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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 26 Gennaio 2015 08:27

Parcheggio ospedale: convenzione da rivedere

Non si possono tenere in ostaggio i lavoratori per risolvere problemi creati da altri”. La convenzione con i lavoratori delle ditte appaltanti dei servizi all’ospedale per l’utilizzo dei parcheggi a prezzo agevolato sta per scadere e, “come al solito,  si apre la pantomima su chi ci perde e su chi ci guadagna, mentre la Provincia, che è titolare del rapporto con la proprietaria del parcheggio, la BHP, non decide nulla”.

Francesco Corna, segretario territoriale del sindacato Cisl Bergamo, e Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo, sono sul piede di guerra. In questi giorni, infatti, oltre 650 lavoratori delle ditte che hanno appaltato i servizi all’interno del Papa Giovanni, cominciano a fare i conti sul costo del parcheggio: fino a oggi, infatti hanno ottenuto una riduzione a 0.50 l’ora al mattino e a 0.20 l’ora nel pomeriggio, a fronte di un costo per la “clientela” dell’Ospedale di 1.30 euro l’ora.

La scadenza della convenzione, prevista per fine gennaio, li riporterebbe a “salassi” quotidiani. Per questo i sindacati Cisl e Fisascat Bergamo chiedono di aprire oggi la discussione sulla questione: “una questione di non poco conto, considerando che la tariffa piena, o comunque non concordata e giusta, comporterebbe per i lavoratori delle cooperative una conseguente restrizione delle loro retribuzioni – dicono Corna e Citerio -, e i lavoratori non devono diventare ostaggio di chi vuole lucrare su di loro. C’è più che mai la necessità di un tavolo al quale chiamare Ospedale, Provincia, BHP, Comune e Organizzazioni Sindacali per dipanare una matassa che non fa che aggrovigliarsi sempre più”.

L’obiettivo della Cisl Bergamo è quella di avere costi parificati per tutti i lavoratori: i dipendenti dell’Ospedale, infatti, pagano una tariffa di 0.70 euro al giorno. “La provincia – concludono i due sindacalisti – non può limitarsi a fare l’arbitro in questa vicenda.  Ha stipulato la convenzione con BHP, ora deve vedere come fare per non “condannare” alcuni lavoratori a veri e propri furti legalizzati”.

 

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Giovedì, 18 Dicembre 2014 08:52

Tutele e servizi del sindacato Cisl Bergamo

Come ogni anno il sindacato Cisl Bergamo pubblica un dettagliato vademecum che riassume i riferimenti e i servizi che fornisce ai propri associati. Si tratta di un utile strumento di comunicazione che dà uno schema sintetico della struttura del nostro sindacato, nato per appoggiare le richieste dei lavoratori, cresciuto per garantirne i diritti, e giunto a oggi con una forma tale da coprire bisogni e richieste dei cittadini. Sfoglialo online.

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Non passa giorno che sulla stampa e televisioni locali non venga fatto con dovizia di particolari l'elenco della situazione sul versante occupazionale sempre più in difficoltà, a questo va aggiunto il dato della disoccupazione in costante crescita anche a Bergamo e Provincia.  Ai dati sopra citati, associamo le ricorrenti crisi aziendali già in corso da tempo o in fase di avvio, crisi che attraversano indistintamente i diversi settori merceologici presenti sul territorio. (continua)

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Sviluppare e condividere pensieri di prospettiva e di futuro con figure sensibili e competenti del territorio, ci aiuta ad uscire dallo schiacciamento sul notevole impegno quotidiano in cui tutti, operatori e dirigenti di categorie e servizi, siamo inevitabilmente coinvolti. Ci serve non solo per sostenere gli orientamenti e le “scelte politico strategiche” che abbiamo di fronte e che trovano negli organismi dell’organizzazione i passaggi decisionali di competenza. 

Ci serve anche e soprattutto per riconsiderare, nella necessità di tenere “ricomposto”, nel gioco tra motivazioni personali e lavoro che ognuno di noi fa, il senso, il valore e la ragione del proprio impegno di operatori e dirigenti dell’organizzazione. Ciò, dicendoci, ma anche ascoltando da altri che ci interessano, immaginari e rappresentazioni che ci aiutano, ci provocano, nel costruire le scelte che ci aspettano e che dipendono da noi.

