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Unione Sindacale di Bergamo

Comunicati stampa CISL - Bergamo - CISL Bergamo
Martedì, 25 Luglio 2017 08:35

Salgono ad otto i morti sul lavoro nel 2017

L’infortunio di Carvico ancora non è conteggiato nelle tabelle pubblicate dall'INAIL in merito agli infortuni occorsi in Lombardia sino a tutto maggio 2017. Eppure, le stesse tabelle già segnalavano un inasprimento delle denunce a Bergamo nel corso dell’ultimo anno, nonostante per alcuni periodi si fossero mostrati alcuni segnali positivi che lasciavano sperare in orizzonti migliori.

Prevenzione come obiettivo primario

Invece si riscopre la tendenza negativa all'aumento delle denunce di infortunio, rapportate allo stesso periodo del 2016 e fatto ancor più grave l'aumento degli infortuni mortali (4 nel primo semestre 2016, 7 nello stesso periodo di quest’anno). "La tendenzasottolinea Giacomo Meloni, segretario del sindacatoCISL Bergamo - ora quindi si conferma purtroppo in peggioramento. L’invito è quello di non lasciare mai nulla di intentato per affermare la prevenzione quale obiettivo primario in ogni luogo di lavoro, per contrastare la piaga degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche”.

Affermare la cultura della sicurezza

Per la CISL, dunque, è necessario rafforzare un lavoro congiunto fra le parti per affermare la cultura della sicurezza, da parte di tutti e in ogni luogo di lavoro, “perché purtroppo nessuno può considerarsi a prescindere potenzialmente immune da infortunio, lo dicono i dati INAIL, lo mostrano ancora con maggior drammaticità le testimonianze dell’ANMIL”.

Le statistiche viste dalla Cisl Bergamo

Le tabelle INAIL evidenziano, per Bergamo, l’innalzamento anche delle denunce di infortunio, che sono passate da gennaio a maggio del 2016 allo spesso periodo del 2017 da 6024 a 6372. Nel solo mese di maggio, il dato è passato dai 1301 dello scorso anno ai 1384 di quello in corso. Entrando nel dettaglio dei dati regionali, si legge che in Lombardia le denunce per infortuni sono passate in un anno da 50.000 a oltre 52.000; il terziario è il settore che paga il pegno maggiore (11.889 denunce) seguito dall’industria (10.932), artigianato (3.466), e agricoltura (1.144). Il numero dei maschi infortunati è di 32.499, mentre quello delle donne 19.514. A Milano il maggior numero di denunce (17.585), poi Brescia (6.779) e quindi Bergamo. Cresce, infine, anche il dato degli infortuni in itinere, passati in Regione da 7.342 a 8.213 e che vede coinvolte un numero sempre maggiore di donne.

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Le organizzazioni sindacali Fillea Cgil e Filca Cisl di Bergamo denunciano l'ennesimo infortunio mortale che ha colpito il settore, avvenuto alla Magnetti Building di Carvico.

La causa della morte uno schiacciamento

Il lavoratore della Magnetti (Roberto Benitozzi di 52 anni di Ponte San Pietro) è rimasto schiacciato da un carrello automatico contenente calcestruzzo. Ancora una volta uno schiacciamento (principale causa di morti bianche nella nostra provincia) causa un’altra vittima. Nel mese di maggio alla RBC di Presezzo era avvenuto un altro infortunio mortale. Schiacciato dalla gabbia di protezione del muletto che stava guidando perse la vita Cesare Battaglia, 49 anni di Brembate di Sopra. I sindacati ritengono non più rinviabile una capillare campagna di informazione e formazione, con l'aiuto di tutti i soggetti del territorio su questo specifico tema!

Serve prevenzione formazione

"Siamo a ribadire per l'ennesima volta - dichiarano Danilo Mazzola Segretario Generale Filca Cisl e Luciana Fratus Segretario Generale Fillea Cgil - come l'attenzione e gli investimenti in materia di sicurezza non sono mai sufficienti. Chiediamo con forza che le misure di prevenzione, come la formazione, l'addestramento continuo e la sensibilizzazione necessarie a far crescere la cultura della sicurezza, debbano essere elementi essenziali dell'organizzazione del lavoro”.

Un’ora di lavoro per i famigliari della vittima

Fillea e Filca, organizzeranno nei prossimi giorni un assemblea dei lavoratori proprio sul tema della sicurezza, dove proporremo ai colleghi di lavoro la sottoscrizione di 1 ora di lavoro da devolvere ai famigliari del lavoratore deceduto. In attesa delle indagini da parte delle autorità competenti, Fillea e Filca porgono le più sentite condoglianze ai famigliari".


