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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 24 Maggio 2018

Tavolo OCSE: documento di Cgil Cisl Uil Bergamo

Gli ultimi dati relativi all’andamento dell’economia bergamasca confermano il trend positivo sul versante della produzione e su quello occupazionale, seppur con una marcata presenza di lavori precari. Il settore manifatturiero, dopo una profonda fase di trasformazione, rimane la locomotiva della crescita dell’economia bergamasca. Molto più contraddittoria è la realtà dei servizi, anch’essa in una fase di rilevante cambiamento. Il settore delle costruzioni dopo anni di caduta è alle prese con una lenta ripresa.

Un patto territoriale per il lavoro

Ma è il lavoro che è in grande evoluzione, non solo sul versante quantitativo, ma soprattutto sul versante qualitativo. Un lavoro che si sta sempre più polarizzando tra una fascia di alta specializzazione e una fascia di media e bassa qualificazione dove una parte consistente di lavoratori, in modo particolare donne, stranieri e giovani, è più esposta a situazioni di precarietà, bassi salari e scarse tutele. Un forte patto territoriale per qualificare il lavoro, per potenziare le politiche attive del lavoro anche attraverso l’investimento sui servizi di sostegno all’occupazione rimane per CGIL CISL UIL la principale urgenza di questo territorio. CGIL CISL UIL di Bergamo già dall’autunno scorso avevano rilanciato proposte alle istituzioni locali e alle controparti per una nuova fase di contrattazione in grado di contribuire e rafforzare la crescita. In particolare puntando a una maggiore qualificazione del lavoro attraverso la formazione continua e permanente e una nuova fase negoziale che ponesse al centro il tema della produttività e del riconoscimento del lavoro, anche attraverso la partecipazione dei lavoratori.

Un sistema integrato di welfare

Sul versante del welfare il sindacato aveva proposto alle istituzioni locali un percorso di confronto per costruire un sistema integrato territoriale tra welfare pubblico e welfare contrattuale. Il ruolo che CGIL CISL UIL vogliono assumere nell’ambito di una governance territoriale, è quello di contribuire a promuovere rinnovate e incisive relazioni sindacali, condividendo la volontà politica della parti sociali di investire in questa direzione. E’ su questo che riteniamo occorra maggiore coraggio da parte delle associazioni imprenditoriali del territorio. È in questo senso che esprimiamo preoccupazione per l’allungarsi a dismisura dei tempi della definizione delle priorità su cui convergere come attori istituzionali e sociali. Dalla prima sintesi del rapporto OCSE commissionato dalla Camera di Commercio consegnata nel 2014, abbiamo assistito a un graduale sfaldamento di una visione comune tra le diverse rappresentanze imprenditoriali.

Fare concretamente rete

Dal luogo e dal coordinamento della cabina di regia, alla decisione di non convergere su un unico HUB per l’innovazione, al tavolo dell’edilizia, fino ad arrivare all’ultima spaccatura sull’integrativo provinciale tra artigiani e industria edile, che nulla di buono lascia presagire rispetto alla unificazione delle due casse. Questa divisione ha di fatto rallentato a dismisura la definizione delle priorità e rischia, dopo tantissimi mesi di stallo, di determinare una significativa perdita di credibilità sulla capacità di sintesi e di proposta da parte di tutti. Riteniamo che il lavoro realizzato dai gruppi di approfondimento non debba essere disperso. Per questo siamo convinti che lo snodo sia quello di superare questa fase e i veti incrociati che ne conseguono per dare nuovo slancio, concretizzandolo nel confronto negoziale con le aziende e con gli uffici, al progetto di fare effettivamente e concretamente “rete” a Bergamo.