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Unione Sindacale di Bergamo

Calendario e appuntamenti - Bergamo - CISL Bergamo
Venerdì, 11 Agosto 2017 08:27

Salvi i lavoratori della Faber di Brignano

Faber Officine Meccaniche, storica realtà industriale di Brignano Gera d’Adda, passa di mano. Con un atto notarile è stato sancito l’accordo di trasferimento di ramo d’azienda dalla vecchia società alla Tecnoweld Italia di Capriate. L’obiettivo è di salvare mercato e occupazione, dando un’alternativa lavorativa ai lavoratori ancora impiegati presso lo stabilimento di Brignano.

Fim soddisfatta dell’intesa raggiunta

Senza l'intesa i lavoratori si sarebbero visti recapitare la lettera di licenziamento l’11 agosto. Dal punto di vista sindacale, l’accordo per l’affitto e le pratiche per gli ammortizzatori sociali dei lavoratori che hanno preferito seguire altre strade sono stati firmati dal solo sindacato FIM CISL Bergamo, per tramite di Massimo Lamera, che si dice particolarmente soddisfatto dell’intesa raggiunta, atto finale di un lavoro lungo diversi mesi. “Nonostante un posizionamento di mercato favorevole – ricorda Lamera - alcuni problemi finanziari hanno portato Faber a richiedere procedure concorsuali, dopo un anno di concordato preventivo è andata in fallimento nel mese di aprile 2017 e dopo tre mesi di esercizio provvisorio l’11 agosto avrebbe chiuso i battenti, messa all’asta e venduta a pezzi, facendo perdere la speranza di un futuro ad una trentina di lavoratori”.

Unica possibilità la ricerca di un acquirente

Nonostante l’interessamento di diverse società, l’unica azienda che concretamente si è fatta avanti, non solo a parole ma con interesse e denaro, è stata la Tecnoweld. "Grazie alla Tecnoweld – conclude Lamera -, non solo i lavoratori hanno avuto un’alternativa concreta, ma la professionalità dei lavoratori e il tessuto manifatturiero del territorio non vengono persi". Fondata nel 1970, Faber Officine Meccaniche ha una pluriennale esperienza nella lavorazione di gruppi per industria petrolchimica; particolari per industria ecologica; accessori per industria cementifera e per la siderurgia. Tecnoweld Italia S.r.l, nata nel 1994 e dal 2009 nella nuova sede di Capriate San Gervasio, è specializzata nell’esecuzione di saldature e lavorazioni meccaniche per conto terzi, cladding di componenti per impianti petrolchimici, oleodotti e gasdotti. Alle sue dipendenze più di 50 lavoratori. "È assolutamente positivo che un imprenditore della bergamasca vada in soccorso di aziende in difficoltà del nostro territorio. Ci sono tutti i presupposti per far bene" dice Teresa Cubello, che per FIM CISL segue Tecnoweld.

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Si apre uno spiraglio per la lavoratrice della Efi Reggiani di Grassobbio, licenziata la scorsa settimana e diventata, suo malgrado, simbolo di relazioni industriali non certo positive. L’azienda ha incontrato oggi 30 maggio una delegazione sindacale, con Fim Cisl e Fiom Cgil, comunicando che nei prossimi giorni incontrerà la ex dipendente per sottoporle due proposte: la ricollocazione in altra mansione, ma alle condizioni economiche e contrattuali preesistenti, o un incentivo economico.

Mi auguro che le parole della direzione di Efi Reggiani vengano confermate e che queste creino vere opportunità per la lavoratriceè il commento di Emanuele Fantini, segretario regionale di Fim Cisl Lombardia -. Inoltre, spero che la vicenda guidi le prossime relazioni sindacali con l’azienda su binari condivisi e meno conflittuali. La risposta di lavoratori e sindacati ha garantito che non si svendessero diritti e dignità di nessuno”. In azienda, intanto, prosegue il blocco degli straordinari fino a che la vicenda non sarà definitivamente, e positivamente, conclusa.


(Ufficio Stampa Cisl Lombardia)

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Cresce ancora il valore aggiunto bergamasco nell’organigramma della CISL regionale. Gli ultimi Congressi hanno infatti registrato quattro nuovi ingressi nelle segreterie lombarde di FIM, FLAEI, FISTEL e ADICONSUM.

Emanuele Fantini raggiunge infatti il collega bergamasco Andrea Donegà nella segreteria regionale dei metalmeccanici CISL, dove Enrico Civillini è stato riconfermato segretario generale. Simone Bellini, già numero uno della FLAEI di Bergamo (lavoratori dell’elettricità), è entrato anche nella segreteria regionale, con la conferma di Renato Parravicini alla guida della squadra lombarda. Luca Legramanti, numero uno della FISTEL bergamasca, è entrato a far parte anche della squadra regionale del sindacato dei tipografi e delle telecomunicazioni.

