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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 29 Giugno 2015

Bergamo non partecipa alla festa della ripresa

Non si vedeva da 36 mesi un saldo positivo tanto consistente nelle previsioni di assunzione del settore privato. Sono 83mila i posti di lavoro aggiuntivi che le imprese dell'industria e dei servizi intendono creare tra aprile e giugno 2015, 82mila dei quali destinati a lavoratori alle dipendenze. L'effetto Jobs act si fa sentire nei programmi occupazionali delle imprese, corroborato però dal vento di ripresa che sta attraversando il sistema produttivo”. UnionCamere e Excelsior lodano l’operato del Governo Renzi e leggono i dati di una ripresa altrimenti difficile da intuire. Ma, sorpresa, Bergamo non partecipa alla festa.

"Le uniche province nelle quali ancora alcune decine di posti di lavoro potrebbero andare persi – conclude infatti la nota Excelsior - sono quelle di Modena, Bergamo, Alessandria, Asti e Pavia". I dati  sull'occupazione, dice Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo, “risentono della volatilità legata al mercato del lavoro e alla stagionalità tipica di alcuni settori come i servizi turistici e della ristorazione. Sono evidenti alcuni segnali incoraggianti che necessitano però di conferme e incrementi nel corso dei prossimi mesi dell'anno, e nel primo periodo dell'anno il saldo complessivo tra nuove assunzioni e uscite in provincia di Bergamo è positivo. Purtroppo a fronte di un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato, fa da contraltare il calo dell'apprendistato.

Se possiamo affermare che in questa fase la parte più acuta della crisi e della perdita di posti di lavoro è terminata, non possiamo purtroppo con altrettanta certezza affermare che si sia avviata la fase della ripresa. Serve come dice da tempo la CISL avviare una riforma per un fisco più equo e giusto, nuove e incisive politiche industriali che diano forza al settore manifatturiero, ridurre i costi energetici e dare gambe concretamente ad adeguate politiche attive del lavoro, rafforzare l'alternanza scuola lavoro”.  

Il saldo positivo di 83mila unità, secondo l’indagine, deriva dalla differenza tra 282mila entrate e 199mila uscite attese. Per Unioncamere "il confronto con il secondo trimestre 2014 consente di cogliere l'effetto dei più recenti provvedimenti varati dal Governo in materia di mercato del lavoro: le assunzioni a tempo indeterminato sono infatti quasi l'80% in più di un anno fa. Meno cospicua, invece, la crescita delle assunzioni previste con contratto a tempo determinato (157mila, in aumento del 4,6% rispetto al II trimestre 2014) e dei contratti interinali (27mila le entrate, +7,8%). In calo, invece, le entrate previste con contratti di apprendistato (saranno 8.800, -8,7% rispetto a un anno fa) e, soprattutto, le collaborazioni a progetto (8.500 quelle attese, con una riduzione del 36,4% rispetto ad aprile-giugno 2014)”.

Nell’analisi dei diversi settori, “spicca, per effetto della stagionalità, il settore turistico, con le imprese legate all'alloggio e alla ristorazione che dovrebbero creare 61.600 posti di lavoro aggiuntivi nel trimestre. Positivo, però, anche il dato delle costruzioni (+3.600 il saldo tra entrate e uscite), di quasi tutti i settori industriali (a cominciare dall'alimentare e dalla meccanica) e, tra i servizi, di quelli di supporto alle imprese e legati all'Ict”.