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Unione Sindacale di Bergamo

Informazioni sindacali Cisl - Bergamo - CISL Bergamo
Giovedì, 16 Novembre 2017 08:14

Occupazione: avviamenti al 70% precari

Quasi 36.000 avviamenti, con un saldo positivo di 5.214 nuovi posti di lavoro. È il dato che il resoconto ARIFL per il terzo trimestre del 2017 consegna sulla provincia di Bergamo. Un riflesso dell’onda lunga della ripresa economica che, però, si scontra ancora una volta con l’analisi dettagliata della qualità delle nuove assunzioni: la quota relativa alle assunzioni a tempo indeterminato è infatti ferma al 21.3%, un nuovo passo indietro rispetto al 22 del trimestre precedente.

”Determinati” e “somministrazioni”

Ancora una volta, infatti, la parte del leone la fanno i tempi determinati e le “somministrazioni” con il 72% (anche qui, un punto percentuale in più rispetto a giugno di quest’anno). In pratica, dall’inizio dell’anno, ci sono state quasi diecimila nuove assunzioni, ma di queste, più di settemila sono ancora “precarie”. È sempre il comparto del Commercio e dei servizi a rappresentare uno degli approdi più raggiungibili per i nuovi lavoratori: da luglio a settembre qui si sono “staccati” ben 23.144 avviamenti, il 65% del totale; seguono industria, con 9350, costruzioni con 2905 e agricoltura con 546.

Su gli avviamenti, giù la disoccupazione

A livello territoriale, sono tutti in attivo i confronti tra secondo e terzo trimestre dei Centri per l’Impiego della provincia, con Treviglio, Ponte e Grumello che registrano i numeri più alti dopo il capoluogo (12.730 avviamenti), anche se gli aumenti maggiori in percentuale sul trimestre precedente li registrano Clusone (+40.9%), Zogno (+22.4) e Lovere (+21.5). “Anche il terzo trimestre dell’anno in corso conferma un andamento positivo degli avviamenti al lavoro e vede Bergamo che fa registrare il maggior numero di avviamenti al lavoro",  dice Giacomo Meloni, segretario di CISL Bergamo. È una ulteriore buona notizia per Bergamo e provincia, a pochi giorni dai dati pubblicati dalla Camera di Commercio, che registrano un calo della disoccupazione al 4,4% contro il 5,3% del 2016.

Calo del “tempo indeterminato”

Con la crescita degli avviamenti, si conferma però anche la riduzione dei contratti a tempo indeterminato, che si riducono ulteriormente del 6,4% sul terzo trimestre 2016. “Su questi aspetti – continua Meloni - ribadiamo la necessità di interventi strutturali, che sostenuti poi dalla contrattazione, permettano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro: la flessibilità è uno strumento utile per rispondere ai picchi di mercato, ma la precarietà, che è cosa diversa, non può diventare il modello di rapporto di lavoro principale, con rischi oltre che sulla qualità occupazionale anche sulla salute e sicurezza”.


Scarica i dati dell'Arifl su Bergamo

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Venerdì, 10 Novembre 2017 14:50

La Cisl Bergamo e i capitoli del nuovo welfare

Sostenitori di un welfare partecipato e condiviso dal basso”. Così Francesco Corna, segretario CISL di Bergamo, presenta il sindacato e l’attenzione nei confronti dell’evoluzione del welfare nel territorioper riflettere e declinare quali priorità di intervento, quali attori, quali reti, quali progetti e con quali risorse sia possibile attuarli”.

Verso un welfare provinciale

Una tesi espressa al Centro Congressi "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo questa mattina 10 novembre dove si è svolto il convegno “Welfare: quale futuro?”. Un appuntamento dove il sindacato Cisl Bergamo ha voluto raccogliere istanze, esperienze e proposte per avviare un vero e proprio welfare provinciale. A partire da una situazione demografica che, non dissimile dal panorama nazionale, parla di una popolazione prossima all’invecchiamento e quindi “colpevole” di un poderoso innalzamento della spesa sociale, a discapito proprio delle generazioni future.

