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Unione Sindacale di Bergamo

Archivio Comunicati

Alla Fiera della Contrattazione 2017 della CISL Bergamo, organizzata il 20 settembre alla sede del sindacato alla Malpensata, Ferdinando Piccinini (Segretario Generale provinciale), ha ribadito la necessità di riorientare la contrattazione con la fase nuova che sta vivendo il nostro Paese, affrontando il tema dell’innovazione e della formazione. “Nello specifico, sulla formazione e le competenze, - ha detto Piccinini - dobbiamo riacquisire elementi di protagonismo, perché su questi aspetti, negli ultimi tempi, abbiamo operata con poca incisività. Si deve capire che la competenza è la migliore tutela per il lavoratore, e quindi noi dobbiamo privilegiare e far assumere contratti con contenuti formativi. E far applicare i contratti che si firmano”.

Parlano i numeri

Sono quasi 200 i contratti di secondo livello stipulati in provincia di Bergamo nel corso del 2016 dalla CISL e dalle sue categorie, a testimonianza dell’attenzione che il sindacato di via Carnovali destina da tempo alla contrattazione territoriale e aziendale. Dai dati sulla contrattazione regionale dal 2013 al 2015, a Bergamo si sono fatti il 21,43% dei contratti, collocando il nostro territorio al primo posto. Sempre dal 2013 al 2015 i contratti aziendali pervenuti al nostro osservatorio sono stati in totale 464, e nel solo 2016 192, interessando diverse migliaia di lavoratori. “Indubbiamente – ha detto Giacomo Meloni, segretario CISL Bergamo nella sua introduzione - un impulso alla contrattazione decentrata l’ha dato, la graduale ripresa economica, oltre che la legge di stabilità del 2016 che ha ripristinato, come fortemente voluto dalla CISL, la detassazione al 10% del Premio di Risultato oltre che la possibilità per il lavoratore di optare per azioni di welfare, completamente detassate”.

Salario e welfare

Fra i temi trattati nella contrattazione aziendale a Bergamo, il posto di rilievo lo mantiene il salario, mentre il welfare è passato dal 15,71% degli accordi nel 2015, al 18% nel 2016. E’ la produttività con il 48% a rappresentare la maggior parte degli indicatori fissati negli accordi, seguiti dalla redditività (30%) e dalla qualità (15%). La produttività, il suo miglioramento e l’adeguato riconoscimento salariale restano al centro della contrattazione decentrata e faro nelle relazioni industriali. “Proprio sulla produttività - ha continuato Meloni - abbiamo sottoscritto a febbraio di quest’anno, un protocollo con Confindustria Bergamo. L’accordo auspica e ritiene opportuno che le istituzioni e gli enti locali intervengano su tematiche quali l’attrattività del territorio, le infrastrutture viarie e non, l’estensione della banda larga, la mobilità, la burocrazia”.

Tre principi da non dimenticare

Si individuano tre principi utili per la crescita della produttività del sistema delle imprese: 1) favorire una gestione flessibile dei tempi di lavoro, valutando anche aspetti correlati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; 2) agevolare gli adattamenti dei regimi di orari nei limiti del CCNL, applicando all’occorrenza le modalità di adattamento previste dal CCNL o dalla legge; 3) favorire l’adozione di premialità correlate ai risultati aziendali, all’impegno dei lavoratori e alla qualità delle prestazioni rese. Il tutto rispettando la piena autonomia nella contrattazione delle categorie, delle RSU e delle aziende”. L’auspicio è che il protocollo possa essere una ulteriore leva per incrementare sia la produttività, nelle imprese che il salario dei lavoratori. "Abbiamo ancora spazi significativi di miglioramento nella contrattazione – riprende Meloni - .Dobbiamo contrattare formazione e formazione continua, qualità del lavoro per la stabilizzazione dei rapporti, alternanza scuola lavoro e apprendistato. La nuova stagione contrattuale dovrà essere fruttifera”. Sul tema si è soffermato Paolo Tomassetti, di ADAPT, che ha sottolineato come “in Italia la produttività è praticamente ferma dal 1995, a differenza di quanto accade altrove, soprattutto Germania e Polonia, che ha il trend più performante, comportando con ciò notevoli problemi anche alla crescita dei salari”.

