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Unione Sindacale di Bergamo

Comunicati stampa CISL - Bergamo - CISL Bergamo
Lunedì, 23 Ottobre 2017 09:37

Pioggia di “no” per l’Ape Social

Sono tantissime le domande per l’accesso all’anticipo pensionistico sociale respinte dall’Inps. Anche l’Inas di Bergamo sta facendo i conti, in questi giorni, con il massiccio ritorno di risposte negative che l’istituto previdenziale sta consegnando anche al patronato della Cisl Bergamo.

Il lavoro degli sportelli Inas

Lo scorso luglio, INPS e patronati sindacali furono presi d’assalto da una platea oggettivamente più numerosa di quella che aveva effettivamente i “numeri” per l’anticipo pensionistico, ma il lavoro degli sportelli aveva scremato le domande non presentabili, e a Bergamo il numero delle richieste accettate è stato di circa 2000. “Le aspettative della gente sono state molto più alte di quella che è stata la reale possibilità offerta dalla leggedice Daniela Zucchelli, responsabile dell’Inas Cisl Bergamo -. Sulla questione è stata fatta informazione eccessiva e confusa. Inoltre, le procedure e la documentazione previste dall’INPS hanno complicato di molto il lavoro”.

Il 40% dei respingimenti

Ma ora, al “boom” di domande (66mila a livello nazionale presentate entro la scadenza dello scorso 15 luglio), sta ora seguendo una pioggia di respingimenti. In provincia, molti edili e tanti autotrasportatori con oltre 41 anni di lavoro sono stati i maggiori fruitori dei servizi Inas. E adesso, con un ritorno negativo di circa il 40%, sono gli stessi lavoratori a subire la beffa, anche se le respinte riguardano anche le certificazioni dei precoci e colpiscono indistintamente tutte le categorie individuate dalla legge, disoccupati; persone che svolgono assistenza a parenti con handicap; lavori faticosi e pesanti.

Il disappunto della Filca

La FILCA CISL nazionale, sindacato dei lavoratori edili, giudica “ingiusta, sbagliata e inaccettabile” la decisione dell’Inps . “Molti di quei richiedentispiega Stefano Macale, segretario nazionale della categoriasono lavoratori edili che hanno passato una vita nei cantieri, un lavoro durissimo e faticoso. Alimentare le loro speranze e aspettative, per poi utilizzare meri cavilli, come i codici Ateco delle aziende di appartenenza, per negare loro di andare in pensione è quanto di più deprecabile e odioso. Il comportamento dell’Inps è a dir poco vergognoso, e sapere che con i ricorsi una parte di quelle domande respinte sarà accolta non cambia lo stato delle cose. Non è la prima volta che l’Inps, per mere questioni di cassa, interpreta in modo restrittivo gli accordi, a volte andando anche contro la legge".

Superare i criteri troppo rigidi

Bisogna subito fare chiarezze su queste rigidità imposte dall’Inps e dare seguito alla riforma delle pensioni introdotta dal governo, che prevede misure importanti come l’Ape sociale, per le quali ci siamo battuti e sulle quali non intendiamo arretrare di un centimetro, anzi. Anche perché nel frattempo nei cantieri si continua a morire, e oltre il 22% delle vittime è ultra sessantenne. “Occorre trovare una soluzionesottolinea Giacomo Meloni, segretario generale CISL Bergamo -, perché i criteri attuali sono troppo rigidi. Si prefigura il pericolo di una bomba sociale. L’elevata percentuale di respingimenti rischia di spegnere speranze e aspettative”.

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Lunedì, 17 Luglio 2017 08:21

A Bergamo "Ape e Precoci verso quota 2000

Si è conclusa sabato la campagna “Ape social e precoci” con la quale l’INPS gestirà l’anticipo pensionistico a carico dello Stato per accompagnare verso l’età pensionabile alcuni lavoratori, destinato soprattutto a chi ha compiuto almeno 63 anni, a chi non è già titolare di pensione diretta, a chi ha almeno 30 anni di anzianità contributiva, chi ne ha oltre 41 e a chi ha svolto lavori particolarmente gravosi.

