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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 01 Ottobre 2015 00:00

Seminario Cisl Bergamo: "Governare il futuro"

La prolungata crisi economica, iniziata nel 2008 con la "bolla finanziaria", ha avuto pesanti riflessi sul lavoro, sul reddito e sulla casa delle famiglie bergamasche, con particolare incidenza sui soggetti sociali più deboli nel mercato del lavoro: giovani, donne e over45 che hanno perso il posto di lavoro.

Il sindacato Cisl Bergamo con il chiaro intento di contribuire ad affrontare e risolvere il dramma della mancanza di lavoro e della conseguente povertà, ha predisposto una proposta che intende presentare nel corso del seminario dal titolo: "Governare il futuro. Le proposte della Cisl Bergamo per affrontare la crisi. 


Il seminario si svolgerà giovedì 1 ottobre 2015 dalle 9 alle 13 nella Sala Riformisti del Lavoro (sede Cisl Bergamo in via Carnovali, 88/a).


Scarica la locandina con il programma

 

Pubblicato in Eventi
Venerdì, 28 Agosto 2015 00:00

Sempre più tirocini a Bergamo

Negli ultimi cinque anni (dal 2010, quindi nel pieno della crisi economica e occupazionale che ha colpito duramente il sistema lavorativo provinciale) l’istituto del tirocinio ha avviato a Bergamo ben 12.653 contratti. Nello stesso periodo, il saldo con le cessazione è stato positivo per oltre 1200 persone. Questo non significa automaticamente che questi ragazzi hanno trasformato il proprio tirocinio in un contratto a tempo indeterminato, ma che il sistema funziona, agevolando l’ingresso nel mondo del lavoro e facilitando il passaggio da un posto all’altro.

“Il tirocinio rimane uno strumento utile per formare le prime esperienze nel mondo del lavoro – sottolinea infatti Giacomo Meloni, della segreteria Cisl Bergamo - o come percorso di reinserimento per chi il lavoro lo ha perso”. La situazione, infatti, è molto migliorata rispetto a qualche anno fa, anche se ancora in molti casi si assiste ad un uso scorretto di questo strumento. 

“Il tirocinio – continua il sindacalista bergamasco - se è fatto bene può essere molto utile, soprattutto per un giovane che deve formarsi ed iniziare a conoscere un mondo altrimenti sconosciuto, l'attenzione va rivolta a quel 48% di persone che una volta concluso il tirocinio non ha avuto opportunità di reimpiego entro i 360 giorni. Il bicchiere si può considerare mezzo pieno, ma non è sufficiente, anche perché in alcuni casi il tirocinio è utilizzato come strumento di lavoro semigratuito”.

Nel corso del 2014 in Lombardia sono stati conclusi circa 40 mila tirocini, mentre tra quelli avviati e cessati tra settembre 2014 e aprile 2015 il saldo è positivo per 4.845 tirocini. Tra i 40 mila conclusi lo scorso anno, 21 mila (il 52,3%) hanno dato vita ad un nuovo contratto per il tirocinante: il 20,6% a tempo determinato, il 15,5% di apprendistato, a cui seguono il lavoro a progetto (5,8%) e la somministrazione (5,6%).

Se da un lato risulta esigua la percentuale di tirocini che sfociano in un contratto a tempo indeterminato (4,9%), d’altra parte è invece alta quella di chi, al termine del proprio, si vede offrire un nuovo tirocinio (17,3%).  Nei primi quattro mesi del 2015, sono stati 16.692, a conferma del trend in continua ascesa.

“Sarà fondamentale – conclude Meloni - inserire il tirocinio in un percorso strutturato di intreccio fra sistema formativo e mondo del lavoro con l'obiettivo di promuovere forme di alternanza , di corsi post qualifica e post diploma per agevolare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro fino alla loro collocazione professionale”.


 


 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Nel corso del 2014, in Bergamasca sono stati firmati, dal sindacato Cisl Bergamo e dalle sue categorie, 49 accordi che hanno contemplato il salario variabile. Di questi, 3 nel settore agro alimentare (dalla FAI Cisl), 22 in quello chimico e tessile (la FEMCA Cisl), 3 nel campo degli enti locali (da FP Cisl) e 20 in aziende metalmeccaniche (Fim Cisl). L’Osservatorio regionale CISL per la contrattazione, diretto dal bergamasco Giorgio Caprioli, ha distribuito nei giorni scorsi il proprio bollettino annuale, nel quale sono stati analizzati 204 accordi raggiunti in tutta la Lombardia.

