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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 13 Gennaio 2017 00:00

Convegno per lo sviluppo dell'Alto Sebino

Con l’obiettivo di costruire percorsi di sviluppo dell’occupazione tra industria e turismo, senza dimenticare il volano infrastrutturale della viabilità, il sindacato Cisl Bergamo organizza per il 13 gennaio (dalle 9 alle 13) un convegno dal titolo: "Industria 4.0, turismo e viabilità per lo sviluppo dell'Alto Sebino". L'appuntamento è nella Sala Ruffini (sede della Comunità Montana) di Lovere.

Il convegno sarà introdotto da Giacomo Meloni (Segreteria Cisl Bergamo). Parteciperanno: Luca Tonelli (Operatore sindacale Fim Cisl Bergamo), Vincenzo d'Acunzo (Responsabile Cisl Alto Sebino), Augusto Mensi (AD Lucchini RS), Fabio Saita (Direttore Tenaris Dalmine di Costa Volpino), Mario Barboni (Consigliere regionale attivo nella Commissione Attività produttive e occupazionali), Alessandro Sorte (Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia). Concluderà l'appuntamento Ferdinando Piccinini, Segretario Generale Cisl Bergamo.


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Venerdì, 25 Novembre 2016 08:32

Somministrati: l'analisi della Cisl Bergamo

A quasi 20 anni dall’introduzione in Italia del lavoro in somministrazione, 7,5 milioni di persone attraverso questo canale hanno avuto accesso a un lavoro dipendente, con pari retribuzione, tutele e diritti rispetto a un tradizionale contratto di lavoro.

Lotta al lavoro nero e senza regole

Nella provincia di Bergamo, negli ultimi 4 anni, le 82 sedi territoriali delle Agenzie private per il lavoro hanno avviato 26.599 lavoratori con contratti interinali. Nel 2015 sono stati 7582, cioè il 2.65% dell’intero movimento di avviamenti sviluppati dalle aziende sul territorio (285.530).Non è, come si vede, un’invasione di interinali nel mondo del lavoro bergamascosottolinea Giacomo Meloni, segretario provinciale della CISL -. Nessuna apertura di porte alla deregulation (anche se il nostro obiettivo rimane il rapporto di lavoro a tempo indeterminato)… semmai un contributo importante alla crescita dell’occupazione regolamentata e “in chiaro”. Perché non dobbiamo dimenticare che il nostro primo e vero avversario, in questo ambiente, è ancora il lavoro nero e senza regole, responsabile di mancanza di diritti, dignità del lavoratore e di molti guai e molte disgrazie.

I dati registrati dall’Inps

Secondo i dati di Assolavoro e le proiezioni della CISL di Bergamo, dal 2012, circa 3500 persone hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, dopo aver lavorato per un'agenzia per il lavoro. Per Assolavoro, nel terzo trimestre 2016 il numero di lavoratori somministrati iscritti negli archivi Inail aumenta dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. La variazione maggiore, rispetto al terzo trimestre 2015, si registra nei settori dell'istruzione (+18,5%), dei trasporti +15,6% (che comprende l'attività trasporto merci, facchinaggio e magazzino) e del commercio e riparazione di autoveicoli (+14,6 per cento). A Bergamo, nell’analisi dei dati INPS del 2015, è di 7.582 la media annuale dei contratti di avviamento effettuati, con punte di oltre 8000 a luglio e il picco negativo di 6620 a gennaio. Nella grande maggioranza, i contratti riguardano la figura di operai (83%) e impiegati (15%). Quasi inesistenti i Quadri e bassa la percentuale di apprendisti (meno dell’1%).

Verso il superamento degli 8000 avviamenti

La questione di genere si ripropone anche qui: “solo” il 35% degli avviamenti riguarda donne lavoratrici. Il dato storico parla di un trend sostanzialmente in crescita (a parte la curva negativa del 2013, annus horribilis per molti settori): i contratti somministrati sono stati 6867 nel 20121, 5585 nel 2013, 6564 l’anno successivo e 7582 quello scorso. Per il 2016 le stime nazionali indicano un numero di lavoratori che avrà trovato occupazione con questa tipologia di contratto pari ad almeno 675mila unità, a fronte di un dato medio mensile di 370mila lavoratori impegnati in somministrazione. Quest'ultimo valore attesta nel 2016 una crescita dell'occupazione media mensile su base annua pari all'8 per cento. E la stima per Bergamo parla del possibile superamento del “tetto” degli 8000 avviamenti effettuati. “Verso i lavoratori con contratto di somministrazione – conclude Meloni -, vanno intensificati tramite la contrattazione di secondo livello i riconoscimenti derivanti dai premi di produttività, che non tutti gli accordi aziendali prevedono, come pure una adeguata attenzione al tema della prevenzione per la sicurezza”.