Migliaia di lavoratori si sono rivolti all’Inas

Termina così la prima fase della campagna anche se nei giorni successivi si potranno ancora presentare le domande e confidare che ci siano ancora fondi a disposizione, visto che la precedenza sarà data in base al giorno di presentazione. Nell’ultimo mese, comunque, INPS e patronati sindacali sono stati presi d’assalto da una platea oggettivamente più numerosa di quella che aveva effettivamente i “numeri” per l’anticipo pensionistico.Le aspettative della gente sono state molto più alte di quella che è stata la reale possibilità offerta dalla leggedice Daniela Zucchelli, responsabile dell’INAS CISL di Bergamo -. Da noi si sono presentati migliaia di lavoratori, ma di questi, più della metà non aveva i requisiti per poter accedere. Sulla questione è stata fatta informazione eccessiva e confusa. Inoltre, le procedure e la documentazione previste dall’INPS hanno complicato di molto il lavoro, e anche qualche lavoratore con tutte le caratteristiche per andare in pensione anticipata si è bloccato di fronte alla mole di documenti richiesti….e questo ha interessato soprattutto i cosiddetti lavoratori gravosi”.

1005 domande per i “precoci” e 480 per APE

L’INAS di via Carnovali ha lavorato nelle ultime settimane 430 pratiche, tra APE (120), Precoci e Precoci del Pubblico Impiego (310). A livello provinciale, le domande rimarranno sotto la quota di 2000, avvisano dall’INPS di Bergamo. A ieri (mercoledì 12 luglio), infatti erano state registrate 1005 domande per i “precoci” e 480 per APE. “Una situazione in controtendenza sia rispetto al dato nazionale che a quello regionale ha detto Vittorio Feliciani, direttore dell’Inps di Bergamo -. Altrove, infatti prevalgono le domande per APE social. Qui da noi la differenza la fanno i molti edili e tanti autotrasportatori che hanno oltre 41 anni di lavoro”. Toccherà poi sempre all’INPS entro il 15 ottobre comunicare quali domande saranno accolte. L’indennità sarà corrisposta per dodici mesi all’anno e la rata non può essere superiore a 1.500 euro lordi.

Il tema delle pensioni per i giovani d’oggi

Occorre intervenire sull’eccessivo carico burocratico per la determinazione del diritto, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori gravosi e per i lavoratori edilisostiene Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo -. Come richiesto con forza dalla CISL nazionale, adesso si deve affrontare senza indugio la fase 2 del confronto sulla previdenza in particolare sulla necessità di interrompere l’automatismo dell’incremento dell’età pensionistica e affrontare il tema delle pensioni future per i giovani con una maggiore incentivazione della previdenza complementare”.

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Lunedì, 26 Giugno 2017 00:00

Ape sociale e lavoratori precoci

I fogli informativi redatti dalla Cisl Bergamo in merito ai requisiti per richiedere l'APE sociale e il pensionamento anticipato. Domanda entro il 15 luglio Scarica la brochure

Pubblicato in Materiale informativo

Non c’è stata né invasione, né assedio, ma durante tutta la giornata del 20 giugno, è stata grande l’affluenza di persone, iscritti e no, all’INAS CISL di Bergamo, per informazioni e assistenza in merito a APE SOCIAL e Precoci.

Problemi con il portale dell’Inps

A decine, dalla mattina al pomeriggio, hanno affollato il corridoio di via Carnovali. “Abbiamo avuto problemi con il portale dell’INPSdice Daniela Zucchelli, responsabile INAS di Bergamoe a oggi mancano istruzioni precise per le procedure sulla domanda per ottenere APE e pensioni per i precoci. On line, infatti, è possibile solo effettuare le domande di certificazione sui requisiti”.