L'analisi sull'andamento della contrattazione aziendale a Bergamo nel 2014, riconferma quanto analizzato anche nel corso della recente fiera della contrattazione territoriale in particolare per quanto riguarda il numero di contratti e le quantità economiche che hanno risentito inevitabilmente della grave situazione di crisi – dice Giacomo Meloni, segretario della CISL Bergamo -. I segnali  relativi alla contrattazione aziendale dei primi mesi del 2015, rimarcano una inversione di tendenza positiva a partire da significativi accordi in realtà industriali quali la Lucchini RS di Lovere, la Brembo, la San Pellegrino, dove anche l'incremento della componente economica ha trovato corrispondenza”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei contratti aziendali, in provincia di Bergamo la media del premio è di oltre 1300 €, contro i 1100 lordi della Lombardia, anche se con una discesa notevole rispetto allo scorso anno di circa 400 euro, “per colpa della crisi – sottolinea Caprioli”. Il numero degli accordi è aumentato soprattutto grazie al maggior impegno di alcune categorie, tra le quali FEMCA e FAI.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti – dice ancora Caprioli - non notiamo scostamenti significativi, permane a larghissima maggioranza la pratica di firmare accordi che prevedono premi uguali per tutti”. Sopra le firme della CISL, infatti, si scrivono contratti che “premiano” anche lavoratori interinali e a tempo determinato, in una misura sempre maggiore rispetto al passato. Anche se “c'è ancora molta strada da fare”. È vero che nella definizione dei “dipendenti” sono compresi anche i tempi determinati e che il contratto nazionale dei somministrati prevede, come del resto la legge, l'inclusione dei somministrati nella distribuzione del premio; ma i “silenzi” o le formulazioni poco chiare possono dar adito a contenziosi infiniti. E' presente anche, in alcuni accordi, l'esclusione esplicita dal beneficio del premio variabile di queste tipologie di lavoratori”.

Si nota che solo il 13,5% degli accordi si ricorda di citare sia i tempi determinati che gli interinali, con una diminuzione notevolissima (dal 24,7% al 13,5%). In compenso aumentano molto le citazioni, dirette o indirette, dei soli tempi determinati (dal 30% al 59,5%) e diminuiscono molto i casi di dimenticanza assoluta (dal 27,3% al 13,8%)”. Analizzando lo stesso fenomeno per le tre categorie che hanno inviato più accordi notiamo che la più “ugualitaria” è la FAI, seguita dalla FIM e, a molta distanza, dalla FEMCA”.

I premi legati alla presenza sono in aumento rispetto alla scorsa rilevazione: sono infatti il 44,6% rispetto al 39,3%. Comunque il dato oscilla intorno al 40%, senza oscillazioni significative da alcuni anni. Ai primi posti tra gli indicatori che regolano i premi aziendali, ci sono ancora indicatori “classici” come la qualità, l'assenteismo e la produttività. E' in ascesa la produzione che, insieme al fatturato, mostra come la crisi sia originata da una ridotta capacità di vendita dei prodotti. Si mantiene “in quota” la sicurezza, volta a premiare i comportamenti virtuosi che, insieme a un'adeguata manutenzione degli impianti e alle altre misure a cui l'azienda deve provvedere, contribuisce a abbattere il fenomeno tragico degli infortuni sul lavoro.

Questa ricerca servirà da stimolo per il confronto sulla riforma del modello contrattuale – continua Meloni -, perché si ponga fra gli altri l'obiettivo di ridurre il numero dei contratti, oltre 700 quelli registrati nel nostro paese. Serve nella riforma del modello contrattuale un rafforzamento della contrattazione aziendale sul premio di risultato legato ad obiettivi di miglioramento, di produttività, qualità, professionalità, redditività. accordi che vanno sostenuti con il ripristino della defiscalizzazione che il Governo ha inopinatamente sospeso nel corso del 2015.