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Mercoledì, 10 Maggio 2017 07:25

Urgente una piattaforma per salute e sicurezza

Un altro, l’ennesimo, infortunio mortale nel settore delle costruzioni è avvenuto nel tardo pomeriggio dell’8 maggio nel piazzale del magazzino di Bonate Sotto dell’azienda edile RBC che ha sede a Presezzo. Un lavoratore (Cesare Battaglia, 49 anni, di Brembate Sopra) è rimasto schiacciato dalla gabbia di protezione del muletto che stava guidando. Il mezzo si è ribaltato durante le operazioni di movimentazione di materiale da un autoarticolato.

Lunedì 15 assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda

In attesa di conoscere i risultati delle indagini delle autorità competenti, i sindacati di categoria FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo hanno deciso di convocare un’assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda per lunedì 15maggio in cui si discuterà anche della proclamazione di iniziative di mobilitazione. Si parlerà di salute e sicurezza anche alla presenza del Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza Territoriale (RLST).

Mai abbassare la guardia su informazione e formazione

Nonostante le molte attività di prevenzione svolte sul territorio bergamasco, siamo ancora una volta a denunciare e a piangere un’altra morte bianca” hanno commentato i segretari provinciali Giuseppe Mancin (FENEAL UIL), Danilo Mazzola insieme a Luigi Tassetti (FILCA CISL) e Luciana Fratus insieme a Ingalill Nordli (FILLEA CGIL).Ripetiamo nuovamente che il tema dell’informazione e della formazione dei lavoratori, soprattutto nelle operazioni di movimentazione dei materiali, è di estrema importanza. Proprio la movimentazione è una delle prime cause di infortunio nella nostra provincia insieme alle cadute dall’alto. Proprio su questi specifici aspetti dell’attività lavorativa riteniamo urgente l’avvio di una campagna di informazione capillare per prevenire gli infortuni”.

Urge un protocollo generale d’intesa

FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo chiedono, poi, al Prefetto che la Piattaforma sul tema della salute e della sicurezza in edilizia presentata il 7 novembre scorso (nel corso di uno sciopero) venga discussa al più presto e che venga attuato un Protocollo generale d’intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile.Chiediamo con forza - concludono i sindacalisti - di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, di completare il sistema di qualificazione delle imprese e di definire norme premiali per quelle aziende che dimostrino di essere regolari e sicure. Chiediamo, poi, di contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a punti, di applicare il Contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e di rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza”.

investire sulla cultura della sicurezza

Dall’inizio di quest’anno stiamo già contando cinque infortuni mortali che hanno coinvolto lavoratori della nostra provincia” aggiungono Angelo Chiari per CGIL, Giacomo Meloni per CISL e Amerigo Cortinovis per UIL di Bergamo.In due giorni, domenica 7 maggio e ieri, 8 maggio, due lavoratori hanno perduto la vita: oltre all’infortunio mortale di Bonate Sotto, domenica un altro lavoratore di 54 anni è stato coinvolto in un infortunio in itinere mentre all’alba, come ogni mattina, sette giorni su sette, si stava recando al lavoro in provincia di Brescia. È una situazione gravissima: non è più (e non è mai stato) sostenibile questo costo di vite umane. Il sistema produttivo bergamasco deve riflettere seriamente su come intende agire: non ci stancheremo mai di ripetere che serve investire in modo importante nella cultura della sicurezza, nella formazione, nella prevenzione, nell’uso dei Dispositivi per la Protezione Individuale e nei processi produttivi per ridurre a zero il rischio di infortuni mortali sul lavoro”. Tutte le sigle sindacali esprimono vicinanza e affetto ai famigliari dei due lavoratori venuti a mancare negli ultimi giorni.

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Sono 13.956 gli infortuni sul lavoro denunciati nel 2016 a Bergamo. Più del 10% del dato regionale che tocca quota 116.049 dei quali 120 con esito mortale (contro i 165 del 2015: cinque quelli registrati a Bergamo).

Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro

Sono i numeri evidenziati da CGIL, CISL, UIL della Lombardia nella settimana in cui si celebra la “Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro”, in calendario per venerdì 28 aprile con lo scopo di migliorare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

La riflessione di Rancati, Cisl Lombardia

A livello provinciale, il numero più alto di infortuni si registra a Milano (38.480), seguita da Brescia (15.746). I settori più colpiti sono quelli dell’edilizia, l’industria, l’agricoltura e la logistica.Questi dati, se saranno confermati dalla relazione annuale da parte dell’INAILafferma Pierluigi Rancati, segretario CISL Lombardiavanno analizzati con molta cautela e soprattutto non devono assolutamente fare abbassare la soglia di attenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre migliorare la prevenzione, attraverso interventi di formazione rivolti a tutti i lavoratori, così come peraltro previsto dalle normative vigenti. E’ necessario anche un maggior coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nelle fasi di valutazione dei rischi e in merito alla programmazione della sicurezza”.

Serve prevenzione e formazione

A Bergamo, seppur con estrema lentezza,  prosegue il calo degli infortuni sul lavoro che, dal 2011 al 2015, si sono ridotti del 20,39% e, nel 2016, di un ulteriore 2,50% sull’anno precedente. "Naturalmente i dati - sottolinea il segretario del sindacato CISL Bergamo, Giacomo Meloninon sono esaustivi in senso assoluto, perché andrebbero rapportati alle ore lavorate, ma è significativo e incoraggiante che gli infortuni siano in graduale e costante calo da oltre 5 anni; l’auspicio è che questa tendenza si confermi anche nel 2017 e per gli anni a venire. La riduzione del numero di infortuni va però costantemente perseguita senza mai abbassare la guardia, con una costante prevenzione, la formazione, l’apporto degli organismi paritetici ed enti bilaterali, un forte ruolo degli RLS e RLST, tutti aspetti contenuti nella proposta di modello Bergamo sulla sicurezza definita dal sindacato bergamasco”.

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A causa della rottura di un macchinario per la cottura dei croccanti e per la conseguente fuoriuscita di olio bollente, due lavoratori (uno dipendente diretto e uno in somministrazione) sono rimasti feriti, questa mattina 11 aprile, alla Quaranta Dolciaria di Caravaggio. Hanno riportato gravi ustioni e sono stati trasferiti d’urgenza al Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Ai due lavoratori coinvolti vanno i nostri migliori auguri. Siamo pronti ad assicurare la nostra piena assistenza legale e di tutela previdenziale” hanno detto Angelo Chiari per la CGIL, Giacomo Meloni per CISL e Amerigo Cortinovis per la UIL di Bergamo.

Nelle sedi sindacali, nei mesi scorsi, era arrivata qualche segnalazione: “Turni lunghi e pesanti, poco manutenzione dei macchinari e straordinari non pagati - proseguono i tre sindacalisti. Non è mai stata avviata alcuna vertenza per timori manifestati dagli stessi lavoratori”.

“Auspichiamo che l’azienda – hanno concluso i sindacalisti - possa dimostrare di avere sempre prestato la massima attenzione nel rispetto delle norme in materia di sicurezza e nella manutenzione degli impianti, verifica che sarà puntualmente effettuata dalle autorità competenti. Da parte nostra, ci attiveremo presso ATS per verificare l’effettivo rispetto della sicurezza e della formazione dei lavoratori (che sappiamo per la maggior parte essere somministrati) in quella azienda”.

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Sono stati 5 gli infortuni mortali nel 2016 a Bergamo. Il totale sale a 9 se si contano i bergamaschi coinvolti in incidenti fuori dai confini provinciali. Un dato, purtroppo, in linea con gli anni precedenti, in spregio alla politica del “non si può abbassare la guardia” contenuta in dichiarazioni e documenti successivi alle tragedie.

Moltiplicare gli sforzi verso la formazione

Un infortunio o una morte sul lavoro sono una sconfitta per il tessuto sociale del territorio, non sono mai frutto della casualità e per evitarli vanno moltiplicati gli sforzi verso la formazione, la prevenzione, gli investimenti tecnologici e in ergonomia. Il lavoro è ragione di dignità per la persona e non può diventare causa di dolore o morte”. Giacomo Meloni, segretario della CISL di Bergamo, commenta così i dati forniti da INAIL Lombardia e dalle ATS della regione sugli infortuni accaduti nel 2016.

Dato peggiore degli ultimi tre anni

Il dato che riguarda Bergamo e che anche quest’anno è il peggiore degli ultimi tre anni – sostiene Meloni -, impegna tutti a moltiplicare gli sforzi sulla prevenzione e la cultura della sicurezza, innanzitutto nei luoghi di lavoro con efficaci percorsi di formazione e una costante informazione, non occasionale ma strutturata. Impegna altresì le parti sociali ad operare in una forte logica di partecipazione perché la lotta agli infortuni non è e non può essere di parte ma va affrontata con una azione comune”.

