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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 22 Settembre 2014 13:30

La Cisl Bergamo punta sulla sussidiarietà

Nel volgere di soli due anni, dal 2010 al 2012, i comuni della provincia di Bergamo hanno perso qualcosa come il 30% dei trasferimenti statali. Nello stesso periodo, la tassazione locale è cresciuta di oltre il 18%, con una spesa complessiva valutata in circa 720 milioni di euro (calata del 2% circa in due anni) e una spesa per i servizi sociali che scende di oltre 3 punti percentuali e si assesta sui 110 milioni di euro. Sono i dati che emergono da una prima lettura della ricerca condotta dal Dipartimento Welfare della Cisl Bergamo e della Federazione Pensionati, in preparazione del confronto con le Amministrazioni locali per la definizione dei piani di zona nei vari ambiti in cui la provincia è divisa.

Il Piano di Zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti istituzionali e comunitari per la programmazione dei servizi e degli interventi sociali sul territorio dell'ambito. La ricerca Cisl Bergamo è partita analizzando diversi fattori. Innanzitutto, si è visto che l'andamento dell'economia (primo trimestre 2014 sull'anno precedente) segnala un'inversione di tendenza con una crescita della produzione del 2/3% anche se continua la tendenza negativa nel settore commerciale (- 2%), particolarmente accentuato nel settore degli alimentari (-5,2%); l'indice di povertà assoluta cresce al 6,5% (nel 2005 = 4,2%). Nel 2012 l'assegnazione agli ambiti della nostra provincia per il sociale è consistita in 14.045.251 euro ( nel 2008 erano 20.391.765) e non sono previsti aumenti per il 2014.

L’investimento dei comuni sul sociale in regione Lombardia è calato a 124 euro procapite (127 € nel 2010); nel Paese l'incidenza dei servizi sociali locali  sul Pil scende nel 2011 dallo 0,46% allo 0,44%. La variazione di spesa sociale per i Comuni lombardi nel biennio 2010 – 2011 ha registrato un ridimensionamento sulla spesa per la povertà-disagio adulti (-9,4%), per immigrati e nomadi (-5,6%), per gli anziani (-5,3%), per famiglia e minori (-2,9%); cresce invece la spesa per i disabili (+ 9%).

Dall'analisi del contesto socio-demografico ed economico della nostra Provincia emerge una situazione che riflette nella sua tendenza di massima il quadro nazionale – sottolinea Francesco Corna, segretario Cisl Bergamo - ci troviamo di fronte ad una crescita esponenziale dei bisogni socio-assistenziali a fronte di una rilevante precarietà e frammentarietà delle risorse evidenziatasi nel corso dell'ultimo lustro. L'intervento sul Welfare sociale diviene cruciale per la salvaguardia e la tutela, unitamente al benessere dei nostri concittadini, della coesione sociale dei nostri territori; i Piani di zona devono divenire l'occasione per un intervento capace di affrontare con incisività le sfide in atto  caratterizzando in modo innovativo il protagonismo (e il peso) della società civile. Fondamentale quindi una decisa pressione su R.L. affinché faciliti e supporti il processo di prossimità disponendo normative e risorse che facilitino la programmazione dei servizi assistenziali nei territori: risorse certe e stabili, non indirizzate, legate alla programmazione triennali e adeguate al nuovo contesto di bisogni.

La ricerca del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo fa emergere alcune curiosità: tra i comuni più colpiti dalla scure dei tagli centrali Carvico e Levate risultano le vittime più impoverite: in confronto al 2010, nel 2012 hanno avuto rispettivamente trasferimenti inferiori del 96 e del 92 %. Tagli importanti anche a Calcinate (72) e Gorle (60). L’aumento dei tributi locali ha invece interessato tutta la Provincia, con punte del 114% a Scanzorosciate, 102 a Tavernola e 95 a Moio de’ Calvi. In entrambe le classifiche non mancano, tuttavia le eccezioni: Viadanica e Bossico si sono visti aumentare i trasferimenti dello Stato del 24 e del 61%. Di contro alcune amministrazioni sono riuscite a contenere, se non a diminuire il peso delle tasse comunali, come Boltiere (- 14%), Bagnatica (-12) e Sarnico (-13).