Le statistiche demografiche

In provincia di Bergamo (è emerso dall’intervento di Gian Carlo Blangiardo, docente alla Bicocca di Milano) vivono 1.109.933 residenti. L’età media è di 43,6 anni, l’aspettativa media di vita è di ulteriori 41,3 anni, di cui 2,1 anni in età di formazione, 22,6 anni in età da lavoro e 16,6 anni in età da pensione. In totale un patrimonio demografico di 45,8 milioni di anni-vita. Con un rapporto di 73,3 anni di pensione per ogni 100 anni di lavoro, a fronte di un rapporto di 29,1 residenti ultra 67enni per ogni 100 in età 20-66. Di fatto, dunque, un patrimonio di milioni di ore che potrebbe rivelarsi un danno se relazionato alla spesa sociale (pensioni, innanzitutto, poi assistenza) e agli equilibri di welfare.

Il rapporto fra pensione e anni di lavoro

Negli ultimi cinque anni, la provincia di Bergamo ha registrato 23.043 residenti in più, 1,4 anni in più di età media, 0,4 anni in meno di aspettativa media di vita. In media, mezzo milione di anni-vita in più, ma nel dettaglio 1,1 milioni di anni in più in età da pensione. “Il rapporto tra futuri anni di pensione per ogni 100 futuri anni di lavoro – avverte Blangiardo - è passato da 67,6 a 73,3, mentre il rapporto ultra 67enni per ogni 100 residenti in età 20-66 è salito da 25,7 a 29,1. L’Italia del futuro, e la Bergamo del futuro non fa eccezione, è vecchia e a carico di una popolazione giovane minoritaria”. Di fatto, non si è allungata la vita, ma la vecchiaia.

Cinque sfide demografiche

Il docente della Bicocca di Milano ha lanciato così, cinque sfide demografiche per tentare di uscire dal tunnel: recuperare il patrimonio demografico perduto rimettendo al centro la famiglia; rilanciare la natalità come investimento della società; passare dalla fase dell’accoglienza solidale alla valorizzazione di un’immigrazione socialmente inserita e sostenibile; non disperdere il giovane capitale umano, e raccontare correttamente la crisi demografica attraverso i media, per sensibilizzare la popolazione e ottenere consenso sui necessari interventi.

Le proposte della Cisl

La CISL, allora, propone un tavolo permanente per la famiglia con i distretti e i piani di zona; chiede una contrattazione aziendale basata su un welfare a favore della famiglia: bonus per asili e scuole, libri e assistenza sanitaria familiare. “La povertà assoluta in Italia – ha detto Corna nella relazione - è cresciuta passando dal 6,5% del 2005 al 7,8% del 2016 ed interessa 1.582.00 famiglie pari a 4.598.000 persone e la recente crisi non ha risparmiato il nostro territorio. Anche nella nostra provincia se analizziamo i dati Istat le persone in povertà sono circa 37.000 e se prendiamo ad esempio i dati dei centri ascolto Caritas di Bergamo vediamo che le persone che hanno chiesto aiuto sono aumentate notevolmente, nel 2008 ci sono state 19.000 richieste e nel 2016 sono state circa 52.000. La richiesta di pacchi alimentari da parte di italiani rappresentavano il 27% nel 2008 , nel 2016 rappresentavano il 43% e sono stati 5.333 le richieste di aiuto. Questo ci impone politiche ed interventi locali mirati che siano derivanti da una visione complessiva strategica delle politiche di welfare sul territorio”.

Un regime fiscale a sostegno della natalità

Quindi, la famiglia come nucleo solidale di individui che gratuitamente si sostengono reciprocamente è il primo nucleo fondante che costituisce la società. Questa famiglia più fragile e sempre più esile che ha nella scarsa natalità la maggiore criticità del nostro territorio. “Il nostro stato sociale ha sempre investito pochissimo sulle famiglie – ha concluso Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl Bergamo -. Per affrontare questa sfida, non bastano misure parziali e bonus o interventi transitori. Servono politiche sociali nazionali che inseriscano un regime fiscale a sostegno della natalità, non più bonus, ma strutture in grado di fornire servizi. Ci si deve anche far carico della evidenza che ormai in Lombardia le cure diventino sempre più appannaggio di chi può permettersi di pagarle, con una discrezionalità di intervento del settore privato sempre più pressante”.

Incrementare la rete dei servizi

Le proposte della Cisl Bergamo comprendono sostegno e strutturalità ai finanziamenti per la contrattazione collettiva rivolta a istituti di conciliazione famiglia/lavoro; linee guida per accordi e/o patti territoriali con partenariato sociale per armonizzare i tempi e le esigenze dell'organizzazione del lavoro con i servizi del territorio e la loro accessibilità (sanità, sociale, istruzione, trasporti, uffici pubblici, ecc.); forme strutturali di riduzione dei costi di servizi alla prima infanzia.I piani di zona - ha ribadito il segretario CISL - devono prevedere politiche volte a favorire e sostenere la natalità, favorire e incrementare la rete dei servizi, in alternativa alla monetizzazione del bisogno”.


