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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 25 Settembre 2015 07:23

Bergamo: sono le donne a pagare la crisi

Negli ultimi 12 mesi, la popolazione femminile della Lombardia ha pagato duramente l’uscita dalla crisi e i primi segnali di ripresa. Infatti, se il tasso di occupazione maschile, dal secondo trimestre del 2014 allo stesso periodo del 2015,  è salito (dal 72 al 72.9), quello femminile paga gli stessi punti percentuali “a debito” (da 58 a 57.1). Al contrario, il tasso di disoccupazione scende di 0,7 punti percentuali tra gli uomini e sale di 0,4 tra le donne.

A Bergamo, invece, secondo le rilevazioni ISTAT nei primi tre mesi del 2015, il tasso di disoccupazione sale anche in virtù dell'aumento del numero di donne inattive. Infatti, i tassi di occupazione di Bergamo dicono che  quello maschile, attorno al 71% cresce di poco, mentre quello femminile, poco sopra il 50%, diminuisce di qualche punto percentuale.

“Sono dati  molto preoccupanti. Non solo la provincia soffre di bassa occupazione femminile, ma ora vede il tasso di occupazione calare, nonostante la lieve ripresa generale. Questo significa che permangono ostacoli molto forti allo sviluppo e alla liberazione delle energie delle donne”, dice Gabriella Tancredi, della segreteria del sindacato CISL Bergamo.

Abbiamo sempre sostenuto che da questa crisi non saremmo usciti così come vi siamo entrati, e se questo può essere vero per alcuni aspetti strettamente legati alle dinamiche più consuete del mondo del lavoro,  non lo è certo per altri aspetti più collaterali, come quello riferite al "genere".

Non abbiamo e non stiamo approfittando  di questo momento, che preferisco definire "di cambiamento" più che di "crisi", per dare un vero e nuovo slancio alle "politiche di genere"”.

Nel sindacato CISL Bergamo, ad esempio, il Coordinamento Donne sta ragionando da tempo su come dare veramente una spinta a quel cambio di passo sempre più necessario, anche sul piano culturale, al tema della conciliazione fra i tempi di lavoro ed i tempi di vita e cura.

Ci siamo soffermate sul tema della flessibilità, da sempre vista come un'opportunità per le aziende e non una vera occasione, perché le donne possano riuscire meglio nella conciliazione del loro doppio ruolo di lavoratrici e di mamme o persone che si occupano della cura delle famiglie e non solo. Consideriamo la flessibilità poca cosa rispetto a quel cambio culturale di cui sopra  e che, al momento, vediamo realizzato solo nei nostri sogni, ma senza dubbio sarebbe un primo, piccolissimo ma significativo passo in avanti nella realizzazione di una vera "conciliazione".

Si è aperta la discussione, anche all'interno della nostra organizzazione, e speriamo – conclude Tancredi - che si riesca a dare il via a quel cambiamento di cui noi donne, oggi più di ieri e certo meno di domani, sentiamo uno stringente bisogno”.

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Giovedì, 24 Settembre 2015 00:00

Euronote 94/2015. Informazione sociale europea

Euronote 94/2015. Informazione sociale europea. Realizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sommario: 1) Rifugiati: nuove proposte della Commissione; 2) Il contributo dell'Europarlamento; 3) Lo Stato dell'Unione 2015 non è buono; 4) Disoccupazione in lenta ma costante discesa; 5) 13° Congresso Ces; 6) Agenda - Appuntamenti. 


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Migliorano gli indicatori del mercato del lavoro nel II trimestre 2015. L'Istat nel suo comunicato (scarica qui) indica che il tasso di disoccupazione è salito lievemente al 12,4% nella media del trimestre, diminuendo però fino al 12% a luglio. Mobilità in calo, e 40% contratti stabili. Purtroppo sempre meno utilizzato l’apprendistato. Comunicato.

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Indicatori sul mercato del lavoro in miglioramento nel secondo trimestre 2015. A sottolinearlo l'Istat, nel nuovo comunicato trimestrale sul mercato del lavoro che l’Istituto nazionale di statistica ha rilasciato il 15 settembre 2015. In primo luogo emerge che il tasso di disoccupazione è salito lievemente al 12,4% nella media del trimestre, diminuendo però fino al 12% a luglio. 