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Venerdì, 11 Novembre 2016 08:21

Esecutivo Cisl dedicato a disagio e povertà

Su questi temi ci dobbiamo interrogare. Anche in visione di presidio del territorio. Le tante storie di difficoltà ci premono, perché sono delle nostre persone, sono lavoratori che il lavoro l’hanno perso; sono famiglie che hanno perso il sostentamento”. Così Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo ha aperto la riunione dell’esecutivo dedicato a Povertà e Disagio sociale. Info

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Mercoledì, 09 Novembre 2016 08:48

Esecutivo Cisl sul rischio di povertà a Bergamo

In Lombardia, e tra le provincie Bergamo non fa eccezione, si registra un aumento del dato sulla povertà relativa, con un aumento progressivo nel corso degli anni che sembra non arrestarsi.

Le proposte Cisl contro la povertà

Secondo l’osservatorio privilegiato che è la Caritas di Bergamo, la povertà sta colpendo sempre più massicciamente anche persone di nazionalità italiana: nel 2008, sono stati 894 gli italiani e 6.601 gli stranieri che si sono rivolti ai Centri di Primo Ascolto e Coinvolgimento delle parrocchie in provincia. Nel 2015 gli italiani sono cresciuti a 1.504, mentre gli stranieri sono scesi a 4.794. La CISL, insieme alle altre organizzazioni che costituiscono l’Alleanza contro la Povertà in Italia, ha elaborato un documento con alcune proposte di modifica al testo del disegno di legge recante norme relative al Contrasto alla povertà. Di questo si parlerà nell’esecutivo dell’organizzazione a Bergamo, giovedì 10 novembre, alle 14,30, nella sala Riformisti della sede di via Carnovali. Saranno presenti Lorenzo Lusignoli, del Dipartimento Politiche Sociali della CISL nazionale, e Marco Zucchelli, della Caritas di Bergamo.

L’impegno del sindacato

L’attenzione del sindacato su questi temi dice Francesco Corna, della segreteria provinciale del sindacato Cisl Bergamo – è  sempre stata alta. La CISL in particolare, ha sempre privilegiato la partecipazione e il confronto con le realtà che di questa situazione si sono occupate. I nostri rappresentanti negli ambiti territoriali hanno sempre contribuito all’individuazione di progetti e interventi utili a lenire i danni che la povertà provoca. Negli ultimi anni, poi, la crisi che ha investito il tessuto produttivo, provocando disoccupazione e conseguente povertà ulteriore, ci ha visti ancor più impegnati, a tutti i livelli, amministrativi e istituzionali”.

Impoverite le famiglie della normalità

In aumento Secondo l’ISTAT, il 4,7% dei residenti sul territorio orobico è a rischio povertà, per un totale di oltre 46 mila persone. Secondo i criteri dell’ISTAT, l’80% di loro è sicuramente povera: sono almeno 37.000. La quasi totalità sono espressione di famiglie e non di singole persone. E’ la fascia di famiglie della “normalità” che si è impoverita, che è diventata povera. La Caritas, come detto, segnala appunto la tendenza ad un forte incremento di famiglie italiane: dalle 2.100 richieste del 2008, si è giunti alle 12.000 del 2015. In molti dei Centri, le persone italiane sono pari o oltre il 30% degli ascolti (erano 22 nel 2013). Il 48% degli italiani vive in famiglie composte da una-due persone. Nel 22% dei casi la famiglia è di tre persone, nel 19% di quattro, mentre l’11% dei nuclei è composto da cinque o più persone. I bisogni manifestati riguardano gravi situazioni economiche, problemi abitativi e occupazionali.