La presentazione degli accordi

Nello svolgimento della Fiera sono stati presentati alcuni accordi rappresentativi del nuovo sforzo contrattuale della CISL. Si è parlato dell’accordo sul lavoro domenicale allo SMA del gruppo Auchan.Un accordo doppiamente importante – ha detto Diego Lorenzi della Fisascat Cisl Bergamo –, perché stretto con fautori del contratto individuale e perché, in un settore che sfiora la pirateria, e dove le retribuzioni si sono abbassate nonostante siano aumentati gli orari di lavoro, abbiamo ottenuto maggiorazioni dal 30 al 60%, e miglioramenti della conciliazione tra vita e lavoro”. Dopodiché l’attenzione si è rivolta al contratto sulla flessibilità alla New System di Cazzano S. Andrea e sull’accordo provinciale metalmeccanico di Confimi.Un’intesa positiva e innovativa – ha detto il segretario generale della Fim Cisl Bergamo, Luca Nieri -, perché favorisce relazioni sindacali nuove utilizzando il termine della partecipazione per rispondere alle nuove sfide che i mercati e la competitività ci mettono di fronte”. D’altronde, come ha sottolineato Lucio Imberti, docente dell’Università di Milano, “per Bergamo, il manifatturiero non sarà mai residuale, mentre gli altri settori potranno essere di aiuto, ma mai risolutivi o sostitutivi. Però ci sarà sempre meno bisogno di operai, con una occupazione diversa e più formata. Per questo serviranno un orientamento e una contrattazione mirati”.

L’annuncio di Treu e Stirpe a Bergamo

Su questi argomenti, e sull’innovazione delle relazioni sindacali, la CISL di Bergamo ha in programma un appuntamento (locandina) per martedì 3 ottobre prossimo, alle 14,30 presso la Sala Mosaico della Camera di Commercio, con la partecipazione di Tiziano Treu, Presidente del CNEL, Maurizio Stirpe, vice Presidente di Confindustria Nazionale, e Gigi Petteni, segretario Nazionale CISL. Un ulteriore appuntamento in programma riguarda la riunione degli esecutivi unitari il 13 ottobre per presentare linee di azione comuni con CGIL e UIL. “Le buone idee non sono sufficienti – ha concluso Piccinini -, bisogna anche trasformarle in realtà”.


1) Le slide di Paolo Tomassetti (Adapt)
2) Le slide di Lucio Imberti (Università di Milano)

 

Lunedì, 18 Settembre 2017 00:00

Quarta Fiera della Contrattazione 2017

La Cisl Bergamo celebra mercoledì 20 settembre la tradizionale Fiera della Contrattazione, appuntamento dedicato a accordi e trattative territoriali nei diversi settori produttivi. Proprio al secondo livello, cioè alle intese territoriali o aziendali, saranno destinati incontri e focus che l’appuntamento cislino prevede in programma dalle 9 alle 13 nel Salone Riformisti di via Carnovali.

Un riconoscimento al lavoro sindacale

Continuiamo a Bergamo con il nostro approfondimento – sottolinea Giacomo Meloni, segretario CISL Bergamo e organizzatore dell’iniziativa - che vuole essere un riconoscimento al tanto lavoro che segretari, operatori , delegati e agenti sociali della Cisl fanno instancabilmente, a evidenziare alcuni accordi che ci aiutano di volta in volta ad approfondire un tema strategico della contrattazione, quest’anno la produttività”.

Bergamo protagonista in Lombardia

Gli accordi sui premi di risultato cominciano a conquistare anche le piccole e medie imprese. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero del lavoro gli accordi sui premi di produttività oggi attivi sono 11.539. Di questi 2.053 sono legati ad accordi territoriali. La contrattazione di secondo livello vede Bergamo come territorio protagonista in Lombardia. Dai dati sulla contrattazione regionale dal 2013 al 2015, a Bergamo si sono fatti il 21,43% dei contratti, collocando il nostro territorio al primo posto. Sempre dal 2013 al 2015 i contratti aziendali pervenuti al nostro osservatorio sono stati rispettivamente : 65 nel 2013, 77 nel 2014, 130 nel 2015 e 192 nel 2016, per un totale di 464 accordi espansivi nel quadriennio, e che nel solo 2016, secondo una nostra stima hanno riguardato oltre 6.000 lavoratori. “Possiamo affermare senza presunzione – conclude Meloni - che nelle difficoltà è stato fatto un buon lavoro”.

Tavola rotonda Produttività e relazioni industriali

Nel dettaglio, saranno analizzati gli accordi firmati alla Simply SMA di Verdello; alla New System di Cazzano Sant' Andrea e al contratto provinciale metalmeccanico di Confimi. L’introduzione ai lavori sarà fatta da Giacomo Meloni, della segreteria provinciale della CISL. La tavola rotonda su “Produttività e relazioni industriali” vedrà confrontarsi Paolo Tomassetti, di Adapt, Lucio Imberti, dell’Università di Milano, e Ferdinando Piccinini, segretario generale di Cisl Bergamo.


