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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 18 Ottobre 2017 09:56

Edilizia, il rilancio con sette proposte

L’ottimismo generato dai dati Istat purtroppo non riguarda le costruzioni: nel 2017 gli occupati del settore diminuiscono ancora (-5,5% rispetto al 2016), con una perdita dall'inizio della crisi di ben 800 mila addetti, ed il valore aggiunto del settore è in controtendenza rispetto agli altri (-0,4%). L'edilizia, insomma, resta la cenerentola nel panorama economico nazionale, e questo nonostante le misure messe in campo dal Governo siano valide ed efficaci, almeno sulla carta. Di seguito 7 proposte in grado di rimettere in moto il settore ed il suo vasto indotto.

Incentivi

I diversi bonus funzionano, ma hanno un potenziale molto più elevato. Bisognerebbe renderli strutturati e più convenienti per chi li utilizza, riducendo il tempo per il rimborso o dando la possibilità ai cittadini di utilizzare subito il proprio credito, attraverso le banche o l'impresa che ha realizzato i lavori. Mettere in sicurezza edifici e territorio è certamente la “grande opera” più urgente ed importante per il Paese.

Infrastrutture

Il gap dell'Italia con l'Europa, e del sud del nostro Paese rispetto al nord, resta inaccettabile. È necessario far ripartire i cantieri fermi e mettere nero su bianco un progetto per ripensare la dotazione infrastrutturale nazionale.

Enti locali

Bisogna dotare gli Enti di personale qualificato e competente, in grado di utilizzare le molte opportunità di spesa. È inoltre necessario ridurre drasticamente le stazioni appaltanti.

Abusivismo

Non esiste abusivismo di necessità! Il governo dia un segnale forte: abbattere le costruzioni abusive, senza eccezioni. Sarebbe una grande lezione di legalità e giustizia sociale.

Regolarità e legalità

Le costruzioni restano uno dei settori in cui è più alta la presenza di infiltrazioni malavitose, c'è più pericolo per gli addetti (il 20% degli incidenti mortali sul lavoro avviene nei cantieri) e si registra la maggiore inosservanza di contratti e normative. Le nostre proposte: introduzione della Patente a punti, un sistema premiale per le imprese virtuose; maggiori controlli nei cantieri, per garantire il rispetto del contratto e l'applicazione del solo contratto dell'edilizia; ruolo maggiore affidato alla bilateralità ed agli Rlst, i rappresentanti per la sicurezza.

Pensioni

Necessarie norme per consentire a un numero maggiore di edili di andare in pensione prima, avviando così un salutare turn-over. Si consideri che il 33% delle vittime nei cantieri ha più di 55anni, eoltreil22% è ultra 60enne.

Contratto

Gli addetti del settore, un milione e mezzo, aspettano da più di un anno il rinnovo dei contratti. Le nostre controparti, a partire dall'Ance, riprendano quanto prima il confronto con i sindacati e si impegnino con senso di responsabilità alla stesura dei nuovi testi. In questi giorni sono in corso assemblee in tutti i luoghi di lavoro: se entro novembre non saranno rinnovati i contratti ci sarà la mobilitazione del settore. È arrivato davvero il momento di un impegno serio e fattivo da parte di tutti i soggetti per il rilancio delle costruzioni. Trascurare un settore che rappresenta ancora l'11% del Pil nazionale è semplicemente sbagliato ed irresponsabile.


dal Sole24Ore del 18 ottobre 2017

 

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Giovedì, 12 Ottobre 2017 08:23

Italcementi: per Cementir governo in campo

Un incontro al ministero dello Sviluppo economico per fare chiarezza - negli auspici dei sindacati - sull’operazione Italcementi-Cementir. Italcementi, infatti, che dal 1° luglio 2016 fa parte del gruppo tedesco HeidelbergCement, di recente ha sottoscritto un accordo con Cementir Holding (gruppo Caltagirone) per acquisire le attività di Cementir Italia, tra cui le controllate CementirSacci (presente anche a Tavernola) e Betontir.