Il passo avanti rappresentato dall’Ape

Bergamo è terra tradizionalmente ospite di lavoratori edili e precoci. In molti casi le due categorie si accavallano. È naturale che si possa salutare con soddisfazione l’apertura delle procedure per il riconoscimento dell’anticipo pensionistico per edili ultra sessantenni e per chi abbia iniziato a lavorare a 14/15 anni. Anche per altre situazioni sociali, L’Ape social rappresenta un importante passo in avanti che ha nei suoi obiettivi quello di correggere le storture derivanti dalla legge Fornero, soprattutto nei confronti delle categorie più deboli". Così il segretario generale della CISL di Bergamo, Ferdinando Piccinini, nella giornata di esordio dell’anticipo pensionistico per lavoratori svantaggiati. "L’intesa stretta col governo permette di soddisfare alcune necessità di persone in situazioni alquanto gravose. Ora – conclude il sindacalista - l’INPS perfezioni il portale web per permetterci di rispondere nel modo migliore ai bisogni dei cittadini”.

Pubblicato in Comunicati

Domenico Pesenti è il nuovo presidente dell’Inas, l’istituto di assistenza sociale della Cisl. Lo ha eletto all’unanimità il Consiglio generale della Cisl, dopo che la proposta era già stata approvata dall’Esecutivo della Cisl nel novembre scorso. Pesenti, che attualmente ricopre l’incarico di segretario generale della Filca, sostituisce Nino Sorgi. “Sono onorato e felice di questo nuovo, importante incarico nella Cisl, e ringrazio tutti per la fiducia e le parole di stima e affetto. Adesso nel corso dell’Esecutivo della Filca nazionale in programma martedì prossimo – ha detto Pesenti – ufficializzerò le mie dimissioni da segretario della Filca, e quindi si avvierà il processo per la nomina del nuovo segretario generale della categoria”.

Sulla nomina di Pesenti a presidente dell’Inas Annamaria Furlan non ha nascosto la propria soddisfazione: “Abbiamo scelto la competenza, la serietà, la militanza, la passione ed il rigore etico. Abbiamo scelto le grandi capacità di una persona perbene”, ha detto il segretario generale della Cisl. A Domenico abbiamo chiesto di continuare a far crescere l’Inas. E tutti noi sosterremo il suo lavoro e quello dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro Patronato”.

Pesenti è nato nel 1952. Sposato, 2 figli, vive a Brembilla (Bergamo). A 14 anni ha cominciato a lavorare in una ditta del paese nel settore del legno. Nel ’73 ha portato il sindacato in azienda diventando delegato. Due anni più tardi è stato chiamato dalla Filca provinciale come operatore. Da lì ha iniziato un’attività che lo ha portato a diventare Segretario provinciale Filca nell’81 (lavorando tra l’altro alla costituzione prima della Scuola Edile e poi dell’Edilcassa), nel ‘92 membro della segreteria regionale di categoria, l’anno successivo Segretario regionale Filca e nel ’99 membro della segreteria confederale lombarda con il ruolo di segretario organizzativo.

È stato eletto Segretario Generale della Filca Cisl nazionale nel gennaio 2003. Dal dicembre 2007 al dicembre del 2015 è stato anche Presidente della Fetbb, la Federazione Europea dei lavoratori dell'edilizia e del legno.

Pubblicato in Comunicati
Martedì, 24 Novembre 2015 08:09

Tagli ai Patronati: a rischio gli operatori

Centinaia e centinaia di posti di lavoro a rischio in tutto il sistema, un lavoro che serve ai cittadini per accedere ai propri diritti previdenziali e socio-assistenziali, in maniera gratuita e tutelata: perché cancellarlo? Se lo chiedono in queste ore gli operatori del patronato Inas Cisl, che - in oltre duecento - già da gennaio potrebbero restare a casa, a causa dei tagli previsti dalla legge di stabilità, che si aggiungono a quelli determinati dalla finanziaria dello scorso anno e ad altri interventi strutturali che hanno danneggiato il sistema e potrebbero metterlo definitivamente in ginocchio.

