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Unione Sindacale di Bergamo

Calendario e appuntamenti - Bergamo - CISL Bergamo

Un nuovo scenario di crescita e sviluppo che faticosamente si sta assestando a livello nazionale, il territorio bergamasco gioca un ruolo importante di traino insieme alle aree più avanzate del paese. La pesante crisi vissuta in questi anni ha modificato profondamente il tessuto economico e manifatturiero incrementando la spinta innovativa e competitiva delle imprese.

Anche il sistema di relazioni sindacali è chiamato a interpretare in modo nuovo il proprio ruolo sui versanti delle politiche del lavoro, della centralità della qualificazione e formazione, del ruolo fondamentale che assume il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori nella produttività e competitività.

Il territorio bergamasco, per il patrimonio importante di relazioni sindacali che ha saputo costruire negli anni, può diventare un significativo punto di riferimento per rinnovate relazioni sindacali in grado di cogliere le sfide del cambiamento.

Se ne parlerà il 3 ottobre (ore 14.30) alla Sala Mosaico della Camera di Commercio in Piazza della Libertà a Bergamo.

Parteciperanno Giorgio Gori (Sindaco di Bergamo), Ferdinando Piccinini (Segretario Generale CISL Bergamo), Tiziano Treu (Presidente CNEL), Maurizio Stirpe (Vice Presidente Confindustria Nazionale) e Gigi Petteni (Segretario Confederale CISL).


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Sabato 20 maggio a Milano si svolgerà la marcia per l'accoglienza dei migranti, "Insieme senza muri", sul modello di quella di Barcellona del febbraio scorso. Adesioni all'iniziativa stanno arrivando da tutta Italia, da persone comuni come da personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica. Centinaia le sigle di associazioni, enti, cooperative. Si prevedono dalle 10 mila alle 20 mila persone.

La presenza della Cisl Bergamo

Anche il sindacato CISL Bergamo aderisce alla marcia a favore dell’accoglienza di rifugiati e immigrati. "Accogliere, nel pieno rispetto delle differenze di ognuno, è uno dei principi fondanti della nostra organizzazione – dice Gabriella Tancredi, segretario del sindacato CISL Bergamo -, che tutti noi cerchiamo di praticare nel nostro agire quotidiano. Ben sapendo le difficoltà che ogni migrante ha vissuto sulla propria pelle e di come sia sempre molto difficile ricominciare a vivere in un paese così diverso dal proprio e della complessità del fenomeno migratorio sia per chi accoglie e soprattutto per chi viene accolto, la CISL, insieme alla CGIL di Bergamo, ha pensato di dare il suo contributo , mettendo a disposizione un autobus che partirà dal piazzale dell’ex Gleno con un gruppo di migranti per partecipare appunto alla manifestazione di Milano".

Da Porta Venezia e piazza del Cannone

L'obiettivo è arrivare a un "superamento della Legge Bossi Fini" e all’approvazione della Legge sulla Cittadinanza. C’è "la necessità di rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e le istituzioni, la trasparenza, la qualità, il sostegno ai soggetti più fragili (i minori, le donne, i vulnerabili), la cultura dei diritti e della responsabilità". Il corteo nel capoluogo lombardo partirà alle 14.30 da Porta Venezia e l’arrivo è previsto in piazza del Cannone dopo circa un’ora di percorso.


- Il sito dell'evento

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In occasione del 23 Maggio 2017, a 25 anni dalla strage di Capaci, il Coordinamento Libera di Bergamo vi invita a due importanti appuntamenti di memoria e di impegno.

Memoria e impegno civile

Non solo una data della memoria, ma anche una giornata di impegno. Anche quest’anno, Libera Bergamo (alla quale il sindacato Cisl Bergamo aderisce) sceglie il 23 maggio - anniversario della strage di Capaci nella quale ha perso la vista il giudice Giovanni Falcone - per fare il punto sulle mafie in Bergamasca e per presentare il Dossier 2016, una raccolta di fatti e avvenimenti che mettono in luce la presenza e il radicamento della criminalità organizzata nella nostra provincia nel corso dell'ultimo anno.