Incontro con Stefano Paleari, Rettore Università di Bergamo
Salone Riformisti del Lavoro presso la Sede Cisl Bergamo - ore 16

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Giovedì, 09 Ottobre 2014 07:02

La Cisl si rinnova nell'unità

Annamaria Furlan è il nuovo Segretario Generale della Cisl. "La Cisl continuerà ad essere riformista, rigorosa, pragmatica. Solo un grande patto sociale può riaprire all'Italia l'orizzonte di speranza e futuro che merita". Così ha detto Annamaria Furlan dopo la sua elezione alla guida dell’organizzazione dopo le dimissioni di Bonanni nominato nuovo direttore del Centro Studi Firenze. La relazione.

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Giovedì, 25 Settembre 2014 09:35

Parte a Nembro l'Università Anteas Cisl Bergamo

Parte l’Università della Terza età alle 20,15, nell’auditorium Modernissimo di Nembro, sarà inaugurato il nuovo anno accademico dell’Anteas, il 18° organizzato dal gruppo operativo di Nembro, il 3° del ciclo di incontri sul tema «Paesi vicini seppure lontani», focalizzato in particolare su Sud Europa, Mediterraneo e Nord Africa. In cabina di regia, accanto all’Anteas, il Comune di Nembro, la parrocchia di San Martino, il Circolo Acli, l’associazione Gherim. L’incontro inaugurale dell’anno accademico, il primo dei venti in programma, avrà come tema «Etty Hillesum, una traccia per la speranza». Il relatore sarà fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino, dottore in teologia spirituale, nato nel 1964, che attualmente vive in Valle d’Aosta e che è autore di numerosi libri, tra i quali uno dedicato proprio a Etty Hillesum, ebrea, nata cento anni fa, morta ad Auschwitz. 

Il programma completo

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Lunedì, 22 Settembre 2014 13:30

La Cisl Bergamo punta sulla sussidiarietà

Nel volgere di soli due anni, dal 2010 al 2012, i comuni della provincia di Bergamo hanno perso qualcosa come il 30% dei trasferimenti statali. Nello stesso periodo, la tassazione locale è cresciuta di oltre il 18%, con una spesa complessiva valutata in circa 720 milioni di euro (calata del 2% circa in due anni) e una spesa per i servizi sociali che scende di oltre 3 punti percentuali e si assesta sui 110 milioni di euro. Sono i dati che emergono da una prima lettura della ricerca condotta dal Dipartimento Welfare della Cisl Bergamo e della Federazione Pensionati, in preparazione del confronto con le Amministrazioni locali per la definizione dei piani di zona nei vari ambiti in cui la provincia è divisa.

Il Piano di Zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti istituzionali e comunitari per la programmazione dei servizi e degli interventi sociali sul territorio dell'ambito. La ricerca Cisl Bergamo è partita analizzando diversi fattori. Innanzitutto, si è visto che l'andamento dell'economia (primo trimestre 2014 sull'anno precedente) segnala un'inversione di tendenza con una crescita della produzione del 2/3% anche se continua la tendenza negativa nel settore commerciale (- 2%), particolarmente accentuato nel settore degli alimentari (-5,2%); l'indice di povertà assoluta cresce al 6,5% (nel 2005 = 4,2%). Nel 2012 l'assegnazione agli ambiti della nostra provincia per il sociale è consistita in 14.045.251 euro ( nel 2008 erano 20.391.765) e non sono previsti aumenti per il 2014.

L’investimento dei comuni sul sociale in regione Lombardia è calato a 124 euro procapite (127 € nel 2010); nel Paese l'incidenza dei servizi sociali locali  sul Pil scende nel 2011 dallo 0,46% allo 0,44%. La variazione di spesa sociale per i Comuni lombardi nel biennio 2010 – 2011 ha registrato un ridimensionamento sulla spesa per la povertà-disagio adulti (-9,4%), per immigrati e nomadi (-5,6%), per gli anziani (-5,3%), per famiglia e minori (-2,9%); cresce invece la spesa per i disabili (+ 9%).