Scarica la locandina

 

La Valle Seriana, soprattutto l’alta Valle, soprattutto la zona di Castione, è piena di famiglie chiamate “africani”, proprietarie di ville hollywoodiane costruite con le fatiche e i sudori di anni passati nel continente nero a lavorare e ad arricchirsi (e siamo sicuri, tutto in modo legale e moralmente ineccepibile). Gli “africani” che arrivano adesso (e che provengono dall’Asia e dal Maghreb) difficilmente potranno tornare al loro paese e costruirsi ville con piscina e farsi chiamare “Presolana” o “Bergamasco”…

Nell’era dell’ “aiutiamoli a casa loro”, troppo spesso ci si dimentica che quando ci sarebbe stata l’occasione per aiutarli a casa loro, noi a casa loro ci siamo arricchiti: e non parliamo dell’epico periodo dei colonialismi… negli anni ‘50 e ‘60, anni di grande emigrazione economica degli italiani, quando oltre alla vicina Svizzera, è stata la lontana Africa a ospitare i nostri migranti, e se qualcuno dei locali si opponeva, non c’erano presidi che tenessero: i padroni eravamo comunque noi. In questi giorni lasciano veramente senza parole le proteste che puntualmente vengono create per spingere fino all’inverosimile la paura dell’invasione, da politici senza scrupoli e senza conoscenza della storia,….non parliamo poi di carità cristiana e di sentimenti umani…

È così difficile capire che non c’è nessuna invasione? È così difficile capire che queste persone scappano da guerre e persecuzioni contro le quali i nostri paesi non muovono un dito? Siamo così certi che vengano a portarci via chissà quali ricchezze e opportunità?

Eppure, a chi voglia vederli, i numeri parlano chiaro: l’immigrazione ci è necessaria per sostenere il nostro sistema previdenziale, oltre che economico; senza immigrati, 20mila anziani bergamaschi perderebbero la badante; l’80% degli arrivi di migranti è solo temporaneo: la meta finale è da tutt’altra parte; l’occupazione di strutture, come successo in tante zone, potrebbe trasformarsi in occasione di integrazione ed arricchimento non solo culturale, e comunque non è mai definitiva.

Gran parte del denaro prodotto da stranieri in Lombardia rimane qui in Italia e va a rimpinguare le casse dello stato italiano: le pensioni erogate dall’Inps in Lombardia a cittadini provenienti da paesi non comunitari sono pari all’0,3% del totale, mentre quelle assistenziali sono pari 2.7% del totale. Inoltre i cittadini stranieri sopra i 65 anni sono solo il 2.8% del totale mentre il 34,9% della popolazione immigrata residente in Lombardia ha un età tra i 30 e i 44 anni.

A Bergamo risiedono in totale 125.446 cittadini stranieri; nell’anno scorso si sono registrate 2.231 nuove nascite da genitori stranieri; nello stesso periodo, gli occupati nati all’estero (con almeno una giornata lavorativa nel corso dell’anno) sono stati 61.740; le imprese a gestione immigrata 9.287. In tutta questa situazione, mentre l’immigrazione è scesa dello 0,2%, l’emigrazione bergamasca verso l’estero è salita di circa il 6%, con 47.332 orobici iscritti all’Aire (Anagrafe Italiana Residenti all’Estero).

Nonostante tutto, si è accentuata tra gli italiani la “sindrome dell’invasione”. Invece, secondo le proiezioni demografiche dell’Istat, per garantire l’equilibrio demografico della popolazione in diminuzione, si deve considerare che i nuovi ingressi di cittadini stranieri (solo in parte destinatari a tradursi in soggiorni stabili) non si collocano al di sopra di queste previsioni. Certamente è necessario valorizzare sempre di più e al meglio le nuove presenze a livello formativo, occupazionale e sociale, anche attraverso un’accoglienza dei nuovi arrivati distribuita più diffusamente sul territorio, con un maggiore coinvolgimento delle famiglie, devolvendo loro parte dei fondi destinati per l’accoglienza e favorendo un più fruttuoso e molteplice processo di integrazione.

E con estrema certezza dobbiamo dire in modo chiaro e fermo che non stiamo assistendo né siamo vittime incolpevoli di alcuna invasione, ma forse solo spettatori di un certo modo di fare comunicazione, e di un innato egoismo proprio dell’essere umano.

