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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 03 Ottobre 2016 07:33

Alternanza Scuola Lavoro: una guida sicura

Una guida realizzata dalla CISL di Bergamo che vuole aiutare e sostenere gli studenti e le famiglie nell’orientarsi con l'alternanza Scuola-Lavoro. E’ il segno concreto di un sindacato che opera con grande attenzione verso le nuove generazioni mettendo a disposizione servizi e strumenti di tutela in una realtà lavorativa sempre in grande evoluzione e cambiamento.


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Pubblicato in Giovani

Il sistema Excelsior ha diffuso nei giorni scorsi il monitoraggio trimestrale dei fabbisogni professionali delle imprese a livello regionale e per provincia. Dalla ricerca emerge che le assunzioni previste a Bergamo nel 2° trimestre 2016 sono in complesso 4.810, di cui 3.870 (80,4%) non stagionali. Del numero di assunzioni complessivo previste 2.000 riguardano il settore industria e costruzioni, 2.800 il settore servizi e commercio. Il 34,6% sono assunzioni a tempo indeterminato, il 59,7% a tempo determinato, il 5,3% in apprendistato e lo 0,5% altri contratti; l'11,9% delle assunzioni previste è di difficile reperimento, per il 15,2% è richiesta la laurea, il 39,2% il diploma, il 20,8 la qualifica professionale, per il 24,8% delle assunzioni non è richiesta nessuna formazione specifica. Da segnalare che per lo stesso periodo del 2015 erano previste 3.220 assunzioni, di cui il 38,9 % a tempo indeterminato e il 52,1% a tempo determinato e l'8,6% con contratto di apprendistato, l'82,8% non stagionali.


Il documento

Pubblicato in Lavoro
Venerdì, 05 Agosto 2016 08:06

Istat: occupati e disoccupati (giugno 2016)

A giugno la stima degli occupati aumenta di 71.000 persone occupate pari a + 0,3%, proseguendo la tendenza registrata nei mesi di marzo, aprile e maggio. Aumenta la stima dei disoccupati dello 0,9% e diminuisce la stima degli inattivi - 0,4%. Nel trimestre aprile- giugno aumentano gli occupati dello 0,6% pari a + 329.000 persone occupate. Il dato, che conferma una tendenza da tempo in atto, non può che essere considerato positivamente anche se resta ancora molto da fare per tornare, anche in Provincia di Bergamo, al tasso di occupazione pre-crisi.


Il documento
La sintesi 

Pubblicato in Lavoro
Venerdì, 05 Agosto 2016 07:44

Mercato del Lavoro in Lombardia 2016

Il rapporto 2016 redatto da Confindustria Lombardia sul Mercato del Lavoro con un focus sugli orari ed assenze dal lavoro.


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Pubblicato in Lavoro
Venerdì, 22 Luglio 2016 09:55

Fatturato e ordinativi dell’industria

A maggio, rispetto al mese precedente, nell'industria si rileva una flessione sia del fatturato (-1,1%), sia degli ordinativi (-2,8%).

La diminuzione del fatturato mostra andamenti simili sia sul mercato interno (-1,1%) sia su quello estero (-1,2%). Il calo degli ordinativi è dovuto soprattutto al mercato estero (-5,7%), mentre quello interno registra una flessione più contenuta (-0,6%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo del fatturato diminuisce dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,4% per il mercato interno e -0,1% per quello estero), mentre quello degli ordinativi mostra una flessione del 3,1%.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 20 di maggio 2015), il fatturato totale registra un calo in termini tendenziali del 2,7%, con una riduzione del 2,5% sul mercato interno e del 3,0% su quello estero.

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l'energia (+0,4%) e per i beni di consumo (+0,1%), mentre registrano una flessione i beni intermedi (-2,7%) e i beni strumentali (-0,9%). L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, del 3,6%: il contributo più ampio a tale aumento viene dalla componente interna dei beni strumentali.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nelle altre industrie manifatturiere (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione del comparto manifatturiero riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,7%).

Nel confronto con il mese di maggio 2015, l'indice grezzo degli ordinativi segna un calo del 4,2%. La flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-29,9%), mentre l'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+13,0%).