In aumento le richieste di pacchi viveri

La crisi economica è sempre più alla base del problema – continua Corna –, se i dati della Caritas dicono che dalle 19.000 richieste di aiuto del 2008 si è passati alle 52.000 dell’anno scorso: è aumentata la povertà in modo impressionante”. Nei dati dei Centri Caritas si legge che sono in fortissimo aumento le richieste di pacchi viveri e di indumenti che lasciano sullo sfondo, in valori percentuali, tutte le altre voci. La richiesta di pacchi alimentari da parte di persone italiane è giunta al 45% del totale (sono 5.338 richieste), contro il 27% del 2008. “Quantificare con precisione il numero di famiglie e di individui in condizione di povertà è una sfida ancora aperta – prosegue il segretario CISL -. Una cosa, tuttavia, è certa: i dati mostrano valori in lenta ma continua crescita in Lombardia e, sebbene contenuti in termini percentuali, “pesano” in valore assoluto. LA CISL pone grande fiducia nei Piani di zona, che però non devono perdere di vista le opportunità di condivisione e di collaborazione con le realtà sociali del territorio. Le ulteriori novità che si stanno costruendo andranno di fatto a far definitivamente morire le possibili forme di partecipazione”.

Per la prima volta un impegno strutturale

Alla luce di queste considerazioni, quanto possiamo ipotizzare inciderà il SIA (Sistema di inclusione sociale) nel rispondere al bisogno delle famiglie lombarde? Quanti, alla luce dei criteri di accesso, riusciranno realmente a beneficiarne? Quali tra le situazioni di fragilità presenti potranno trarre beneficio da questa misura? “Per la prima volta in Italia si cerca di contrastare la povertà in maniera strutturale - scrive Lorenzo LUSIGNOLI nella relazione per l’audizione parlamentare di qualche settimana fa -. Il Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale destina allo scopo 600 milioni per il 2016 e 1 miliardo dall’anno prossimo. Sommando i fondi passati siamo ad uno stanziamento superiore ad 1,5 miliardi annui. Finora non c’era mai stato uno stanziamento di simile entità, anche se lo stanziamento strutturale non è ancora sufficiente ad introdurre una misura universalistica e dunque, a nostro parere, ne va previsto un incremento progressivamente crescente negli anni a venire”.

2017: un anno di svolta

Occorre infatti – conclude Lusignoli - dare un orizzonte definito (ad es. un quadriennio) con un obiettivo chiaro, il sostegno di tutte le famiglie in povertà assoluta, ed incrementare le risorse negli anni in modo da raggiungerlo”. “Il 2017 – conclude Corna - deve essere un anno di svolta. Ci auguriamo che la volontà del governo, la priorità indicata dall’opposizione, la spinta delle parti sociali, l’accordo delle associazioni all’interno dell’Alleanza contro la povertà e le indicazioni europee si muovano tutte nella medesima direzione. Potrebbe non ripetersi in futuro questa opportunità”.

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Mercoledì, 21 Settembre 2016 08:36

Uno studio Cisl Bergamo sulla condizione famigliare

Oltre 2500 neonati in meno in cinque anni, 10 mila ultrasessantacinquenni in più. Un’età media che in due lustri si è alzata di più di tre anni. Una vera e propria esplosione delle famiglie monogenitoriali e la crescita costante dei nuclei con un solo figlio. È l’istantanea che la ricerca del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo ha scattato sulla condizione famigliare della nostra provincia con dati ISTAT e locali, e che apre la strada a riflessioni e proposte che il sindacato di via Carnovali ritiene non più rimandabili.

Sbagliata la strategia dei bonus

Negli ultimi anni – dice Francesco Corna, della segreteria provinciale - la Regione Lombardia ha introdotto alcune misure positive nei confronti delle famiglie (il bonus bebè, nidi gratis, il reddito di autonomia) che appaiono il più delle volte degli spot. La situazione delle famiglie, a Bergamo in particolare, che negli anni ha perso molte posizioni su quantità e qualità della composizione familiare, richiede invece una serie di misure strutturate e continue. La “strategia” dei bonus è sbagliata: servono azioni di contrasto alla povertà decentrate sul territorio, gestite direttamente dai comuni, che rappresentano lo spazio privilegiato dove concorrere a costruire politiche inclusive per persone e famiglie in difficoltà economica e sociale, secondo una logica di cooperazione”.

Creare servizi per nuove esigenze

La famiglia è cambiata, sono cambiati i suoi bisogni. È necessario che chi è deputato a amministrare il territorio ne conosca e capisca le nuove necessità – sostiene Gabriella Tancredi, segretaria territoriale della CISL Bergamo, - intervenendo per creare servizi e opportunità più utili alle nuove esigenze. Per questo diventa importante che istituzioni e forze sociali diano vita a un tavolo territoriale per la famiglia, nel quale si investano idee e risorse per dar vita a reti e progetti capaci di soddisfare i “nuovi bergamaschi”.

