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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

Acerbis Italia Spa, Rsu, Femca Cisl e Filctem Cgil hanno firmato l'accordo per il Welfare aziendale territoriale. Così, ACERBIS, azienda di Albino produttrice di materiali plastici, oltre che di abbigliamento sportivo e accessori, concretizza il progetto Beatrice “il Welfare sul Serio”, che vede il coinvolgimento di 42 comuni della Valle Seriana e Val di Scalve, destinato alle aziende del territorio e strutturato su servizi alla persona del territorio.

Sostegno ai lavoratori

All'interno del comparto Gomma Plastica, ACERBIS è la prima azienda Bergamasca a realizzare il progetto Beatrice volto ad incrementare la soddisfazione del lavoratore e della sua famiglia. “Sono molto soddisfatto di aver sottoscritto questo accordo di Welfare - ha commentato Franco Acerbis - che sostiene i nostri lavoratori, il territorio e gli attori sociali che lo animano. La semplicità di utilizzo e la prossimità nell'accesso ai servizi rendono il progetto Beatrice adatto alle nostre esigenze. Beatrice è uno sguardo al futuro, con la consapevolezza di migliorare il presente“.

Non solo per i contratti indeterminati

Siamo assolutamente convinti della bontà di questo accordo, condiviso in assemblea con i lavoratori che hanno risposto positivamenteè invece il commento di Max Torri, operatore Femca Cisl, che insieme a Filctem Cgil ha siglato l‘accordo. - E’ il proseguo di un progetto aziendale iniziato con la stesura di un codice etico che sempre più porta a valorizzare i lavoratori come persone , mantenendo anche valori come la famiglia. Nota non di poco conto, l’accordo è esteso anche ai lavoratori a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione di manodopera che spesso non vengono considerati in tali accordi. Sul tavolo dei lavori ci sono ancora temi in discussione sempre riguardanti l’essere persona e non solo lavoratore con uno sguardo al sociale e alla solidarietà”.

Pubblicato in Comunicati
Giovedì, 21 Giugno 2018 06:44

Welfare: scegliere oggi per domani

Il sistema di welfare di un Paese dice molto del suo grado di democrazia e della sua società civile. Per questo, il dibattito sulle pensioni, in un Paese che invecchia sempre di più e che quest’anno ha fatto registrare il record negativo delle nascite dall’Unità d’Italia, conquista puntualmente la ribalta politica e mediatica scaldando gli animi di tutti: operai, commercianti, artigiani, impiegati, economisti e politici si lanciano in discussioni sulle varie ipotesi di riforma che riempiono le pagine dei giornali.

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Giovedì, 25 Gennaio 2018 08:38

Un welfare aziendale per le donne

Il contributo di Gigi Petteni (Segretario confederale Cisl) per l'ultimo lavoro di Filippo Di Nardo, "Un welfare aziendale per le donne".  Petteni evidenzia come l'efficacia degli strumenti di welfare aziendale sia strettamente correlata alla loro capacità di rispondere ai bisogni sociali dei lavoratori e delle lavoratrici. Per questo è necessario "personalizzare" i progetti di welfare in base alle necessità aziendali e proporre servizi concreti piuttosto che rimborsi monetari.

Pubblicato in Archivio News
Mercoledì, 24 Gennaio 2018 00:00

Accendere contrattazione solidarietà welfare

Un seminario sull'accordo di welfare per gli ambiti dell'Alto e Basso Sebino e la Val Cavallina è in programma mercoledì 24 gennaio (dalle 16,30) presso il Centro Zelinda di Trescore. Il seminario intende rilanciare l'azione contrattuale in materia di welfare nei luoghi di lavoro e sul territorio, supportata dall'uso del portale WELFAREPIU', frutto dell'attività prodotta dall'alleanza val Cavallina a seguito del finanziamento regionale su welfare e conciliazione.


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Venerdì, 10 Novembre 2017 14:50

La Cisl Bergamo e i capitoli del nuovo welfare

Sostenitori di un welfare partecipato e condiviso dal basso”. Così Francesco Corna, segretario CISL di Bergamo, presenta il sindacato e l’attenzione nei confronti dell’evoluzione del welfare nel territorioper riflettere e declinare quali priorità di intervento, quali attori, quali reti, quali progetti e con quali risorse sia possibile attuarli”.

Verso un welfare provinciale

Una tesi espressa al Centro Congressi "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo questa mattina 10 novembre dove si è svolto il convegno “Welfare: quale futuro?”. Un appuntamento dove il sindacato Cisl Bergamo ha voluto raccogliere istanze, esperienze e proposte per avviare un vero e proprio welfare provinciale. A partire da una situazione demografica che, non dissimile dal panorama nazionale, parla di una popolazione prossima all’invecchiamento e quindi “colpevole” di un poderoso innalzamento della spesa sociale, a discapito proprio delle generazioni future.