Con una cura particolare da dedicare non solo alla qualità e alla bontà dell'accordo, tema per altro fondamentale, ma parimenti alla trasparenza dei dati aziendali, al loro aggiornamento tramite un lavoro se possibile di commissioni o gruppi di lavoro paritetico, per dare l'adeguata credibilità al dato tecnico e per una gestione partecipata del premio di risultato


Scarica la tabella del salario variabile 2014
Articolo l'Eco di Bergamo

 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Il sindacato Cisl Bergamo ha attivato anche per l'anno in corso una convenzione con alcune Librerie e Cooperative di consumo della provincia di Bergamo per facilitare l’acquisto dei libri di testo scolastici a prezzi scontati ai nostri iscritti. Gli sconti previsti vanno dall'8% al 50%. Scarica l'informativa completa per conoscere le librerie convenzionate e gli sconti praticati (clicca qui).

Pubblicato in Archivio News
Venerdì, 10 Luglio 2015 06:59

Non possiamo voltarci dall’altra parte

Non possiamo voltarci dall’altra parte, e far finta di non vedere la tragedia di uomini e donne che fuggono dalle guerre. Chi sta arrivando in questi giorni vicino alle nostre case non ha scelto il nostro paese come meta di un viaggio rilassante, né tantomeno viene a rubarci il lavoro. Scappa, e cerca di salvare la propria famiglia, da situazioni che qualunque essere umano fuggirebbe. E ha dovuto affrontare situazioni talmente drammatiche che un qualsiasi essere umano degno del nome non esiterebbe a allargare le proprie braccia per accoglierlo.

È quantomeno vergognoso vedere in questi giorni i blocchi delle strade, leggere commenti vaneggianti circa i soldi che verrebbero impiegati per sfamare uomini, donne e bambini. Magari pochi giorni fa, ci siamo scandalizzati per i filmati che facevano vedere le restrizioni destinate a cani e altri animali utilizzati per sagre “selvagge”. Oggi invece ci scandalizziamo perché i soldi che il governo destina ai profughi spetterebbero prima agli italiani, e soprattutto perché la palestra sotto casa non può essere utilizzata per chi, magari, “non è nemmeno un profugo vero”.

Ci possono essere, è vero, degli ingressi “non regolari”, ma trattare automaticamente chiunque da criminale non è umano né cristiano, perché nessuno lascia la propria casa solo per darci fastidio: perlomeno va a cercare una soluzione a casi di estrema povertà. E il nostro mondo, civile e comunque non certo allo stremo, dovrebbe fare il possibile per accogliere, non respingere. E questo grazie anche a propagande di persone senza scrupoli che non hanno alcuna remora a istigare una guerra tra poveri solo perché in cerca di facile consenso.

La CISL si batterà sempre per una integrazione equilibrata, non per creare corpi estranei alla società residente. Quello che sicuramente non farà, sarà quello di chiudere gli occhi per non vedere, né sbattere la porta in faccia a nessuno. Governare tutto è la vera sfida per il nostro futuro e il futuro di tanti popoli sradicati dalle proprie comunità dalle tante guerre, persecuzioni e intolleranze. Per fare questo occorre maggiore responsabilità da parte di tutti, in una gestione della prima accoglienza dei profughi in tutto il territorio con un accordo tra tutti gli enti locali, la prefettura, l’associazionismo. Risolvere una buona volta i lunghissimi e inaccettabili tempi di attesa per la definizione dello status di profughi, e una gestione dei flussi a livello europeo.

Una buona gestione dell’accoglienza nel territorio in sinergia tra comune e società civile, un coinvolgimento di queste persone in attività di volontariato, come altre iniziative lodevoli  hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno che le nostre comunità sanno esprimere vera vicinanza e solidarietà concreta. Sono per fortuna assolutamente migliori di tanta politica e tanti partiti che le vogliono rappresentare.

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La convenzione per gli iscritti ‪alla Cisl Bergamo‬ con COOP e IPERCOOP continua fino al 31 dicembre 2015. L'iniziativa assicura lo sconto del 10% nei punti vendita Coop e Ipercoop di Bergamo, Trescore, Mapello e Treviglio sulla spesa effettuata il MARTEDì. Scarica la locandina. L'opportunità rientra nel molteplice ventaglio di convenzioni siglate dalla Cisl Bergamo. Scoprile.