Natalità crollata in Bergamasca

Qualche numero per dare la consistenza ai fenomeni che in dieci anni hanno ridisegnato la geografica sociale della nostra provincia. L’analisi compiuta dalla CISL sottolinea come la natalità sia crollata dagli 11956 bebè del 2010 ai 9419 registrati nello scorso anno solare. Di contro, l’incidenza “straniera” nei nuovi nati è cresciuta dal 9,47 del 2003 al 23.05 di oggi. In questo stesso lasso di tempo, l’incidenza di dipendenza strutturale (il rapporto tra la popolazione attiva - 15/64 anni – e la non attiva) è passato dal 44.2 del 2002 al 54 del 2016; il rapporto tra la popolazione anziana e quella attiva dal 23% al 30.7; l’indice di vecchiaia dal 108 al 132 (ci sono 3 anziani per ogni bambino) e l’età media della provincia è cresciuta dal 40.7 al 43.3. Il numero medio di componenti delle famiglie è di 2,40. Nel 1971 era di 3,41. Le famiglie composte da una sola persona sono quasi il 30% del totale (5,30% in più in 10 anni). I nuclei monogenitoriali “gestiti” dal padre sono il 2,40% del totale. Quelli con la sola madre l’11,34%.

Ripartire in maniera equa il lavoro di cura

È scontato che una nuova politica familiare debba tener conto di tempi e modi cambiati per il lavoro, per la cura, per il commercio, per la scuola, per tutta la rete dei servizi alla persona – insiste Tancredi. - Una struttura rimasta praticamente inalterata da qualche decennio non può facilitare l’esistenza e la crescita di una popolazione che possa poi competere anche economicamente con altre realtà che questi dati hanno saputo elaborarli prima. L’unione Europea ha licenziato nei giorni scorsi una risoluzione per introdurre nel mercato del lavoro maggiori opportunità di conciliazione vita – lavoro. È la risposta europea alla sfida demografica, che il Tavolo della Famiglia di Bergamo dovrebbe fare propria prendere di mira innanzitutto gli stereotipi di genere e creare le condizioni perché il lavoro di cura sia ripartito in maniera equa tra uomini e donne”.

Il ruolo contrattuale del sindacato

L’avvicinarsi di scadenze “naturali” come la ridefinizione dei piani di zona e la ricomposizione del Consiglio di rappresentanza, secondo Corna, “impongono che si faccia una riflessione seria a livello territoriale su come gestire e impostare le politiche e i confini degli ambiti. Al sindacato compete di riprendere il ruolo contrattuale, e sottolineare le relazioni tra conciliazione e servizi assistenziali”.


Le statistiche elaborate dal Dipartimento Welfare

 

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Mercoledì, 17 Agosto 2016 00:00

In Bergamasca il welfare è di casa

Siamo alle solite. I trasferimenti dallo Stato diminuiscono notevolmente e i comuni sono costretti a ritoccare le imposte locali. È accaduto anche con il consuntivo 2014, ma l’aspetto positivo della vicenda è che a Bergamo e provincia la spesa sociale, cioè quanto gli enti locali destinano a welfare e assistenza, non ha avuto il tracollo temuto, anzi. Rispetto alla spesa complessiva, i fondi per il sociale hanno mantenuto un livello costante.

Lo studio della Cisl Bergamo

È quanto emerge dallo studio del Dipartimento Welfare del sindacato Cisl Bergamo sui dati del Ministero degli Interni, distribuiti in questi giorni (anche se solo in riferimento al 2014). In tutta la provincia i trasferimenti sono diminuiti del 33%, mentre le tasse e le imposte locali sono aumentate del 19%. La spesa complessiva di comuni e enti sovraccomunali è scesa del 2,82% e quella per i servizi sociali dell’1,99%, ma la “propensione sociale” in terra orobica (è cioè il rapporto tra spesa generale e welfare) è aumentata dello 0,2%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.