Il punto sulle mafie in Bergamasca

L’iniziativa, organizzata per martedì 23 maggio alle ore 20,45 presso la sala Viterbi della Provincia di Bergamo (via Tasso 8, Bergamo), promossa da Libera Bergamo con il patrocinio della Provincia di Bergamo, si pone in continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni dall’associazione, culminato lo scorso anno con la pubblicazione del dossier che ha ricostruito la presenza delle mafie in Bergamasca dagli anni Sessanta al 31 dicembre 2015. Un impegno che ora diventa un appuntamento annuale: la serata del 23 maggio, infatti, permetterà di “aggiornare” il quadro della situazione bergamasca con le vicende del 2016. Sarà inoltre dedicato un apposito focus al tema dei beni sequestrati e dei beni confiscati presenti in Bergamasca. Il giorno prima, 22 maggio, all'Istituto Federici di Trescore Balneario si ricorderà Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il programma della serata

La serata, sarà moderata da Max Pavan, giornalista di Bergamo Tv, e vedrà i saluti di Matteo Rossi, Presidente della Provincia, e gli interventi di Francesco Breviario, Referente del Coordinamento provinciale di Libera, Luca Bonzanni, dell’Osservatorio sulle mafie in Bergamasca-Coordinamento prov.le Libera, Tarcisio Plebani, Referente beni confiscati di Libera Bergamo, Alberto Nobili, Procuratore aggiunto di Milano, e Luigi Guarisco, Referente regionale di Libera.


1) Il programma
2) La lettera di Libera

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Giovedì, 04 Maggio 2017 07:18

Riparte Bergamondo con venti squadre in gara

Domenica 14 maggio riparte Bergamondo, il trofeo calcistico che vede il sindacato Cisl Bergamo tra i protagonisti insieme a L’Eco di Bergamo , Csi e Fondazione Credito Bergamasco. L’evento coinvolge le comunità di stranieri radicate a Bergamo che decidono di mettersi in gioco stando insieme. Sin dal primo anno è stato un bell’esempio d’integrazione attraverso lo sport. ...

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Il mutualismo costituisce un grande tema suggestivo, quasi un mito delle origini, radicato nella memoria delle classi lavoratrici e popolari, ricordo di un tempo in cui le traversie e le sventure di una condizione avversa venivano affrontate insieme. Mito di una solidarietà immediata, diretta, viva, e proprio per questo simbolo di un ideale che non può tramontare, in quanto rappresentativo non solo di un passato glorioso, ma anche di un orizzonte futuro, irraggiungibile nella sua pienezza, ma degno di essere perseguito. In questo libro gli autori tracciano una sintesi storica delle società di mutuo soccorso prima e dopo la nascita dello Stato unitario, seguendone gli sviluppi lungo tutto il XX secolo nei diversi percorsi dei movimenti di ispirazione socialista e cattolica.

Oggi il mutualismo torna di attualità in quanto si evidenziano carenze nel sistema sociale istituzionalizzato e del pari si manifestano nuove esigenze e visioni che premono per percorrere altre strade. Il mutualismo segnala l'opportunità di muovere verso soluzioni che abbiano al centro i rapporti tra le persone, la solidarietà, la capacità di crescere e costruire assieme. Accanto a uno stato sociale che deve garantire a tutti i fondamentali diritti sociali, è necessario che sia la società stessa a organizzarsi in modo solidale affinché nessuno si senta escluso o non riconosciuto. Il mutualismo evoca tutto ciò e indica forme concrete e attuali di solidarietà.


La presentazione del libro (edito da Jaca Book) è organizzata da Cisl Bergamo, Acli Bergamo e ConfCooperative.  L'appuntamento è il 28 aprile (ore 18) nel Salone Riformisti del Lavoro della sede del sindacato Cisl Bergamo (via Carnovali, 88/a).


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Il convegno, organizzato dal sindacato Cisl Bergamo insieme ad Acli Bergamo (con il patrocinio dell'Università di Bergamo), verterà sulle politiche attive del lavoro organizzato. L'appuntamento è venerdì 5 maggio alle ore 15.30 presso l'Università di Bergamo, sede di Sant'Agostino (aula 5). In particolare si sottolinea l'importanza della tavola rotonda con la presenza del Prof. Dal Conte, Presidente Anpal.