Di certo di evince che la Spesa Sociale dei paesi e degli ambiti territoriali è ovunque scesa: di oltre il 10% nella zona di Seriate, del 5 a Treviglio e dell’8 nell’Alto Sebino. Anche qui non mancano le preziose eccezioni: la Valle Cavallina ha comunque aumentato la spesa sociale del 25%, aumentando la propria propensione all’investimento nel Welfare di un ulteriore 2 %

La strategia che dovrà impegnare la nostra Organizzazione nel prossimo appuntamento con i Comuni per la predisposizione dei Piani di Zona 2015 – 2017 – prosegue Corna - dovrà orientarsi (e concentrarsi) verso la realizzazione di una sussidiarietà diffusa e realmente praticata (sostenuta e rivendicata dalla Cisl sin dagli esordi della 328/00), di concerto con le novità contenute nel Disegno di legge di riforma del Terzo Settore. Ciò significa richiedere l'istituzionalizzazione della relazione fra Ambiti e OO.SS. tramite, ad esempio, incontri periodici per accompagnare l'esecuzione e la realizzazione dei P.d.Z. nelle specificità territoriali. “Analogamente – sottolinea Michele Bettoni, segretario generale di Fnp Cisl Bergamo -, con appositi protocolli, bisognerà impegnare il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per un confronto preventivo su temi di carattere trasversale con il fine di esprimere e condividere (concertare) orientamenti vincolanti l'insieme dei territori tali da garantire omogeneità di trattamenti (es.: ISEE, Appalti, LEPS provinciali, regolamenti di accesso ai servizi, etc.). La Sussidiarietà diviene quindi l'asse centrale della nostra attenzione e rivendicata come obiettivo strategico, fondamentale per misurare la nostra capacità di intervenire sul  governo del territorio in una dimensione partecipata. L'attiva presenza nella programmazione delle risposte assistenziali permetterà al Sindacato di esercitare nei territori un ruolo di protagonismo e di responsabilità che si riallaccia concettualmente al Welfare di Comunità (in più occasioni rivendicato dalla Cisl), fondamento e occasione per la coesione e l'inclusione sociale”.

L’auspicio del sindacato di via Carnovali, inoltre, è che si arrivi al più presto all'aggregazione dei servizi in gestione associata. “Alla eccessiva polverizzazione esistente, con radici in un campanilismo irrazionale, deve sostituirsi la programmazione di Zona, attraverso l'aggregazione dei Comuni, che permette risparmio, efficienza e qualificazione delle funzioni”.

Pubblicato in Comunicati Stampa
Lunedì, 08 Settembre 2014 12:51

Passo spedito per l’anticipazione sociale

Già molte decine di lavoratori hanno preso contatto con gli uffici della Cisl Bergamo di via Carnovali dove, dallo scorso 15 luglio è attivo lo sportello di anticipazione sociale che offre l’opportunità per tutte le lavoratrici e lavoratori assunti in unità produttive situate in Regione Lombardia, posti in cassa integrazione a zero ore, straordinaria o in deroga, di chiedere su base volontaria l'anticipazione della relativa integrazione salariale.

In considerazione dell'attuale situazione che si riscontra di ritardi nell'approvazione degli ammortizzatori sociali – sottolinea Giacomo Meloni, della segreteria CISL di Bergamo -, e di conseguenza, il forte ritardo nell'acquisizione dell'integrazione salariale per i lavoratori , che genera forti ripercussioni nelle famiglie, l'anticipazione sociale, frutto di un accordo fra sindacato, Regione Lombardia, Finlombarda e sistema bancario, è una opportunità che non va persa”.

Ad oggi le banche che si sono rese operative con i propri sportelli per attuare l'anticipazione sociale anche a Bergamo e provincia sono Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo, BCC del Basso Sebino, BCC di Caravaggio, Cassa Rurale di Treviglio, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio.

Purtroppo ad oggi non sono operativi importanti istituti di credito, che pure avevano inizialmente manifestato la volontà di aderire all'iniziativa, come UBI e Uni Credit, per altro molto presenti e diffusi nella bergamasca”.

L'invito e l'auspicio della CISL di Bergamo è che “altre banche decidano in tempi celeri di dare operatività in collaborazione con il sindacato all'anticipazione sociale, iniziativa utile ad alleviare oggi le sofferenze economiche di tante famiglie, e che vede  il fondo costituito a livello regionale garantito da Regione Lombardia tramite Finlombarda”.

