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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 29 Aprile 2015 09:03

Primo Maggio tra lavoro e solidarietà

Con un commosso ricordo di Marco Cicerone, il segretario della UIL scomparso un mese fa, si è aperta la conferenza stampa che i sindacati CGIL CISL UIL Bergamo hanno organizzato per la presentazione della prossima festa del Primo Maggio. “Un ricordo doveroso per una persona che tanto ha fatto per l’unità del sindacato e per il lavoro nella provincia”, ha detto Amerigo Cortinovis, che per la UIL Bergamo ha presieduto la conferenza stampa.

La solidarietà fa la differenza” è il titolo scelto per l’edizione di quest’anno. “Solidarietà per chi giunge dal mare, solidarietà per chi non trova o perde il lavoro. Situazioni, entrambe, che mettono a rischio libertà e dignità”. Ferdinando Piccinini, per la CISL Bergamo, ha voluto ribadire che “si deve fare molto di più sul versante lavoro. Vediamo qualche segnale incoraggiante nei primi mesi dell’anno, ma non dobbiamo illuderci. Rimane sempre da affrontare il problema urgente : come rilanciare il consumo interno, elemento che può dare sviluppo, e qua siamo molto indietro. Noi chiediamo che il Governo utilizzi la leva fiscale, alleggerendo il peso sui dipendenti e allargare la fascia dei bonus ….”

I sindacati, in occasione della Festa del lavoro, chiedono, tra l’altro, “una politica di sostegno con investimenti straordinari in infrastrutture e formazione recuperando risorse dall’allentamento dei vincoli europei e dalla modifica del patto di stabilità che limita gli enti locali nel garantire adeguate opere pubbliche e nel sostenere lo stato sociale.  Un’azione condivisa sul territorio con il rilancio di una cabina di regia allargata che, partendo dalla ricerca OCSE, definisca un’agenda con priorità e risorse da destinare per un piano di investimenti in infrastrutture e opere pubbliche necessarie al rilancio del territorio, come per esempio, il completamento della variante di Zogno, il collegamento della città con l’aeroporto e l’asse ferroviario tra la città e l’hinterland. Una modifica della riforma delle pensioni che permetta di scegliere un’uscita più flessibile dal mondo del lavoro soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici che svolgono mansioni particolarmente usuranti e ai lavoratori dipendenti da aziende in crisi. Occorre, inoltre, favorire la riduzione di orario per i lavoratori “anziani” vicini alla pensione”.

La manifestazione bergamasca del PRIMO MAGGIO si aprirà con il ritrovo al piazzale della Stazione ferroviaria. Verso le 10 partirà il corteo per le vie cittadine e alle 11, in piazza Vittorio Veneto, si terranno i comizi, che saranno conclusi con l’intervento di Marco Bentivogli, segretario generale della FIM CISL nazionale. Al termine, si terrà il reading “Scritture, storie di lavoro al tempo della crisi”, un’iniziativa in collaborazione con l’Associazione Libera Musica, e che prevede la lettura di testi di Erri de Luca, Vivian Lamarque, Gianni Biondillo accompagnate da musica jazz.


Scarica la locandina

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Giovedì, 23 Aprile 2015 00:00

Cambia il panorama del lavoro a Bergamo

Qualcosa cambia nel panorama del mercato del lavoro. Non si può ancora parlare di uscita dalla crisi, “ma alcuni segnali – dice Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato Cisl Bergamo – sono incoraggianti. I primi mesi del 2015, infatti, registrano per la prima volta da anni alcuni primi dati di rallentamento”.

Si parte dalla riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel primo trimestre del 2015 rispetto al quarto trimestre del 2014 le ore di cassa totali autorizzate si riducono del 33,2%,  con punte particolarmente elevate nell'agro alimentare ( – 82%), mentre il settore tessile - abbigliamento mantiene ancora un dato di crescita nel ricorso alla cassa integrazione (+ 4,25) riduzione del 33,6 nel metalmeccanico.

Ovviamente – dice Meloni - è presto per affermare con certezza che siamo fuori dalla crisi, alcuni segnali sono contraddittori  ed evidenziano la distanza fra mondo produttivo che è in ripresa e le aziende o i comparti che continuano a soffrire situazioni di crisi che andranno verificati e  confermati nel loro contenuto  nel proseguo dell'anno”.