Infine, Mina Busi è entrata nella segreteria regionale di ADICONSUM, già guidata dall’orobico Carlo Piarulli. Così, salgono a undici i segretari regionali targati BG, di cui tre generali (Duci, della CISL, Milione, della Scuola, e Piarulli, ADICONSUM). 


ELENCO BERGAMASCHI
Emanuele Fantini e Andrea Donegà
(Fim Cisl Lombardia)
Simone Bellini
(Flaei Cisl Lombardia)
Luca Legramanti
(Fistel Cisl Lombardia)
Mina Busi e Carlo Piarulli
(Adiconsum Lombardia)
Diego Lorenzi
(Fisascat Cisl Lombardia)
Roberto Bertola
(Sicet Lombardia)
Danilo Mazzola
(Filca Cisl Lombardia)
Silvana Milione
(Cisl Scuola Lombardia
Ugo Duci
(Segreteria Cisl Lombardia)

 

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E’ stato presentata oggi 11 maggio a Milano, nel corso del X Congresso del Fim Cisl Lombardia, l’indagine “Giovani, lavoro e rappresentanza” promossa dai metalmeccanici cislini regionali e condotta a febbraio dall’Istituto Giuseppe Toniolo su un campione nazionale di 2000 giovani dai 20 ai 34 anni.

Qualche numero tratto dal focus

Il 63% dei giovani chiede nuove modalità di rappresentanza collettiva. La metà di chi esprime una domanda di struttura organizzata pensa che la forma più adatta possa arrivare da un rinnovamento degli attuali sindacati (31,7%), mentre per l’altra metà (sempre 31,7%) servirebbero nuovi sindacati, capaci di superare i limiti di quelli attuali nel rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Solo il 13% pensa che i sindacati non siano mai stati utili e non possano esserlo. Il 18,2% li considera rispondenti senza riserve. Poco più di uno su cinque (20,9%) li considera oggi utili ma con attenzione soprattutto alle vecchie generazioni e ai pensionati.

Capire meglio i bisogni dei ragazzi

La ricerca nasce dalla nostra voglia di ascoltare le ragazze e i ragazzi per capire meglio i loro bisogni, le loro aspettative e loro paure all’interno di una società e di un mondo del lavoro in profondo mutamento, per poi tradurli in risposte e opportunità - sottolinea Enrico Civillini, segretario generale del sindacato FIM CISL Lombardia -. I giovani ci consegnano un credito di fiducia che non possiamo sprecare e ci confermano che la strada intrapresa dalla FIM CISL di rinnovamento, costruzione di risposte ai nuovi lavori, collegamento virtuoso tra scuola e lavoro, sia quella giusta”.

L’idea di lavoro dei giovani

I giovani intervistati temono un lavoro con basse condizioni economiche. Cercano prima di tutto un lavoro che consenta di guadagnare abbastanza per non vivere alla giornata e progettare un proprio futuro (29,9%). La realizzazione nel lavoro viene spostata dopo tale obiettivo (25,3%). Il fattore di preoccupazione più importante è il protrarsi della permanenza al lavoro delle generazioni più anziane (73%). Rispetto a cosa può favorire le opportunità di lavoro, la sola intraprendenza personale è considerata sufficiente solo dalla minoranza degli intervistati (44,2%). Quasi il 70% ritiene che il governo con le politiche pubbliche e le aziende con i propri investimenti possano allargare le possibilità di occupazione. I sindacati, per la maggioranza dei giovani (51,6%) possono avere un ruolo positivo sulla possibilità che tali politiche vengano realizzate.

Alessandro Rosina, curatore dell’indagine

Oltre ai cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica e dall’automazione, emerge una forte preoccupazione verso gli squilibri generazionali nel mercato del lavoro e nella spesa pubblica di un paese che invecchia. Tutto questo alimenta un’ampia domanda di rappresentanza nelle nuove generazioni - commenta Alessandro Rosina, curatore dell’indagine e docente di Demografia e Statistica Sociale all’Università Cattolica -. Il sindacato può cogliere questa sfida se mostra di essere non solo un utile sportello di servizi e uno strumento per proteggere chi ha un posto di lavoro, ma soprattutto agendo in modo credibile per migliorare le condizioni generali per una presenza solida e qualificata delle nuove generazioni nei processi produttivi e sociali del sistema Paese”.

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Sciopero a sorpresa alla Elframo di Bergamo. L’azienda, produttrice di grossi elettrodomestici per collettività, ha annunciato nei giorni scorsi 15 esuberi tra gli 85 dipendenti.