Le differenze sul territorio

Scendendo nel dettaglio, si scopre che la “mazzata” peggiore nei trasferimenti l’ha subita l’ambito di Romano, con una differenza del 44% in meno rispetto al 2013. Più fortunati gli abitanti dell’Alto Sebino, che si sono visti decurtare “solo” il 21% delle entrate “centrali”. Sempre nella zona di Lovere, il minor incremento della tassazione locale (7,52), mentre l’Isola bergamasca ha pagato il 25,23% di imposte in più. Per quanto riguarda l’aspetto della spesa sociale, la differenza maggiore nel 2014 si è registrata nell’ambito di Grumello (-9,98%, con naturali e ovvie differenze tra i paesi che vanno dal -20 al +40%), mentre nell’Isola (a giustificazione della tassazione?) la spesa è stata addirittura incrementata di oltre il 2%. In sostanza, nel corso del 2014, per ogni cittadino bergamasco sono stati spesi, in media, 99,7 euro nel campo sociale, contro i 103.5 euro dell’anno precedente.

Una tendenza destinata a consolidarsi

A Bergamo città, sono stati 155,9 contro i 156,6, nella zona tra Brembo e Adda più di 130 euro contro i 127 del 2013. “Quella della “limatura” delle spese per il sociale, è una tendenza destinata a consolidarsisottolinea Francesco Corna, segretario CISL Bergamo -, dal momento che le previsioni per il prossimo anno non promettono inversioni di tendenza. Dalla Regione, tramite il riparto del Fondo Sociale arriveranno 5 milioni e 681 mila euro, contro gli oltre 6 milioni del 2015 e i quasi 7 milioni e mezzo del 2014”. “Va dato atto ai comuni bergamaschi – continua Corna - di aver mantenuto un livello qualitativo e quantitativo della spesa sociale, nonostante evidenti difficoltà di bilancio. Questo significa anche che l’ente locale riconosce nel welfare, e nel livello di qualità dei servizi assistenziali, importanti strumenti di coesione del territorio”.


Scarica la tabella dei dati

 

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«I tavoli Ocse? Molto bene, però facciamo presto: Bergamo ha bisogno di risposte, non può permettersi di star ferma un minuto di più». È sollevato Ferdinando Piccinini perché alla fine tutte le istituzioni del territorio hanno fatto quadrato, costituendo quella cabina di regia tanto auspicata dagli osservatori Ocse per governare il futuro del territorio. Ma il segretario generale della Cisl di Bergamo lancia anche un pressante invito a tutti gli attori in campo perché si rompano gli indugi e d’ora in avanti si possa viaggiare spediti «per centrare insieme quegli obiettivi vitali per il nostro sviluppo».

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Giovedì, 14 Luglio 2016 00:00

Convocazione Consiglio Generale Cisl Bergamo

La segreteria Ust Cisl Bergamo ha indetto la riunione del Consiglio Genrerale allargato per giovedì 14 luglio 2016 (dalle 9 alle 13) nel Salone Riformisti della sede Cisl Bergamo. All'ordine del giorno i seguenti temi:

1) Fisco e previdenza: il punto sul confronto tra Governo e Parti sociali;
2) Il ruolo riformatore della Cisl sulle prospettive del welfare.

PROGRAMMA:

- Introduzione di Ferdinando Piccinini, Segretario Generale Cisl Bergamo
- Interventi: Maurizio Petriccioli (Segr. Confederale Cisl), Gigi Bonfanti (Segr. Generale Fnp), Domenico Pesenti (Presidente Inas nazionale)
- Dibattito
- Conclusioni

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Giovedì, 16 Giugno 2016 07:55

Alla Cisl Bergamo apre lo Sportello Lavoro

Il mondo del lavoro sta cambiando: complesso, polverizzato, poco stabile e sempre meno accessibile. Aiutare il lavoratore a orientarsi in questo “labirinto” è quello che si è proposto il sindacato Cisl Bergamo tramite lo Sportello Orientamento Lavoro, che è stato ufficialmente avviato con l’inizio del mese di giugno, fornendo le prime indicazioni e aiuti alle molte persone che già si sono rivolte agli uffici di via Carnovali in città.

L’avvio dell’attività di sportello non è in contraddizione con i timidi segnali di ripresa che anche nella nostra provincia si sono manifestati in particolare nel 2015 e che con minor intensità sono proseguiti nel primo trimestre 2016dice Giacomo Meloni, della segreteria CISL Bergamo - Abbiamo deciso di assumere un ruolo da protagonista per accogliere e orientare le persone disoccupate nella ricerca del lavoro. Presso lo Sportello Orientamento Lavoro della CISL di Bergamo le persone troveranno sempre la massima attenzione e ascolto, assieme alla professionalità e competenza di chi, giorno dopo giorno con passione e dedizione, farà quello che è utile per non lasciare solo nessuno”.