Ad aumentare l’input di lavoro impiegato, l’occupazione e in misura modesta, nella prima parte dell’anno è tornata a crescere anche la produttività. Il recupero dell’occupazione poi è proseguito anche a luglio, con una crescita annua dell’1,1% (+ 235 mila unità) e dello 0,3% nel periodo maggio-luglio, al netto della stagionalità. 

Sono 22.446.000 le persone occupate come forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, lo 0,5% in più del trimestre precedente (+103.000), corrispondente a un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni pari al 56,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali. Dal comunicato trimestrale sul mercato del lavoro dell’Istat emerge inoltre che nel secondo trimestre, in base ai dati non destagionalizzati, tra gli inattivi è diminuito il numero degli scoraggiati e delle persone ritirate dal lavoro, mentre sono aumentati sia gli studenti sia gli individui in attesa di risposta ad azioni attive di ricerca. 

La situazione a Bergamo non si discosta dal panorama nazionale, e vista dall'osservatorio CISL, si conferma in evoluzione positiva. “Stiamo assistendo – dice Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato Cisl Bergamo - alla sovrapposizione di un trascinamento della fase di crisi con la nuova fase di ripresa seppur faticosamente avviata. Lo dimostra la tendenza al calo, del ricorso agli ammortizzatori sociali, e alla mobilità, seppur di poco, nei primi sei mesi dell'anno in corso, 1564 nel 2014, 1487 nel 2015” .

La fase di graduale ripresa si fonda anche sulla tendenza all'incremento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, che superano il 40% del totale nel secondo trimestre dell'anno, mentre erano il 23,5% nel primo trimestre. Lo stesso accade anche per i rapporti di lavoro a tempo determinato e per quelli di somministrazione, anche se in misura molto minore.

“Si conferma purtroppo la tendenza alla riduzione dei contratti di apprendistato, (- 16,2% nel primo trimestre), probabilmente sostituiti dal contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, segno che l'apprendistato nel passato non sempre è stato visto dalle imprese come una opportunità di formazione, ma solo di lavoro”.

Si mantengono significativi i ricorsi al tirocinio, con incrementi medi di circa il 30%, anche se questi non possono essere considerati veri e propri rapporti di lavoro. Nei primi mesi dell'anno, si conferma la propensione anche in provincia di Bergamo all'aumento di avviamenti al lavoro per qualifiche medio alte, a conferma di quanto indicava anche la ricerca OCSE di qualche mese fa, sulla necessità di investire maggiormente sul versante della istruzione e formazione.

“In un contesto di luci e ombre, ovviamente non va sottaciuto l'ancora alto tasso di disoccupazione che permane attorno al 7%, e ancor più il tasso di occupazione che a Bergamo rimane al 61%, contro il 65% degli anni prima della crisi.

È anche per affrontare questo secondo aspetto della questione, oltre che quello conseguente della povertà – conclude Meloni -, che la CISL di Bergamo ha elaborato una proposta sul tema lavoro, che sarà presentata agli attori istituzionali, sociali, imprenditoriali e del credito, nel corso del seminario programmato per il primo ottobre”.


Scarica i dati Istat

 

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Giovedì, 01 Ottobre 2015 00:00

Seminario Cisl Bergamo: "Governare il futuro"

La prolungata crisi economica, iniziata nel 2008 con la "bolla finanziaria", ha avuto pesanti riflessi sul lavoro, sul reddito e sulla casa delle famiglie bergamasche, con particolare incidenza sui soggetti sociali più deboli nel mercato del lavoro: giovani, donne e over45 che hanno perso il posto di lavoro.

Il sindacato Cisl Bergamo con il chiaro intento di contribuire ad affrontare e risolvere il dramma della mancanza di lavoro e della conseguente povertà, ha predisposto una proposta che intende presentare nel corso del seminario dal titolo: "Governare il futuro. Le proposte della Cisl Bergamo per affrontare la crisi. 


Il seminario si svolgerà giovedì 1 ottobre 2015 dalle 9 alle 13 nella Sala Riformisti del Lavoro (sede Cisl Bergamo in via Carnovali, 88/a).


Scarica la locandina con il programma

 

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Non si vedeva da 36 mesi un saldo positivo tanto consistente nelle previsioni di assunzione del settore privato. Sono 83mila i posti di lavoro aggiuntivi che le imprese dell'industria e dei servizi intendono creare tra aprile e giugno 2015, 82mila dei quali destinati a lavoratori alle dipendenze. L'effetto Jobs act si fa sentire nei programmi occupazionali delle imprese, corroborato però dal vento di ripresa che sta attraversando il sistema produttivo”. UnionCamere e Excelsior lodano l’operato del Governo Renzi e leggono i dati di una ripresa altrimenti difficile da intuire. Ma, sorpresa, Bergamo non partecipa alla festa.

