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Unione Sindacale di Bergamo

Documenti

L'economia sommersa e le attività illegali in Italia valgono 208 miliardi di euro, il 12,6% del Pil. Si tratta di una stima dell'Istat per il 2015, e mostra una «brusca diminuzione» dell'incidenza della cosiddetta “economia non osservata” sul Pil. Dopo aver registrato una tendenza all'aumento nel triennio 2012-2014, sommerso economico e attività illegali sono scesi infatti di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente, quando valevano il 13,1% del prodotto interno lordo e sfioravano 213 miliardi.


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Mercoledì, 20 Settembre 2017 00:00

Proposte Cgil Cisl Uil sui temi previdenziali

Il documento unitario inviato il 19 settembre al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove sono illustrate le proposte di Cgil Cisl e Uil sugli argomenti oggetto del confronto sulla previdenza relativi alla "fase due" dell'intesa del 28 settembre 2016 fra Governo e sindacati. 

L’obiettivo dei sindacati nella “fase due” è quello di determinare risultati concreti sui punti fissati nel Verbale di sintesi, che vadano nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale, che rimane il riferimento del sindacato per una riforma organica del sistema previdenziale nel nostro Paese. 

I punti più significativi che poniamo in questa fase all’attenzione del Governo sono: 1) Revisione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione in relazione agli incrementi della speranza di vita; 2) Superamento delle disparità di genere delle donne e valorizzazione del lavoro di cura; 3) Flessibilità in uscita e sostegno alle future pensioni dei giovani; 4) Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni; 5) Separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; 6) Ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici; 7) Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci/Cumulo Gratuito; 8) Revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs dei dipendenti pubblici; 9) Emanazione del decreto di semplificazione delle procedure per il pensionamento in caso di lavoro usurante; 10) Verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati gestendo le problematiche aperte; 11) Rapida approvazione della legge di riforma della governance degli Enti previdenziali


1) Il documento

E' stato pubblicato il report di Unioncamere Lombardia (e il focus su Bergamo della Camera di Commercio) inerente l'andamento economico e del Mercato del Lavoro lombardo nel secondo trimestre 2017.

"Dall'indagine - precisa Giacomo Meloni, Segreteria Cisl Bergamo - si conferma una graduale crescita economica in Lombardia, che coinvolge anche Bergamo, sotto diversi aspetti. In particolare riguarda la crescita occupazionale e della produzione in quasi tutti i settori. Soffre, invece, maggiormente il tessile. Commercio e artigianato registrano un recupero. Si nota una sensibile riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali".


1) Il rapporto di Unioncamere 2° trimestre 2017
2) Osservatorio sulle imprese a Bergamo 2° trimestre 2017
3) Industria, artigianato, commercio, servizi e costruzioni in Bergamasca 2° trimestre 2017

Lo scorso 13 luglio è stato reso pubblico l’annuale Rapporto povertà dell’Istat con i dati del 2016. Non ha portato buone notizie: la povertà, sia assoluta che relativa, risulta in aumento seppur assai lieve (rispettivamente al 6,3% e al 10,6% delle famiglie) rispetto ai valori già alti fatti registrare lo scorso anno.

Dati in linea con gli ultimi quattro anni

Complessivamente la povertà assoluta riguarda 1.619.000 famiglie e 4.742.000 individui. Il dato si mostra in linea con quanto registrato negli ultimi quattro anni e testimonia un forte incremento della povertà a seguito della crisi economica. Non c’era mai stato un numero così alto di persone in tale condizione dal 2005, anno nel quale inizia la serie storica. La lettura dei principali dati mostra che la povertà assoluta si estende nelle zone del centro-nord, al di fuori delle aree metropolitane, evidenzia un forte aumento tra le famiglie numerose (quelle con tre o più figli minori passano dal 18,3% al 26,8%), mentre è contenuta tra i nuclei con almeno un anziano (3,9%). Interessa in misura assai significativa gli operai (12,6%), risulta lambire appena i dirigenti, i quadri e gli impiegati (1,5%) e mostra invece la crescita più sostenuta tra coloro che sono in cerca di un’occupazione (dal 19,8% al 23,2%).

Aumenta l’intensità della povertà

Inoltre è cresciuta nell’ultimo anno di due punti l’intensità della povertà (raggiungendo il 20,7%), che misura quanto sono povere le famiglie interessate ovvero quanto la loro spesa mensile è inferiore alla soglia di povertà. Tale soglia calcolata dall’Istat, al di sotto della quale la spesa per consumi del nucleo familiare non consente di avere una vita dignitosa, varia sensibilmente a seconda della collocazione territoriale e all’ampiezza del comune di residenza del nucleo nonché in base alla sua composizione: si va dai 492 euro al mese di un anziano over 75 che vive in un comune con meno di 50.000 abitanti del mezzogiorno ai 1.982 euro per una famiglia di cinque componenti in un’area metropolitana del nord.

2.734.000 famiglie in povertà relativa

Pur interessando oltre un quarto delle famiglie con stranieri, la povertà assoluta interessa comunque il 4,4% delle famiglie di soli italiani, percentuale che sale al 7,5% nel meridione. Le famiglie in povertà relativa sono più numerose: 2.734.000 che includono oltre 8.465.000 individui, la metà dei quali sono donne e quasi un quarto sono minori. Anche la povertà relativa tende a coinvolgere in misura assai più marcata le famiglie con minori (13,2% delle famiglie con 1 minore e 42% delle famiglie numerose) e le persone in cerca di occupazione (31%),e per entrambe si registrano gli incrementi più marcati rispetto all’anno passato.

