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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 04 Febbraio 2015 13:43

Industria: non si vede la fine del tunnel

Nonostante qualche timido segnale di ripresa, l’industria lombarda non riesce a vedere la fine del tunnel della crisi. Sono 1.633 le aziende che anche nel 2° semestre 2014 hanno ricorso agli ammortizzatori sociali. Oltre 40mila i lavoratori coinvolti e di questi, 5.843 licenziamenti. Dati emersi dal 38° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi presentato dalla Fim Lombardia. Comunicato

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Martedì, 03 Febbraio 2015 00:00

Over 45: un patto per il lavoro

I sindacati Cgil, Cisl e Uil, Provincia di Bergamo, Confindustria Bergamo hanno siglato un'intesa per l'attuazione di misure di politica attiva per l'inserimento lavorativo di persone ultraquarantacinquenni. L'accordo dà attuazione al Patto provinciale per le politiche attive del lavoro (2014/2015) che, tra gli ambiti di intervento, privilegia misure a favore della presa in carico di lavoratori espulsi dal mercato del lavoro nella fase finale del proprio ciclo lavorativo. 

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Giovedì, 29 Gennaio 2015 16:37

Bergamo: nel 2014 oltre 9000 posti in meno

Più di 9.300 persone nel 2014 hanno perso il lavoro a Bergamo. Dai dati della Cisl Bergamo le persone collocate in mobilità con la legge 236, quindi dipendenti delle piccole imprese senza alcuna indennità economica, tranne l'ASPI, sono state 5016. Un dato ancora più drammatico è quello dei i licenziamenti collettivi: circa 4300. In totale 9.300 posti persi nella Bergamasca. Comunicato.

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Giovedì, 29 Gennaio 2015 15:42

Bergamo: nel 2014 oltre 9000 posti in meno

Più di 9.300 persone nel 2014 hanno perso il posto di lavoro a Bergamo . Dai dati a disposizione del sindacato Cisl Bergamo, infatti, nel 2014 le persone collocate in mobilità con la legge 236, quindi dipendenti delle piccole imprese senza alcuna indennità economica, tranne la disoccupazione (ASPI), sono state 5016. Questo dato se possibile è ancora più drammatico di quello che riguarda i licenziamenti collettivi che lo scorso anno sono stati circa 4300, il che porta appunto ad oltre 9.300 i posti di lavoro persi nella bergamasca lo scorso anno, un po' meno che nel 2013 quando i posti di lavoro persi furono 9.507.

Dall’analisi del Dipartimento Lavoro della CISL di Bergamo emerge che la congiuntura economica  ad oggi continua a ristagnare: la produzione industriale a Bergamo ha subito andamenti negativi portando l’indice al 96.3, un valore inferiore di quasi 4 punti rispetto all’inizio della crisi. I comparti più colpiti sono le costruzioni, il manifatturiero ed il commercio al dettaglio. Sempre nell’industria, il saldo tra ingressi e uscite degli addetti, dopo le pesanti perdite degli anni precedenti, nell’anno appena trascorso è risultato ancora negativo, anche se è diminuito di poco l’utilizzo della Cassa Integrazione.

Secondo il modello di indagine EXCELSIOR di Unioncamere Lombardia, Bergamo e Como sono le uniche provincie che nel primo trimestre 2015 non vedono migliorare il saldo tra ingressi e uscite nel mercato del lavoro. A fronte di un saldo positivo di circa 9000 unità (trainato dai settori chimico-farmaceutico, meccanica e servizi alle imprese) a livello regionale, per Bergamo è previsto invece un saldo negativo di 500 unità, con pesanti perdite di lavoro nei settori del legno/mobile, tessile, commercio al dettaglio e servizi alle famiglie.

“Urgono sempre più interventi efficaci sul versante del lavoro e delle politiche attive – dichiara Giacomo Meloni, segretario provinciale Cisl Bergamo -, con un ruolo da protagonisti da parte della Provincia e di tutte le istituzioni, un intreccio fra centri per l'impiego e settori della formazione professionale, l'avvio in tempi stretti di un vero osservatorio del lavoro, tante volte enunciato e ad oggi mai realizzato.Un osservatorio che in tempo reale permetta ai soggetti coinvolti nel mercato del lavoro di monitorare e avviare una vera politica di intreccio fra domanda e offerta di lavoro, strutturando un sistema per altro sperimentato anche a Bergamo in tempi recenti”.