"Le uniche province nelle quali ancora alcune decine di posti di lavoro potrebbero andare persi – conclude infatti la nota Excelsior - sono quelle di Modena, Bergamo, Alessandria, Asti e Pavia". I dati  sull'occupazione, dice Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo, “risentono della volatilità legata al mercato del lavoro e alla stagionalità tipica di alcuni settori come i servizi turistici e della ristorazione. Sono evidenti alcuni segnali incoraggianti che necessitano però di conferme e incrementi nel corso dei prossimi mesi dell'anno, e nel primo periodo dell'anno il saldo complessivo tra nuove assunzioni e uscite in provincia di Bergamo è positivo. Purtroppo a fronte di un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato, fa da contraltare il calo dell'apprendistato.

Se possiamo affermare che in questa fase la parte più acuta della crisi e della perdita di posti di lavoro è terminata, non possiamo purtroppo con altrettanta certezza affermare che si sia avviata la fase della ripresa. Serve come dice da tempo la CISL avviare una riforma per un fisco più equo e giusto, nuove e incisive politiche industriali che diano forza al settore manifatturiero, ridurre i costi energetici e dare gambe concretamente ad adeguate politiche attive del lavoro, rafforzare l'alternanza scuola lavoro”.  

Il saldo positivo di 83mila unità, secondo l’indagine, deriva dalla differenza tra 282mila entrate e 199mila uscite attese. Per Unioncamere "il confronto con il secondo trimestre 2014 consente di cogliere l'effetto dei più recenti provvedimenti varati dal Governo in materia di mercato del lavoro: le assunzioni a tempo indeterminato sono infatti quasi l'80% in più di un anno fa. Meno cospicua, invece, la crescita delle assunzioni previste con contratto a tempo determinato (157mila, in aumento del 4,6% rispetto al II trimestre 2014) e dei contratti interinali (27mila le entrate, +7,8%). In calo, invece, le entrate previste con contratti di apprendistato (saranno 8.800, -8,7% rispetto a un anno fa) e, soprattutto, le collaborazioni a progetto (8.500 quelle attese, con una riduzione del 36,4% rispetto ad aprile-giugno 2014)”.

Nell’analisi dei diversi settori, “spicca, per effetto della stagionalità, il settore turistico, con le imprese legate all'alloggio e alla ristorazione che dovrebbero creare 61.600 posti di lavoro aggiuntivi nel trimestre. Positivo, però, anche il dato delle costruzioni (+3.600 il saldo tra entrate e uscite), di quasi tutti i settori industriali (a cominciare dall'alimentare e dalla meccanica) e, tra i servizi, di quelli di supporto alle imprese e legati all'Ict”.

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Euronote 92/2015. Informazione sociale europea. Realizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sommario: 1) Rafforzare la politica sociale; 2) Lavoro: insicurezza diffusa nel mondo; 3) Niente crisi per il lavoro minorile; 4) Disoccupazione in lenta ma costante discesa; 5) La qualità della vita nell'Unione Europea; 6) Flash - Agenda - Appuntamenti. 


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Dichiarazione di Andrea Donegà, coordinatore nazionale giovani FIM CISL

Se spariscono i giovani dal mercato del lavoro, spaziamo via il futuro e la speranza del Paese. 
In un momento in cui si riaccende il dibattito sulla solidarietà intergenerazionale e le sue evidenti contraddizioni, l'Istat dipinge un quadro sconcertante della situazione del Paese. Dal 2008 al 2014 sono stati 2 milioni i giovani under 35 a perdere il posto di lavoro. Una cifra spaventosa in un contesto che non accenna a migliorare dove le chisure aziendali sono ancora all'ordine del giorno, come dimostra l'inaccettabile passo indietro di Whirlpool che oggi annuncia l'incremento degli  esuberi.

Una situazione del genere è il risultato di un'inesistente politica industriale che persevera da anni e che restringe sempre più le opportunità lavorative per i giovani, costretti a lasciare il Paese o a parcheggiarsi ai margini della società.