Slide Blangiardo
Slide Calicchio

 

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Venerdì, 10 Novembre 2017 00:00

Convegno Cisl Bergamo: "Welfare, quale futuro?"

Un appuntamento, targato Cisl Bergamo, per indagare il futuro welfare nella nostra provincia. Attraverso le riflessioni di esperti qualificati, delle istituzioni e del nostro sindacato si tenterà di immaginare progetti che rispondano ai bisogni della società.

Parteciperanno Francesco Corna (Segretario Cisl Bergamo), Matteo Rossi (Presidente Provincia di Bergamo), Gian Carlo Blangiardo (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Stefano Tomelleri (Università degli Studi di Bergamo), Onesto Recanati (Segretario Generale Fnp Cisl Bergamo), Maria Carolina Marchesi (Presidente della Conferenza dei Sindaci bergamaschi), Giuseppe Calicchio (Direttore Sociale Ats Bergamo), Don Edoardo Algeri (Presidente Confederazione italiana dei consultori familiari), Ferdinando Piccinini (Segretario Generale Cisl Bergamo).


Appuntamento il 10 novembre (ore 9) al Centro Congressi di Bergamo (Sala Alabastro)


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Nuove relazioni sindacali tra innovazione, produttività e partecipazione”. Il sindacato CISL Bergamo continua a percorrere la strada della rivoluzione industriale 4.0, toccando sentieri e passaggi indispensabili a creare una nuova economia, all’uscita della crisi. in questa ottica si pone l’incontro previsto per martedì prossimo, 3 ottobre, alle 14,30, nella sala Mosaico della camera di commercio in piazza Libertà a Bergamo.

In un nuovo scenario di crescita e sviluppo che faticosamente si sta assestando a livello nazionale, si legge nell’introduzione al convegno,, il territorio bergamasco gioca un ruolo importante di traino insieme alle aree più avanzate del paese. La pesante crisi vissuta in questi anni ha modificato profondamente il tessuto economico e manifattu­riero incrementando la spinta innovativa e competitiva delle imprese.

Anche il sistema di relazioni sindacali è chiamato a interpretare in modo nuovo il proprio ruolo sui versanti delle politiche del lavoro, della centralità della qualificazione e formazione, del ruolo fondamentale che assume il coin­volgimento e la partecipazione dei lavoratori nella produttività e competitività.

Il territorio bergamasco, per il patrimonio importante di relazioni sindacali che ha saputo costruire negli anni, può diventare un significativo punto di riferimento per rinnovate relazioni sindacali in grado di cogliere le sfide del cambiamento.

Il programma dell’evento prevede l’intervento di Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, e di Paolo Malvestiti, presidente di CCIAA, l’introduzione di Ferdinando Piccinini, Segretario Generale CISL Bergamo, il dibattito tra Tiziano Treu, Presidente CNEL, e Maurizio Stirpe, Vice Presidente Confindustria Nazionale. Al termine, dopo i contributi delle categorie della CISL provinciale, le conclusioni di  Gigi Petteni, della segreteria nazionale CISL.


Appuntamento 3 ottobre (ore 14.30) alla Sala Mosaico della Camera di Commercio in Piazza della Libertà a Bergamo


Scarica la locandina

 

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Sabato 20 maggio a Milano si svolgerà la marcia per l'accoglienza dei migranti, "Insieme senza muri", sul modello di quella di Barcellona del febbraio scorso. Adesioni all'iniziativa stanno arrivando da tutta Italia, da persone comuni come da personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica. Centinaia le sigle di associazioni, enti, cooperative. Si prevedono dalle 10 mila alle 20 mila persone.

La presenza della Cisl Bergamo

Anche il sindacato CISL Bergamo aderisce alla marcia a favore dell’accoglienza di rifugiati e immigrati. "Accogliere, nel pieno rispetto delle differenze di ognuno, è uno dei principi fondanti della nostra organizzazione – dice Gabriella Tancredi, segretario del sindacato CISL Bergamo -, che tutti noi cerchiamo di praticare nel nostro agire quotidiano. Ben sapendo le difficoltà che ogni migrante ha vissuto sulla propria pelle e di come sia sempre molto difficile ricominciare a vivere in un paese così diverso dal proprio e della complessità del fenomeno migratorio sia per chi accoglie e soprattutto per chi viene accolto, la CISL, insieme alla CGIL di Bergamo, ha pensato di dare il suo contributo , mettendo a disposizione un autobus che partirà dal piazzale dell’ex Gleno con un gruppo di migranti per partecipare appunto alla manifestazione di Milano".