Dall'analisi del contesto socio-demografico ed economico della nostra Provincia emerge una situazione che riflette nella sua tendenza di massima il quadro nazionale – sottolinea Francesco Corna, segretario Cisl Bergamo - ci troviamo di fronte ad una crescita esponenziale dei bisogni socio-assistenziali a fronte di una rilevante precarietà e frammentarietà delle risorse evidenziatasi nel corso dell'ultimo lustro. L'intervento sul Welfare sociale diviene cruciale per la salvaguardia e la tutela, unitamente al benessere dei nostri concittadini, della coesione sociale dei nostri territori; i Piani di zona devono divenire l'occasione per un intervento capace di affrontare con incisività le sfide in atto  caratterizzando in modo innovativo il protagonismo (e il peso) della società civile. Fondamentale quindi una decisa pressione su R.L. affinché faciliti e supporti il processo di prossimità disponendo normative e risorse che facilitino la programmazione dei servizi assistenziali nei territori: risorse certe e stabili, non indirizzate, legate alla programmazione triennali e adeguate al nuovo contesto di bisogni.

La ricerca del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo fa emergere alcune curiosità: tra i comuni più colpiti dalla scure dei tagli centrali Carvico e Levate risultano le vittime più impoverite: in confronto al 2010, nel 2012 hanno avuto rispettivamente trasferimenti inferiori del 96 e del 92 %. Tagli importanti anche a Calcinate (72) e Gorle (60). L’aumento dei tributi locali ha invece interessato tutta la Provincia, con punte del 114% a Scanzorosciate, 102 a Tavernola e 95 a Moio de’ Calvi. In entrambe le classifiche non mancano, tuttavia le eccezioni: Viadanica e Bossico si sono visti aumentare i trasferimenti dello Stato del 24 e del 61%. Di contro alcune amministrazioni sono riuscite a contenere, se non a diminuire il peso delle tasse comunali, come Boltiere (- 14%), Bagnatica (-12) e Sarnico (-13).

Di certo di evince che la Spesa Sociale dei paesi e degli ambiti territoriali è ovunque scesa: di oltre il 10% nella zona di Seriate, del 5 a Treviglio e dell’8 nell’Alto Sebino. Anche qui non mancano le preziose eccezioni: la Valle Cavallina ha comunque aumentato la spesa sociale del 25%, aumentando la propria propensione all’investimento nel Welfare di un ulteriore 2 %

La strategia che dovrà impegnare la nostra Organizzazione nel prossimo appuntamento con i Comuni per la predisposizione dei Piani di Zona 2015 – 2017 – prosegue Corna - dovrà orientarsi (e concentrarsi) verso la realizzazione di una sussidiarietà diffusa e realmente praticata (sostenuta e rivendicata dalla Cisl sin dagli esordi della 328/00), di concerto con le novità contenute nel Disegno di legge di riforma del Terzo Settore. Ciò significa richiedere l'istituzionalizzazione della relazione fra Ambiti e OO.SS. tramite, ad esempio, incontri periodici per accompagnare l'esecuzione e la realizzazione dei P.d.Z. nelle specificità territoriali. “Analogamente – sottolinea Michele Bettoni, segretario generale di Fnp Cisl Bergamo -, con appositi protocolli, bisognerà impegnare il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per un confronto preventivo su temi di carattere trasversale con il fine di esprimere e condividere (concertare) orientamenti vincolanti l'insieme dei territori tali da garantire omogeneità di trattamenti (es.: ISEE, Appalti, LEPS provinciali, regolamenti di accesso ai servizi, etc.). La Sussidiarietà diviene quindi l'asse centrale della nostra attenzione e rivendicata come obiettivo strategico, fondamentale per misurare la nostra capacità di intervenire sul  governo del territorio in una dimensione partecipata. L'attiva presenza nella programmazione delle risposte assistenziali permetterà al Sindacato di esercitare nei territori un ruolo di protagonismo e di responsabilità che si riallaccia concettualmente al Welfare di Comunità (in più occasioni rivendicato dalla Cisl), fondamento e occasione per la coesione e l'inclusione sociale”.

L’auspicio del sindacato di via Carnovali, inoltre, è che si arrivi al più presto all'aggregazione dei servizi in gestione associata. “Alla eccessiva polverizzazione esistente, con radici in un campanilismo irrazionale, deve sostituirsi la programmazione di Zona, attraverso l'aggregazione dei Comuni, che permette risparmio, efficienza e qualificazione delle funzioni”.