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Scende la media del reddito femminile, mentre sale la “quota rosa” nell’occupazione in provincia di Bergamo. Sono questi due dati che saltano all’occhio nell’analisi che il servizio CAF del sindacato CISL Bergamo ha redatto studiando i redditi 2008/2016.

Italia al 50° posto del Gender Gap Report

Il raffronto degli ultimi 8 anni colpiti dalla grande crisi economica consegna un quadro solo parzialmente confortante: dall’osservatorio privilegiato dell’ufficio fiscale di via Carnovali (130.000 dichiarazioni ogni anno), emerge infatti che le donne lavorano di più, ma guadagnano ancora molto meno dei propri colleghi maschi, che nello stesso periodo hanno visto calare sensibilmente la quota di occupazione, ma salire considerevolmente il proprio stipendio.Siamo perfettamente in media con l’intero sistema Italiacommenta Gabriella Tancredi, segretario territoriale della CISL Bergamo che nell’ultima analisi del Gender Gap Report si è piazzato al 50° posto (su 144) nel ranking mondiale sulla disparità di genere secondo quattro sotto - indici: salute, istruzione, partecipazione economica e guadagno, e legittimazione politica, ma precipita letteralmente se si considera la sola voce guadagno. Un tonfo di 57 posizioni che declassa l’Italia al 117esimo posto, sotto la Costa d’Avorio e sopra il Giappone”.

Una forbice tra uomini e donne ancora ampia

Per analizzare i dati del CAF CISL, nel 2008, poco più di 24.000 lavoratrici dipendenti dichiaravano un reddito di 19.000 euro, mentre i dipendenti maschi, in 43.000, percepivano in media più di 25.000 €. Otto anni dopo, le dichiarazioni “al femminile” sono diventate 30.000 (ben 6000 in più), ma l’importo medio dei CUD è sceso a 18.703 €. Nello stesso periodo, la platea maschile dei dichiaranti al CAF bergamasco, si è ridotta di quasi 5000 unità, ma il loro reddito è cresciuto di oltre 2000 euro (da 25.521 a 27.788). “La forbice tra uomini e donne per le richieste di lavoro resta ancora ampia – ha dichiarato Tancredi –. Oggi poter facilitare la presenza femminile sul lavoro significa creare condizioni di carico ed equilibrio tra lavoro e famiglia che possano consentire la conciliazione dei tempi e dei contenuti delle attività”.

La ricerca della Camera di Commercio di Milano

La richiesta femminile a Bergamo è più alta che nelle altre provincie lombarde. Le donne sono preferite nell’abbigliamento, nell’industria dei gioielli, nel turismo, nei servizi operativi, nell’istruzione e nella sanità. Analizzate invece le imprese femminili che in Lombardia sono poco meno di 156 mila su un totale nazionale di 1,16 milioni: a livello lombardo crescono di oltre 1.500 nel rapporto con il 2015, ma sono oltre 17 mila in meno guardando al 2011.


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La CISL di Bergamo, con le sue categorie, ha firmato nel corso del 2016 circa 200 contratti di secondo livello: si va dalla buona contrattazione per il lavoro domenicale alla Simply di Verdello, alla costituzione della banca ore etica presso la Tino Sana di Almenno, al portale per il welfare diffuso nei paesi di Valcavallina e Basso Sebino.

Soluzioni innovative e diritti rafforzati

Nel corso degli ultimi anni, la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, ha portato a Bergamo soluzioni innovative, diritti rafforzati, welfare a favore della famiglia e incentivi economici assolutamente interessanti. “Risultati impensabiliprecisa Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - in assenza di un buon modello contrattuale, fatto da un CCNL solido, capace di dare indirizzi generali condivisi, e da un secondo livello in grado di rinforzare l’organizzazione del lavoro e la capacità di spesa del lavoratore. I tanti contratti “spuri” e “alternativi” censiti dal CNEL nel suo ultimo rapporto non garantiscono questi frutti a livello nazionale, né tanto meno locale”. Meloni legge con molta attenzioni i dati del CNEL e quelli dell’osservatorio CISL sulla contrattazione e ribadisce: “Non è possibile sapere quanti lavoratori a Bergamo subiscano gli effetti di una contrattazione “separata”, ma sappiamo che molte aziende che si riconoscono nei CCNL firmati da CGIL CISL UIL applicano anche ottimi contratti aziendali, cosa che non succede in altre aziende. E a rimetterci sono solo i lavoratori”.