I sindacati vogliono vederci chiaro

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil puntano l’attenzione soprattutto su eventuali ricadute a livello occupazionale (Cementir Italia conta 615 dipendenti). Detto questo, il closing dell’operazione è previsto il 2 gennaio e su tutto pesa ciò che delibererà l’Antitrust. Ecco perché anche il viceministro Teresa Bellanova ha ipotizzato un nuovo incontro tra le parti (ieri presenti anche Italcementi e Cementir) a gennaio.

il tavolo interministeriale

Nel frattempo, però, «è confermato l’obiettivo di un tavolo interministeriale sul cemento che coinvolga i ministeri dell’Ambiente, del Lavoro e dello Sviluppo economico - afferma Salvatore Federico della segreteria nazionale della Filca Cisl -. Un tavolo che dia risposte al settore e quindi all’occupazione». Sull’operazione in questione, poi, precisa: «Da Italcementi ci aspettiamo che, come sempre, coinvolga i sindacati, nell’ottica di una maggiore partecipazione alle decisioni».


da L'Eco di Bergamo del 12 ottobre 2017

 

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Giovedì, 05 Ottobre 2017 10:01

Alla Tino Sana bonus ai lavoratori antisprechi

Vinco io, vinci tu. «Win-win» per usare un inglesismo. E in questo caso a vincere sono sia l’azienda sia i lavoratori. L’azienda è la Tino Sana di Almenno San Bartolomeo, una realtà di circa 175 dipendenti attiva nella produzione di arredamento in legno destinato a grandi navi da crociera, yacht e hotel.

Ottimizzare i costi e evitare gli sprechi

Di recente azienda e sindacato (la Filca-Cisl di Bergamo) hanno presentato al consiglio di amministrazione - e poi ai lavoratori - una proposta per ottimizzare i costi ed evitare gli «sprechi», coinvolgendo direttamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro. E se l’obiettivo viene raggiunto, ai lavoratori verrà riconosciuto una sorta di bonus nell’integrativo. Si tratta di un progetto, messo a punto anche grazie alla collaborazione di Luigi Campagna, docente del Politecnico di Milano, che vede protagonisti i dipendenti, riuniti in team di lavoro dove le gerarchie sono azzerate, per dare il loro contributo al miglioramento dell’attività. Si parte con una sperimentazione su un gruppo di 20 addetti del reparto - tecnologicamente avanzato - dove si preparano le tavole di legno prima dell’invio alla falegnameria, per poi estendere l’iniziativa a tutti i dipendenti.

Innovare l’approccio sindacale in azienda

A spiegare il valore di questo progetto è Silver Facchinetti, sindacalista della Filca Cisl Bergamo: «Il tentativo è quello di innovare l’approccio sindacale in azienda, sensibilizzando la società sul tema della partecipazione diretta dei lavoratori nel sistema produttivo, punto che può fare la differenza». Una volta individuato un problema, il gruppo di lavoro lo analizza e ricerca una soluzione, valutando il rapporto tra costi e benefici, per poi presentare una proposta al management. «Come azienda - afferma Gianluigi Fagiani, responsabile delle risorse umane - puntiamo a migliorare la produttività e l’efficienza, valorizzando la professionalità dei nostri dipendenti».

La garanzia della formazione

I lavoratori seguiranno anche un percorso di formazione, che li aiuti a sviluppare un diverso approccio rispetto alla propria attività, incoraggiandoli ad essere propositivi. «Sia il sindacato sia i lavoratori si sono resi conto che serve un nuovo modo di lavorare che comprenda la partecipazione attiva dei dipendenti alle proposte», sottolinea Giuseppe Belotti, delegato sindacale della Filca Cisl Bergamo. Da ricordare, tra l’altro, che la partecipazione paritetica dei dipendenti al miglioramento e una premialità legata ad obiettivi predefiniti (rispetto a produttività e qualità) sono incentivate da politiche governative. Vale a dire che eventuali premi erogati sono detassati.