La Costituzione prevede che tutti i cittadini possano contare sull’aiuto dei patronati, ma la riduzione delle risorse al fondo – alimentato da una piccola percentuale dei contributi previdenziali dei lavoratori e ripartito in base all’attività realmente svolta dai singoli istituti – può portare ad un significativo ridimensionamento del personale e, di conseguenza, alla scomparsa di un servizio efficace e accessibile a tutti, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione.

Il nostro operato – sottolinea Alberto Peri, dell’INAS di Bergamo -  è stato definito di pubblica utilità, per questo non ci spieghiamo i ripetuti ingiustificati tagli degli ultimi anni, a maggior ragione quando il sistema era disposto a riformarsi nell’ottica di una sempre maggior trasparenza ed efficienza”.

La mannaia si abbatterà, naturalmente, anche su Bergamo, dove, per restare al solo ambito CISL, l’attività di Patronato è passata dalle 61.000 pratiche del 2010 alle 67.086 dell’anno scorso, con un incremento del 12%. “Occorre sottolineare – dice Francesco Corna, segretario organizzativo della CISL di Bergamo - che molto del lavoro svolto non è direttamente finanziato, dal momento che l’INAS  per compito istituzionale, deve svolgere anche pratiche previdenziali e assistenziali non finanziate.

Infatti, analizzando l'attività del Patronato costatiamo che oltre la metà delle pratiche svolte nel 2014 non sono finanziate, per l'esattezza  sono state 43.900 pratiche non finanziate su un totale 67.086. La CISL di Bergamo ha sempre sostenuto economicamente il patronato. Se si concretizzassero questi tagli, diventerà particolarmente difficile continuare a farlo, e anzi saremo costretti a chiedere un contributo agli utenti”.

La riforma chiesta dal Governo non è ancora attiva, nonostante le sollecitazioni da parte di INAS e CISL al Ministero del Lavoro, mentre i patronati si trovano ad affrontare un’emergenza occupazionale di grave entità.

Dato il prezioso lavoro che svolgiamo per la collettività, e come tale riconosciuto dalle istituzioni in più occasioni, chiediamo che le ipotesi di riduzione del fondo vengano azzerate e che si ponga fine al clima di enorme incertezza e preoccupazione, quando invece bisogna sciogliere subito, e con le giuste misure, questo nodo”, conclude Peri.

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Venerdì, 23 Ottobre 2015 00:00

Patronato INAS ancora “sotto taglio”

Ancora tagli in previsione al “sistema dei patronati”, ovvero ai servizi che i Sindacati, e altre organizzazioni, forniscono, molto spesso in forma gratuita, a ogni cittadino, iscritto o meno. A 28, nella visione ottimistica, oppure a 48 milioni di euro ammontano i nuovi tagli inseriti nella legge di sta­bi­lità, che si aggiun­gono ai 35 già effet­tuati. Lo denuncia l’INAS CISL. “Il taglio delle risorse a CAF e patro­nati nella legge di sta­bi­lità non ci per­met­terà di for­nire i ser­vizi ai cit­ta­dini”. L’allarme è serio “Negli ultimi mesi, da più parti, si sta por­tando avanti una cam­pa­gna deni­gra­to­ria con­tro i patro­nati. Una cam­pa­gna fatta di illa­zioni cam­pate in aria e insi­nua­zioni fumose, che hanno il solo scopo di get­tare fango sulla loro attività”.

La mannaia si abbatterà, ovviamente, anche su Bergamo, dove, per restare al solo ambito CISL, l’attività di Patronato è passata dalle 61.000 pratica del 2010 alle 67.086 dell’anno scorso, con un incremento del 12%. Occorre sottolineare – dice Francesco Corna, segretario organizzativo del sindacato CISL Bergamo - che molto del lavoro svolto non è direttamente finanziato, dal momento che l’INAS  per compito istituzionale, deve svolgere anche pratiche previdenziali e assistenziali non finanziate. Infatti, analizzando l'attività del Patronato costatiamo che oltre la metà delle pratiche svolte nel 2014 non sono finanziate, per l'esattezza  sono state 43.900 pratiche non finanziate su un totale 67.086”.