Ma mai dobbiamo dimenticare che senza alcun dubbio una parte della popolazione in arrivo da qualche tempo in Europa e nel nostro paese in particolare (l’Italia per la sua collocazione geografica è veramente la ‘porta’ dell’Europa) sta scappando da una condizione di vita indiscutibilmente difficile, ad un livello per noi neanche immaginabile, ed a causa di eventi che hanno le loro origini in scenari geo-politici a volte incomprensibili e sconosciuti. Ed analizzando il fenomeno immigratorio di quest’ultimo periodo, è chiaro che di invasioni non possiamo parlare.

In un paese che si dice cristiano, in una provincia che non esita a ricordare che ha dato i natali a un “papa buono”, c’è di che riflettere su come siano sufficienti i fumi di qualche capataz locale per accendere le micce di un razzismo sempre più latente e pericoloso, mascherato dietro la difesa di un territorio da chissà quali pericoli e nascosto dietro “il grande disagio e la grande rabbia della popolazione, che potrebbe essere difficilmente controllabile...”

Forse dovremmo provare a capire tutti insieme come abbiamo fatto a lasciare che, nei nostri animi e nella nostra vita, la ricchezza dell’accoglienza e la dolcezza della condivisione abbiano lasciato il posto al più becero ed insano egoismo.


Gabriella Tancredi, Segretaria Cisl Bergamo

Martedì, 25 Luglio 2017 08:35

Salgono ad otto i morti sul lavoro nel 2017

L’infortunio di Carvico ancora non è conteggiato nelle tabelle pubblicate dall'INAIL in merito agli infortuni occorsi in Lombardia sino a tutto maggio 2017. Eppure, le stesse tabelle già segnalavano un inasprimento delle denunce a Bergamo nel corso dell’ultimo anno, nonostante per alcuni periodi si fossero mostrati alcuni segnali positivi che lasciavano sperare in orizzonti migliori.

Prevenzione come obiettivo primario

Invece si riscopre la tendenza negativa all'aumento delle denunce di infortunio, rapportate allo stesso periodo del 2016 e fatto ancor più grave l'aumento degli infortuni mortali (4 nel primo semestre 2016, 7 nello stesso periodo di quest’anno). "La tendenzasottolinea Giacomo Meloni, segretario del sindacatoCISL Bergamo - ora quindi si conferma purtroppo in peggioramento. L’invito è quello di non lasciare mai nulla di intentato per affermare la prevenzione quale obiettivo primario in ogni luogo di lavoro, per contrastare la piaga degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche”.

Affermare la cultura della sicurezza

Per la CISL, dunque, è necessario rafforzare un lavoro congiunto fra le parti per affermare la cultura della sicurezza, da parte di tutti e in ogni luogo di lavoro, “perché purtroppo nessuno può considerarsi a prescindere potenzialmente immune da infortunio, lo dicono i dati INAIL, lo mostrano ancora con maggior drammaticità le testimonianze dell’ANMIL”.

Le statistiche viste dalla Cisl Bergamo

Le tabelle INAIL evidenziano, per Bergamo, l’innalzamento anche delle denunce di infortunio, che sono passate da gennaio a maggio del 2016 allo spesso periodo del 2017 da 6024 a 6372. Nel solo mese di maggio, il dato è passato dai 1301 dello scorso anno ai 1384 di quello in corso. Entrando nel dettaglio dei dati regionali, si legge che in Lombardia le denunce per infortuni sono passate in un anno da 50.000 a oltre 52.000; il terziario è il settore che paga il pegno maggiore (11.889 denunce) seguito dall’industria (10.932), artigianato (3.466), e agricoltura (1.144). Il numero dei maschi infortunati è di 32.499, mentre quello delle donne 19.514. A Milano il maggior numero di denunce (17.585), poi Brescia (6.779) e quindi Bergamo. Cresce, infine, anche il dato degli infortuni in itinere, passati in Regione da 7.342 a 8.213 e che vede coinvolte un numero sempre maggiore di donne.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 08:41

I numeri dello Sportello Orientamento Lavoro

Il sindacato Cisl Bergamo ha presentato i dati del primo anno di attività dello Sportello Orientamento Lavoro. In più di 500 utenti si sono rivolti per essere aiutati a redigere il proprio curriculum. Un primo anno di attività che ha dimostrato come lo Sportello della CISL Bergamo sia un punto di riferimento e di attenzione per una vasta platea di persone.

Sportello operativo in quattro sedi

Si tratta italiani e stranieri, uomini e donne, licenziati e in cerca di prima occupazione, inoltre, SOL da qualche tempo cerca di agevolare l’incontro tra famiglie e collaboratrici e badanti: da gennaio a giugno, più di 150 lavoratrici familiari hanno avuto la possibilità di colloqui e collaborazioni, mentre una ventina di contratti stabili sono stati conclusi grazie alle informazioni reperite allo Sportello Lavoro, tra la sede di Bergamo e quelle periferiche di Grumello, Treviglio e, ultima nata, Lovere.