I documenti richiesti alla lavoratrice e al lavoratore per inoltrare alla banca la richiesta di anticipazione sociale sono, la carta d'identità o il passaporto per gli stranieri, il codice fiscale, la lettera dell'azienda che comunica la procedura e il tipo di ammortizzatore sociale utilizzato e in che misura, l'ultima busta paga, copia dell'accordo sindacale, SR41 in caso di richiesta di arretrati, e una dichiarazione del datore di lavoro,  modulo questo che, è opportuno ritirare preventivamente presso i nostri sportelli o richiederlo in via telematica.

Le pratiche si effettuano tutte su appuntamento nei giorni di Martedì e Giovedì dalle 9 alle 12,30 previa prenotazione al numero 035 32 4131 della Cisl Bergamo, e/o contattando le categorie della CISL che sono pronte ad aiutare i lavoratori nella predisposizione dei documenti necessari.     


Elenco delle banche aderenti aggiornato al 12 settembre 2014:

- Monte dei Paschi di Siena
- Banca di Credito Cooperativo del Basso Sebino
- Banca di Vigevano Credito Cooperativo
- Banca di Credito Cooperativo Borghetto Lodigiano
- Banca di Credito Cooperativo Colli Morenici del Garda
- Intesa Sanpaolo
- Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio
- Cassa rurale Treviglio
- Banca di Bedizzole Turano Valvestino
- Credito Valtellinese
- B-anca Popolare di Sondrio
- Banco di Brescia Spa
- Banca Popolare di Bergamo
- Banca di Valle Camonica
- Banca Regionale Europea SpA
- Banca Popolare Commercio & Industria 

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Mercoledì, 06 Agosto 2014 00:00

La piattaforma unitaria su fisco e previdenza

Fisco e previdenza, argomenti di calzante attualità da parte delle forze sindacali, sono oggetto di una serie di assemblee che le segreterie di Cgil Cisl Uil Bergamo stanno organizzando dal mese di luglio per incontrare iscritti e lavoratori e informarli delle posizioni che le Organizzazioni porteranno al confronto – richiesto – con il Governo. Al centro anche la questione della riforma della Pubblica Amministrazione e quella della rappresentanza dei lavoratori.

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Bisogna far ripartire il territorio ma l’impressione - dice il segretario generale della Cisl Bergamo, Ferdinando Piccinini, intervistato da L'Eco di Bergamo - è che manchi del tutto una guida del territorio. In effetti, la Provincia è in una fase di rottamazione, la Camera di commercio avviata verso un forte ridimensionamento, quanto alla politica si fa fatica a individuare nei partiti figure di spicco in grado di pilotare le scelte strategiche provinciali, come invece c’erano nella prima Repubblica.

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Le proposte della Cisl Bergamo per la sanità bergamasca sono state al centro di un convegno "Bergamo in salute" svolto mercoledì 2 luglio nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane di via Gavazzeni a Bergamo. La società cambia, si evolve. Le risorse  pubbliche sono sempre più scarse ma questo non deve impedire di riorganizzare un settore decisivo come la sanità, rendendolo più efficace e meno oneroso per i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie.

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Fisco e previdenza, argomenti da tempo all’ordine del giorno delle forze sindacali, saranno oggetto di una serie di assemblee che le segreterie di Cgil Cisl Uil Bergamo organizzeranno dal mese di luglio per incontrare iscritti e lavoratori e informarli delle posizioni che le Organizzazioni porteranno al confronto – richiesto – con il Governo. Al centro anche la questione della riforma della Pubblica Amministrazione e quella della rappresentanza dei lavoratori.

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Il nuovo segretario generale della Filca Cisl Bergamo è Danilo Mazzola, 48 anni di Bonate Sopra, che ricopriva lo stesso incarico alla Fai Cisl Bergamo. Una scelta dettata dal progetto di unificazione delle due categorie (Filca e Fai), decisa a livello nazionale e che a Bergamo ha sempre trovato condivisione e giudizi positivi. Mazzola prende il posto di Gabriele Mazzoleni che dopo sette anni ai vertici della Filca Cisl Bergamo è pronto per  una nuova esperienza sindacale.

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Giovedì, 12 Giugno 2014 13:29

Per la formazione si può fare di più

Le dichiarazioni dell’assessore della Provincia di Bergamo, Giuliano Capetti, non sono piaciute alla Segreteria della Cisl Bergamo da dove negli ultimi tempi sono partite più volte proposte e stimoli per dare nuovi impulsi alle politiche attive  e alla formazione, aspetti che comunque necessitano anche a Bergamo di un ulteriore impulso. Ovviamente  su questo punto la Cisl Bergamo condivide il segnale critico rivolto da Confindustria nei giorni scorsi.

