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Unione Sindacale di Bergamo

A maggio sale l'occupazione. Lo rileva il tradizionale report dell'ISTAT che registra a maggio un incremento seppur lieve dell'occupazione ( + 0,1% pari a + 21.000 occupati). Questo dato, si aggiunge ai mesi di Marzo e Aprile che avevano fatto registrare altrettanti dati positivi di occupazione in crescita ( + 0,3% ). Nel trimestre marzo-maggio l'aumento degli occupati ( +101.000) è associato al calo dei disoccupati ( -1,1 % pari a - 32.000) e degli inattivi. Il calo della disoccupazione del periodo preso a riferimento, riguarda esclusivamente le donne, stabile il dato sulla disoccupazione fra gli uomini. 


- Relazione annuale

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Mercoledì, 22 Giugno 2016 00:00

Inail: relazione annuale 2015

E' stata presentata il 22 giugno 2016 la relazione annuale dell'INAIL e la sintesi inerenti l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali registrati nel 2015. Dal rapporto si conferma un andamento decrescente del numero degli infortuni con un calo del 6,6% rispetto al 2014 come pure in calo del 2% il numero degli infortuni mortali, sempre in confronto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011.

La riduzione del numero degli infortuni è sicuramente un fatto positivo ma non sufficiente. Ancora troppi comunque sono gli infortuni sul lavoro come pure gli infortuni in itinere, per gli uni come gli altri serve una forte azione di formazione (non formale) che contribuisca a formare una forte cultura della sicurezza, e una adeguata politica di prevenzione da parte delle imprese, che passa anche tramite gli investimenti e l'innovazione tecnologica


- Relazione annuale
- Sintesi

Pubblicato in Lavoro

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.143 del 21 giugno 2016, il Decreto del Presidente della Repubblica (n.108) contenente il Regolamento recante l'approvazione della Statuto dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL). Entra così in vigore la riforma del collocamento voluta dal legislatore del Jobs Act. 


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Martedì, 21 Giugno 2016 11:57

Lavoro e scuola si devono “contaminare”

Due sono i fattori sui quali agire sul fronte dell’istruzione e delle competenze dei lavoratori. La prima riguarda il contrasto all’abbandono precoce della scuola; la seconda, come ci ricorda la ricerca OCSE, la necessità a Bergamo e provincia di investire di più in formazione e formazione continua, per offrire al mercato del lavoro e alle imprese i profili professionali di cui le aziende hanno necessità”.

Le riflessioni di Giacomo Meloni, segretario territoriale del sindacato CISL Bergamo, arrivano all’indomani della pubblicazione da parte di EuPolis del Rapporto 2015 dell’Osservatorio del Mercato del lavoro e della Formazione, redatto su incarico della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. La fotografia del panorama bergamasco che ne esce è, come sempre “di luci e ombre”. A risultati assolutamente positivi, fanno da contraltare situazioni “infrastrutturali” a volte deficitarie.

L’attenzione del sindacalista orobico cade sul campo della formazione e dell’avviamento al lavoro. Ad esempio, il 50% dei diplomati bergamaschi, dopo due anni dal conseguimento del titolo, è occupato. Meglio che qui, solo a Sondrio (52,4). Per il 55,4% dei diplomati, il rapporto di lavoro è regolato da un contratto “stabile” (a fronte di un 44,6% con contratti “flessibile”): il 33,4% è impiegato “a tempo indeterminato” e il 22% lavora con un contratto di “apprendistato”.

Fra i contratti più “flessibili” prevale quello a “tempo determinato” che riguarda il 22% dei diplomati con occupazione; al 10,0% i contratti “di somministrazione”, mentre particolarmente contenuta è la presenza del “lavoro a progetto” (5,4%) e del “tirocinio” (4,0%).

Un quadro meno positivo emerge dai dati relativi alla “coerenza fra percorso di studio e attività lavorativa; quest’ultima è coerente nel 40% dei casi, ma non lo è per il 43% dei diplomati (per il 17% si è in presenza di una “professione trasversale”).