Lo spettro della depressione per chi perde il lavoro

Da qui l’esigenza dello Sportello Orientamento Lavoro di allargare anche il proprio orizzonte per rispondere a disoccupati, esodati, cassintegrati che hanno sviluppato patologie ansiose e depressive, che si manifestano con calo dell’autostima, difficoltà a percepire competenze personali, perdita del ruolo lavorativo e sociale. Da qualche anno, infatti, complice la grande crisi economica che ha colpito duro anche a queste latitudini, si sta riscontrando un disagio sempre maggiore , che ha lasciato sul campo la vite di molti uomini e donne: disoccupati, esodati, cassintegrati e inoccupati che vanno a costituire un esercito di persone. La situazione è resa particolarmente g rave dalla difficoltà a reintegrarsi nel mondo del lavoro, soprattutto per gli over 46 e per le donne, oltre alla grande difficoltà a ottenere un primo lavoro per i più giovani.

Il servizio SOS Lavoratori

La CISL Bergamo e l’associazione di volontari “Un porto per noi” (si occupa dell'ascolto e della cura di disturbi di ansia e depressione) risponderanno in modo mirato e specifico a questa emergenza attraverso un progetto che lavori sia per affrontare l’esigenza clinica di ridurre la patologia ansiosa-depressiva, sia per riattivare la persone in termini di autostima, efficienza e efficacia percepita e quindi giocata in azioni specifiche di reinserimento nel mondo del lavoro. L’unione delle forze tra lo Sportello Orientamento Lavoro della CISL e “Un porto per noi” si concretizza nella collaborazione in “SOS lavoratori”, al fine di attuare servizi e politiche e creare welfare attivo nei confronti delle persone che si rivolgeranno allo sportello e grazie a questo si attiveranno le forme di relazione con l’associazione.

La riflessione del segretario Meloni

La nostra scelta con l’avviamento dello Sportelloha detto Giacomo Meloni, segretario CISL Bergamo - è quella di non lasciare solo nessuno, aiutare e orientare nella ricerca del lavoro. È un investimento importante che la CISL fa nei confronti delle persone che sono in cerca del lavoro o che lo hanno perso. D’altronde, anche se Bergamo può vantare una disoccupazione più bassa di quella tedesca (5.3 contro il 5.9), il nostro territorio vanta ancora parecchie zone d’ombra, ombre che sul dato occupazionale riguardano i giovani ( 25% la disoccupazione tra i 15e i 24 anni, 14,5 tra i 18e i29 anni), l’occupazione femminile, e la qualità del lavoro, con dati che segnalano l’aumento del tempo determinato, del lavoro “incerto o precario” e del lavoro nero e irregolare”. "Bergamo - conclude Meloni - è al primo posto tra i territori che meglio hanno reagito alla crisi. Non dobbiamo accontentarci, ma agganciare lo sviluppo, mentre dobbiamo essere consapevoli che molto territori decentrati necessitano di attenzione. I posti di lavoro non si creano con le leggi né con la buona volontà. Serve invece lo sviluppo, e da questo punto di vista con un’azione sinergica si può fare più di quanto si stia facendo ora”.




Lunedì, 17 Luglio 2017 08:21

A Bergamo "Ape e Precoci verso quota 2000

Si è conclusa sabato la campagna “Ape social e precoci” con la quale l’INPS gestirà l’anticipo pensionistico a carico dello Stato per accompagnare verso l’età pensionabile alcuni lavoratori, destinato soprattutto a chi ha compiuto almeno 63 anni, a chi non è già titolare di pensione diretta, a chi ha almeno 30 anni di anzianità contributiva, chi ne ha oltre 41 e a chi ha svolto lavori particolarmente gravosi.

Migliaia di lavoratori si sono rivolti all’Inas

Termina così la prima fase della campagna anche se nei giorni successivi si potranno ancora presentare le domande e confidare che ci siano ancora fondi a disposizione, visto che la precedenza sarà data in base al giorno di presentazione. Nell’ultimo mese, comunque, INPS e patronati sindacali sono stati presi d’assalto da una platea oggettivamente più numerosa di quella che aveva effettivamente i “numeri” per l’anticipo pensionistico.Le aspettative della gente sono state molto più alte di quella che è stata la reale possibilità offerta dalla leggedice Daniela Zucchelli, responsabile dell’INAS CISL di Bergamo -. Da noi si sono presentati migliaia di lavoratori, ma di questi, più della metà non aveva i requisiti per poter accedere. Sulla questione è stata fatta informazione eccessiva e confusa. Inoltre, le procedure e la documentazione previste dall’INPS hanno complicato di molto il lavoro, e anche qualche lavoratore con tutte le caratteristiche per andare in pensione anticipata si è bloccato di fronte alla mole di documenti richiesti….e questo ha interessato soprattutto i cosiddetti lavoratori gravosi”.