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Lunedì, 08 Settembre 2014 12:51

Passo spedito per l’anticipazione sociale

Già molte decine di lavoratori hanno preso contatto con gli uffici della Cisl Bergamo di via Carnovali dove, dallo scorso 15 luglio è attivo lo sportello di anticipazione sociale che offre l’opportunità per tutte le lavoratrici e lavoratori assunti in unità produttive situate in Regione Lombardia, posti in cassa integrazione a zero ore, straordinaria o in deroga, di chiedere su base volontaria l'anticipazione della relativa integrazione salariale.

In considerazione dell'attuale situazione che si riscontra di ritardi nell'approvazione degli ammortizzatori sociali – sottolinea Giacomo Meloni, della segreteria CISL di Bergamo -, e di conseguenza, il forte ritardo nell'acquisizione dell'integrazione salariale per i lavoratori , che genera forti ripercussioni nelle famiglie, l'anticipazione sociale, frutto di un accordo fra sindacato, Regione Lombardia, Finlombarda e sistema bancario, è una opportunità che non va persa”.

Ad oggi le banche che si sono rese operative con i propri sportelli per attuare l'anticipazione sociale anche a Bergamo e provincia sono Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo, BCC del Basso Sebino, BCC di Caravaggio, Cassa Rurale di Treviglio, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio.

Purtroppo ad oggi non sono operativi importanti istituti di credito, che pure avevano inizialmente manifestato la volontà di aderire all'iniziativa, come UBI e Uni Credit, per altro molto presenti e diffusi nella bergamasca”.

L'invito e l'auspicio della CISL di Bergamo è che “altre banche decidano in tempi celeri di dare operatività in collaborazione con il sindacato all'anticipazione sociale, iniziativa utile ad alleviare oggi le sofferenze economiche di tante famiglie, e che vede  il fondo costituito a livello regionale garantito da Regione Lombardia tramite Finlombarda”.

I documenti richiesti alla lavoratrice e al lavoratore per inoltrare alla banca la richiesta di anticipazione sociale sono, la carta d'identità o il passaporto per gli stranieri, il codice fiscale, la lettera dell'azienda che comunica la procedura e il tipo di ammortizzatore sociale utilizzato e in che misura, l'ultima busta paga, copia dell'accordo sindacale, SR41 in caso di richiesta di arretrati, e una dichiarazione del datore di lavoro,  modulo questo che, è opportuno ritirare preventivamente presso i nostri sportelli o richiederlo in via telematica.

Le pratiche si effettuano tutte su appuntamento nei giorni di Martedì e Giovedì dalle 9 alle 12,30 previa prenotazione al numero 035 32 4131 della Cisl Bergamo, e/o contattando le categorie della CISL che sono pronte ad aiutare i lavoratori nella predisposizione dei documenti necessari.     


Elenco delle banche aderenti aggiornato al 12 settembre 2014:

- Monte dei Paschi di Siena
- Banca di Credito Cooperativo del Basso Sebino
- Banca di Vigevano Credito Cooperativo
- Banca di Credito Cooperativo Borghetto Lodigiano
- Banca di Credito Cooperativo Colli Morenici del Garda
- Intesa Sanpaolo
- Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio
- Cassa rurale Treviglio
- Banca di Bedizzole Turano Valvestino
- Credito Valtellinese
- B-anca Popolare di Sondrio
- Banco di Brescia Spa
- Banca Popolare di Bergamo
- Banca di Valle Camonica
- Banca Regionale Europea SpA
- Banca Popolare Commercio & Industria 

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Mercoledì, 06 Agosto 2014 00:00

La piattaforma unitaria su fisco e previdenza

Fisco e previdenza, argomenti di calzante attualità da parte delle forze sindacali, sono oggetto di una serie di assemblee che le segreterie di Cgil Cisl Uil Bergamo stanno organizzando dal mese di luglio per incontrare iscritti e lavoratori e informarli delle posizioni che le Organizzazioni porteranno al confronto – richiesto – con il Governo. Al centro anche la questione della riforma della Pubblica Amministrazione e quella della rappresentanza dei lavoratori.

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Bisogna far ripartire il territorio ma l’impressione - dice il segretario generale della Cisl Bergamo, Ferdinando Piccinini, intervistato da L'Eco di Bergamo - è che manchi del tutto una guida del territorio. In effetti, la Provincia è in una fase di rottamazione, la Camera di commercio avviata verso un forte ridimensionamento, quanto alla politica si fa fatica a individuare nei partiti figure di spicco in grado di pilotare le scelte strategiche provinciali, come invece c’erano nella prima Repubblica.

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