Riteniamo che la credibilità del Governo sia venuta meno, rispetto alla posizione assunta solo un anno fa – continua Corna: allora, dopo aver applicato tagli per 35 milioni di euro al sistema patronati, ci dissero che era essenziale mettere in campo una riforma del settore, tale da garantire chiarezza e trasparenza per i cittadini, e che un simile intervento avrebbe evitato ulteriori ridimensionamenti del fondo. Oggi invece siamo sempre più portati a temere che debbano essere i cittadini a farsi carico di costi per ottenere servizi un tempo gratuiti per ottenere pratiche da restituire allo Stato”. 

Ancora oggi dei decreti attuativi della riorganizzazione - che dovevano essere emanati entro il 30 giugno - non si ha notizia, né si sa quali saranno i nuovi campi di intervento e con quali ricadute sull'attività attuale.
Ora - dice Sorgi, a capo dell’INAS Nazionale - aspettiamo risposte chiare su tutte le questioni aperte, per comprendere se davvero il Governo vuole ignorare il nostro lavoro e rinunciare all'unica dorsale sociale che può supportare lo sviluppo di un nuovo sistema di welfare per il Paese”.

Intanto, inizia a montare anche il malcontento all’interno dei CAF. La consulta nazionale dei CAF si è infatti detta pronta a bloccare  compilazione e spedizione dei 730 se sarà confermata la riduzione dei compensi che oscilla tra i 60 e i 100 milioni l’anno.

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Il bonus bebè è diventato realtà, e da qualche giorno gli uffici sindacali devono sostenere un lavoro di informazione e raccolta documentazioni notevole. Arrivare a ottenerlo, però, non appare da subito impresa semplice: esistono infatti numerose complicazioni burocratiche che le famiglie devono affrontare, a partire dalla compilazione del “nuovo” ISEE.

Comunque, secondo la norma entrata in vigore in questi giorni, a ogni figlio nato o adottato tra l'1 gennaio di quest’anno e il 31 dicembre del 2017 spetta un assegno annuo di importo pari a 960 euro, da corrispondere fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino alla fine del terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato. L’assegno è previsto per i figli di cittadini italiani o comunitari oppure per i figli di cittadini di Stati extracomunitari con carta di soggiorno, residenti in Italia, a condizione che il nucleo familiare abbia un ISEE non superiore ai 25.000 euro annui. Per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo annuale dell’assegno è raddoppiato (1.920 euro annui). Seguendo le statistiche demografiche e fiscali, la popolazione di neonati interessata dovrebbe essere di circa 5000 bambini all’anno.

La presentazione delle domande va fatta entro 90 giorni dalla nascita o ingresso in famiglia del piccolo e deve essere realizzata da uno dei due genitori, purché sia cittadino italiano o comunitario, oppure extracomunitario ma con permesso di soggiorno  Ue di lungo periodo. Chi la presenta, infine, deve risiedere in Italia e convivere con il bimbo.

CAF e INAS CISL a Bergamo sono attrezzate per accogliere richieste di informazioni e assistere le persone nella compilazione. Il “percorso” prevede che il CAF predisponga la Dichiarazione Sostitutiva Unica, che poi andrà inviata all’INPS per la determinazione dell’ISEE. Ottenuta la certificazione, l'INAS si potrà attivare per l'inoltro, ancora all’INPS, della domanda di bonus. Per la compilazione della domanda, bisogna fornire agli uffici i dati anagrafici dei componenti della famiglia (compreso quelli del neonato o adottato) ed il codice IBAN della banca/posta per l'accredito. Tra centralini del CAF, dell’INAS e delle sedi locali della CISL, le richieste di informazione sono già oltre la soglia del migliaio, e questa “emergenza” si somma a quella della campagna del 730.

Le difficoltà di compilazione del nuovo ISEE dice Candida Sonzogni, responsabile del CAF CISL Bergamo – spingono molte famiglie a fare riferimento a uffici già alle prese con una dichiarazione dei redditi complicata dalle nuove norme e dalle responsabilità affidate in capo ai CAF.