1005 domande per i “precoci” e 480 per APE

L’INAS di via Carnovali ha lavorato nelle ultime settimane 430 pratiche, tra APE (120), Precoci e Precoci del Pubblico Impiego (310). A livello provinciale, le domande rimarranno sotto la quota di 2000, avvisano dall’INPS di Bergamo. A ieri (mercoledì 12 luglio), infatti erano state registrate 1005 domande per i “precoci” e 480 per APE. “Una situazione in controtendenza sia rispetto al dato nazionale che a quello regionale ha detto Vittorio Feliciani, direttore dell’Inps di Bergamo -. Altrove, infatti prevalgono le domande per APE social. Qui da noi la differenza la fanno i molti edili e tanti autotrasportatori che hanno oltre 41 anni di lavoro”. Toccherà poi sempre all’INPS entro il 15 ottobre comunicare quali domande saranno accolte. L’indennità sarà corrisposta per dodici mesi all’anno e la rata non può essere superiore a 1.500 euro lordi.

Il tema delle pensioni per i giovani d’oggi

Occorre intervenire sull’eccessivo carico burocratico per la determinazione del diritto, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori gravosi e per i lavoratori edilisostiene Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo -. Come richiesto con forza dalla CISL nazionale, adesso si deve affrontare senza indugio la fase 2 del confronto sulla previdenza in particolare sulla necessità di interrompere l’automatismo dell’incremento dell’età pensionistica e affrontare il tema delle pensioni future per i giovani con una maggiore incentivazione della previdenza complementare”.

Cgil Cisl Uil esprimono forte preoccupazione per quello che sta accadendo in merito allo sviluppo dei tavoli tematici di approfondimento sulla ricerca OCSE. Occorre recuperare un spirito costruttivo che sappia valorizzare le diverse specificità associative in un quadro di obiettivi e di azioni condivise.

Occorre per fare questo abbandonare personalismi e eccessive identità associative che hanno purtroppo contrassegnato le dichiarazioni alla stampa nei giorni scorsi. Ritenere che progetti di sviluppo e di innovazione siano antitetici tra sistemi di rappresentanza industriale e tra le reti di imprese artigiane e del terziario è frutto di una visione miope già ampiamente superata dai cambiamenti che l’economia bergamasca sta attraversando.

Il prossimo mese di settembre sarà dirimente per verificare la capacità di produrre azioni di sistema che diano concretezza alle prospettive individuate dalla ricerca OCSE e dai gruppi di lavoro tematici.

Le istituzioni locali, Comune di Bergamo e Provincia, unitamente all’Università di Bergamo, sono attori indispensabili, insieme alle parti sociali, per colmare un deficit ben evidenziato dalla stessa ricerca OCSE sulla mancanza di una effettiva coesione territoriale. Occorre infine non disperdere quanto di positivo si è creato in questi mesi di lavoro comune.

In cinque anni, i comuni della provincia di Bergamo hanno perso mediamente il 50% dei trasferimenti dallo Stato. Nello stesso periodo, e cioè dal 2010 al 2015, e cioè nel pieno della deflagrazione degli effetti conseguenti a una delle peggiori crisi economiche, l’impatto della spesa sociale sulla spesa complessiva delle 242 comunità orobiche è rimasto praticamente invariato.

La ricerca del Dipartimento Welfare Cisl Bergamo

È il dato che salta all’occhio sfogliando l’ultima ricerca effettuata dal Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo, sui dati del Ministero degli Interni, distribuiti in questi giorni, che ha stilato l’ormai tradizionale quadro dei bilanci delle amministrazioni locali. Nel 2010, dalle casse centrali arrivavano in provincia oltre 254 milioni di euro. Nell’ultimo bilancio consuntivo disponibile (il 2015) gli enti locali orobici hanno denunciato un introito da Roma di 128 milioni. Contestualmente, le tasse locali sono cresciute del 32%, da 363 a 482 milioni di euro: in un certo senso ciò ha permesso di salvaguardare l’impianto sociale delle diverse comunità. La spesa sociale dei comuni, infatti, ha perso negli anni qualcosa come 10 milioni di euro, ma la sua percentuale nei confronti della spesa totale di ogni amministrazione è rimasta pressoché invariata, scendendo dello 0,6%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.