Da L’Eco di Bergamo del 4 ottobre 2017

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Da un anno circa un milione e mezzo di lavoratori sono senza contratto. La trattativa per il rinnovo dei contratti edili Ance, Coop, Artigiani e PMI è ostacolata da un atteggiamento delle controparti che tende a rimandare nel tempo le soluzioni che possono garantire rilancio al settore, salario e diritti ai lavoratori, tutela e maggiore funzionalità del sistema bilaterale, regole che incentivino le aziende rispettose dei contratti e delle regole.

Campagna straordinaria di assemblee

FenealUIL Filca-CISL Fillea-CGIL chiedono a tutti i lavoratori di partecipare alla campagna straordinaria di assemblee territoriali e di cantiere che ci porterà, in assenza di risposte concrete nella direzione dei rinnovi, a mobilitarci entro il mese di novembre. FenealUIL Filca-CISL Fillea-CGIL hanno presentato una piattaforma unica a tutte le controparti del settore edile con l’intento di addivenire ad un unico contratto nazionale del settore delle costruzioni.

Le richieste dei sindacati

Riguardano il salario, il diritto al lavoro, la regolarità delle imprese in termini di ore lavorate e denunciate in Cassa Edile, la lotta al lavoro nero e grigio, l’introduzione del contratto di cantiere: uno strumento utile a tutelare le condizioni di lavoro, la sicurezza e la formazione su rischi di tutti i lavoratori che sono presenti nel cantiere edile. Chiediamo anche la creazione di un sistema sanitario integrativo che possa garantire parità di trattamento a tutti i lavoratori attraverso prestazioni minime uguali per tutti che possano essere integrate dalla contrattazione territoriale. Chiediamo inoltre di rafforzare il sistema previdenziale complementare e la creazione di un Fondo che ci consenta realmente di accompagnare i lavoratori più anziani alla pensione favorendo l’ingresso dei giovani.


LE RICHIESTE DELLA PIATTAFORMA IN DETTAGLIO


 

EVR

Si chiede la completa revisione degli attuali meccanismi di calcolo e si propone: leliminazione del calcolo sul triennio, lasciando ai territori la scelta di uno o più parametri. La richiesta viene fissata al 6%. Si propone l’erogazione dell’EVR attraverso il sistema delle casse edili.

Salario

Si chiede un aumento salariale pari a 106 euro a parametro 100. Rivedere quanto disposto in merito alla erogazione della retribuzione ai fini della tracciabilità; armonizzare le scale parametrali dei vari CCNL di settore nella vigenza contrattuale.

Legalità, regolarità, appalti e subappalti

Sono necessarie intese per: Durc per Congruità; l’obbligo di denuncia per cantiere; l’obbligo del cartellino di riconoscimento; un solo livello di subappalto; informazioni in tempo reale sulle presenze e le ore lavorate in cantiere; avere copia della notifica preliminare; ribadire la responsabilità dell'azienda appaltante su tutto il ciclo produttivo; riconoscere la clausola sociale in caso di cambio di appalto; sancire, nella logica del contratto di cantiere, l’applicazione dei CCNL dell’edilizia, l’iscrizione alla cassa edile e l’utilizzo degli EEBB edili; costituire il tavolo permanente sulla legalità nel settore.

Mercato del lavoro

Si chiede di: vietare l’uso dei voucher e del contratto a chiamata; rivedere il tetto dei contratti a termine e di somministrazione (ora fissato al 40%); aggiornare la regolamentazione dell’apprendistato; recepire il distacco italiano e transnazionale dei lavoratori; rendere operativo il matching, domanda/offerta di lavoro, attraverso blen.it; rivedere l’attuale classificazione dei lavoratori, agendo sugli inquadramenti e sulle mansioni; regolamentare l’inclusione di lavoratori autonomi e di lavoratori con partita IVA all’interno del sistema bilaterale; intervenire sul jobs act (controlli a distanza, demansionamento, licenziamenti).

Assetti contrattuali

Sono confermati i due livelli di contrattazione, nazionale e territoriale. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, individuano come livello territoriale prioritariamente quello regionale.