“Non è più il tempo di agire su fatti emotivi – continua Meloni -, ma con un vero e proprio progetto per il lavoro a Bergamo e provincia, al quale affiancare, come già proposto dal sindaco di Bergamo, una adeguata politica di attrattività del territorio, sulla viabilità e le infrastrutture a partire dalle aree dismesse e non più utilizzate, adeguate politiche di crescita e sviluppo dal Governo, di cui si intravedono i primi segnali positivi, con il contratto a tutele crescenti e gli sgravi contributivi per le aziende che assumono a tempo indeterminato”.

Lo studio del Dipartimento Lavoro della CISL orobica sottolinea anche come, dopo un 2013 con il peggior risultato degli ultimi 5 anni, fatto registrare dal saldo tra assunzioni e cessazioni, con 13.000 unità in meno, il 2014 non ha fatto segnare quella tanto auspicata inversione di tendenza. La trasformazione strutturale in tutti i settori attuata attraverso scelte organizzative, tecnologiche e finanziarie, per fronteggiare la globalizzazione e l’incertezza dei mercati, sta producendo una più elevata competitività, specie all'interno delle imprese che esportano, a danno dell’occupazione.

Gli effetti negativi dell’occupazione si sono innanzitutto riflessi sull’iscrizione alla mobilità: sono stati quasi 4000 le persone che attraverso la legge 223 sono state licenziate (circa 50% tra i 30 e 50 anni; il 62% inseriti prevalentemente in qualifiche di medio- basso livello). Per quanto riguarda i flussi di iscrizione ai Centri per l’Impiego, nel 2014, si sono affacciati agli sportelli provinciali quasi 52.000 persone, in prevalenza maschi (53%) con età media sopra ai 40 anni, il 75% di nazionalità italiana. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un dato superiore agli anni precedenti: nel 2008, ad esempio, i flussi di iscrizione erano esattamente la metà.


 

Licenziamenti collettivi 2014 ( legge 223 ) 

Mese 2014

mobilità

gennaio                  

242

febbraio                          

336

marzo                             

373

aprile               

181

maggio          

244

giugno             

188

luglio/agosto/settembre                

815

ottobre

331

novembre

193

dicembre            

1035

totale

3939 (+200 da confermare)

 

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Previsioni di Unioncamere Excelsior sull'occupazione per il primo trimestre 2015. Si nota come l'occupazione torna in attivo con una crescita prevista di 8.440 posti. Apripista la Lombardia con un saldo positivo di 9.330 posti di lavoro. Scarica il documento

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Memoria depositata dal Segretario Confederale Cisl, Gigi Petteni, in occasione dell’Audizione del 20 gennaio 2015 presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica relativa ai decreti delegati in attuazione del Disegno di legge n.1428. Scarica la memoria.

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Venerdì, 16 Gennaio 2015 16:27

500 euro dal fondo per il welfare

Per tutto gennaio 2015 c'è la possibilità per i lavoratori dipendenti delle aziende industriali del territorio aderenti al fondo sottoscritto da Confindustria e dai sindacati Bergamo, CGIL CISL UIL, di concorrere all'assegnazione di 500 Euro lordi. Le aziende aderenti sono: Cotonificio Albini, Itema, Siac, Nuova IP, Cartiere Pigna Rilecart e Nolan Group. Maggiori dettagli.

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Rimettere al centro il lavoro, con serie politiche industriali, dopo il vuoto creato in questi anni, anche dalla scarsa attenzione di chi dovrebbe decidere. O si rilanciano gli investimenti per lavori stabili o i nostri problemi aumenteranno”. Così Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo, commenta i dati sulla disoccupazione divulgati dall’ISTAT. Leggi il comunicato.

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Rimettere al centro il lavoro, con serie politiche industriali, dopo il vuoto creato in questi anni, anche dalla scarsa attenzione di chi dovrebbe decidere”. Così Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo, commenta i dati sulla disoccupazione divulgati in mattinata dall’ISTAT.

Secondo l’Istituto di Statistica, infatti, il tasso di disoccupazione a novembre sale ancora, raggiungendo quota 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad ottobre. Il massimo storico, il valore più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977 (37 anni fa).