I dati registrano nel primo trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una generale riduzione dei flussi di comunicazioni obbligatorie, con una diminuzione del 13,3% su base annua a Bergamo degli avviamenti al lavoro, in linea per altro con i dati della Lombardia( – 11%) e nazionali (- 12,9%).

In dettaglio, tutte le tipologie di avviamenti registrano una flessione, tranne la somministrazione, in leggera crescita del 2,5%. La variazione più significativa riguarda i contratti a tempo indeterminato, che sono ridotti di un terzo rispetto allo stesso periodo del 2015 ( - 1.340 ) , ma che restano ampiamente positivi, se si considera il saldo fra gli ultimi quattro trimestri ( + 9.435); ulteriore calo per l’apprendistato ( - 875 ) e per il tempo determinato ( - 5.719 ).

A Bergamo e in provincia il tasso di disoccupazione nel 2015 si è ridotto dal 7,4 al 5,8%, “ma questo – sottolinea Meloni - non deve farci dimenticare che lo stesso nel 20008 era del 3% e che con molta probabilità le persone ancora disoccupate in larga parte sono nella fascia più debole e che ricollocarsi in un mercato del lavoro sempre più selettivo è diventato difficile, soprattutto se la ricerca è affidata solo a se stessi”.

Alle sedi CISL di Bergamo e provincia si sono rivolte nel biennio 2014/15 oltre 16.000 persone di ogni età e genere per pratiche di disoccupazione o di mobilità. Da oggi sarà lo Sportello Orientamento Lavoro a dirigerne i flussi. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30, il sabato dalle 8 alle 12. È rivolto agli iscritti CISL e a quanti vorranno iscriversi al sindacato e che in questi difficili anni di crisi hanno perso o stanno cercando un posto di lavoro.

L’iniziativa della Sportello si inserisce in una strategia più ampia che la CISL vuole mettere in campo per avere un maggiore ruolo sul versante del mercato del lavoro e della formazione – dice Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato di via Carnovali - Essere soggetto protagonista in questo ambito significa cogliere i nuovi bisogni di rappresentanza che emergono dall’universo dei giovani e dalle persone più deboli e in difficoltà nella ricerca del lavoro e nelle transizioni lavorative”.

Lo sportello lavoro svolgerà un ruolo di accoglienza, ascolto e informazione, opererà su colloqui orientativi e di supporto alla redazione di curriculum vitae e alla ricerca attiva del lavoro. L’aspetto della formazione poi sarà fondamentale per costruire un adeguato profilo professionale più “spendibile” sul mercato del lavoro e che avverrà anche in collaborazione con lo IAL. Una formazione che sia finalizzata a formare quei profili professionali maggiormente richiesti dal mercato del lavoro, che le aziende richiedono, e non fine a se stessa.

Lo sportello della CISL mette al primo posto la personaprecisa di Isabel Perletti, operatrice del servizio - L’obiettivo è accogliere, orientare e quindi accompagnare nel mercato del lavoro i disoccupati, le persone in cerca di prima occupazione e quelle che vogliono migliorare la propria occupabilità e la propria posizione professionale. Fornirà gli strumenti necessari per la ricerca attiva al lavoro, e opererà in stretta sinergia con le strutture della CISL Bergamo ( IAL, INAS, e le Federazioni di categoria). Un’offerta di lavoro consapevole, informata e formata è la base per una ricerca efficace del lavoro”.


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Lo spazio dedicato sul sito internet

 

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Mercoledì, 15 Giugno 2016 00:00

C’era una volta il federalismo

Il Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione ha organizzato per mercoledì 15 giugno 2016 (ore 21) nella sala conferenze Fondazione Serughetti ‐ La Porta (viale Papa Giovanni XXIII n. 30 ‐ Bergamo) un incontro di riflessione "C’era una volta il federalismo" a proposito della “riforma” della Costituzione. Presiede BARBARA PEZZINI del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione. Interviene GIANLUIGI BIZIOLI dell'Università di Bergamo. 

Il Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione è composto  da ACLI, AEPER, ANPI, ARCI, AUSER, Associazione Generale di Mutuo Soccorso, CGIL, CISL, Comitato Carcere e Territorio, Cooperativa Paci dell'Orto, Fondazione Gritti Minetti, Fondazione Serughetti ‐ Centro Studi La Porta, Giuristi Democratici, Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, Libera ‐ Coordinamento provinciale, Libertà e Giustizia, Proteofaresapere, Rete S.O.S., UIL


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