Casse edili

Nuovo sistema definito dalla contrattazione di secondo livello per l’accorpamento delle casse a livello regionale; erogazione dell’EVR attraverso il sistema delle casse edili in un’unica soluzione, impiegati compresi; aumento del contributo Cassa Edile dall’attuale 2,5% al 3%, destinando almeno 1/3 (pari all’1%) per prestazioni ai lavoratori; certificazione delle 160 ore denunciate in Cassa Edile effettivamente lavorate; inclusione degli impiegati con una contribuzione a carico delle imprese e degli stessi impiegati, perché anch’essi possano accedere al sistema di welfare integrativo ed alla formazione garantita dal sistema bilaterale; inclusione nel sistema delle partite IVA con versamento di apposita contribuzione.

Formazione e Sicurezza

È necessario definire, nell'ambito della quota del contributo dell’1%, la parte destinata all'area formazione e quella, invece, destinata all'area sicurezza. Si chiede, ancora, l’introduzione del libretto elettronico del lavoratore che registri il suo percorso formativo, la sua mansione e qualifica, le visite mediche cui sia stato sottoposto.

RLST

Il ruolo e le funzioni degli RLST devono essere ampliati. La loro figura necessita di un rilancio che può e deve avvenire attraverso il rinnovo contrattuale e che deve trovare sinergie in rapporto con l’intero sistema bilaterale, i lavoratori e le imprese.

Immigrati

Si rende necessaria un’attenzione particolare e rinnovata ai lavoratori edili immigrati per cogliere e soddisfare i loro bisogni formativi e di integrazione.

Pari opportunità e codici etici

La contrattazione edile deve poter favorire la crescita e la qualità anche del lavoro femminile, facilitando le politiche di genere, promuovendo una diversa organizzazione del lavoro, in tema di pari opportunità.

Welfare

Si chiede di predisporre l’assistenza sanitaria integrativa valutando l’eventuale adesione al Fondo Altea o ad un fondo appositamente costituito. Si propone di fissare la quota destinata ad essa nella misura dello 0,60%.

Previdenza complementare

Si chiede l’aumento della contribuzione a carico dell’impresa di una quota pari allo 0,10% e, di ulteriori 8 euro su iscrizione contrattuale a parametro 100.

Fondo sostegno pensione anticipata

Si chiede l’armonizzazione di tutti gli attuali CCNL, relativamente agli articolati inerenti i prepensionamenti e i lavori usuranti e pesanti, prevedendo la contribuzione al costituendo Fondo di sostegno per la pensione anticipata di una quota pari allo 0,20%.

Ape

Oltre le ore ordinarie, si chiede il riconoscimento di tutte le ore fruite che derivino da norme legislative e contrattuali (permessi legge 104/92, assemblee retribuite, donazione sangue), nonché la riparametrazione per i lavoratori a contratto part-time certificati.

Rappresentanza

Nel quadro dell’applicazione degli accordi confederali, definire modalità che consentano a operai e impiegati il transito della delega presso le casse edili.

Relazioni sindacali. Partecipazione. Informazione. Grandi imprese

Si chiede: Osservatorio del settore, Politiche sulla Formazione e Diritti di Informazione nella corretta applicazione della direttiva europea. La costituzione di una commissione bilaterale nazionale definirà inquadramento e declaratorie, organizzazione del lavoro, informazioni. Si richiede l’ampliamento della concertazione preventiva.


Scarica il volantino 

 

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Giovedì, 21 Settembre 2017 00:00

Italcementi e la fusione con Cementir

Si è svolto a Roma, nella sede di Federmaco, un incontro tra la direzione Italcementi spa, rappresentata dall’AD Roberto Callieri, il Coordinamento Sindacale delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le segreterie nazionali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL.

Closing entro fine anno

L’azienda ha spiegato le ragioni, i motivi e le logiche dell’acquisizione del gruppo Cementir Italia: crescita delle quote di mercato (Cementir possiede il 10 % ed è il terzo gruppo in Italia), sinergie, efficienze produttive e logistiche sono alla base della scelta di acquisizione. Le operazioni di closing dovrebbero terminare entro fine anno e dal 1° gennaio 2018 la fusione tra le due società sarà operativa. La sede sarà trasferita presso Ilab di Bergamo, collocato al KM rosso.

