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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 28 Giugno 2018

In 12.000 a Bergamo impegnati in "lavoretti"

Con una proiezione sui dati nazionali elaborata da Il Sole 24 ore, in provincia di Bergamo sarebbero quasi 12.000 le persone che dedicano una parte, anche minima del proprio tempo, a “lavoretti” in qualche modo retribuiti: baby sitter, aiuto compiti, colf, baristi e camerieri, bagnini, professionisti in qualche campo o specialisti del web e, naturalmente, gli ormai celeberrimi ciclofattorini.

Task force Cisl sui nuovi lavori

La fetta “nascosta”, difficilmente calcolabile, rappresenterebbe almeno la metà del “sistema Gig bergamasco”, ma l’attenzione del sindacato CISL Bergamo, che con FISASCAT e FELSA sta approntando una task force che si occuperà dei nuovi lavori, va giocoforza verso il grande mare delle collaborazioni occasionali, e cioè di lavoratori senza alcuna tutela, né previdenziale, né assicurativa. Uno sportello e un numero verde dedicati, la possibilità di avviare una forma di tesseramento in grado di fornire copertura assicurativa e una serie di proposte da avanzare, con Comune di Bergamo, CGIL e UIL, sono i punti di partenza della CISL orobica nella sfida alla Gig Economy e alla sua voglia di deregulation.

Una massa di lavori senza tutele

La grande maggioranza dei lavorettisottolinea Guido Fratta, coordinatore di FELSA CISL a Bergamo -, se pagata regolarmente, è remunerata attraverso l’occasionale con ritenuta d'acconto, a prescindere dal montante, e questa massa di lavoratori è totalmente priva di tutele e difficilmente intercettabile , poiché l' “ assunzione” non è comunicata al Centro per l'impiego né esiste iscrizione all'INPS. Il nostro “sportello Gig” punta a offrire consulenza e assistenza a queste persone, per le quali, talvolta, la collaborazione rappresenta l’unica forma di sostentamento”. Tra i lavori creati nei servizi si “annidano” i lavoratori della gig economy in provincia di Bergamo, e il progresso tecnologico ha affidato alle piattaforme e ai siti di ricerca del personale l’unico attendibile, pur se insufficiente, censimento: la stima elaborata dalla CISL parla di circa 2000 babysitter; un migliaio di laureati a disposizione per “aiuto compiti”, altre mille colf collegate a app, e quindi in chiaro. Poi ci sono baristi e camerieri stagionali e “improvvisati”, i bagnini nelle piscine, i vendemmiatori e tutto l’esercito degli studenti che d’estate cerca di “raggranellare qualcosa”. In questo censimento, a Bergamo, i ciclofattorini si riducono a poche decine di persone, organizzate da sue sole agenzie operanti, FoodRacers e Deliveroo.

Garantire un salario dignitoso

FISASCAT accoglie da sempre il disagio e i problemi della gran mole di lavoratori dei servizi e del terziario dice Alberto Citerio, segretario generale della categoria del commercio CISL -: è necessario ricondurre i rapporti di lavoro della gig economy in un ambito contrattuale certo ed esigibile, che garantisca un salario dignitoso e assicuri le tutele in tema di salute, sicurezza e una flessibilità organizzativa concordata. Al momento, però, dobbiamo coinvolgere e attirare questi lavoratori, per fornire loro assistenza e ricevere da loro le richieste per produrre proposte convincenti e utili”. “L’innovazione sarà pure smart, - aggiunge Francesco Corna, segretario generale della CISL di Bergamo - ma non sempre lo è per i lavoratori dei servizi, settore in cui aumentano le aziende, ma spesso peggiorano le condizioni generali di chi ci lavora“.

Il doppio lavoro

Tutto si basa su un algoritmo e su una app cui il gig worker è praticamente sottoposto. Il nuovo lavoro è disumano e poco gratificante, e anche le possibilità di lavoro e guadagno sono frutto di elaborazioni matematiche. Un sistema che non investe solo il trasporto di cibo, ma anche gli autisti, i baby sitter, i giardinieri e altre figure ancora. Tra l’altro, se si scende nel dettaglio dei numeri che è possibile avere, si scopre che l’economia dei lavoretti online è ben lontana dall’immagine “pubblicitaria” del “giovane e smart”. La maggioranza di chi fa questi lavoretti ha un doppio lavoro, e quindi è meno ricattabile di chi lo sfrutta per vivere; gli studenti registrati sulle piattaforme non superano il 22%.

Richiesta di incontro al sindaco Gori

Rimangono, qui da noi, migliaia di lavoratori sottopagati e senza tutele. La CISL Bergamo intende mettere in campo strumenti e azioni che possano iniziare a offrire alcune soluzioni. Si tratta di uomini e donne del lavoro che hanno bisogno di essere rappresentati e sostenuti nelle loro rivendicazioni. Questa sarà la grande sfida nei prossimi mesi. "Dobbiamo ragionare - conclude Corna - con schemi diversi per rispondere al meglio ai cambiamenti del mondo del lavoro attraverso la contrattazione e la partecipazione. Per questo  abbiamo chiesto al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, di incontrarci e ragionare, insieme a CGIL e UIL, per trovare soluzioni utili a impedire il peggioramento della situazione”.