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Pubblicato in Sociale
Lunedì, 18 Luglio 2016 00:00

Istat: nota mensile del giugno 2016

Prosegue la fase di crescita moderata dell'economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell'attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell'occupazione.

Segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi. In questo quadro, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana ha segnato un'ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell'attività economica nel breve termine.


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Pubblicato in Lavoro

Giovedì 14 luglio, il Consiglio generale del sindacato CISL Bergamo si è riunito, presso la sala "Riformisti del Lavoro" della sede di via Carnovali, per parlare di “Lavoro e previdenza, il punto sul confronto i tra Governo e parti sociali”. Particolare attenzione è stata data al ruolo riformatore della CISL riguardo alle prospettive per il welfare. L’assemblea, convocata per le 9, ha visto la partecipazione di Maurizio Petriccioli, della segreteria nazionale della CISL, di Gigi Bonfanti, segretario generale FNP CISL. Introduzione affidata al segretario di Bergamo, Ferdinando Piccinini. L'intervista a Petriccioli

Pubblicato in Archivio News

L’ispettore del Ministero del lavoro, una volta verificata l’installazione di impianti audiovisivi in assenza di un preventivo accordo con le organizzazioni sindacali o dell’autorizzazione rilasciata da parte della Direzione territoriale del lavoro, deve impartire una prescrizione all’impresa inadempiente. Nel verbale ispettivo dovrà essere fissato un termine per la rimozione degli impianti illegittimamente installati. Per limitare l’applicazione della sanzione penale, l’azienda potrà, nel frattempo, siglare l’accordo o richiedere l’autorizzazione ministeriale. Quali sono gli adempimenti in caso di controlli a distanza su strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa o di registrazione degli accessi e delle presenze?

Il Ministero del Lavoro ha fornito, con la nota n. 1241 del 1° giugno 2016, alcuni chiarimenti in merito agli aspetti sanzionatori applicabili in caso accertamento, da parte degli organi di vigilanza, dell’installazione di impianti audiovisivi, dai quali possa derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori in orario di lavoro, privi del prescritto accordo sindacale o dell’autorizzazione da parte della Direzione del Lavoro territorialmente competente (art. 4, legge n. 300/1970). La nota è di sicuro interesse al fine di chiarire alcuni aspetti controversi della normativa. In particolare, con riguardo al provvedimento di prescrizione impartito qualora venga violata la normativa di riferimento.

Requisiti e condizioni
Partiamo dal fatto che l’installazione di un impianto di videosorveglianza non può avvenire in assenza di uno specifico accordo con le organizzazioni sindacali o, in mancanza di esso, della autorizzazione rilasciata da parte della Direzione del Lavoro territorialmente competente. Inoltre, potranno essere installati ed utilizzati esclusivamente:

- per esigenze organizzative e produttive,
- per la sicurezza del lavoro,
- per la tutela del patrimonio aziendale.

Viene violata la norma anche per il solo fatto di aver installato le apparecchiature senza averle successivamente attivate. Infatti, secondo il Ministero del lavoro, “La condotta criminosa è rappresentata dalla mera installazione non autorizzata dell’impianto, a prescindere dal suo effettivo utilizzo” (Cass. Penale n. 4331/2014, “l’idoneità degli impianti a ledere il bene giuridico protetto, cioè il diritto alla riservatezza dei lavoratori, necessaria affinché il reato sussista … è sufficiente anche se l’impianto non è messo in funzione, poiché, configurandosi come un reato di pericolo, la norma sanziona a priori l’installazione, prescindendo dal suo utilizzo o meno”).
Addirittura, il Ministero evidenzia la possibilità di sanzionare l’azienda anche qualora vengano montate, senza le prescritte regole, telecamere “finte” montate al solo scopo dissuasivo.

La stessa Autorità Garante della Privacy ha più volte ribadito la illegittimità dell’installazione di un impianto di videosorveglianza senza l’accordo con le rappresentanze sindacali o, in subordine, l’autorizzazione rilasciata dalla Direzione Territoriale del Lavoro.