Attenzione all’impatto occupazionale

Feneal, Filca e Fillea hanno sottolineato che “nell’ottica di una razionalizzazione dei soggetti presenti nel mercato in Italia l’acquisizione determina elementi di stabilità nel mercato. Le acquisizioni, le integrazioni e le sinergie produttive devono avere molta attenzione all’impatto occupazionale perché i lavoratori hanno già pagato sotto il profilo occupazionale”. L’azienda, secondo i sindacati, deve continuare ad investire nella ricerca di innovazione di processo e di prodotto con il confronto al MISE. Serve un tavolo nazionale al Ministero per consentire il confronto tra i vari soggetti del comparto e per invitare il Governo ad assumere posizioni definite e chiare. Si è avanzata la proposta di un coinvolgimento del Coordinamento Nazionale delle RSU nella delicata gestione dell’integrazione dei due gruppi e si è sostenuto che dopo il pronunciamento dell’antitrust si dovrà fare un’analisi sugli ammortizzatori sociali necessari per accompagnare la delicata fase della fusione tra le due società.

Presto una riunione dei due coordinamenti

Si è ribadito che le trattative dell’integrativo aziendale devono continuare e si è definito con un accordo che i lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria avranno la possibilità di richiedere l’anticipo in busta paga (per il trattamento di CIGS dal 25 settembre) tramite l’anticipo delle spettanze del TFR. Le segreterie nazionali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL convocheranno una riunione dei due Coordinamenti della RSU dei due gruppi per assumere una posizione condivisa necessaria per gestire la complessa vertenza.

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Giovedì, 21 Settembre 2017 07:36

Gruppo Ferretti: sciopero il 9 ottobre 2017

A seguito dell'incontro avuto il giorno 19 Settembre 2017 con la Direzione del Gruppo Ferretti, il coordinamento nazionale delle RSU, congiuntamente a FENEALUIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL, proclamano 8 ore di sciopero per il giorno lunedì 9 ottobre, in tutti gli stabilimenti del gruppo, a fronte delle risposte non sufficienti date da parte aziendale rispetto alla piattaforma presentata per il rinnovo dell'accordo aziendale.

I punti in questione

In particolare permangono distanze rilevanti su alcuni importanti punti: PUNTO 1) L' azienda durante l'incontro ha ribadito la sua posizione di prevedere, anche se su base volontaria, l'erogazione del 100% del PDR sotto forma di Welfare aziendale. Distanze anche sui parametri da raggiungere per l'erogazione del premio. PUNTO 2) L'azienda ha ribadito l'abbassamento delle ore di assenza per l'erogazione del Premio e l'abolizione del parametro collettivo. Vuol dire di fatto maggiore difficoltà a raggiungere il premio. PUNTO 3) Punto positivo ma ancora da approfondire è che a fronte della strutturalità del doppio turno l'azienda è disponibile ad accettare la proposta sindacale di 7 ore lavorate a fronte di 8 retribuite. Resta ancora in sospeso la diversa regolamentazione dell’orario di lavoro nei mesi di luglio ed agosto che dovrà essere affrontata attraverso la definizione di accordi tra Rsu e Direzione Aziendale. PUNTO 4) Sulla applicazione del regime dell’art.18 ai lavoratori assunti dopo l'entrata in vigore del JOBS ACT l' azienda ha ribadito la sua contrarietà.

Le modalità dello sciopero

Pertanto il Coordinamento ha deciso di proclamare 8 ore di sciopero per il giorno 9 ottobre 2017. Verranno inoltre convocate assemblee in tutti gli stabilimenti per discutere ed informare tutte le lavoratrici ed i lavoratori.

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Le organizzazioni sindacali Fillea Cgil e Filca Cisl di Bergamo denunciano l'ennesimo infortunio mortale che ha colpito il settore, avvenuto alla Magnetti Building di Carvico.