Da Porta Venezia e piazza del Cannone

L'obiettivo è arrivare a un "superamento della Legge Bossi Fini" e all’approvazione della Legge sulla Cittadinanza. C’è "la necessità di rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e le istituzioni, la trasparenza, la qualità, il sostegno ai soggetti più fragili (i minori, le donne, i vulnerabili), la cultura dei diritti e della responsabilità". Il corteo nel capoluogo lombardo partirà alle 14.30 da Porta Venezia e l’arrivo è previsto in piazza del Cannone dopo circa un’ora di percorso.


- Il sito dell'evento

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In occasione del 23 Maggio 2017, a 25 anni dalla strage di Capaci, il Coordinamento Libera di Bergamo vi invita a due importanti appuntamenti di memoria e di impegno.

Memoria e impegno civile

Non solo una data della memoria, ma anche una giornata di impegno. Anche quest’anno, Libera Bergamo (alla quale il sindacato Cisl Bergamo aderisce) sceglie il 23 maggio - anniversario della strage di Capaci nella quale ha perso la vista il giudice Giovanni Falcone - per fare il punto sulle mafie in Bergamasca e per presentare il Dossier 2016, una raccolta di fatti e avvenimenti che mettono in luce la presenza e il radicamento della criminalità organizzata nella nostra provincia nel corso dell'ultimo anno.

Il punto sulle mafie in Bergamasca

L’iniziativa, organizzata per martedì 23 maggio alle ore 20,45 presso la sala Viterbi della Provincia di Bergamo (via Tasso 8, Bergamo), promossa da Libera Bergamo con il patrocinio della Provincia di Bergamo, si pone in continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni dall’associazione, culminato lo scorso anno con la pubblicazione del dossier che ha ricostruito la presenza delle mafie in Bergamasca dagli anni Sessanta al 31 dicembre 2015. Un impegno che ora diventa un appuntamento annuale: la serata del 23 maggio, infatti, permetterà di “aggiornare” il quadro della situazione bergamasca con le vicende del 2016. Sarà inoltre dedicato un apposito focus al tema dei beni sequestrati e dei beni confiscati presenti in Bergamasca. Il giorno prima, 22 maggio, all'Istituto Federici di Trescore Balneario si ricorderà Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il programma della serata

La serata, sarà moderata da Max Pavan, giornalista di Bergamo Tv, e vedrà i saluti di Matteo Rossi, Presidente della Provincia, e gli interventi di Francesco Breviario, Referente del Coordinamento provinciale di Libera, Luca Bonzanni, dell’Osservatorio sulle mafie in Bergamasca-Coordinamento prov.le Libera, Tarcisio Plebani, Referente beni confiscati di Libera Bergamo, Alberto Nobili, Procuratore aggiunto di Milano, e Luigi Guarisco, Referente regionale di Libera.


1) Il programma
2) La lettera di Libera

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Giovedì, 04 Maggio 2017 07:18

Riparte Bergamondo con venti squadre in gara

Domenica 14 maggio riparte Bergamondo, il trofeo calcistico che vede il sindacato Cisl Bergamo tra i protagonisti insieme a L’Eco di Bergamo , Csi e Fondazione Credito Bergamasco. L’evento coinvolge le comunità di stranieri radicate a Bergamo che decidono di mettersi in gioco stando insieme. Sin dal primo anno è stato un bell’esempio d’integrazione attraverso lo sport. ...

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Il mutualismo costituisce un grande tema suggestivo, quasi un mito delle origini, radicato nella memoria delle classi lavoratrici e popolari, ricordo di un tempo in cui le traversie e le sventure di una condizione avversa venivano affrontate insieme. Mito di una solidarietà immediata, diretta, viva, e proprio per questo simbolo di un ideale che non può tramontare, in quanto rappresentativo non solo di un passato glorioso, ma anche di un orizzonte futuro, irraggiungibile nella sua pienezza, ma degno di essere perseguito. In questo libro gli autori tracciano una sintesi storica delle società di mutuo soccorso prima e dopo la nascita dello Stato unitario, seguendone gli sviluppi lungo tutto il XX secolo nei diversi percorsi dei movimenti di ispirazione socialista e cattolica.