Il calo delle “casse” è dovuto alla forte riduzione della “deroga”, che però risente anche della fase di esaurimento  di questo strumento e del ritardo della erogazione alla Regione dei finanziamenti relativi, che fa si che le imprese ricorrano meno che in passato a questo istituto. Inoltre, evidente è il calo del ricorso alla cassa ordinaria,( - 31,9%), mentre aumenta la cassa straordinaria (+32,4%).

L'altro dato da considerare nei primi mesi dell'anno riguarda i licenziamenti tramite la legge 223 che a Bergamo nei primi quattro mesi del 2014 erano stati 1132 e che nello stesso periodo di quest'anno sono stati 795, “una riduzione significativa dei licenziamenti di cui si attende la conferma anche nel proseguo del 2015”.

Sul versante delle assunzioni, i dati a disposizione della CISL confermano l'aumento di oltre il 10% sullo stesso periodo dell'anno scorso dei contratti di somministrazione che sono sempre la spia dell'evoluzione del mercato del lavoro e l'attivazione di oltre 3000  posizioni presso l'INPS  per lo sgravio contributivo e per assunzioni con contratto a tutele crescenti.

Questo conferma la bontà della proposta CISL, avanzata tempo fa,  di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato, accolta nel patto di stabilità con l'abbattimento dei contributi a carico delle imprese che assumono a tempo indeterminato, e si conferma la strada giusta  per i giovani in cerca di prima occupazione,  ma anche per chi meno giovane deve rientrare nel mondo del lavoro”.

La CISL insiste sulla necessità di rafforzare l'azione verso le politiche attive del lavoro come centralità per rioccupare le persone, intrecciando domanda e offerta di lavoro con un forte investimento nel campo della formazione mirata per formare le competenze professionali richieste dalle imprese che nel 12% dei casi come rileva l'ultima analisi dell'istituto EXCELSIOR  dichiara di non trovare la risorsa professionale necessaria.

Almeno tre – conclude Meloni - sono le direttrici formative sulle quali agire: l'alternanza scuola lavoro che deve diventare patrimonio e modello operativo fra scuola e impresa;  la formazione continua, finanziata dagli enti bilaterali contrattualmente previsti nei diversi settori di attività e categorie; il rilancio, tramite un azione contrattuale triangolare fra sindacato, imprese e mondo della formazione, di un importante istituto contrattuale andato un po' in disuso che è l'istituto delle 150 ore”.

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Nell'ambito della rassegna, organizzata dalle Acli di Bergamo, "I 15 giorni del lavoro", lunedi 27/04 alle ore 20.45 alla Casa del Giovane di Bergamo si organizza un convegno Il Jobs Act e la prima applicazione dei decreti attuativi”. Introduce e modera: Rosa Gelsomino (Presidente Acli Bergamo). Seguirà la tavola Rotonda con: Ferdinando Piccinini (segretario generale Cisl Bergamo), Stefano Malandrini(Confindustria Bergamo), Emmanuele Massagli (presidente ADAPT Bergamo).


Scarica il programma completo della rassegna

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Giovedì, 16 Aprile 2015 08:07

Lombardia: più 113% il tempo indeterminato

Segnano un aumento del 113% le assunzioni a tempo indeterminato in Lombardia nei primi due mesi del 2015. E' quanto emerge dai dati rielaborati dall'Agenzia regionale dell'Impiego di Regione Lombardia, che evidenziano un vero e proprio boom delle assunzioni a tempo indeterminato (+ 113% rispetto agli stessi 2 mesi del 2014) accompagnato da un conseguente calo dei contratti a progetto (-33,5%), del tempo determinato (-27,7%), dell'apprendistato (-29,4%) e più contenuto della somministrazione (-7,9%). Si evidenzia dunque uno spostamento delle tipologie di assunzioni, fatto quando ancora non era in vigore il nuovo contratto a tutele crescenti.

 “Questo primo boom delle assunzioni a tempo indeterminato in una regione come la Lombardia è significativo e fa ben sperare – commenta Osvaldo Domaneschi, segretario generale del sindacato CISL Lombardia -. Il lavoro stabile può finalmente tornare ad essere il normale e principale rapporto di lavoro nella nostra economia”.

Ora però non si può sedersi sugli allori e serve sfruttare questa situazione per fare meglio e di più. Il Jobs act è una grande occasione per tornare a contrattare assunzioni e nuove tutele nel mercato del lavoro. La CISL è disponibile a sedersi a tutti i tavoli con le controparti e con la Regione, per vedere come fare di più poiché lo spostamento delle tipologie di assunzione è positivo, ma non aumentano i posti di lavoro. Su questo possiamo e dobbiamo fare ancora molta strada”.