È interessante osservare quanto i tirocini extracurricolari siano stati uno strumento di effettivo inserimento lavorativo. Tra il primo semestre analizzato (dal 1 novembre 2012 al 30 aprile 2013) e l’ultimo semestre (dal 1 novembre 2014 al 30 aprile 2015) il numero dei tirocini conclusi è cresciuto del 38,5% passando da circa 24mila a oltre 33mila.

Si tratta di un incremento considerevole – si legge nella nota EuPolis -, segno evidente che l’impatto del nuovo assetto normativo e regolamentare ha reso questo strumento più appetibile da parte delle aziende. La maggiore strutturazione e chiarezza di questo strumento ha avuto postivi effetti anche sulla quota di tirocinanti che a 6 mesi dal termine del tirocinio è occupata; tale quota è passata dal 44,1% del primo semestre analizzato al 50,9% del semestre più recente, registrando un incremento di circa 3 punti ogni anno”. A Bergamo si è passati nel corso degli ultimi due/tre anni da una quota del 42,7 di ex tirocinanti occupati all’attuale soglia del 53,8.

Nel campo del lavoro e dei servizi per l’occupazione, rimane il grosso problema del rapporto tra disponibili al lavoro e dipendenti dei Centri per l’impiego: in provincia persiste un problema di sotto-dimensionamento dell’organico, con un dipendente dei CPI ogni 800 disponibili al lavoro.

È necessario investire sulla promozione del sistema duale di integrazione fra i sistemi formativi e dell’istruzione con la promozione di alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato – conclude Meloni -, che purtroppo rimane una forma di contratto di lavoro sottoutilizzato a Bergamo,(-10,3% nel primo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015 e – 24% rispetto al primo trimestre 2014, 832 nel 2016, 1092 nel 2014)”.


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Nel primo trimestre del 2016 si registra una generalizzata riduzione dei flussi delle comunicazioni obbligatorie (avviamenti, cessazioni, trasformazioni e proroghe) rispetto al corrispondente trimestre di un anno fa. La flessione era largamente attesa come effetto della concentrazione nell’anno 2015 degli incentivi alle assunzioni e alle trasformazioni in contratti a tempo indeterminato...


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Pubblicato in Lavoro

Ad aprile 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2016 la produzione è cresciuta dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente


Sintesi: Produzione industriale primo trimestre 2016

Ad aprile 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2016 la produzione è cresciuta dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,8% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di aprile 2015). Nella media dei primi quattro mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni intermedi (+2,2%) e dei beni di consumo (+1,1%); diminuiscono invece l'energia (-1,5%) e i beni strumentali (-0,1%).
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad aprile 2016, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+4,2%), dei beni strumentali (+3,7%) e dei beni di consumo (+0,4%); segna invece una variazione negativa l'energia (-3,7%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad aprile 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,3%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+5,9%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+5,2%).

Diminuzioni si rilevano, invece, nei settori dell'attività estrattiva (-15,7%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,3%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-1,4%).


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Pubblicato in Lavoro

Nel primo trimestre del 2016 l’economia italiana è cresciuta ad un ritmo lievemente superiore a quello registrato nella seconda metà dello scorso anno. L’aumento del Pil, pari allo 0,3% su base congiunturale e all’1% in termini tendenziali, si caratterizza con un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua. Tale aumento coinvolge tutti i principali settori economici, ad eccezione delle costruzioni. 


Sintesi: Mercato del lavoro primo trimestre 2016

Nel primo trimestre del 2016 l'economia italiana è cresciuta ad un ritmo lievemente superiore a quello registrato nella seconda metà dello scorso anno. L'aumento del Pil, pari allo 0,3% su base congiunturale e all'1% in termini tendenziali, si caratterizza con un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua. Tale aumento coinvolge tutti i principali settori economici, ad eccezione delle costruzioni.

Dal lato dell'offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2016 l'occupazione complessiva cresce lievemente rispetto al trimestre precedente, dopo la leggera diminuzione nel quarto, ma con dinamiche notevolmente differenziate tra le diverse tipologie occupazionali: il consistente aumento dei dipendenti a tempo indeterminato è bilanciato dal calo dei dipendenti a termine e dalla stabilità degli indipendenti. Divaricazioni si osservano anche in relazione alle dinamiche degli occupati per classe di età, con un aumento per i 50-64enni a fronte di lievi diminuzioni per i 15-34enni e per i 35-49enni. Le tendenze più recenti, misurate dai dati mensili relativi ad aprile 2016 al netto della stagionalità, registrano un miglioramento dei livelli occupazionali, con una crescita complessiva degli occupati per il secondo mese consecutivo.