Entra il Parlamento il Reddito d’Inclusione (Rei)

L’ampiezza del fenomeno, rimarcata dai recenti dati Istat, è tale che l’urgenza d’introdurre uno strumento universale di sostegno al reddito, come da tempo richiesto dalla Cisl e dall’Alleanza contro la povertà, risulta sempre più impellente. Proprio in questi giorni entra in Parlamento, a seguito della Legge Delega, il decreto attuativo sul Reddito d’Inclusione (REI) che, dopo essere stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, e superata la tappa della Conferenza Unificata, che ne ha per parte sua suggerito alcuni aggiustamenti, attende il parere delle Commissioni competenti prima di poter essere definitivamente approvato e reso operativo dal Governo.

L’obiettivo della universalità

Il provvedimento, che sarà operativo dal prossimo anno, rappresenta un’assoluta novità nel panorama delle politiche di contrasto alla povertà in quanto introduce per la prima volta su scala nazionale uno strumento strutturale ed organico di sostegno minimo al reddito connesso con un percorso di reinserimento socio-lavorativo, che costituisce un livello essenziale delle prestazioni. Il finanziamento limitato proveniente dal Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale non consente di estendere subito la misura a tutte le famiglie in povertà assoluta, ma il provvedimento parte con l’obiettivo della universalità e prevede che, in caso di incremento del fondo, attraverso un apposito Piano nazionale, con cadenza triennale e aggiustamenti annuali, possa essere progressivamente estesa la platea degli aventi diritto ed accresciuto gradualmente il beneficio economico. Inizialmente invece la platea dei beneficiari sarà ristretta ai nuclei in povertà con figli minori o disabili, con donna in stato di gravidanza, o con disoccupati che abbiano compiuto 55 anni.

L’impegno della Cisl per migliorare il Rei

Il REI è stato disegnato rispettando sostanzialmente i punti d’intesa del Memorandum siglato dal Governo con l’Alleanza contro la povertà, che è riuscita grazie alla validità della sua proposta e ad un continuo lavoro tecnico e politico prima a sollecitare adeguatamente le forze politiche sulla necessità d’introdurre la misura e successivamente ad influire sensibilmente sulle caratteristiche della stessa. La Cisl continuerà tuttavia a lavorare per migliorare la misura in Parlamento e per definire adeguatamente il Piano Nazionale di lotta alla povertà e all’esclusione sociale, chiedendo già dalla prossima Legge di Stabilità di rinforzare lo specifico Fondo, in modo da poter ampliare la platea degli aventi diritto, rendere il sostegno reddituale più consistente e rafforzare i servizi sul territorio. Questi ultimi necessari per gestire adeguatamente i progetti personalizzati di reinserimento socio-lavorativo previsti per i beneficiari.

L’attivazione di sedi paretecipative

Una volta che il provvedimento sarà approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri si attiveranno una serie di sedi partecipative, come richiesto dalla Cisl, che richiederanno un coinvolgimento ed un particolare impegno sindacale soprattutto sul territorio per gestire efficaci politiche d’inclusione.


Documenti:
1) Presentazione Rei
2) Decreto Rei
3) Sintesi Rei
4) Rapporto povertà 2016

 

"Migliorare il welfare per migliorare il Paese": è la prospettiva della Cisl per fronteggiare i nuovi e vecchi rischi sociali, per sostenere i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie alle prese con le pesanti conseguenze della 'lunga crisi'. ll Rapporto 2017 dell’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale mette a fuoco le le potenzialità di un welfare sempre più plurale, sussidiario e territoriale.


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Giovedì, 20 Luglio 2017 00:00

Il lavoro che cambia

Il Ministero del Lavoro ha recentemente tenuto un tavolo di confronto con le parti sociali finalizzato ad aprire una riflessione ed una serie di proposte sul tema del lavoro che cambia, sotto le spinte della digitalizzazione, della demografia e delle nuove forme di organizzazione del lavoro stesso.

Ne è scaturito un primo documento ufficiale (vedi allegati) che costituisce la base di proposte sul tema che il Ministero stesso ha già consegnato all'Organizzazione Internazionale per il Lavoro (che in occasione del proprio centenario ha aperto un confronto internazionale in materia) e che intende portare alla riunione del G7 sul lavoro che si terrà a Torino alla fine di settembre prossimo.

Il documento, dopo una lunga premessa, si concentra su proposte e linee guida per intervenire sulle questione della disoccupazione tecnologica, del rafforzamento delle competenze dei lavoratori, della qualità dell'occupazione, dell'occupazione giovanile, dell'economia delle piattaforme, sul potenziamento del welfare di sostegno e sulle dinamiche migratorie e relative all'invecchiamento della popolazione.

Lo stesso recepisce, a seguito anche dell'esito di diversi incontri tenuti in specifico con le organizzazioni sindacali, proposte e linee di intervento che la Cisl ha elaborato durante il percorso congressuale.

La Cisl è convinta che il dibattito attorno ai cambiamenti del lavoro, e conseguentemente alle azioni di promozione e di tutela anche innovative che vanno messe in campo, è destinato a caratterizzare sempre più il confronto tra le parti sociali e tra queste e i soggetti pubblici.


1) Il lavoro che cambia