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La segreteria CISL di Bergamo non ci sta: le parole dell’assessore Capetti non sono piaciute al secondo piano di via Carnovali, da dove negli ultimi tempi sono partite più volte proposte e stimoli per dare nuovi impulsi alle politiche attive e alla formazione, aspetti che comunque necessitano anche a Bergamo di un ulteriore impulso e su questo la CISL condivide il segnale critico rivolto da Confindustria nei giorni scorsi.

A fianco di esperienze positive – interviene Giacomo Meloni, della segreteria CISL di Bergamo -, e che il sindacato ha sottoscritto assieme alla Provincia di Bergamo e con Organizzazioni Datoriali per la rioccupazione di personale in mobilità, abbiamo anche esperienze meno positive come nel caso della Valbrem o della Honegger, anche se non si perde mai occasione per sottolineare anche da parte delle istituzioni, quanto sia grave la situazione delle valli nella nostra provincia”.

Per il caso Valbrem, il sindacato ha più volte richiesto un piano di intervento che riguardasse l’intera valle Brembana. Per la Honegger, a oggi la ricollocazione ha riguardato poco più di 30 persone, circa il 10% del personale:  “E' un dato che deve far riflettere tutti, e se alcune ragioni di natura personale possono aver inciso sulle scelte nella valutazione della possibile ricollocazione, è anche vero che, nel complesso è scarso il risultato ottenuto e di questo responsabilmente va ad oggi, preso atto”.

La formazione che pur si è fatta, e che ha visto nel tempo la partecipazione del 95% dei dipendenti, non sempre ha corrisposto infatti alle necessità del mercato del lavoro pur asfittico di questi anni.

Certamente – continua Meloni -, alta è l’incidenza della crisi, e non può assolutamente rassicurarci la lieve, per ora, ripresa della produzione: ci vuole altro per ridare speranza e lavoro ai 49.660 iscritti ai centro per l'impiego di Bergamo e provincia”.

A Bergamo una possibilità la può dare l'EXPO e l'avviso comune sottoscritto dalle parti sociali con Regione Lombardia, volto a promuovere attorno all'evento maggiori occasioni di occupazione anche tramite veri e propri accordi sindacali territoriali, e questa “è una opportunità che responsabilmente tutti i soggetti sociali, istituzionali e di impresa bergamasche non devono farsi sfuggire.

Come pure una opportunità, in continuità con gli accordi fatti con Confindustria,  la possono offrire i protocolli sottoscritti nel Marzo scorso per lo sviluppo del territorio e la nuova occupazione, rafforzando il ruolo sindacale e contrattuale per favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro e le opportunità date e condivise sulla flessibilità, che ben si intreccia anche con le opportunità e possibilità sul versante EXPO”. 

La CISL ha dato la piena disponibilità ad avviare azioni concrete rivolte come nel passato a dare contributi e proposte affinché il pendolo fra occupazione e disoccupazione penda più a favore della prima.

La nuova dote unica lavoro e il Piano Garanzia giovani sono due ulteriori opportunità “da mettere in campo con convinzione, anche tramite la contrattazione aziendale e il protagonismo delle categorie presenti nei settori e aziende che, malgrado la difficile situazione e con fatica vedono possibilità di sviluppo e di occupazione”.

Per ultimo ma non in ordina di importanza, la CISL ritiene che sia tempo di pensare  e di agire sulla formazione in modo diverso dal passato, in ragione proprio delle esperienze non sempre positive maturate in questi anni, su almeno tre fronti: un maggior intreccio fra le azioni formative e i servizi al lavoro, i centri per l'impiego; rendere più vincolante in tema di politica attiva del lavoro il sostegno al reddito degli ammortizzatori sociali, con la formazione e la ricollocazione;  un investimento in ricerca sul modello di quello svolto da Excelsior, di quali mansioni all'interno dei settori in sviluppo nei prossimi anni  sono previste in crescita a Bergamo e provincia.

Quest’ultimo aspetto – conclude Meloni - permetterebbe di intrecciare una adeguata politica di formazione con le opportunità offerte dal mercato del lavoro, l'investimento necessario potrebbe vedere il contributo di pubblico e privato, indirizzando risorse pubbliche in modo meno dispersivo di quanto fatto nel passato su consulenze verso un osservatorio che ha dato scarsi se non nulli risultati occupazionali”.

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