La tanto attesa circolare esplicativa INPS è stata finalmente emanata e sono state chiarite alcune importanti questioni. In modo particolare, vogliamo sottolineare che per i figli nati dal 1° gennaio al 27 aprile 2015, il termine di presentazione della domanda è fissato al 27 luglio 2015. Lo stesso vale per i bimbi adottati o in affidamento preadottivo che hanno fatto l'ingresso nella famiglia nel medesimo periodo. Per ogni chiarimento le sedi del CAF o del Patronato INAS sono a disposizione di chi ne avesse la necessità. Consapevoli che si tratta di un periodo importante per i CAF, confidiamo comunque nel fatto di poter esaudire le richieste di chi si rivolgerà ai nostri sportelli”.


Tutto quello che occorre sapere sul bonus bebè

La legge n. 190/2014 ha previsto, per ogni figlio nato, adottato o in affidamento tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, un assegno annuo di importo pari a 960 euro. L'assegno è riconosciuto per ogni figlio nato, adottato o ricevuto in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 fino ai tre anni di vita del bambino oppure fino ai tre anni dall'ingresso in famiglia in caso di adozione.

Il bonus è corrisposto dall'Inps su domanda dell'interessato avente diritto ed è legato all’Isee. Ai fini del bonus bebè, il valore dell'Isee è calcolato in riferimento al nucleo familiare del genitore che presenta la domanda.
Nel caso di affidamento temporaneo, il requisito Isee è calcolato con riferimento al nucleo familiare affidatario.

Requisiti del soggetto richiedente:
Può presentare l'istanza per richiedere il bonus il genitore, anche affidatario, in possesso dei seguenti requisiti:
 cittadinanza italiana, o di uno Stato dell'Unione europea o, in caso di cittadino straniero (di stato extracomunitario), permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Hanno, altresì, diritto all'assegno i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria, dal momento che sono equiparati ai cittadini stranieri;
 residenza in Italia;
 convivenza con il figlio: il genitore richiedente ed il figlio devono coabitare ed avere dimora abituale nello stesso Comune;
 Isee del nucleo familiare di appartenenza del richiedente non superiore a 25.000 euro all'anno.

Misura e decorrenza dell'assegno:
Come anticipato, l'importo dell'assegno dipende dal valore dell'Isee del nucleo familiare.
In particolare, l'importo annuo è pari a:
• 960 euro (80 euro al mese per 12 mesi), nel caso di valore Isee non superiore a 25.000 euro annui;
• 1.920 euro (160 euro al mese per 12 mesi), nel caso di valore Isee non superiore a 7.000 euro annui.
La nuova prestazione è riconosciuta per ogni figlio nato o adottato o in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, a decorrere dal giorno della nascita o dall'ingresso del minore nel nucleo familiare. Se la relativa domanda è presentata oltre il termine di 90 giorni dall'insorgenza del diritto, l'assegno è corrisposto a decorrere dal mese di presentazione della domanda.

Nota Bene:
>>> L'Inps eroga la prestazione in rate mensili di 80 o 160 euro, direttamente al richiedente secondo le modalità da lui indicate nella domanda.
>>> La domanda per il riconoscimento dell'assegno deve essere presentata all'Inps esclusivamente per via telematica con i servizi on line per i Patronati.
>>> Il Caf rimane competente solo per l’emissione del Modello Isee e informo che il Modello Isee deve essere emesso nel 2015 (non possiamo usare un modello di anni passati).
>>> Il Patronato INAS CISL Bergamo è a disposizione via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure telefonando allo 035 324 200. 