Difendere la vera titolarità della contrattazione

Non è raro, ormai, trovare persone che lavorano fianco a fianco, svolgono lo stesso incarico, ma hanno contratti diversi. Succede spesso nel commercio, nei trasporti e nella cooperazione. A livello provinciale, due aziende metalmeccaniche vicine possono applicare due CCNL diversi, con forti disparità sia a livello salariale che normativo. Il CNEL ha recentemente pubblicato un report aggiornato circa i CCNL stipulati, dove emerge l’aumento del numero di Contratti Nazionali vigenti, soprattutto a seguito della proliferazione di sigle datoriali e sindacali di dubbia o scarsa rappresentatività. Erano 561 i contratti nazionali del 2013 sono diventati 618 nel 2014, 798 nel 2015, 757 nel 2016 e addirittura 809 nel marzo di quest’anno. Più 44,2% in quattro anni. Per la CISL si tratta di un fenomeno che non si può sottacere, che rischia se abbandonato a se stesso di allargare i rischi di un dumping contrattuale negativo e dannoso. Occorre invece, sulla base degli approfondimenti necessari e della esatta dimensione del fenomeno che si sta registrando, riflettere ulteriormente ed essere protagonisti di proposte che difendano la vera titolarità della contrattazione nazionale e del ruolo delle parti sociali veramente rappresentative.

Emblematico il caso del commercio

Sono 263 i CCNL firmati dalle categorie aderenti a CGIL CISL UIL, il 32,5% del totale. Questa apparente minoranza dei CCNL contrattati dai sindacati confederali deve ancor di più suonare come un campanello d’allarme circa l’ormai massiccio numero di contratti non rappresentativi: il raddoppio del numero di CCNL stipulati in soli 4 anni è dovuto soprattutto alla creazione esponenziale di accordi stipulati tra sigle autoreferenziali. Emblematica è la situazione del comparto del commercio, dove CGIL CISL UIL stipulano 22 CCNL, ma alla banca dati del CNEL ne sono stati depositati ben altri 170. “La battaglia contro il dumping contrattuale in Italia è urgente, e a livello nazionale vanno affrontante scelte coraggiose sulla rappresentanza, sostenute, oltre che sul piano legislativo, anche dalle parti datoriali. La Babele dei contratti fa pensare che sia arrivato il momento di dimostrare la responsabilità necessaria a valutare seriamente un passaggio di questo tipo, fatto però in modo da non ledere l’autonomia delle parti”.

Il contributo della Cisl Bergamo

Intanto, sul piano locale, Bergamo, con la CISL di Bergamo, ha dato un contributo consistente nella contrattazione territoriale. Sono stati 192 i contratti aziendali o territoriali, per oltre 15.000 lavoratori, firmati dalle categorie della CISL nel corso del 2016 in provincia, contro i 130 del 2015 e i 62 del 2013. La contrattazione rimane il motore prevalente dell’attività sindacale. Il “secondo livello” vede il territorio di Bergamo protagonista in Lombardia nel triennio 2013/2015. “Un’evidenza - conclude Meloni - che deve essere da sprone per tutti nel rafforzare maggiormente gli spazi contrattuali nelle aziende, cogliendo anche l’opportunità di una seppur tiepida, ripresa economica e della detassazione al 10% del Premio di Risultato oltre alla possibilità per il lavoratore di optare per azioni di welfare (completamente detassate) anziché per il salario”. Sui temi trattati nella contrattazione aziendale, il posto di rilievo lo mantiene comunque il salario, mentre al secondo posto si colloca il welfare in tutte le sue forme, compreso la Previdenza complementare e i Fondi sanitari. Nella graduatoria dei contenuti principali trattati nei rinnovi contrattuali, seguono poi, la sicurezza e l’ambiente, l’orario di lavoro e le relazioni sindacali, la formazione e formazione continua, e la stabilizzazione dei lavoratori precari.