La causa della morte uno schiacciamento

Il lavoratore della Magnetti (Roberto Benitozzi di 52 anni di Ponte San Pietro) è rimasto schiacciato da un carrello automatico contenente calcestruzzo. Ancora una volta uno schiacciamento (principale causa di morti bianche nella nostra provincia) causa un’altra vittima. Nel mese di maggio alla RBC di Presezzo era avvenuto un altro infortunio mortale. Schiacciato dalla gabbia di protezione del muletto che stava guidando perse la vita Cesare Battaglia, 49 anni di Brembate di Sopra. I sindacati ritengono non più rinviabile una capillare campagna di informazione e formazione, con l'aiuto di tutti i soggetti del territorio su questo specifico tema!

Serve prevenzione formazione

"Siamo a ribadire per l'ennesima volta - dichiarano Danilo Mazzola Segretario Generale Filca Cisl e Luciana Fratus Segretario Generale Fillea Cgil - come l'attenzione e gli investimenti in materia di sicurezza non sono mai sufficienti. Chiediamo con forza che le misure di prevenzione, come la formazione, l'addestramento continuo e la sensibilizzazione necessarie a far crescere la cultura della sicurezza, debbano essere elementi essenziali dell'organizzazione del lavoro”.

Un’ora di lavoro per i famigliari della vittima

Fillea e Filca, organizzeranno nei prossimi giorni un assemblea dei lavoratori proprio sul tema della sicurezza, dove proporremo ai colleghi di lavoro la sottoscrizione di 1 ora di lavoro da devolvere ai famigliari del lavoratore deceduto. In attesa delle indagini da parte delle autorità competenti, Fillea e Filca porgono le più sentite condoglianze ai famigliari".


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Mercoledì, 14 Giugno 2017 09:29

Attivo Rsu Legno - Industria

E’ convocato un attivo regionale delle RSU, degli operatori, funzionari e delle Segreterie Territoriali di Filca, Fillea e Feneal per il giorno:

Venerdì 23 giugno 2017 dalle 9,30 alle 13
Salone Bruno Trentin - Cdl Monza via Premuda, 17

con il seguente ordine del giorno:
- linee guida per il secondo livello di contrattazione
- rinnovo CCNL Legno-Arredo Confapi Unital

Le conclusioni saranno tenute a nome unitario da Salvatore Federico della Segreteria Nazionale Filca Cisl.Vi invitiamo a inviare la comunicazione ai nostri delegati e delegate del settore per favorire la massima partecipazione. Al termine dell’iniziativa sarà offerto un buffet.

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Dopo tanti terremoti, alluvioni, catastrofi naturali l’Italia è sempre nell”emergenza. E pur trovandosi di fronte a eventi non prevedibili ma che comunque si ripetono costantemente non è ancora riuscita ad adottare una politica di messa in sicurezza del territorio, nè una legislazione nazionale ad hoc. La ricostruzione però può essere un’opportunità da non perdere sia rispetto a questa necessità sia rispetto alla ripresa economica del comparto edile.

Un settore per far ripartire il Paese

La sintesi della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan presente ieri a Perugia in occasione del congresso nazionale della Filca, la categoria dei lavoratori delle costruzioni, è chiara e puntuale. “ll settore edile è stato quello che più di qualsiasi altro ha pagato il peso della crisi economica - ha detto la numero uno del sindaco bianco - .800mila posti di lavoro persi. Al contrario quello dell'edilizia e delle costruzioni, invece, potrebbe diventare il settore attraverso cui far ripartire il sistema Paese tutto. Pensiamo ad esempio che cosa può significare la messa in sicurezza del territorio, degli edifici tutti, del patrimonio architettonico, delle scuole per capire davvero quanto proprio dall’edilizia possa scaturire la ripresa economica del paese. Quindi una grave perdita di posti di lavoro ma anche la possibilità attraverso una programmazione di intervento sistemico e guidato di ripresa economica che nasce da questo settore così importante come volano di crescita ".