Sanzioni in caso di violazione
In caso di violazione al disposto legislativo, viene prevista una sanzione penale (ammenda) che va da 154,00 a 1.549,00 euro ovvero l’arresto da 15 giorni ad un anno (art. 38 della legge n. 300/1970), salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Attività degli ispettori
Ma quale è la procedura che il Ministero del Lavoro impartisce ai propri ispettori del lavoro in caso di verifica circa l’omesso accordo sindacale o richiesta autorizzatoria alla Direzione del Lavoro?

L’ispettore, una volta verificata l’installazione di impianti audiovisivi a fronte di un mancato accordo con le organizzazioni sindacali ovvero in assenza dell’autorizzazione rilasciata da parte della Direzione del Lavoro, deve impartire una prescrizione ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 758/1994 al fine di far cessare la condotta illecita e far rimuovere gli impianti audiovisivi stessi. Tali adempimenti, una volta effettuati potranno eliminare la contravvenzione accertata.

All’interno del verbale ispettivo dovrà essere altresì fissato un termine per il ripristino della legalità e quindi per la rimozione degli impianti illegittimamente installati. Il termine dovrà essere “congruo”, in ragione dell’effettivo tempo tecnico realmente necessario per la disinstallazione degli impianti audiovisivi.

Al fine di limitare la sanzione penale, l’azienda potrà, nel frattempo, siglare l’accordo sindacale o richiedere il rilascio dell’autorizzazione ministeriale. Infatti, qualora nel periodo di tempo fissato dall’organo di vigilanza per lo smontaggio delle apparecchiature, venga siglato l’accordo sindacale ovvero venga rilasciata l’autorizzazione della competente Direzione territoriale del lavoro, venendo meno i presupposti oggettivi dell’illecito, l’ispettore potrà ammettere “il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di 30 giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilità per la contravvenzione commessa” (art. 21 d.lgs. n. 758/1994).

Inapplicabilità della procedura
Per completezza di informazione, la disposizione generale, relativa alla richiesta di autorizzazione ministeriale o di accordo sindacale, non si applica nei seguenti casi:

- agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa
- agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

L’impresa potrà assegnare a un dipendente un pc, un tablet, uno smartphone ecc. (se utili per prestare l’attività lavorativa) e potrà anche controllare – a posteriori – che tali strumenti vengano utilizzati nel rispetto delle disposizioni aziendali, senza per questo dover ottenere il previo consenso.

Si ricorda che sono, assolutamente vietati, controlli di natura “massiva”, indiscriminati e continui e non strettamente legati alla prestazione svolta dal dipendente.

In queste ipotesi, va rivista la modulistica per la policy aziendale, con una mappatura degli strumenti aziendali che rientrano tra gli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa. Una volta mappati gli strumenti, va predisposta la documentazione utile a provare la loro «inerenza» con l’attività lavorativa.

Le informazioni raccolte attraverso detti strumenti sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione sulle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli. L’informativa va fatta per iscritto e firmata dal dipendente per ricevuta.
L’informazione preventiva dovrà far riferimento:

- agli estremi identificativi del responsabile del trattamento,
- alle modalità di utilizzo dello strumento,
- alle modalità di effettuazione dei controlli,
- alla possibilità per l’interessato di accedere ai dati,
- ai soggetti che possono venire a conoscenza dei dati stessi ed al loro ambito di diffusione,
- alle conseguenze legate al rifiuto di forme di controllo.

L’informativa rappresenta la “conditio sine qua non” ai fini della legittimazione di ogni controllo.

Pubblicato in Materiale informativo

Le linee di indirizzo emanate dal laboratorio Regionale Stress Lavoro Correlato assunte da Regione Lombardia con il Decreto n. 6298 del 4 luglio 2016 in merito alla Consultazione del RLS nella Valutazione e Gestione del rischio stress in ambiente di lavoro. Informazioni e consigli per una buona partecipazione al processo di valutazione del rischio stress lavoro correlato. 


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Pubblicato in Materiale informativo

E’ stato firmato lunedì 4 luglio 2016, nella sala consiliare della Provincia, l’accordo territoriale sperimentale per lo sviluppo del sistema duale, dell’Alternanza Scuola Lavoro e dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (art. 43 d. lgs 81/2015) della Provincia di Bergamo.

Pubblicato in Archivio News