Prospetto statistico

 

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I 455 delegati della CISL di Bergamo hanno rinnovato il Consiglio generale. Lo stesso è stato convocato per lunedì 10 aprile, quando avverrà l’elezione di segretario generale e segreteria. Ferdinando Piccinini, segretario generale uscente, ha presentato la sua candidatura e la richiesta di confermare l’intera squadra: Francesco Corna, Gabriella Tancredi e Giacomo Meloni.

Persona e lavoro al centro

Si è così conclusa la 18° assise dell’unione sindacale bergamasca, che ha vissuto una due giorni imperniata su “persona e lavoro”, come recitava il titolo del congresso. L’azione prioritaria proposta al congresso, ha detto Piccinini, “... è quella di avviare una forte azione di formazione tesa a valorizzare e rafforzare il ruolo dei delegati, delle RSU, degli operatori e dirigenti sulle nuove prospettive della contrattazione. Si conferma, con questo Congresso, la posizione della CISL Bergamasca di privilegiare la prossimità e la vicinanza dell’organizzazione attraverso il ruolo centrale del territorio”.

Attenzione rivolta all’occupazione giovanile

Bergamo deve tornare protagonista dando vita a un’alleanza sul territorio per lavoro e welfare, con l’attenzione rivolta all’occupazione giovanile, alle politiche attive e alle risorse contro la povertà. Creare lavoro è la vera priorità e non esistono scorciatoie. Il lavoro non si crea per legge, ma riorientando le politiche attuali e costruendo politiche nuove. E’ ora di chiudere una stagione di continue riforme normative. “Ma deve essere un lavoro qualificato – ha continuato Piccinini - Partiamo, in una strategia di incentivazione occupazionale vera e concentrata sui giovani, dall'apprendistato duale che deve diventare la modalità più comune per concludere un ciclo di studi e raggiungere una qualificazione. Se non affrontiamo in modo rinnovato i temi della qualificazione del lavoro, della formazione continua e delle politiche occupazionali, tutto il sistema di relazioni sindacali, nazionali e territoriali, rischia di rimanere fermo e poco incisivo”.

Il territorio al centro del protagonismo sindacale

Però, ha ammonito Ugo Duci, segretario generale della CISL Lombarda, … per rimettere davvero il territorio al centro del protagonismo sindacale, servono mezzi. Nessuno può essere protagonista senza aiuto, e quindi occorre che qualcuno con mezzi adeguati lo doti per essere protagonista: e ancora oggi troppi dei mezzi CISL necessari al territorio se ne stanno a Roma”. Una nuova organizzazione “federale”, ha dichiarato il leader lombardo, “potrà permettere che entro dieci anni ci possa essere un rinnovato gruppo dirigente in tutta la Lombardia, con molti più giovani di quanti ce ne siano oggi, formati e agguerriti”.

Bergamo punto di riferimento della contrattazione

Anche Gigi Petteni, della segreteria nazionale (che ha parlato nella prima giornata congressuale), si è mosso sugli stessi binari. “In un anno ci sono stati 19.000 contratti di secondo livello e Bergamo per questo è un punto di riferimento. Occorre costruire un sistema che nella transizione da un lavoro all’altro non lasci solo nessuno. La CISL non sarà ospedale da campo, ma vuole contribuire a creare un modello di inclusione partecipativa che parta dai territori”. “Welfare e lavoro rappresentano una grande sfida per la CISL -, ha concluso Petteni -. Il sindacato vuole essere più incisivo nelle politiche del territorio. I temi del lavoro e del sociale sono scomparsi nell’agenda politica. E invece noi abbiamo necessità di metterli al centro, a partire dalle aree più in difficoltà”.


La due giorni congressuale è stata messa in diretta streaming sul canale YuoTube Cisl Bergamo
Relazione della Segreteria Ust Cisl Bergamo
Ordine del giorno contro la violenza alle donne
Mozione conclusiva

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La Cisl Bergamo, per la prima volta, mette in streaming integrale il suo 18esimo Congresso territoriale. Le giornate del 29 e 30 marzo (inizio ore 9) saranno trasmesse in rete per dare la possibilità a chi non può essere fisicamente presente al Congresso di poterlo seguire in diretta streaming tramite PC, smarthphone o tablet. Basta collegarsi al canale YouTube Cisl Bergamo. --> La Relazione della Segreteria

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