Le statistiche demografiche

In provincia di Bergamo (è emerso dall’intervento di Gian Carlo Blangiardo, docente alla Bicocca di Milano) vivono 1.109.933 residenti. L’età media è di 43,6 anni, l’aspettativa media di vita è di ulteriori 41,3 anni, di cui 2,1 anni in età di formazione, 22,6 anni in età da lavoro e 16,6 anni in età da pensione. In totale un patrimonio demografico di 45,8 milioni di anni-vita. Con un rapporto di 73,3 anni di pensione per ogni 100 anni di lavoro, a fronte di un rapporto di 29,1 residenti ultra 67enni per ogni 100 in età 20-66. Di fatto, dunque, un patrimonio di milioni di ore che potrebbe rivelarsi un danno se relazionato alla spesa sociale (pensioni, innanzitutto, poi assistenza) e agli equilibri di welfare.

Il rapporto fra pensione e anni di lavoro

Negli ultimi cinque anni, la provincia di Bergamo ha registrato 23.043 residenti in più, 1,4 anni in più di età media, 0,4 anni in meno di aspettativa media di vita. In media, mezzo milione di anni-vita in più, ma nel dettaglio 1,1 milioni di anni in più in età da pensione. “Il rapporto tra futuri anni di pensione per ogni 100 futuri anni di lavoro – avverte Blangiardo - è passato da 67,6 a 73,3, mentre il rapporto ultra 67enni per ogni 100 residenti in età 20-66 è salito da 25,7 a 29,1. L’Italia del futuro, e la Bergamo del futuro non fa eccezione, è vecchia e a carico di una popolazione giovane minoritaria”. Di fatto, non si è allungata la vita, ma la vecchiaia.

Cinque sfide demografiche

Il docente della Bicocca di Milano ha lanciato così, cinque sfide demografiche per tentare di uscire dal tunnel: recuperare il patrimonio demografico perduto rimettendo al centro la famiglia; rilanciare la natalità come investimento della società; passare dalla fase dell’accoglienza solidale alla valorizzazione di un’immigrazione socialmente inserita e sostenibile; non disperdere il giovane capitale umano, e raccontare correttamente la crisi demografica attraverso i media, per sensibilizzare la popolazione e ottenere consenso sui necessari interventi.

Le proposte della Cisl

La CISL, allora, propone un tavolo permanente per la famiglia con i distretti e i piani di zona; chiede una contrattazione aziendale basata su un welfare a favore della famiglia: bonus per asili e scuole, libri e assistenza sanitaria familiare. “La povertà assoluta in Italia – ha detto Corna nella relazione - è cresciuta passando dal 6,5% del 2005 al 7,8% del 2016 ed interessa 1.582.00 famiglie pari a 4.598.000 persone e la recente crisi non ha risparmiato il nostro territorio. Anche nella nostra provincia se analizziamo i dati Istat le persone in povertà sono circa 37.000 e se prendiamo ad esempio i dati dei centri ascolto Caritas di Bergamo vediamo che le persone che hanno chiesto aiuto sono aumentate notevolmente, nel 2008 ci sono state 19.000 richieste e nel 2016 sono state circa 52.000. La richiesta di pacchi alimentari da parte di italiani rappresentavano il 27% nel 2008 , nel 2016 rappresentavano il 43% e sono stati 5.333 le richieste di aiuto. Questo ci impone politiche ed interventi locali mirati che siano derivanti da una visione complessiva strategica delle politiche di welfare sul territorio”.

Un regime fiscale a sostegno della natalità

Quindi, la famiglia come nucleo solidale di individui che gratuitamente si sostengono reciprocamente è il primo nucleo fondante che costituisce la società. Questa famiglia più fragile e sempre più esile che ha nella scarsa natalità la maggiore criticità del nostro territorio. “Il nostro stato sociale ha sempre investito pochissimo sulle famiglie – ha concluso Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl Bergamo -. Per affrontare questa sfida, non bastano misure parziali e bonus o interventi transitori. Servono politiche sociali nazionali che inseriscano un regime fiscale a sostegno della natalità, non più bonus, ma strutture in grado di fornire servizi. Ci si deve anche far carico della evidenza che ormai in Lombardia le cure diventino sempre più appannaggio di chi può permettersi di pagarle, con una discrezionalità di intervento del settore privato sempre più pressante”.