Le dinamiche tendenziali manifestatesi tra il primo trimestre del 2015 ed i primi tre mesi dell'anno in corso hanno determinato una crescita complessiva di 242 mila occupati su base annua, con un contributo decisivo dell'occupazione dipendente a tempo indeterminato (+341 mila), a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti, concentrato tra i collaboratori e gli autonomi senza dipendenti. L'incremento è maggiore per il lavoro a tempo parziale, soprattutto quello di tipo volontario, ma prosegue anche la risalita del tempo pieno. Inoltre, su base annua l'occupazione aumenta in particolare per gli uomini, nelle regioni settentrionali, per gli over 50, per i laureati e per gli stranieri.

Un aspetto significativo delle dinamiche recenti del mercato del lavoro è costituito dal calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi (sia in termini assoluti sia di incidenza), mentre il tasso di disoccupazione è invariato rispetto al trimestre precedente e diminuisce di quasi 1 punto percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2015, con un calo tendenziale di 127 mila disoccupati di lunga durata.

Le variazioni degli stock di occupazione sottintendono significativi cambiamenti di condizione delle persone sul mercato del lavoro, misurati dai dati di flusso a distanza di dodici mesi: tra gli occupati aumentano le transizioni verso il lavoro a tempo indeterminato, in particolare per i dipendenti a termine e soprattutto per i collaboratori. Inoltre, cresce il flusso dalla disoccupazione verso l'occupazione, unicamente verso la componente a tempo indeterminato. Tuttavia, l'incremento dei passaggi da disoccupazione a occupazione aumenta soltanto per gli uomini e i giovani 15-34enni, ed è maggiore tra i residenti nel Centro-nord e tra i laureati.

Dal lato delle imprese si rafforzano ed estendono, in termini congiunturali e tendenziali, i segnali di crescita della domanda di lavoro, con un significativo aumento sia delle posizioni lavorative dipendenti sia delle ore lavorate per dipendente, anche per la consistente riduzione del ricorso alla Cassa integrazione. La crescita dell'occupazione tende a diffondersi progressivamente a tutti i settori di attività economica, con una maggiore intensità in quello dei servizi. Il tasso dei posti vacanti è stabile sul piano congiunturale mentre aumenta su base annua. Per quanto riguarda il costo del lavoro, continuano a diminuire gli oneri sociali, per effetto della consistente riduzione contributiva associata alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.


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Pubblicato in Lavoro

Dall'analisi del rapporto emerge uno spaccato molto significativo sull'andamento del mercato del lavoro (avvio e cessazioni, ricorso agli ammortizzatori sociali, occupati e disoccupati, ricorso alla Dote unica lavoro, Garanzia Giovani e tirocini) e della formazione, dell'istruzione e dell'abbandono scolastico. Lettura impegnativa (si può optare per la sintesi) ma utile per delineare progetti e contrattazione.


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La sintesi

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Giovedì, 16 Giugno 2016 07:55

Alla Cisl Bergamo apre lo Sportello Lavoro

Il mondo del lavoro sta cambiando: complesso, polverizzato, poco stabile e sempre meno accessibile. Aiutare il lavoratore a orientarsi in questo “labirinto” è quello che si è proposto il sindacato Cisl Bergamo tramite lo Sportello Orientamento Lavoro, che è stato ufficialmente avviato con l’inizio del mese di giugno, fornendo le prime indicazioni e aiuti alle molte persone che già si sono rivolte agli uffici di via Carnovali in città.

L’avvio dell’attività di sportello non è in contraddizione con i timidi segnali di ripresa che anche nella nostra provincia si sono manifestati in particolare nel 2015 e che con minor intensità sono proseguiti nel primo trimestre 2016dice Giacomo Meloni, della segreteria CISL Bergamo - Abbiamo deciso di assumere un ruolo da protagonista per accogliere e orientare le persone disoccupate nella ricerca del lavoro. Presso lo Sportello Orientamento Lavoro della CISL di Bergamo le persone troveranno sempre la massima attenzione e ascolto, assieme alla professionalità e competenza di chi, giorno dopo giorno con passione e dedizione, farà quello che è utile per non lasciare solo nessuno”.