Serve sociale con gli attori istituzionali

E la ricostruzione, se controllata e seguita passo dopo passo come ha auspicato il segretario generale della categoria Franco Turri può dare una mano. “E' una grande possibilità - hanno detto i due cislini - ma serve un patto sociale tra tutti gli attori istituzionali che ci metta al riparo da infiltrazioni malavitose, lavoro nero e recuperi non a regola d’arte”. ln questo l’applicazione del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, anzi il suo miglioramento può solo essere utile.Questo strumento che qui in Umbria nella ricostruzione del “97 è stato così utile - ha spiegato Turri - va riportato alla realtà del cantiere attraverso la misurazione matematica del lavoro per ogni singolo appalto. E poi è necessario che sia legato all’erogazione dei contributi”.

La situazione in Umbria

E se per l’ultima ricostruzione ci sono voluti vent”anni per questa è prematuro fare stime sui tempi. “Sarei già soddisfatto se partisse subito - glissa il segretario Turri. "Di certo le ricorse limitate e le situazioni difficili di piccoli comuni di 200-300 persone - gli fa eco la Furlan - non agevolano questo processo di recupero e ripartenza. Una ripartenza necessaria anche per aiutare un comparto, quello delle costruzioni che qui in Umbria conta attualmente 2mila ditte di cui solo poche decine effettivamente strutturate. Se si considera che nell'ultimo anno sono usciti dal settore quasi 2mila addetti, mentre dal 2008 a oggi si è passati da 20mila a 9mila (impiegati inclusi) si ha la percezione della gravità della crisi dell'edilizia. Che è legata strettamente anche al triste capitolo delle infrastrutture.

Battaglia per occupazione e ambiente

Certo in Umbria, come in altre regioni italiane - ha commentato con amarezza il segretario della Filca - ci si arriva solo in auto. Come si può pretendere che un’azienda straniera investa in Italia a queste condizioni? - ha continuato la Furlan. E di fronte al pericolo di deindustrializzazione del paese palesata da tante crisi produttive sia locali come quelle dell'ex Merloni o della Nestlè, sia nazionali come quella dell'llva per cui la Cisl è pronta a dare battaglia per la difesa dell'occupazione e dell'ambiente, la Furlan non ha dubbi: “Questo pericolo c’è eccome – ha tuonato - anche perché sono anni che non si mette in campo una politica industriale vera, reale e precisa che punti su ricerca e sviluppo. Anzi, in questi anni di crisi, i fondi destinati a questo capitolo, sono stati tagliati. Solo passando attraverso questo tipo di investimenti che aumentano la qualità di processo e prodotto il sistema Paese può riprendere quota”.


di Marina Rosati (Corriere dell'Umbria dell'8 giugno 2017)

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Non si arresta lo stato di allarme nel settore costruzioni. Lo sottolineano i sindacati di categoria Cgil Cisl Uil che il 25 maggio sono scesi in varie piazze italiane per rivendicare politiche di rilancio economico. Presente a Bologna (piazza di riferimento per il Nord Italia) anche una nutrita rappresentanza della Filca Cisl Bergamo con il segretario generale, Danilo Mazzola.

Investimenti e lavoro contro la crisi

I segretari generali Turri (Filca Cisl), Panzarella (FenealUil) e Genovesi (Fille Cgil) chiedono "investimenti e lavoro contro una crisi senza precedenti". Anche gli ultimi dati dell'osservatorio casse edili registra cali: -45% dei lavoratori, -50% della massa salari; -58% delle ore lavorate; -44% delle impresse a gennaio 2017 su gennaio 2008. Dunque, "occorre investire, spendere presto e bene le risorse perché il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso in molte sue parti e necessita di manutenzione, recupero e riqualificazione urbana".

Il problema delle pensioni

Al Governo i sindacati chiedono poi di trovare una soluzione al problema legato alle pensioni: rischiano di essere pochissimi gli operai edili over 60 che potranno accedere all'Ape agevolata. Infine, sul rinnovo del contratto edile, i sindacati chiedono alle controparti "di fare passi concreti per accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell'occupazione stabile e del riconoscimento delle professionalità vecchie nuove.

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