L’Isola è la più penalizzata dai trasferimenti

Un lavoro di cesello sul bilancio che ha finito con il privilegiare la qualità rispetto alla quantità, anche perché nello stesso periodo i Fondi per le Politiche Sociali che Stato e Regione girano agli ambiti di zona nel 2010 consistevano in 18 milioni di euro, lo scorso anno ammontavano a 12 milioni (alcuni dei quali, tra l’altro, vincolati dalla Regione a spese già preventivate). Scendendo nel dettaglio e nell’analisi annuale (e cioè nella differenza tra 2014 e 2015), si scopre che la “stangata” maggiore nei trasferimenti l’ha subita l’ambito dell’Isola Bergamasca, con una differenza del 39% in meno rispetto all’anno scorso. Più fortunati gli abitanti della zona di Dalmine, che si sono visti decurtare “solo” il 5.4% delle entrate “centrali”. Nel basso Sebino si registra il più alto tasso di crescita delle imposte locali (8.16%), mentre le stesse scendono di oltre il 2% nell’ambito della Valle Seriana Superiore. Per quanto riguarda l’aspetto della spesa sociale, la differenza negativa maggiore tra i due esercizi finanziari si è registrata nell’ambito dell’Isola Bergamasca, mentre Dalmine e Grumello hanno stanziato circa il 9% in più per interventi di assistenza e welfare, e il comune di Bergamo ha aumentato del 7% la spesa sociale fra 2014 e 2015.

La limatura consolidata per il sociale

In sostanza, nel corso del 2015, per ogni cittadino della provincia sono stati spesi, in media, 105,83 € nel campo sociale, contro i 112,81 dell’anno precedente.Un calo assolutamente contenuto, visto il ben più consistente taglio effettuato dagli enti superiori - commentano dal Dipartimento Welfare della CISL orobica -, considerando che comunque in alcuni ambiti (Bergamo, Dalmine e Grumello) la spesa pro capite sale anche di 10 euro. Poi, però, in alcune zone, si registrano flessioni negative importanti”. “Insomma, siamo alle solite. Quella della limatura delle spese per il sociale, è una tendenza destinata a consolidarsisottolinea Francesco Corna, segretario del sindacato CISL Bergamo -, dal momento che le previsioni per il futuro non promettono inversioni di tendenza. In aggiunta, infatti, andrebbero sommati i tagli al fondo delle politiche sociali , per i quali rimaniamo in attesa del loro ripristino, come da promessa fatta dal ministro Poletti, dopo incontri e presidi organizzati dai sindacati e dagli enti locali".

Il buon lavoro dei comuni bergamaschi

Va dato perciò atto ai comuni bergamaschi di aver mantenuto comunque un livello qualitativo e quantitativo della spesa sociale, nonostante evidenti difficoltà di bilancio. Questo significa anche che l’ente locale riconosce nel welfare e nel livello di qualità dei servizi assistenziali importanti strumenti di coesione del territorio. Occorre invertire la tendenza – continua Corna - e dedicare più risorse al sostegno della natalità, investire a livello nazionale e locale per invertire una pericolosa deriva demografica che vede il nostro paese nel bel mezzo di un declino demografico, che se non affrontato in tempo determinerà un grave indebolimento del nostro stato sociale. La CISL è determinata a sostenere, in occasione dei prossimi incontri con gli ambiti, nei quali verranno presentati i nuovi piani di zona triennali, che il sostegno alla natalità sia una delle priorità da affrontare. Maggiori servizi a disposizione delle madri, sostegno al diritto allo studio ai figli delle famiglie in difficolta economica, e contrattazione aziendale che orienti le risorse per un welfare che guardi ad un futuro, questa è la strada che ci deve vedere tutti impegnati”.


DOCUMENTI:
1) Rilevazione della spesa sociale nei bilanci dei comuni della Bergamasca (anno 2015)

Venerdì, 07 Luglio 2017 07:03

Paideia: una scuola per i diritti dell'uomo

Sono ventidue i ragazzi “diplomati” da Paideia per l’edizione 2017: un gruppo non certo piccolo, eterogeneo per provenienze e culture, che ha affrontato sei mesi di incontri per approfondire i diritti dell’uomo e le loro applicazionisei

Rafforzare la realizzazione dei diritto dell’uomo

Il corso, articolato in più lezioni settimanali, ha approfondito la grammatica dei diritti dell’uomo, esaminando i temi relativi all’educazione, al lavoro, alla salute, all’alimentazione, all’informazione, alla partecipazione e alla migrazione. L’obiettivo generale del progetto è stato quello di rafforzare l’effettiva realizzazione dei diritti dell’uomo nei settori in cui agiscono le organizzazioni promotrici (Cooperativa Ruah, Associazione Vittorino Chizzolini, Acli, Cisl), fornendo ai partecipanti le competenze necessarie a garantire un’effettiva applicazione dei diritti dell’uomo nei propri ambiti di lavoro; elaborare strumenti di formazione ai diritti dell’uomo che siano sempre più efficaci e che sappiano, in particolare, rispondere alle esigenze delle realtà in cui operano i promotori; promuovere una maggiore sensibilizzazione del contesto locale rispetto alla tematica dei diritti dell’uomo e alla necessità di una loro concreta realizzazione.