Primato negativo a Brescia

Sul totale dei dati regionali, spetta ancora a Brescia il triste primato del numero di incidenti mortali, 9, seguita da Milano e dall’area di Como e Varese. Gli infortuni complessivamente denunciati a Bergamo nell’anno appena trascorso sono stati 13.956 (di cui il 30% riguarda le donne lavoratrici): un calo continuo rispetto al passato ma troppo lento (nel 2015 la differenza è stata dell’1,4%, l’anno scorso solo dello 0,99):” gli infortuni denunciati restano un’enormità”.

Una azione formativa a partire dalle scuole

Purtroppo il dramma degli infortuni e degli infortuni mortali, malgrado gli sforzi messi in campo a Bergamo tramite gli enti bilaterali, l'azione coordinata con ASL, INAIL e degli RLS e RLST, “ci impone di rafforzare l'azione anche contrattuale sia territoriale che nei luoghi di lavoro. L'azione formativa deve coinvolgere sempre più anche in età scolastica come la sperimentazione avviata negli istituti scolastici Mascheroni, Natta e Pesenti a Bergamo a seguito dell'accordo "Scuola Sicura" firmato ad inizio Novembre 2015 e che vede il coinvolgimento oltre che del sindacato CISL, CGIL, UIL. di Confindustria, Unione Scolastica Territoriale, Inail, Asl, ANMIL”.


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L’inaccettabile morte dell’operaio che lavorava presso la GLS di Piacenza avvenuta nella serata di mercoledì 14 settembre durante una protesta Sindacale, al di là della dinamica dei fatti sui quali va fatta piena luce rapidamente, rappresenta l’ennesimo e gravissimo episodio che interessa il settore della Logistica. Già venerdì 16 settembre in molti siti produttivi della nostra regione nei territori di Bergamo, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Brescia ci sono state mobilitazioni spontanee dei lavoratori in segno di protesta per le condizioni del settore e di solidarietà verso il lavoratore rimasto ucciso.

La solitudine di un settore strategico

Da tempo il Sindacato Confederale denuncia, nella più completa solitudine, ad ogni livello istituzionale e alle Associazioni Datoriali le condizioni di grande precarietà e criticità di un settore strategico. Uomini e donne che quotidianamente sono costretti a ritmi di lavoro spesso fuori da ogni previsione di legge, a retribuzioni al di sotto del Contratto Nazionale di Lavoro, a ricatti e sfruttamento, operando spesso in condizioni prive delle minime norme di sicurezza e a discapito della salute e della sicurezza.

Un terreno fertile per infiltrazioni criminose

Il silenzio assordante di Aziende e istituzioni rischia di renderle responsabili di un sistema produttivo opaco che nasconde, dietro le grandi Multinazionali del settore, una ramificazione di appalti e sub appalti gestiti spesso da finte cooperative con grandi volumi di capitali in circolazione. Un sistema che attrae soggetti imprenditoriali in cerca di facili guadagni determinati anche attraverso una diffusa evasione fiscale e contributiva nonché dall’utilizzo di forme di caporalato di fatto e, come si evidenzia dalle tante inchieste, si presta come terreno fertile per le infiltrazioni della criminalità organizzata.

Sciopero e presidio unitario

Per questi motivi Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti Lombardia, proclamano uno Sciopero Regionale di tutto il personale dipendente delle imprese del settore Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni per il giorno 30 Settembre 2016 per l'intera giornata lavorativa e/o turno di lavoro dalle ore 00.00 del giorno 30 alle ore 24 .00 del medesimo giorno. Contestualmente è indetto un Presidio sotto la Prefettura di Milano, a partire dalle ore 9.30, quale soggetto istituzionale che rappresenta il Governo sull'intero territorio lombardo.