 

Tipologie Contrattuali

Saldo Gennaio/

Febbraio 2014

Saldo Gennaio/

Febbraio 2015

Var.

% saldi

Lavori socialmente utili

329

273

-17,0%

Tirocinio

1.594

1.948

22,2%

Apprendistato

2.796

1.975

-29,4%

Lavoro a progetto

11.534

7.673

-33,5%

Somministrazione

12.570

11.581

-7,9%

Tempo Determinato

30.516

22.068

-27,7%

Tempo Indeterminato

10.148

21.636

113,2%

nd

339

389

14,7%

Totale

69.826

67.543

-3,3%

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Dal 9 al 18 aprile i lavoratori della scuola si asterranno dalle attività non obbligatorie. La segreteria nazionale di Cisl Scuola, infatti, insieme ai colleghi di CGIL, UIL, GILDA, e SNALS, ha proclamato lo sciopero, a sostegno delle azioni sindacali di mobilitazione relative alle scelte del Governo sulla buona Scuola. L’astensione dalle attività non obbligatorie riguarda tutto il personale docente ed ATA della Scuola. Prosegue così l’azione di “contrasto” alla riforma che il Governo sta approntando sul pianeta dell’educazione e insegnamento, a partire dalla questione “occupazione”.

“Se dovessimo dar retta alle promesse di Renzi, in provincia di Bergamo andrebbero creati quasi 3000 posti di lavoro aggiuntivi per eliminare il precariato di docenti e personale ATA”. E' la sintesi di Salvo Inglima, segretario generale del sindacato Cisl Scuola Bergamo, sulla riforma della “Buona Scuola”, al cui interno il governo ha messo anche il cancellamento delle liste dei precari delle Graduatorie ad Esaurimento e degli ultimi concorsi.

La stabilizzazione del personale nella nostra Provincia ad oggi, in Organico di diritto, calcolando i naturali pensionamenti 2015 (322 docenti e 126 ATA), prevede 250 posti liberi in organico per i docenti e 120 per gli ATA. Considerando che ci saranno 322 pensionamenti di insegnanti e 126 uscite di  personale ausiliario e amministrativo, le immissioni in ruolo nel 2015 dovrebbero essere, senza il piano straordinario del Governo, circa 823.

Di fronte a questi dati bisogna precisare che  il personale presente nelle graduatorie ad esaurimento in attesa di stabilizzazione, nella Provincia di Bergamo , ammonta a più  di 3500 unità. (3050 docenti, 490 ATA).

Ancora una volta, dunque, “le aspettative, sollecitate dai continui annunci, restano inappagate”, dice Inglima. Il disegno di legge sulla “buona scuola” sarebbe già da riformare, visto che  “appare un contenitore vuoto e presenta un quadro che, se non opportunamente modificato dal Parlamento, desta notevoli preoccupazioni sia in ordine alla struttura, sia in funzione degli obiettivi volti a raccogliere la sfida della modernità, a formare giovani “competenti” e ad aprire la strada ad un successo scolastico più generalizzato”.

Resta di positivo il mantenimento degli scatti di anzianità nella carriera dei lavoratori e la promessa assunzione in ruolo di 100.000 precari (“ma per noi – insiste Inglima - sono da assumere tutti, anche i cosiddetti abilitati della seconda fascia, e l’urgenza dei tempi, se sono assenti disegni demagogici, impone il ricorso al decreto”).

La Cisl Scuola Bergamo, quindi, chiede che “il Governo riconosca non solo a parole la centralità della scuola ed operi di conseguenza perché il nostro Paese possa dotarsi di un sistema formativo all’altezza delle sfide che lo attendono: in questo momento dialoghi di facciata e rapporti poco rispettosi delle peculiarità del Parlamento sarebbero letali per la ricerca di quel “bene comune” a cui la politica deve tendere”.

La segreteria della Cisl Scuola Bergamo lo ha spiegato ai tanti precari che nei giorni scorsi hanno affollato il salone Riformisti di via Carnovali per l’incontro di informazione “Dare stabilità al lavoro”, pensato proprio per i tanti precari orobici e che ha affrontato i temi della applicazione della Sentenza della Corte europea di giustizia, e la nomina in ruolo per tutti i precari della scuola.

