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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 07 Luglio 2017

Paideia: una scuola per i diritti dell'uomo

Sono ventidue i ragazzi “diplomati” da Paideia per l’edizione 2017: un gruppo non certo piccolo, eterogeneo per provenienze e culture, che ha affrontato sei mesi di incontri per approfondire i diritti dell’uomo e le loro applicazionisei

Rafforzare la realizzazione dei diritto dell’uomo

Il corso, articolato in più lezioni settimanali, ha approfondito la grammatica dei diritti dell’uomo, esaminando i temi relativi all’educazione, al lavoro, alla salute, all’alimentazione, all’informazione, alla partecipazione e alla migrazione. L’obiettivo generale del progetto è stato quello di rafforzare l’effettiva realizzazione dei diritti dell’uomo nei settori in cui agiscono le organizzazioni promotrici (Cooperativa Ruah, Associazione Vittorino Chizzolini, Acli, Cisl), fornendo ai partecipanti le competenze necessarie a garantire un’effettiva applicazione dei diritti dell’uomo nei propri ambiti di lavoro; elaborare strumenti di formazione ai diritti dell’uomo che siano sempre più efficaci e che sappiano, in particolare, rispondere alle esigenze delle realtà in cui operano i promotori; promuovere una maggiore sensibilizzazione del contesto locale rispetto alla tematica dei diritti dell’uomo e alla necessità di una loro concreta realizzazione.

La partecipazione di 22 corsisti 

L’unico posto dove il successo viene prima del sudore è il vocabolario. Se per caso avviene fuori dal vocabolario, vuol dire che qualche diritto si è perso per strada”. Seguendo questa massima con la quale si erano lasciati al termine della prima edizione del corso, formatori e i 22 corsisti si sono accompagnati allo studio di casi legati alla loro esperienza sul campo. Le lezioni sono state affidate ai docenti della Cattedra Unesco, a rappresentanti del mondo associativo e sindacale. “Un’iniziativa assolutamente importante e utile per le organizzazioni da cui questi ragazzi provengono – ha sottolineato Ferdinando Piccinini, segretario generale della CISL Bergamo, che ha partecipato alla cerimonia di chiusura - , e che ci aspettiamo produca anche al nostro interno frutti che la gioventù e l’entusiasmo dei nostri ragazzi saranno in grado di riportarci, per ripartire anche alla conquista di territori e ragionamenti nuovi”.

La cerimonia di consegna degli attestati

Il progetto è stato indirizzato a chiunque svolga attività di rilevanza sociale, per lavoro o per volontariato, disponibile ad aumentare sensibilità e competenza sul tema, acquisendo un approccio basato sui diritti dell’uomo da applicare alle proprie mansioni principali. Sono in particolare inviati a partecipare i giovani, con l’obiettivo di costruire un contesto progettuale capace di realizzare un dialogo intra e inter-generazionale, mettendo a confronto le diverse prospettive, agendo sui piani valoriali e delle responsabilità, personali e comunitarie. Ciascun partecipante interverrà con le competenze e capacità di cui già dispone, in un crescendo virtuoso di scambio esperienziale e motivazionale, atto a rinnovare la propria percezione delle tematiche inerenti i diritti dell’uomo e a permetterne una maggiore concretizzazione nel quotidiano. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, e molti ragazzi hanno “rilasciato” le loro dichiarazioni, pensieri sui quali gli organizzatori costruiranno i passi successivi.

Il feedback dei partecipanti

Fatima Medaghri, per esempio, ha visto nel corso “una possibilità di arricchimento e di confronto con i partecipanti del corso che hanno un esperienza simile alla mia. Parlando di diritti all’educazione, però, è emersa la difficoltà per i giovani di studiare quando non conoscono la lingua italiana. Ne consegue una scarsità di progetti scolastici e un ostacolo all'integrazione. Sarebbe invece utile avere dei punti di riferimento per questi ragazzi”. Per Fatima Ezzahra, ha deciso di partecipare al corso “perché i temi proposti erano vicini sia alla mia attività lavorativa sia ai miei interessi personali. Ho imparato che ci sono dei diritti che però non vengono rispettati, ma che è possibile attraverso l'azione di ciascuno di noi migliorare l'attuazione dei diritti non solo attraverso l'azione dei governi, ma anche attraverso gesti quotidiani. Secondo me è stato utile perché quello che ho imparato potrò utilizzarlo nella mia attività lavorativa”.