Presidio di protesta nello stablimento

Nel pomeriggio di oggi (9 maggio), un’assemblea dei lavoratori ha deciso, con FIM CISL e FIOM CGIL, di scendere in sciopero e, nonostante l’acquazzone che si è scaricato sullo stabilimento di via Verga, una cinquantina di dipendenti si è resa protagonista di un “agguerrito” presidio, sotto le bandiere e gli ombrelli.Non sarà sciopero a oltranza. Confidiamo che la proprietà scenda a ben più miti ragioni, dopo la nostra protesta, e prenda in considerazione le proposte che abbiamo già inviato, allo scopo di aprire una trattativa che possa essere utile per tutti”. Emanuele Fantini della FIM CISL e Vittorio Tornaghi della FIOM CGIL hanno gestito gli ultimi avvenimenti in azienda.

La posizione dei sindaclisti

Da un po’ di anni, l’Elframo ha vissuto una situazione di alti e bassi: “Gli ammortizzatori sociali sono stati sempre utilizzati in modo oculato. Oggi, l’impresa deve fare scelte di prospettiva nel mercato, come chiediamo da tempo di fare, e sul personale, attraverso azioni di riqualificazione professionale. Il livello tecnologico degli impianti – dicono i due sindacalisti - è uno dei più elevati del territorio. Sarebbe bello vedere accompagnare gli investimenti tecnologici a investimenti formativi del personale”.

Per quanto riguarda la trattativa

Si chiede alla proprietà di rivedere la posizione e abbandonare la mobilità nelle modalità in cui è stata proposta. E’ necessario verificare l’utilizzo di nuovi ammortizzatori sociali in misura che sia utile all’azienda e ai lavoratori, e di trasformare la mobilità prospettata in mobilità volontaria, assecondata, magari, da un accompagnamento economico.

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Il sindacato FIM CISL Bergamo vince il rinnovo RSU in Lucchini RS ricevendo il maggior numero di voti (FIM 326, FIOM 311, UILM 182) che si traduce in 7 delegati FIM, 7 delegati FIOM e 4 delegati UILM. L’operatore FIM di Bergamo Luca Tonelli, che segue la fabbrica e la zona dell’Alto Sebino, dichiara: “E' un risultato che premia e valorizza il lavoro svolto dai delegati e la fiducia riposta in noi dagli iscritti, militanti e dipendenti che ci hanno votato, e ci sprona a dare ancora più cuore e forza nel lavoro di tutti i giorni, a cominciare dall’attenzione alla sicurezza e dal rinnovo del contratto aziendale che avverrà l’anno prossimo”.

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Giovedì, 06 Aprile 2017 09:15

Rinnovo RSU alla TESMEC di Grassobbio

La FIM CISL Bergamo si conferma e cresce nella RSU alla TESMEC di Grassobbio. L’azienda bergamasca è leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti speciali per la costruzione, la manutenzione di infrastrutture relative al trasporto di energia elettrica. Da pochi giorni è quotata in borsa a Milano e occupa 234 lavoratori.

L’elezione del 5 aprile (la prima dal 2009) ha sancito la maggioranza della FIM, che con 86 voti su 144 ha confermato i suoi due rappresentanti (Tiziano Gervasoni e Giuseppe Mendola i neo eletti), mentre la FIOM rimane a uno ( Roberto Cavalleri). “È il rimando positivo del proficuo lavoro svolto in questi annidice Emanuele Fantini, della segreteria FIM CISL di Bergamo -. Adesso sarà necessario affrontare la discussione per il nuovo integrativo”.

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Martedì, 28 Febbraio 2017 10:40

Documento finale al Congresso Fim Cisl 2017

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Lunedì, 27 Febbraio 2017 09:45

Non ci basta la rivoluzione 4.0

La Fim Cisl Bergamo chiude il Congresso territoriale dopo due appassionate giornate di confronto e una tavola rotonda di spessore incentrata sulla quarta rivoluzione industriale a Bergamo. Le elezioni confermano Luca Nieri come Segretario Generale. A dargli man forte in Segreteria, nel gestire la prima Fim d'Italia (12.600 iscritti) troviamo Giancarlo Carminati, Emanuele Fantini, Pier Capelli. La relazione di Luca Nieri

 

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Mercoledì, 22 Febbraio 2017 00:00

Non ci basta la rivoluzione 4.0

“Stay foolish…stay hungry”. Luca Nieri non lo cita. Ma il segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo riporta lo spirito di Steve Jobs all’interno della relazione congressuale, con la quale si è aperta la seconda assise della categoria dei metalmeccanici “Bergamo e Sebino Bergamasco”.

Il Congresso della prima Fim d’Italia

L’accenno alla follia arriva in coda, con una poesia: “abbiamo bisogno dei folli del presente, innamorati della semplicità, amanti della pace, liberi del compromesso, decisi a non tradire mai, obbedienti e insieme spontanei e tenaci, forti e dolci”. La “fame” caratterizza ogni riga della relazione del segretario della categoria “che nel 2016 ha superato i 12.600 iscritti, confermandosi la prima fra le categorie degli “attivi” della CISL di Bergamo e la prima FIM d’Italia”. Sono stati anni complicati per il settore in Lombardia, ora ci aspetta la sfida dell’Industria 4.0, che interessa tutte le realtà produttive ed è già stata colta in alcune fabbriche.