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Lunedì, 02 Marzo 2015 09:00

Bergamo “solo” 550 mobilità

C’è un leggero calo, ma il numero dei licenziati è sempre alto per la provincia di Bergamo. Gli ultimi rilevamenti della Regione, infatti, parlano di 550 procedure di mobilità avviate tra gennaio e febbraio. L'auspicio è che il miglioramento di alcuni dati macro economici producano anche in Bergamsca la spinta necessaria per avviare una ripresa graduale e meno lenta possibile. Comunicato

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Lunedì, 02 Marzo 2015 08:55

A Bergamo “solo” 550 mobilità

C’è un leggero calo, ma il numero delle persone licenziate è sempre elevato per la provincia di Bergamo. Gli ultimi rilevamenti della Regione, infatti, parlano di 550 procedure di mobilità avviate tra gennaio e febbraio. Nello stesso periodo del 2014 furono 578. Sempre a Bergamo, solo a Dicembre sono state 1035. Tra le cause della crescita anomala del Dicembre scorso vi è sicuramente anche quella della riduzione dei periodi nei quali viene riconosciuto l'indennità di mobilità a partire dall'anno in corso, secondo le modalità introdotte dalla legge Fornero.

Molte aziende, quindi, hanno probabilmente deciso, in alcuni casi anche con l'accordo sindacale, di accelerare le procedure di licenziamento collettivo per permettere ai lavoratori di percepire la mobilità senza i tagli che decorrono da quest'anno ( da 24 a 18 mesi per chi ha un'età fra i 40 e 49 anni, 24 mesi anziché 36 per chi ha più di 50 anni, mentre si confermano i 12 mesi per chi ha meno di 39 anni). Va ricordato che la collocazione in mobilità tramite la legge 223, riguarda i lavoratori delle aziende medio grandi. I licenziati delle piccole imprese, che godono di minor copertura sociale, nel 2014 furono 5.016. questi ultimi.

Questo minimo dato di miglioramento conferma la controtendenza registrata nel 2014 sul 2013 degli avviamenti rispetto alle cessazioni nel settore manifatturiero pari al 18%. L'auspicio – dice Giacomo Meloni della segreteria del sindacato Cisl Bergamo - è che il miglioramento di alcuni dati macro economici, quali l'intervento della BCE, il calo del prezzo del petrolio, la svalutazione dell'euro sul dollaro, associati alle nuove regole sul contratto a tutele crescenti e gli incentivi previsti a favore delle imprese, producano anche a Bergamo e provincia la spinta necessaria per avviare una ripresa graduale e meno lenta possibile, non solo dei pur importanti dati di produzione, ma sopratutto dell'occupazione, prospettiva che purtroppo gli ultimi 406 esuberi annunciati alla Tenaris Dalmine complica.

Servono poi interventi urgenti, come propone la CISL che avvierà nei prossimi giorni la raccolta di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare in favore di un fisco più equo e giusto, con la proposta di un bonus di 1.000 euro annui a tutti i contribuenti  con  un reddito  individuale fino a 40.000 Euro e un bonus di ammontare decrescente per chi ha redditi compresi fra i 40 e i 50.000 euro”.

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Venerdì, 27 Febbraio 2015 00:00

Conciliazione Vita-Lavoro: incontro in Cisl

La Conciliazione “Vita-Lavoro” rappresenta da qualche tempo uno dei punti di maggior attenzione nell’agenda sindacale, anche in provincia di Bergamo, dove l'importanza della contrattazione aziendale e territoriale e il ruolo determinante del sindacato nel percorso di affermazione di una rinnovata cultura in tema di welfare e conciliazione sono ormai punti fissi della discussione politica.

Sul tema, i sindacati CGIL CISL UIL Bergamo, in accordo con Regione, ASL e Dipartimento delle pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, organizzano, per venerdì 27 febbraio, alle 9, presso il salone Riformisti, nella sede CISL di via Carnovali 88 a Bergamo, un incontro nel quale si cercherà di analizzare gli ambiti di intervento e la contrattazione aziendale e territoriale.

L’incontro si colloca nell’ambito degli interventi previsti dal piano territoriale di conciliazione di Bergamo per il biennio 2014/2016 e all’interno del vasto programma di promozione delle politiche di conciliazione che Regione Lombardia ha inteso realizzare in ogni territorio provinciale.

In particolare l’incontro ha l’obiettivo di condividere gli elementi concettuali di riferimento  della conciliazione vita-lavoro e le aree di intervento al fine di stimolare l’avvio di un dialogo sociale che si traduca in una maggiore consapevolezza sul tema e in un incremento degli interventi di welfare e conciliazione vita– lavoro nella contrattazione aziendale e territoriale.