La partecipazione di 22 corsisti 

L’unico posto dove il successo viene prima del sudore è il vocabolario. Se per caso avviene fuori dal vocabolario, vuol dire che qualche diritto si è perso per strada”. Seguendo questa massima con la quale si erano lasciati al termine della prima edizione del corso, formatori e i 22 corsisti si sono accompagnati allo studio di casi legati alla loro esperienza sul campo. Le lezioni sono state affidate ai docenti della Cattedra Unesco, a rappresentanti del mondo associativo e sindacale. “Un’iniziativa assolutamente importante e utile per le organizzazioni da cui questi ragazzi provengono – ha sottolineato Ferdinando Piccinini, segretario generale della CISL Bergamo, che ha partecipato alla cerimonia di chiusura - , e che ci aspettiamo produca anche al nostro interno frutti che la gioventù e l’entusiasmo dei nostri ragazzi saranno in grado di riportarci, per ripartire anche alla conquista di territori e ragionamenti nuovi”.

La cerimonia di consegna degli attestati

Il progetto è stato indirizzato a chiunque svolga attività di rilevanza sociale, per lavoro o per volontariato, disponibile ad aumentare sensibilità e competenza sul tema, acquisendo un approccio basato sui diritti dell’uomo da applicare alle proprie mansioni principali. Sono in particolare inviati a partecipare i giovani, con l’obiettivo di costruire un contesto progettuale capace di realizzare un dialogo intra e inter-generazionale, mettendo a confronto le diverse prospettive, agendo sui piani valoriali e delle responsabilità, personali e comunitarie. Ciascun partecipante interverrà con le competenze e capacità di cui già dispone, in un crescendo virtuoso di scambio esperienziale e motivazionale, atto a rinnovare la propria percezione delle tematiche inerenti i diritti dell’uomo e a permetterne una maggiore concretizzazione nel quotidiano. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, e molti ragazzi hanno “rilasciato” le loro dichiarazioni, pensieri sui quali gli organizzatori costruiranno i passi successivi.

Il feedback dei partecipanti

Fatima Medaghri, per esempio, ha visto nel corso “una possibilità di arricchimento e di confronto con i partecipanti del corso che hanno un esperienza simile alla mia. Parlando di diritti all’educazione, però, è emersa la difficoltà per i giovani di studiare quando non conoscono la lingua italiana. Ne consegue una scarsità di progetti scolastici e un ostacolo all'integrazione. Sarebbe invece utile avere dei punti di riferimento per questi ragazzi”. Per Fatima Ezzahra, ha deciso di partecipare al corso “perché i temi proposti erano vicini sia alla mia attività lavorativa sia ai miei interessi personali. Ho imparato che ci sono dei diritti che però non vengono rispettati, ma che è possibile attraverso l'azione di ciascuno di noi migliorare l'attuazione dei diritti non solo attraverso l'azione dei governi, ma anche attraverso gesti quotidiani. Secondo me è stato utile perché quello che ho imparato potrò utilizzarlo nella mia attività lavorativa”.

Annamaria Furlan è stata rieletta segretario generale della CISL. Il Consiglio generale, riunito a conclusione del 18esimo congresso confederale, l'ha confermata con il 98% dei consensi alla guida del sindacato di via Po. “Avremo una grande responsabilità perché le cose che abbiamo da fare sono tante e le faremo con grande unità interna, come ha dimostrato il nostro congresso”, ha detto subito dopo la riconferma.

Nel Consiglio confederale generale la Cisl di Bergamo è rappresentata da Ferdinando Piccinini, segretario generale provinciale del sindacato, e Caterina Delasa, segretario provinciale della Fnp pensionati, neo eletta). Si è poi votato su indicazione di Furlan anche i componenti della segreteria confederale, riconfermando il bergamasco Gigi Petteni, Maurizio Petriccioli, Piero Ragazzini e Giovanna Ventura. A loro si aggiungono Angelo Colombini (segretario generale Femca, Federazione energia, moda, chimica e affini), e Andrea Cuccello (segretario generale regionale del Lazio).


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