Incrementare la rete dei servizi

Le proposte della Cisl Bergamo comprendono sostegno e strutturalità ai finanziamenti per la contrattazione collettiva rivolta a istituti di conciliazione famiglia/lavoro; linee guida per accordi e/o patti territoriali con partenariato sociale per armonizzare i tempi e le esigenze dell'organizzazione del lavoro con i servizi del territorio e la loro accessibilità (sanità, sociale, istruzione, trasporti, uffici pubblici, ecc.); forme strutturali di riduzione dei costi di servizi alla prima infanzia.I piani di zona - ha ribadito il segretario CISL - devono prevedere politiche volte a favorire e sostenere la natalità, favorire e incrementare la rete dei servizi, in alternativa alla monetizzazione del bisogno”.


Slide Blangiardo
Slide Calicchio

 

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Mercoledì, 22 Novembre 2017 00:00

Il welfare nell'artigianato: scopri le provvidenze

In Lombardia, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti delle aziende artigiane possono usufruire di tante prestazioni frutto della contrattazione regionale e nazionale e della bilateralità. A secondo delle necessità, le richieste di contributo o rimborso possono essere presentate a 3 diversi enti: SANARTI il fondo nazionale di Sanità integrativa, WILA il fondo di Welfare lombardo, ELBA l’Ente lombardo bilaterale dell’artigianato. 

Un incontro promosso dal sindacato Cisl Bergamo (22 novembre alle 9.30 nella Sala Riformisti della Cisl Bergamo) fornirà le coordinate per capire nel dettaglio come e quando è possibile usufruire delle provvidenze. Ne parleranno Giacomo Meloni (Segretario Cisl Bergamo), Cesare Aresi (responsabile Sportello Artiginato Cisl Bergamo) e Paolo Reboni (Cisl Lombardia) 


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Venerdì, 10 Novembre 2017 00:00

Convegno Cisl Bergamo: "Welfare, quale futuro?"

Un appuntamento, targato Cisl Bergamo, per indagare il futuro welfare nella nostra provincia. Attraverso le riflessioni di esperti qualificati, delle istituzioni e del nostro sindacato si tenterà di immaginare progetti che rispondano ai bisogni della società.

Parteciperanno Francesco Corna (Segretario Cisl Bergamo), Matteo Rossi (Presidente Provincia di Bergamo), Gian Carlo Blangiardo (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Stefano Tomelleri (Università degli Studi di Bergamo), Onesto Recanati (Segretario Generale Fnp Cisl Bergamo), Maria Carolina Marchesi (Presidente della Conferenza dei Sindaci bergamaschi), Giuseppe Calicchio (Direttore Sociale Ats Bergamo), Don Edoardo Algeri (Presidente Confederazione italiana dei consultori familiari), Ferdinando Piccinini (Segretario Generale Cisl Bergamo).


Appuntamento il 10 novembre (ore 9) al Centro Congressi di Bergamo (Sala Alabastro)


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"Migliorare il welfare per migliorare il Paese": è la prospettiva della Cisl per fronteggiare i nuovi e vecchi rischi sociali, per sostenere i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie alle prese con le pesanti conseguenze della 'lunga crisi'. ll Rapporto 2017 dell’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale mette a fuoco le le potenzialità di un welfare sempre più plurale, sussidiario e territoriale.


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In cinque anni, i comuni della provincia di Bergamo hanno perso mediamente il 50% dei trasferimenti dallo Stato. Nello stesso periodo, e cioè dal 2010 al 2015, e cioè nel pieno della deflagrazione degli effetti conseguenti a una delle peggiori crisi economiche, l’impatto della spesa sociale sulla spesa complessiva delle 242 comunità orobiche è rimasto praticamente invariato.

La ricerca del Dipartimento Welfare Cisl Bergamo

È il dato che salta all’occhio sfogliando l’ultima ricerca effettuata dal Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo, sui dati del Ministero degli Interni, distribuiti in questi giorni, che ha stilato l’ormai tradizionale quadro dei bilanci delle amministrazioni locali. Nel 2010, dalle casse centrali arrivavano in provincia oltre 254 milioni di euro. Nell’ultimo bilancio consuntivo disponibile (il 2015) gli enti locali orobici hanno denunciato un introito da Roma di 128 milioni. Contestualmente, le tasse locali sono cresciute del 32%, da 363 a 482 milioni di euro: in un certo senso ciò ha permesso di salvaguardare l’impianto sociale delle diverse comunità. La spesa sociale dei comuni, infatti, ha perso negli anni qualcosa come 10 milioni di euro, ma la sua percentuale nei confronti della spesa totale di ogni amministrazione è rimasta pressoché invariata, scendendo dello 0,6%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.