Una vicenda che non dovrà più ripetersi

Chiediamo un impegno di tutte le istituzioni a costruire un sistema di regole e vigilanza che non costringa i lavoratori alla disperazione, in balia di chi cavalca la rabbia per propri scopi di visibilità, a scapito delle leggi che tutelano il diritto dei lavoratori a scioperare rispettando le regole. Resta per questo motivo imprescindibile un confronto urgente con gli organi preposti all'Ordine Pubblico, le Prefetture e le Istituzioni a livello regionale. Quanto successo nella GLS di Piacenza è inaccettabile non dovrà più ripetersi. Anche i lavoratori del settore Logistica di Bergamo parteciperanno allo sciopero e al presidio che venerdì 30 settembre si svolgerà alla Prefettura di Milano. L'iniziativa prende spunto dall'incidente che lo scorso 14 settembre ha causato la morte di un operaio della GLS di Piacenza, avvenuto durtante una protesta sindacale.


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Pubblicato in Comunicati

L’infortunio in itinere è l’infortunio che il lavoratore subisce nel tragitto che deve necessariamente percorrere per recarsi sul luogo di lavoro. Con l'allegato alla circolare n.14 del marzo 2016 l'Inail formalizzato le linee guida per la trattazione dei casi di infortuni in itinere in particolare per l'utilizzo della bicicletta.

Inoltre riportiamo all'attenzione la sentenza del 13 aprile 2016 (n. 7313) con la quala la Cassazione ha stabilito che l’incidente occorso al lavoratore in bici sul tragitto fra casa e ufficio va sempre risarcito, anche se la distanza da percorrere è breve e ben si potrebbero usare i mezzi pubblici o andare a piedi.


- L'allegato alla circolare dell'Inail
- La sentenza della Cassazione

 

Pubblicato in Materiale informativo
Mercoledì, 22 Giugno 2016 00:00

Inail: relazione annuale 2015

E' stata presentata il 22 giugno 2016 la relazione annuale dell'INAIL e la sintesi inerenti l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali registrati nel 2015. Dal rapporto si conferma un andamento decrescente del numero degli infortuni con un calo del 6,6% rispetto al 2014 come pure in calo del 2% il numero degli infortuni mortali, sempre in confronto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011.

La riduzione del numero degli infortuni è sicuramente un fatto positivo ma non sufficiente. Ancora troppi comunque sono gli infortuni sul lavoro come pure gli infortuni in itinere, per gli uni come gli altri serve una forte azione di formazione (non formale) che contribuisca a formare una forte cultura della sicurezza, e una adeguata politica di prevenzione da parte delle imprese, che passa anche tramite gli investimenti e l'innovazione tecnologica


- Relazione annuale
- Sintesi

Pubblicato in Lavoro

L'11 maggio a Massa Carrara si sono svolti i funerali del Lavoratore Carlo Morelli 61 anni, morto lunedì scorso per essere stato investito da una lastra di marmo. I Lavoratori del comparto lapidei in Italia e in Lombardia, per esprimere vicinanza e sincero cordoglio agli affetti famigliari di Carlo, oggi hanno lavorato con il lutto al braccio.

I numeri delle morti bianche nel comparto lapideo sono impressionati ( 32 lavoratori morti dal 2010 ad oggi) e ci raccontano che dobbiamo passare dalle enunciazioni ai fatti. Tutti i soggetti si devono sentire coinvolti nel contrasto agli infortuni. Le autorità preposte accerteranno le responsabilità dell'incidente, ma è evidente che qualsiasi giustificazione ( anche quella economica) che riduce la prevenzione degli infortuni non può più essere tollerata.

Il Governo deve intervenire immediatamente su più direzioni ( revoca licenza di coltivazione cava in caso di non rispetto delle norme sulla prevenzione degli infortuni, inserimento dell'omicidio sul lavoro, non concessione delle autorizzazioni a soggetti che non sono strutturati e qualificati come imprese, pensionamento anticipato per i lavoratori del settore lapideo ) ma i datori di lavoro devono dimostrare con i fatti che sono loro a non tollerare ulteriormente questa situazione.

L'età anagrafica sempre più elevata dei lavoratori, la precarietà del rapporto di lavoro, l'assenza di corsi di formazione sulla sicurezza in ogni singolo luogo di lavoro; sono cause moltiplicatrici degli infortuni in un settore nel quale l'esposizione al rischio è molto più alta di altri settori anche della filiera delle costruzioni.

Per queste ragioni chiediamo con forza di agire e di non consegnare alle cronache l'ennesimo dolore famigliare di persone che hanno visto il loro caro uscire di casa per andare al lavoro e non più ritornare.

Ringraziamo i lavoratori delle cave della Valtellina, della Valle Brembana e del distretto del Botticino per aver dimostrato, ancora una volta, sensibilità al tema della sicurezza.

Pubblicato in Comunicati
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