanità, presenta il convegno “Bergamo in Salute”, durante il quale il sindacato di via Carnovali presenterà le proprie proposte per la riforma del sistema sanitario regionale, nella speranza di un arricchimento con i contributi delle realtà provinciali invitate a discutere.

“Si tratta – spiega Corna - di un confronto a tutto campo delle nostre proposte con gli attori principali della sanità bergamasca. La qualità, la prossimità e continuità della cura presuppongono un’organizzazione integrata, presidi ospedalieri, poliambulatori, consultori e medici di base per rispondere in maniera adeguata ai bisogni delle persone. Migliorare i servizi con una organizzazione che valorizzi le persone che operano e che lavorano nella sanità, più formazione e riconoscimento della professionalità e della responsabilità”.

Il programma del Convegno prevede l’introduzione da parte di Francesco Corna; i saluti del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori; la presentazione delle proposte CISL con Ugo Duci, segretario regionale Cisl Lombardia, e i contributi di Mara Azzi, presidente ASL Bergamo; Amadeo Amedeo, direttore dell’azienda ospedaliera Bolognini; Cesare Ercole, Direttore Azienda Ospedaliera Treviglio; Carlo Nicora, direttore dell’azienda Ospedaliera Giovanni XXIII; Francesco Galli, Presidente dell’ associazione Italiana Ospedalità Privata, e Guido Marinoni, segretario provinciale FIMMG.

Mario Gatti, segretario generale FP CISL Bergamo, e Onesto Recanati, segretario provinciale di FNP CISL, presenteranno le analisi delle categorie su Contrattazione e Territorio. Al termine le conclusioni di Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo.

Scarica la locandina "Bergamo in salute"

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