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Rapporto sulla dinamica occupazionale in provincia di Bergamo relativo al 2014 e al primo trimestre 2015 definito congiuntamente dalla provincia e da tutte le parti sociali nel "modello Bergamo". Redatto a cura dell’Osservatorio provinciale del Mercato del Lavoro – Servizio Politiche del Lavoro - Settore Istruzione, Formazione, Lavoro e Politiche Sociali – Provincia di Bergamo. 

Elaborato dal Gruppo Tecnico promosso dal Modello Bergamo (Provincia di Bergamo: Gloria Cornolti – Confindustria Fabio Corgiat Mecio - CGIL: Orazio Amboni – CISL: Samuele Rota – CCIAA: Paolo Longoni)

Fonte dati: Regione Lombardia, rilevazione dati Crisp (Centro di Ricerca Interuniversitario per i Servizi di Pubblica Utilità).


Scarica il report annuale 2014
Scarica il report del 1° trimestre 2015

Pubblicato in Lavoro

La Corte d’Appello di Brescia ha dato ragione all’Ufficio Vertenze del sindacato CISL Bergamo che, in appoggio a un lavoratore di una ditta metalmeccanica di Gazzaniga, ha contrastato l’appello dell’azienda contro la sentenza del Tribunale di Bergamo, “che già – ricorda Salvatore Catalano, responsabile dell'Ufficio Vertenze del sindacato Cisl Bergamo, – aveva decretato l’insussistenza del fatto”, relativo ad un comportamento inadeguato del lavoratore che avrebbe causato il suo demansionamento e l’allontanamento dalle funzioni di formatore.

In pratica, la Corte bresciana interpreta in modo favorevole al lavoratore l’articolo 18 dopo l’introduzione della “Fornero”: “il reintegro sul posto di lavoro non è una tutela limitata ai soli casi di inesistenza del fatto contestato sul piano disciplinare. La stessa sanzione deve essere applicata anche nei casi in cui il fatto, pur essendo materialmente esistito, non ha rilevanza disciplinare, oppure non risulta tanto grave da giustificare il licenziamento”.

Il dipendente, un formatore aziendale, secondo l’azienda aveva tenuto un atteggiamento aggressivo e litigioso nei confronti dei colleghi che avrebbe dovuto addestrare. A causa di questo atteggiamento, l’azienda era stata costretta a chiedere al lavoratore di cessare la sua attività di formatore, rinunciando al superminimo individuale connesso all’incarico. Il lavoratore si era più volte rifiutato di valutare le proposte della società ed era arrivato ad accusare il datore di lavoro di demansionamento e mobbing. Dopo un’estenuante trattativa, il datore di lavoro considerava il rapporto fiduciario definitivamente spezzato e procedeva al licenziamento per giusta causa.

Di qui il ricorso, con l’assistenza dell’avvocato Aldo Arena di Bergamo, che il tribunale cittadino accoglieva, dando ragione al lavoratore. Siamo naturalmente soddisfatti della sentenza d' appello – continua Catalano -. Ora, anche in ipotesi di un nuovo ricorso alla Cassazione, le affermazioni dei due livelli giurisprudenziali ci sostengono nella nostra convinzione di essere nel giusto. 

 

Pubblicato in Comunicati
Lunedì, 25 Maggio 2015 08:05

Bergamo firma la crescita. Idem a Gazzaniga

Risultati soddisfacenti per la ‎Cisl Bergamo‬ durante la seconda tranche di raccolta firme per un fisco più equo e giusto organizzata a Bergamo e Gazzaniga. Centinaia le firme raccolte per presentare una legge di iniziativa popolare sulla riforma fiscale. La raccolta continua nelle sedi della Cisl in provincia, nei luoghi di lavoro e nei comuni oltre i 10.000 abitanti. www.fisco.cisl.it

Pubblicato in Archivio News
Martedì, 12 Maggio 2015 11:55

#FirmaLaCrescita. Loro l'hanno già fatto

Con l'Attivo dei Delegati della Cisl Bergamo è partita concretamente nella nostra provincia la campagna di raccolta firme, promossa dalla Cisl Nazionale, per una proposta di legge per un fisco più equo e giusto. L'obiettivo in Lombardia è di raggiungere le 320.000 firme. Un'azione importante per il sindacato della Cisl che ha bisogno anche del tuo sostegno. Firma anche tu! Per saperne di più.

Pubblicato in Archivio News