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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 18 Dicembre 2015

A Torino i sindacati CGIL CISL UIL contro la "Fornero"

La delegazione della Cisl Bergamo a Torino La delegazione della Cisl Bergamo a Torino

Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani: con queste parole d’ordine si sono tenuti oggi gli attivi interregionali unitari dei quadri e dei delegati convocati a Torino, Firenze e Bari da CGIL, CISL e UIL con l’obiettivo di sostenere la piattaforma sulle pensioni in cui vengono chieste profonde modifiche alla legge Fornero.

La mobilitazione di Torino, alla quale ha partecipato una nutrita delegazione bergamasca di tutti e tre i sindacati, è stata conclusa dalla segretaria generale della CISL Annamaria Furlan, che ha bollato l’attuale norma previdenziale “la peggiore legge pensionistica europea. Persino la Fornero critica la Fornero”. Serve creare equità “attraverso il fisco e la previdenza. I giovani non devono essere condannati a essere pensionati poveri. Se si cambia il sistema di calcolo, forse potranno avere une pensione dignitosa. La Fornero ha creato 80 miliardi di risorse, utilizzarli per i lavoratori non sarebbe scandaloso”.

Per Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo, presente a Torino, “... serve ora dare gambe alla proposta unitaria consegnata sul tavolo del Governo: dobbiamo arrivare il più presto possibile a rendere flessibile la Fornero, non servono più le chiacchiere, occorre intervenire subito. Torniamo a ripetere che occorre affrontare il tema della riduzione dei limiti di età per il pensionamento, introdurre la flessibilità in uscita anche per garantire un turn over e permettere ai giovani l’ingresso nel mondo del lavoro, oltre che offrire loro una prospettiva previdenziale dignitosa”.

Luigi Bresciani, segretario generale della CGIL di Bergamo, ha detto che “va pensato un intervento per favorire ‘scivoli’ pensionistici ai tanti lavoratori, ultra55enni senza lavoro, considerati troppo anziani per il mercato del lavoro ma ancora giovani per l’ottenimento della pensione. Ancora una volta, poi, chiediamo di sciogliere il nodo, rimasto irrisolto, degli esodati”.