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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 21 Aprile 2017

Cisl Bergamo: 200 contratti di secondo livello nel 2016

La CISL di Bergamo, con le sue categorie, ha firmato nel corso del 2016 circa 200 contratti di secondo livello: si va dalla buona contrattazione per il lavoro domenicale alla Simply di Verdello, alla costituzione della banca ore etica presso la Tino Sana di Almenno, al portale per il welfare diffuso nei paesi di Valcavallina e Basso Sebino.

Soluzioni innovative e diritti rafforzati

Nel corso degli ultimi anni, la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, ha portato a Bergamo soluzioni innovative, diritti rafforzati, welfare a favore della famiglia e incentivi economici assolutamente interessanti. “Risultati impensabiliprecisa Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - in assenza di un buon modello contrattuale, fatto da un CCNL solido, capace di dare indirizzi generali condivisi, e da un secondo livello in grado di rinforzare l’organizzazione del lavoro e la capacità di spesa del lavoratore. I tanti contratti “spuri” e “alternativi” censiti dal CNEL nel suo ultimo rapporto non garantiscono questi frutti a livello nazionale, né tanto meno locale”. Meloni legge con molta attenzioni i dati del CNEL e quelli dell’osservatorio CISL sulla contrattazione e ribadisce: “Non è possibile sapere quanti lavoratori a Bergamo subiscano gli effetti di una contrattazione “separata”, ma sappiamo che molte aziende che si riconoscono nei CCNL firmati da CGIL CISL UIL applicano anche ottimi contratti aziendali, cosa che non succede in altre aziende. E a rimetterci sono solo i lavoratori”.

Difendere la vera titolarità della contrattazione

Non è raro, ormai, trovare persone che lavorano fianco a fianco, svolgono lo stesso incarico, ma hanno contratti diversi. Succede spesso nel commercio, nei trasporti e nella cooperazione. A livello provinciale, due aziende metalmeccaniche vicine possono applicare due CCNL diversi, con forti disparità sia a livello salariale che normativo. Il CNEL ha recentemente pubblicato un report aggiornato circa i CCNL stipulati, dove emerge l’aumento del numero di Contratti Nazionali vigenti, soprattutto a seguito della proliferazione di sigle datoriali e sindacali di dubbia o scarsa rappresentatività. Erano 561 i contratti nazionali del 2013 sono diventati 618 nel 2014, 798 nel 2015, 757 nel 2016 e addirittura 809 nel marzo di quest’anno. Più 44,2% in quattro anni. Per la CISL si tratta di un fenomeno che non si può sottacere, che rischia se abbandonato a se stesso di allargare i rischi di un dumping contrattuale negativo e dannoso. Occorre invece, sulla base degli approfondimenti necessari e della esatta dimensione del fenomeno che si sta registrando, riflettere ulteriormente ed essere protagonisti di proposte che difendano la vera titolarità della contrattazione nazionale e del ruolo delle parti sociali veramente rappresentative.

Emblematico il caso del commercio

Sono 263 i CCNL firmati dalle categorie aderenti a CGIL CISL UIL, il 32,5% del totale. Questa apparente minoranza dei CCNL contrattati dai sindacati confederali deve ancor di più suonare come un campanello d’allarme circa l’ormai massiccio numero di contratti non rappresentativi: il raddoppio del numero di CCNL stipulati in soli 4 anni è dovuto soprattutto alla creazione esponenziale di accordi stipulati tra sigle autoreferenziali. Emblematica è la situazione del comparto del commercio, dove CGIL CISL UIL stipulano 22 CCNL, ma alla banca dati del CNEL ne sono stati depositati ben altri 170. “La battaglia contro il dumping contrattuale in Italia è urgente, e a livello nazionale vanno affrontante scelte coraggiose sulla rappresentanza, sostenute, oltre che sul piano legislativo, anche dalle parti datoriali. La Babele dei contratti fa pensare che sia arrivato il momento di dimostrare la responsabilità necessaria a valutare seriamente un passaggio di questo tipo, fatto però in modo da non ledere l’autonomia delle parti”.

Il contributo della Cisl Bergamo

Intanto, sul piano locale, Bergamo, con la CISL di Bergamo, ha dato un contributo consistente nella contrattazione territoriale. Sono stati 192 i contratti aziendali o territoriali, per oltre 15.000 lavoratori, firmati dalle categorie della CISL nel corso del 2016 in provincia, contro i 130 del 2015 e i 62 del 2013. La contrattazione rimane il motore prevalente dell’attività sindacale. Il “secondo livello” vede il territorio di Bergamo protagonista in Lombardia nel triennio 2013/2015. “Un’evidenza - conclude Meloni - che deve essere da sprone per tutti nel rafforzare maggiormente gli spazi contrattuali nelle aziende, cogliendo anche l’opportunità di una seppur tiepida, ripresa economica e della detassazione al 10% del Premio di Risultato oltre alla possibilità per il lavoratore di optare per azioni di welfare (completamente detassate) anziché per il salario”. Sui temi trattati nella contrattazione aziendale, il posto di rilievo lo mantiene comunque il salario, mentre al secondo posto si colloca il welfare in tutte le sue forme, compreso la Previdenza complementare e i Fondi sanitari. Nella graduatoria dei contenuti principali trattati nei rinnovi contrattuali, seguono poi, la sicurezza e l’ambiente, l’orario di lavoro e le relazioni sindacali, la formazione e formazione continua, e la stabilizzazione dei lavoratori precari.


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