Serve attirare nuovi investimenti per nuove opportunità – continua Nieri . Occorre sostenere le aziende in difficoltà con la copertura degli Ammortizzatori Sociali: in questa ottica è assolutamente sbagliata la scelta del governo di tagliare l’integrazione del 10% sui Contratti di Solidarietà. L’aspetto più preoccupante, poi, riguarda i soggetti deboli del mercato: per giovani e donne (di loro, soprattutto si parla troppo poco) servono politiche specifiche di inclusione”.

Il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 15 e 24 anni, infatti,  a novembre 2014 balza al 43,9%, in rialzo di 0,6 punti percentuali su ottobre.

A Bergamo, infine, la fermata natalizia è stata accompagnata ancora dall’utilizzo della Cassa Integrazione, segnale evidente che le difficoltà nel nostro territorio non sono ancora diminuite. O si rilanciano gli investimenti per lavori stabili – conclude Nieri -, o i nostri problemi aumenteranno”.


I DATI ISTAT
Occupati e disoccupati (dati provvisori)

A novembre 2014 gli occupati sono 22 milioni 310 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto al mese precedente (-48 mila) sia su base annua (-42 mila).

Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e rimane invariato rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 457 mila, aumenta dell'1,2% rispetto al mese precedente (+40 mila) e dell'8,3% su base annua (+264 mila).

Il tasso di disoccupazione è pari al 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi.

I disoccupati tra i 15-24enni sono 729 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari al 12,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 35,7%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 0,7 punti su base annua.



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Anche a Bergamo sarà possibile accedere alla sperimentazione del “ponte generazionale”, ovvero la possibilità data al lavoratore vicino alla pensione di ridurre il proprio monte ore e permettere l’assunzione di un giovane che sarà occupato per la restante parte dell’orario. In pratica, il lavoratore “anziano” diventa tutor del neo-assunto. Regione Lombardia ha infatti emanato lo scorso 12 dicembre una delibera con la quale rilancia la sperimentazione sul "ponte generazionale". In pratica, un ponte dove ci si incontra a metà, ci si scambia informazioni e si scende, uno dalla parte opposta all’altro senza perdere nulla. Un accordo tra gentlemen tra gli over 50 e gli under 30.

Chi ha più di 50 anni e uno spazio minimo di 12 mesi e massimo di 4 anni che lo separa dalla pensione potrà accettare la proposta della propria azienda di lavorare part time al 70%, chi ha meno di 30 anni potrà invece ottenere un contratto e lavorare al fianco del collega più esperto. Un lavoratore si avvierà a lasciare l’azienda senza privarla all’improvviso della propria professionalità, che invece offrirà al giovane collega che nulla sa del lavoro che è chiamato a svolgere.

L'iniziativa di Regione Lombardia, d'intesa con l'Inps regionale, prevede un finanziamento utile a coprire i contributi volontari per i lavoratori interessati che passano a part-time nella fase conclusiva del loro rapporto di lavoro che consiste in 3 milioni di euro. Si tratta di una cifra che dovrebbe consentire una sperimentazione per circa 300 lavoratori su tutta la Regione

Accogliamo positivamente la decisione di Regione Lombardia di dare avvio al ponte generazionale che a Bergamo ha costituito uno dei punti del protocollo firmato con Confindustria nel marzo scorsodice Giacomo Meloni della segreteria del sindacato Cisl Bergamo -. Sarà utile dare avvio prossimamente ad un confronto con Confindustria che delinei le modalità di gestione e di attuazione del ponte generazionale a favore dei lavoratori occupati nelle imprese bergamasche, individuarne  un quadro di riferimento, anche con possibile corredo di incentivo economico, da affidare alle categorie per la contrattazione aziendale.

"Riteniamo - continua Meloni - si tratti del rilancio di una forma flessibile ed utile di passaggio generazionale nel mondo del lavoro che è bene che venga conosciuta, diffusa e sperimentata, con una forte valenza di solidarietà e di ripartizione del lavoro. 
È una opportunità, non solo per chi volontariamente intendesse passare a part time ma anche e soprattutto per i giovani, che hanno in questo modo la possibilità di entrare nel mondo del lavoro”.   

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