Oggi il mutualismo torna di attualità in quanto si evidenziano carenze nel sistema sociale istituzionalizzato e del pari si manifestano nuove esigenze e visioni che premono per percorrere altre strade. Il mutualismo segnala l'opportunità di muovere verso soluzioni che abbiano al centro i rapporti tra le persone, la solidarietà, la capacità di crescere e costruire assieme. Accanto a uno stato sociale che deve garantire a tutti i fondamentali diritti sociali, è necessario che sia la società stessa a organizzarsi in modo solidale affinché nessuno si senta escluso o non riconosciuto. Il mutualismo evoca tutto ciò e indica forme concrete e attuali di solidarietà.


La presentazione del libro (edito da Jaca Book) è organizzata da Cisl Bergamo, Acli Bergamo e ConfCooperative.  L'appuntamento è il 28 aprile (ore 18) nel Salone Riformisti del Lavoro della sede del sindacato Cisl Bergamo (via Carnovali, 88/a).


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Il convegno, organizzato dal sindacato Cisl Bergamo insieme ad Acli Bergamo (con il patrocinio dell'Università di Bergamo), verterà sulle politiche attive del lavoro organizzato. L'appuntamento è venerdì 5 maggio alle ore 15.30 presso l'Università di Bergamo, sede di Sant'Agostino (aula 5). In particolare si sottolinea l'importanza della tavola rotonda con la presenza del Prof. Dal Conte, Presidente Anpal.


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Scende la media del reddito femminile, mentre sale la “quota rosa” nell’occupazione in provincia di Bergamo. Sono questi due dati che saltano all’occhio nell’analisi che il servizio CAF del sindacato CISL Bergamo ha redatto studiando i redditi 2008/2016.

Italia al 50° posto del Gender Gap Report

Il raffronto degli ultimi 8 anni colpiti dalla grande crisi economica consegna un quadro solo parzialmente confortante: dall’osservatorio privilegiato dell’ufficio fiscale di via Carnovali (130.000 dichiarazioni ogni anno), emerge infatti che le donne lavorano di più, ma guadagnano ancora molto meno dei propri colleghi maschi, che nello stesso periodo hanno visto calare sensibilmente la quota di occupazione, ma salire considerevolmente il proprio stipendio.Siamo perfettamente in media con l’intero sistema Italiacommenta Gabriella Tancredi, segretario territoriale della CISL Bergamo che nell’ultima analisi del Gender Gap Report si è piazzato al 50° posto (su 144) nel ranking mondiale sulla disparità di genere secondo quattro sotto - indici: salute, istruzione, partecipazione economica e guadagno, e legittimazione politica, ma precipita letteralmente se si considera la sola voce guadagno. Un tonfo di 57 posizioni che declassa l’Italia al 117esimo posto, sotto la Costa d’Avorio e sopra il Giappone”.

Una forbice tra uomini e donne ancora ampia

Per analizzare i dati del CAF CISL, nel 2008, poco più di 24.000 lavoratrici dipendenti dichiaravano un reddito di 19.000 euro, mentre i dipendenti maschi, in 43.000, percepivano in media più di 25.000 €. Otto anni dopo, le dichiarazioni “al femminile” sono diventate 30.000 (ben 6000 in più), ma l’importo medio dei CUD è sceso a 18.703 €. Nello stesso periodo, la platea maschile dei dichiaranti al CAF bergamasco, si è ridotta di quasi 5000 unità, ma il loro reddito è cresciuto di oltre 2000 euro (da 25.521 a 27.788). “La forbice tra uomini e donne per le richieste di lavoro resta ancora ampia – ha dichiarato Tancredi –. Oggi poter facilitare la presenza femminile sul lavoro significa creare condizioni di carico ed equilibrio tra lavoro e famiglia che possano consentire la conciliazione dei tempi e dei contenuti delle attività”.

La ricerca della Camera di Commercio di Milano

La richiesta femminile a Bergamo è più alta che nelle altre provincie lombarde. Le donne sono preferite nell’abbigliamento, nell’industria dei gioielli, nel turismo, nei servizi operativi, nell’istruzione e nella sanità. Analizzate invece le imprese femminili che in Lombardia sono poco meno di 156 mila su un totale nazionale di 1,16 milioni: a livello lombardo crescono di oltre 1.500 nel rapporto con il 2015, ma sono oltre 17 mila in meno guardando al 2011.


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