I lavori saranno presentati da Ersilia Selogni, di UIL Bergamo, e Pierfranca Longoni,  di CGIL Bergamo. Alle 10, ci sarà la relazione di  Aldo Rovetta, responsabile area famiglia ASL Bergamo, su “La Conciliazione a Bergamo: il percorso, l’accordo e il piano territoriale”. Seguirà l’intervento di Anna Visentini, esperta e consulente nel campo della conciliazione, che parlerà di “ambiti di intervento e di contrattazione aziendale e territoriale”. Seguiranno il dibattito e le conclusioni di Giacomo Meloni, Segretario Cisl Bergamo.

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"Non c’è la svolta che auspicavamo sulla effettiva cancellazione delle altre forme di precarietà selvaggia, sottopagate e senza tutele che sono proliferate in questi anni nel mondo del lavoro. La Cisl per quanto ci riguarda continuerà a battersi per affidare le materie del lavoro alla contrattazione, che è oggi lo strumento più efficace per favorire gli investimenti, la produttività, le riorganizzazioni aziendali e garantire l’ingresso stabile dei giovani nel mondo del lavoro"

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Giovedì, 19 Febbraio 2015 07:55

A scuola con il lavoro e il sindacato

Favorire l’incontro tra scuola e lavoro è l’obiettivo di chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani, soprattutto in una fase storico-economica come questa, nella quale le prospettive si fanno di giorno in giorno sempre più nebulose. A questo bisogno cerca di rispondere il progetto dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, “Scuola e Lavoro: studiare oggi per lavorare domani”, al quale il sindacato Fim Cisl Bergamo ha dato adesione immediata. il progetto ha preso avvio nei gironi scorsi e che occuperà circa 400 ragazzi in 7 scuole fino al prossimo maggio.

Il Progetto dell’Ufficio Diocesano intende promuovere occasioni di incontro e confronto sui temi del lavoro per i ragazzi delle scuole superiori, per condividere con il mondo della scuola il valore di percorsi etici, ponte fra la vita da studente e quella da lavoratore; per riflettere con i giovani sull’etica del lavoro e dell’ambiente, recuperando i valori di fondo presenti nel loro mondo quali la solidarietà, l’impegno, il lavoro. È soprattutto l’etica l’aspetto su cui questo progetto maggiormente punta: etica del lavoro per lo sviluppo dell’uomo; l’etica nell’economia finanziaria e in tema di sicurezza sul lavoro.

Le lezioni si svolgono tra relazioni e dibattiti, testimonianze di persone esperte e la partecipazione attiva degli studenti a stages, avendo sempre presenti, come sottolinea don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, “i principi orientativi del progetto, che sono quelli della dottrina sociale della Chiesa; la visione organica e solidaristica della società umana; la salvaguardia dei valori di solidarietà, libertà e partecipazione dentro un’organizzazione sociale;  il valore del denaro e la funzione sociale della ricchezza, e la centralità della persona umana”.

La FIM da sempre considera strategico il ruolo della scuola nella costruzione di una società migliore – dice Andrea Donegà, della segreteria provinciale Fim Cisl Bergamo-. Per questo riteniamo una grossa opportunità quella di incontrare i ragazzi che si stanno per affacciare al mondo del lavoro. Oltre a essere un momento importante di educazione civica, è anche il momento per far conoscere quel che il Sindacato fa nella quotidianità, sfatando alcuni luoghi comuni che ne offuscano l'immagine anche per colpa di un sindacalismo urlante troppo presente in tv e poco tra le persone. Il Sindacato ha bisogno di avvicinarsi ai giovani, di parlare un linguaggio nuovo e di raccogliere i loro bisogni dandone la giusta rappresentanza. Il mondo del lavoro sta cambiando e il Sindacato deve battersi per costruire più opportunità per i ragazzi, risorsa e futuro per il Paese. La FIM – conclude Donegà -ha a cuore tutto ciò ed è orgogliosa di partecipare a un progetto importante di questo tipo”.

Il progetto è promosso dall’ Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro con la collaborazione degli Uffici del Vicariato per i Laici e per la Pastorale della Diocesi di Bergamo; MIUR Ufficio X - Ambito territoriale di Bergamo; Provincia di Bergamo - Assessorato all’Istruzione, Formazione lavoro e Pari Opportunità; ASL Provincia di Bergamo, e si svolge in 7 scuole della provincia: Patronato San Vincenzo, ITGS Quarenghi di Bergamo; scuola di Vilminore di Scalve; Liceo Sant’Alessandro; Istituto S. Famiglia di Comonte; Istituto Maironi da Ponte; Istituto Turoldo di Zogno.

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