I dati registrano nel primo trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una generale riduzione dei flussi di comunicazioni obbligatorie, con una diminuzione del 13,3% su base annua a Bergamo degli avviamenti al lavoro, in linea per altro con i dati della Lombardia( – 11%) e nazionali (- 12,9%).

In dettaglio, tutte le tipologie di avviamenti registrano una flessione, tranne la somministrazione, in leggera crescita del 2,5%. La variazione più significativa riguarda i contratti a tempo indeterminato, che sono ridotti di un terzo rispetto allo stesso periodo del 2015 ( - 1.340 ) , ma che restano ampiamente positivi, se si considera il saldo fra gli ultimi quattro trimestri ( + 9.435); ulteriore calo per l’apprendistato ( - 875 ) e per il tempo determinato ( - 5.719 ).

A Bergamo e in provincia il tasso di disoccupazione nel 2015 si è ridotto dal 7,4 al 5,8%, “ma questo – sottolinea Meloni - non deve farci dimenticare che lo stesso nel 20008 era del 3% e che con molta probabilità le persone ancora disoccupate in larga parte sono nella fascia più debole e che ricollocarsi in un mercato del lavoro sempre più selettivo è diventato difficile, soprattutto se la ricerca è affidata solo a se stessi”.

Alle sedi CISL di Bergamo e provincia si sono rivolte nel biennio 2014/15 oltre 16.000 persone di ogni età e genere per pratiche di disoccupazione o di mobilità. Da oggi sarà lo Sportello Orientamento Lavoro a dirigerne i flussi. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30, il sabato dalle 8 alle 12. È rivolto agli iscritti CISL e a quanti vorranno iscriversi al sindacato e che in questi difficili anni di crisi hanno perso o stanno cercando un posto di lavoro.

L’iniziativa della Sportello si inserisce in una strategia più ampia che la CISL vuole mettere in campo per avere un maggiore ruolo sul versante del mercato del lavoro e della formazione – dice Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato di via Carnovali - Essere soggetto protagonista in questo ambito significa cogliere i nuovi bisogni di rappresentanza che emergono dall’universo dei giovani e dalle persone più deboli e in difficoltà nella ricerca del lavoro e nelle transizioni lavorative”.

Lo sportello lavoro svolgerà un ruolo di accoglienza, ascolto e informazione, opererà su colloqui orientativi e di supporto alla redazione di curriculum vitae e alla ricerca attiva del lavoro. L’aspetto della formazione poi sarà fondamentale per costruire un adeguato profilo professionale più “spendibile” sul mercato del lavoro e che avverrà anche in collaborazione con lo IAL. Una formazione che sia finalizzata a formare quei profili professionali maggiormente richiesti dal mercato del lavoro, che le aziende richiedono, e non fine a se stessa.

Lo sportello della CISL mette al primo posto la personaprecisa di Isabel Perletti, operatrice del servizio - L’obiettivo è accogliere, orientare e quindi accompagnare nel mercato del lavoro i disoccupati, le persone in cerca di prima occupazione e quelle che vogliono migliorare la propria occupabilità e la propria posizione professionale. Fornirà gli strumenti necessari per la ricerca attiva al lavoro, e opererà in stretta sinergia con le strutture della CISL Bergamo ( IAL, INAS, e le Federazioni di categoria). Un’offerta di lavoro consapevole, informata e formata è la base per una ricerca efficace del lavoro”.


Scarica la brochure informativa
Lo spazio dedicato sul sito internet

 

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Ha preso avvio al sindacato Cisl Bergamo l'attività di Sportello Orientamento Lavoro. L'operatrice responsabile è Isabel PerlettiLo Sportello è aperto dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 e svolge attività di accoglienza e orientamento qualificato alla ricerca di lavoro.  L'attività consiste prevalentemente nel supporto alla compilazione del curriculum, profilazione, registrazione anagrafica. La pagina dedicata

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