Una cultura partecipativa di pari dignità

Oggi assistiamo a modesti segnali di ripresa, - continua Nieri - anche se il clima di fiducia è molto debole. L’industria manifatturiera occupa, nella provincia di Bergamo, oltre 150.000 persone e , con un valore aggiunto vicino ai 10 miliardi di euro, ci proietta al secondo posto fra le province italiane ed europee. Anche per questo, oggi, opporsi al progresso tecnologico è un po’ come fermare l’acqua con le mani. Un sindacato che ignora questa sfida si renderà complice della sconfitta dei lavoratori e della loro esclusione dai processi produttivi e organizzativi. Diventa quindi prioritario far partire gli osservatori territoriali come elemento strategico di conoscenza del nostro settore nella nostra provincia, dei suoi problemi e delle sue potenzialità, in una cultura partecipativa di pari dignità, indicando e orientando le scelte su strade di prospettiva che ci portino tutti al di là del guado mantenendo un ruolo industriale di primo piano. La partita è aperta ed è tutta da giocare. La FIM è pronta e accetta la sfida, una sfida che deve riguardare tutti, dal mondo imprenditoriale a quello istituzionale”.

Un ruolo da protagonista nella contrattazione

Il 2017 sarà l’anno della contrattazione di secondo livello in varie grandi aziende del settore. Spesso il sindacato si è dovuto concentrare su strategie difensive e su percorsi di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori espulsi dalle aziende. Ma la sua presenza ha permesso di confermare la contrattazione in quasi tutte le realtà industriali. “Nelle prossime settimane prenderà avvio la stagione dei rinnovi contrattuali nelle aziende, tra le quali anche Brembo, Tenaris e Necta. La FIM, anche in questa tornata, saprà giocare un ruolo da protagonista elaborando idee e progettazione per ricercare soluzioni innovative e vantaggiose per le persone che rappresenta. In questi ultimi quattro anni l’attività contrattuale nelle aziende della provincia è stata viva e vivace: abbiamo rinnovato tanti contratti e siamo stati capaci di introdurre per la prima volta la contrattazione in diverse aziende, con un occhio alla tutela dei redditi e l’altro all’innovazione. Sempre più contratti hanno recepito aspetti di welfare, e la contrattazione futura insisterà parecchio su questo capitolo che consente di rispondere alle esigenze diverse delle famiglie e delle persone restando, comunque, sempre all’interno di una cornice contrattuale collettiva”.

La difficoltà di attrarre i giovani

E poi, i giovani, da tempo croce e delizia del sindacato. “La nostra base associativa è fatta da lavoratori sopra i 35 anni. È sempre più difficile per noi attrarre i giovani che, per decenni, sono stati invisibili per il sindacato e per le nostre politiche, dispersi in forme contrattuali precarie e fuori dalla contrattazione aziendale, dalle politiche del lavoro, dal welfare, dalla rappresentanza, dalla partecipazione sindacale. In questi anni si è solo teorizzata la solidarietà intergenerazionale, scaricando in realtà sui più giovani tutte le riforme del welfare, del mercato del lavoro e gran parte dei sacrifici per ripianare il deficit di finanza pubblica. Il risultato è che il nostro non è un Paese per giovani Se non si dà parola e cittadinanza organizzativa e politica a queste generazioni le si consegnerà inevitabilmente al populismo e poi di nuovo al fatalismo e all’indifferenza. Oltre a un serio e radicale intervento politico, noi vogliamo offrire ai ragazzi percorsi di impegno civile e un protagonismo attivo. Il Sindacato oggi si trova davanti a una grande sfida: quella di sapersi rinnovare, rispondendo alle esigenze di una società profondamente mutata e in evoluzione, tenendo insieme il cambiamento con i propri valori tradizionali e la propria storia”.

Il programma delle due giornate

Il congresso FIM continua nel pomeriggio, con la tavola rotonda “Bergamo 4.0? La quarta rivoluzione industriale nella seconda locomotiva d’Europa”, con Mario Barboni, Consigliere PD Regione Lombardia; Gianluigi Viscardi, presidente Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente; Luciano Pero, del Politecnico di Milano; Paolo Agnelli, presidente piccoli imprenditori Confimi, e Ferdinando Uliano, segretario nazionale FIM CISL. Domani, venerdì 24 febbraio, dalle 9, ripresa del dibattito congressuale e elezioni di Consiglio Generale, Segretario e segreteria.


Relazione di Luca Nieri

 

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