IL SERVIZIO E' GRATUITO


Scarica la locandina sul Bonus Bebè della Fim Cisl Bergamo 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Più di 200 firme sono state raccolte SABATO 15 NOVEMBRE nei gazebo organizzati a Bergamo, Treviglio e Zogno per sostenere la petizione in difesa dell'attività dei Patronati, l'unico welfare gratuito a favore dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori, dei cittadini stranieri e degli italiani all’estero. La raccolta firma continua online e nelle sedi INAS della Bergamasca. Comunicato

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Martedì, 11 Novembre 2014 07:37

Una firma per non tagliare i Patronati

Una vera e propria montagna di pratiche, oltre 200.000, evase ogni anno dai 70 dipendenti dei Patronati bergamaschi di ACLI, CGIL,CISL e UIL. Questi sono i numeri dei Patronati bergamaschi aderenti al Ce.Pa (Centro Patronati Nazionale): pochi funzionari che forniscono supporto a migliaia di lavoratori e lavoratrici, pensionati e immigrati, neo mamme alle prese con le nostre normative previdenziali. Questo e molto altro costituisce il mondo del patronato che una norma della Legge di Stabilità in via di promulgazione da parte del Governo sta mettendo a rischio.

I provvedimenti previsti nella proposta di legge comprendono, infatti, una drastica riduzione del finanziamento degli enti di patronato non solo in termini transitori, ma in modo strutturale attraverso la riduzione delle  anticipazioni e dell’aliquota di prelievo dal monte contributi. La Legge, infatti, colpirà in modo pesante anche gli uffici e gli sportelli di Bergamo e provincia, dove la presenza dei patronati vanta una tradizione lunga, consolidata e di grande attenzione nei confronti di lavoratori, pensionati e immigrati, che senza l’ausilio degli operatori, si troverebbero privati di una tutela gratuita, per l’esercizio dei loro diritti.

Si tratta di presidi sociali sempre più essenziali – dicono i responsabili orobici dei Patronati - I tagli ai patronati vanno a ricadere sui più deboli. Per contrastare questa misura, che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare del nostro Paese, abbiamo deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione e una mobilitazione forte”.

I Patronati di ACLI, INAS CISL, INCA CGIL e ITAL UIL di Bergamo, dunque, stanno definendo anche in provincia una serie di iniziative utili a sensibilizzare la popolazione e il Governo su un tema delicato, quello dell'assistenza gratuita di natura previdenziale ai cittadini. È già partita la raccolta di firme on line (sui siti di ACLI, INAS, INCA e ITAL) nell’ambito della quale si sta cercando di coinvolgere il maggior numero di parlamentari (il 10 novembre nella sede della CISL regionale, si terrà un incontro unitario con senatori e deputati lombardi, mentre da Bergamo sta per essere inviata una lettera a tutti gli eletti della provincia).

Per il 15 novembre, poi, è stato fissato il “patronato day”: a Bergamo sul Sentierone, a Treviglio in Piazza Mercato, e a Zogno in occasione del corteo per la difesa del lavoro in Valle Brembana, ci saranno tavoli e gazebo, pronti a accogliere chi vorrà firmare la petizione e chi vorrà informarsi sui servizi dei patronati. Sarà , così, possibile scoprire quanto si perderebbe in termini di servizio in caso di riduzione del finanziamento che, va ricordato, è pagato con lo 0,226% dell’imponibile contributivo dei lavoratori dipendenti. Questa aliquota rimarrebbe in busta paga, ma ai patronati andrebbe lo 0,148%, mentre ancora non è chiaro dove finirebbe il restante 0,078.

Soprattutto negli ultimi anni i patronati hanno sopperito a una gigantesca esternalizzazione dei servizi dell’INPS, con le trasmissioni telematiche obbligate, non solo delle domande di pensione, ma di ogni tipo di prestazione –continuano i responsabili dei Patronati di Bergamo. “È evidente che una riduzione del finanziamento di questo genere comporta l’impossibilità di garantire i servizi all’utenza”.

Quindi, se attuata, la manovra del Governo obbligherebbe anche il milione di residenti in provincia di Bergamo a farsi carico di spese più o meno importanti in caso di domande di pensione, di invalidità, di disoccupazione, di accompagnamento e di permesso di soggiorno. Infatti, uno dei punti di forza del patronato è sempre stata la gratuità del servizio, mentre lo stesso non si potrà dire per gli sportelli che apriranno grazie alle tante lobby in attesa.


La lettera inviata ai Parlamentari Bergamaschi per conto Cgil, Cisl, Uil e Acli.

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