Noi che non crediamo alla favola dei diritti “acquisiti” e che puntiamo ad allargare la possibilità di un lavoro e di una vita dignitosa per tutti, in un'ottica di giustizia ed equità, non accetteremo mai questo declino. Le nuove generazioni devono tornare a essere energia e forza di cambiamento nonché fulcro delle politiche sociali e di lavoro. Ogni errore e sottovalutazione   commessi oggi rappresentano l'innesco di una bomba sociale destinata ad esplodere tra qualche anno.

 

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A oggi, in provincia di Bergamo, meno del 30% dei contribuenti percepisce il bonus degli 80 €. Se passasse la riforma fiscale che il sindacato CISL sta proponendo, sarebbe quasi il 95% a poter disporre di 1000 € in più all’anno, pensionati compresi.

Secondo i dati in possesso del CAF di Bergamo, infatti, i contribuenti non pensionati sono in tutto 62.440. Di questi i titolari di redditi inferiori a 24.000 euro sono 34.289, mentre i redditi compresi tra 24.000 e 26.000 euro sono 5.907. Nel caso di riforma fiscale come la propone la CISL, sui 117.448 dichiaranti CISL del 2013, gli aventi diritto al bonus sarebbero 110.032 pari al 94% del totale contribuenti, compresi i pensionati.

È questo solo uno degli aspetti di “Firma la crescita”, la campagna di raccolta firme lanciata dalla CISL nazionale per promuovere una Proposta di Legge Popolare che spinga il Governo ad adottare una riforma del sistema fiscale per cambiare il Paese. La CISL ritiene infatti necessario il rafforzamento dei redditi dei lavoratori e dei pensionati e la ripresa dei consumi e della crescita.

Bonus da 1000 euro, nuovo assegno familiare, fiscalità locale al servizio del cittadino, un’imposta sulla grande ricchezza netta e riduzione dell'evasione fiscale: questi i cinque punti fondamentali su cui si articola il progetto di legge di iniziativa popolare volto a dare più risorse a chi lavora, ai pensionati e alle aree sociali maggiormente colpite da sette anni di crisi.

I tempi della politica non sono compatibili con l'aumento dei disoccupati, dei giovani esclusi dal lavoro, dei nuovi poveri – ha detto Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo, nella conferenza stampa di presentazione della campagna sul territorio orobico -. Dopo sette anni di crisi, servono risposte certeimmediate e concrete. Il rischio è alimentare il conflitto sociale che è già a livelli di guardia. La crescita deve ripartire!

Anche a Bergamo, così come nel resto del Paese, ha infatti preso il via la campagna Cisl su fisco e previdenza "Firma la crescita”.  Sarà possibile firmare (possono farlo tutti i cittadini italiani elettori) presso i gazebo che la CISL allestirà in alcune piazze della Provincia, e presso le sedi dei Comuni maggiori, e in molte sedi CISL, nel periodo della campagna fiscale per il 730 . Per conoscere nel dettaglio le iniziative della Cisl e scaricare il testo del progetto di legge è possibile visitare il sito www.cisl-bergamo.it


La CISL di Bergamo ha programmato una serie di iniziative per favorire la raccolta delle firme. La prima si svolgerà martedì 12maggio, quando ci sarà un'assemblea degli attivi di tutta la CISL provinciale  dalle 9 presso l’auditorium della Casa del Giovane di Bergamo. Parteciperanno Ferdinando Piccinini, Osvaldo Domaneschi e Giovanna Ventura.

>>> Sabato 16 maggio i gazebo della CISL saranno presenti presso i mercati di Grumello del Monte, Lovere, Treviglio e Zogno.

>>> Sabato 23 maggio, invece, sarà possibile conoscere i contenuti della proposta CISL e firmare la propria adesione a Bergamo (in piazza Matteotti) e a Gazzaniga (piazza Mercato).


La locandina per gli appuntamenti nelle piazze bergamasche dove sarà possibile firmare
L'elenco dei Comuni, oltre i 10.000 abitanti, dove è possibile firmare 
- I contenuti della proposta sul fisco

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Lunedì, 09 Marzo 2015 08:31

Dalmine: la settima crisi in 35 anni

È la settima crisi che vivo dentro la Dalmine, in pratica una ogni cinque anni”. Mario Oberti è la memoria storica della Tenaris, e del sindacato Fim Cisl Bergamo, della fabbrica per antonomasia in provincia di Bergamo. La Dalmine vivrà, martedì 10 marzo, l’ennesimo sciopero, con presidio delle portinerie al quale Mario ha aderito. Sarà uno sciopero di tutta la giornata, di tutti i reparti, che coinvolgerà tutti i 1800 dipendenti attuali, perché su tutti pende la spada degli esuberi (406 quelli dichiarati dalla Tenaris).