L’Isola è la più penalizzata dai trasferimenti

Un lavoro di cesello sul bilancio che ha finito con il privilegiare la qualità rispetto alla quantità, anche perché nello stesso periodo i Fondi per le Politiche Sociali che Stato e Regione girano agli ambiti di zona nel 2010 consistevano in 18 milioni di euro, lo scorso anno ammontavano a 12 milioni (alcuni dei quali, tra l’altro, vincolati dalla Regione a spese già preventivate). Scendendo nel dettaglio e nell’analisi annuale (e cioè nella differenza tra 2014 e 2015), si scopre che la “stangata” maggiore nei trasferimenti l’ha subita l’ambito dell’Isola Bergamasca, con una differenza del 39% in meno rispetto all’anno scorso. Più fortunati gli abitanti della zona di Dalmine, che si sono visti decurtare “solo” il 5.4% delle entrate “centrali”. Nel basso Sebino si registra il più alto tasso di crescita delle imposte locali (8.16%), mentre le stesse scendono di oltre il 2% nell’ambito della Valle Seriana Superiore. Per quanto riguarda l’aspetto della spesa sociale, la differenza negativa maggiore tra i due esercizi finanziari si è registrata nell’ambito dell’Isola Bergamasca, mentre Dalmine e Grumello hanno stanziato circa il 9% in più per interventi di assistenza e welfare, e il comune di Bergamo ha aumentato del 7% la spesa sociale fra 2014 e 2015.

La limatura consolidata per il sociale

In sostanza, nel corso del 2015, per ogni cittadino della provincia sono stati spesi, in media, 105,83 € nel campo sociale, contro i 112,81 dell’anno precedente.Un calo assolutamente contenuto, visto il ben più consistente taglio effettuato dagli enti superiori - commentano dal Dipartimento Welfare della CISL orobica -, considerando che comunque in alcuni ambiti (Bergamo, Dalmine e Grumello) la spesa pro capite sale anche di 10 euro. Poi, però, in alcune zone, si registrano flessioni negative importanti”. “Insomma, siamo alle solite. Quella della limatura delle spese per il sociale, è una tendenza destinata a consolidarsisottolinea Francesco Corna, segretario del sindacato CISL Bergamo -, dal momento che le previsioni per il futuro non promettono inversioni di tendenza. In aggiunta, infatti, andrebbero sommati i tagli al fondo delle politiche sociali , per i quali rimaniamo in attesa del loro ripristino, come da promessa fatta dal ministro Poletti, dopo incontri e presidi organizzati dai sindacati e dagli enti locali".

Il buon lavoro dei comuni bergamaschi

Va dato perciò atto ai comuni bergamaschi di aver mantenuto comunque un livello qualitativo e quantitativo della spesa sociale, nonostante evidenti difficoltà di bilancio. Questo significa anche che l’ente locale riconosce nel welfare e nel livello di qualità dei servizi assistenziali importanti strumenti di coesione del territorio. Occorre invertire la tendenza – continua Corna - e dedicare più risorse al sostegno della natalità, investire a livello nazionale e locale per invertire una pericolosa deriva demografica che vede il nostro paese nel bel mezzo di un declino demografico, che se non affrontato in tempo determinerà un grave indebolimento del nostro stato sociale. La CISL è determinata a sostenere, in occasione dei prossimi incontri con gli ambiti, nei quali verranno presentati i nuovi piani di zona triennali, che il sostegno alla natalità sia una delle priorità da affrontare. Maggiori servizi a disposizione delle madri, sostegno al diritto allo studio ai figli delle famiglie in difficolta economica, e contrattazione aziendale che orienti le risorse per un welfare che guardi ad un futuro, questa è la strada che ci deve vedere tutti impegnati”.


DOCUMENTI:
1) Rilevazione della spesa sociale nei bilanci dei comuni della Bergamasca (anno 2015)

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L'incontro ha l’obiettivo di condividere gli elementi concettuali di riferimento della conciliazione vita-lavoro, in particolare in relazione al welfare aziendale e agli aspetti fiscali connessi, anche alla luce dei cambiamenti derivanti dalla Legge di stabilità 2016. L’obiettivo è di potenziare la conoscenza del tema e degli aspetti più tecnici, al fine di potenziare il dialogo interdisciplinare territoriale, che si traduca in una maggiore consapevolezza sul tema e in un incremento degli interventi di welfare e conciliazione vita-lavoro nella contrattazione aziendale e territoriale del territorio bergamasco.

L’incontro si colloca nell’ambito degli interventi previsti dal Piano Territoriale di Conciliazione di Bergamo per il biennio 2014-2016 e all’interno del vasto programma di promozione delle politiche di conciliazione che Regione Lombardia ha inteso realizzare in ogni territorio provinciale. Per la Cisl Bergamo parteciperà il segretario Giacomo Meloni.


Appuntamento il 4 ottobre 2016 dalle 14 alle 18 all'Auditorium di Confartigianato di via Torretta 12 a Bergamo. 


Scarica il programma dell'incontro

 

 

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