L’azienda inverta la rotta sugli apprendisti e ci convochi rapidamente al tavolo delle trattative – chiede Emanuele Fantini, della segreteria Fim Cisl Bergamo -, altrimenti le vertenza non potrà che inasprirsi. Quando saranno ritirati gli esuberi, chiediamo che venga affrontata la discussione sugli elementi che hanno generato questa crisi. Siamo consapevoli che ci sono difficoltà, ma vogliamo essere coinvolti per gestirle”. È una crisi arrivata inaspettata, questa. “Dal 1980, quando in fabbrica eravamo più di 8000 persone, e l’indotto ne faceva girare almeno altre 3000, la Dalmine ha vissuto crisi per il cambiamenti del sistema delle Partecipazioni Statali; altre per le evoluzioni del sistema produttivo…ma ogni volta si vedevano prospettive che lasciavano presagire una ripresa, e che permettevano anche al sindacato di gestire e fare accordi anche sugli esuberi. Oggi – dice Oberti - ci viene prospettata la crisi, ci dicono che avanzano più di 400 di noi e non ci spiegano come intendono uscirne. Rispetto al 2004 o al 2009, manca un piano industriale, una prospettiva…allora i momenti di difficoltà si risolvevano anche con cospicui investimenti, oggi non si vedono prospettive”.

Dell’azienda leggiamo solo i grandi proclami fatti sui giornali, non c’è strategia per uscire dalla crisi. Sembra che aspettino solo che finisca la crisi, vogliono snellire e diminuire il costo del lavoro per ripartire leggeri quando ripartirà il mercato. Non capiscono che se fanno a meno delle persone, la crisi passerà, ma qui verranno a mancare lavoratori e professionalità

Non dobbiamo perdere un altro giro per la formazione di nuovo personale. Per questo chiediamo che si attuino i contratti di solidarietà: proprio nell’ottica di salvaguardare professionalità e competenze. I  Rocca dicono che ripartiremo più forti, , ma con quante persone? Continuiamo a perdere occupazione, e non è ancora chiaro il ruolo che avrà Dalmine nel gruppo, visto che è in programma la costruzione di un impianto in USA. Oggi Dalmine è il cuore del gruppo. Se oggi salta Dalmine– si chiede Oberti -, cosa accadrà anche agli altri stabilimenti?

I 35 anni trascorsi nello stabilimento sono anche “un’epoca” per la valutazione dell’impatto delle strategie sindacali. “Dall’80 a oggi è cambiato il mondo. Quando sono entrato in fabbrica si respiravano ancora i risultati della grande politica sindacale degli anni 70, della grande sindacalizzazione della fabbrica. Poi si è perso il collante… Quando sono entrato in fabbrica ero iscritto alla FLM, c’era grande compattezza. Con la scissione, mi sono iscritto alla FIM. Fino agli anni 90 la divisione non ha inciso molto, dopo ha iniziato a pesare anche sulla credibilità del sindacato stesso all’interno dello stabilimento, quasi che la competizione tra noi fosse la spinta principale della nostra azione, e ci fossimo allontanati dalle esigenze dei lavoratori. La gente ha iniziato a fare fatica a seguirci, e l’azienda ne ha approfittato, diventando il primo referente dei giovani che entrano in fabbrica. Prima questo lavoro lo facevamo noi. Poi, la gente negli anni 90 ha iniziato a seguire meno il sindacato, guidato da un nuovo egoismo e da scarsa solidarietà.”

“Questa crisi, se si può dire, di buono ha portato nuova attenzione nei confronti del sindacato: la gente ricomincia a seguirci. L’adesione dei lavoratori alle assemblee e alle richieste che facciamo è buona, anche perché il futuro non è roseo né per gli operai, né per gli impiegati. Così, abbiamo visto che tanti iniziano a capire che bisogna “marciare compatti”.” Allo sciopero di martedì parteciperanno anche le delegazioni degli altri stabilimenti italiani del gruppo (Costa Volpino, Arcore, Piombino), segno di una certa preoccupazione nei lavoratori. “Dalmine è il fiore all’occhiello del gruppo, pertanto ci aspettiamo che da qui si disegnino anche le prospettive del futuro di un’azienda importante”, dichiara Fantini. 

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