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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

Una rete sociale per i lavoratori Italcementi che vede schierati insieme Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo, Italcementi, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil (e rispettive Rsu) e Confindustria Bergamo. La finalità è ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti della sede di via Camozzi da qui a giugno 2019. Con l’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, infatti, il gruppo tedesco ha dichiarato 400 esuberi nel quartier generale di Bergamo. Si concretizza così un importante lavoro di coordinamento su un tema delicato come quello delle politiche attive.

"È un accordo importante - precisa Danilo Mazzola, segretario generale della Filca Cisl Bergamo - che dà l’avvio ad un percorso che seguirà l’attuazione del piano sociale. È un altro tassello nella delicata vertenza Italcementi, che si aggiunge al piano sociale sottoscritto il 20 maggio tra azienda e sindacati. Dimostra la capacità del territorio di fare squadra con l’obbiettivo di dare risposte concrete ai lavoratori attraverso percorsi mirati di ricollocazione. Anche se è importante ribadire che anche il governo, con il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro, faccia la sua parte modificando il piano industriale presentato da HeildebergCement".

"Piano che prevede - continua Mazzola - esuberi per 415 lavoratori della sede centrale di Bergamo, riducendone il numero attraverso l’investimento in ricerca e sviluppo e mantenendo il satellite di supporto tecnico a Bergamo. Come sindacati chiediamo, inoltre, che ci vengano dati tutti gli strumenti a disposizione per il prolungamento degli ammortizzatori sociali che ci permetterebbero di gestire il piano sociale in tutta la sua durata".

Il prossimo incontro tra azienda e sindacati è in programma a Roma martedì 19 luglio e i sindacati auspicano che «venga finalmente fatta chiarezza sull’assetto organizzativo del perimetro Italia.


Scarica l'accordo


 

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Siamo fortemente preoccupati e allarmati dal ritardo con cui si sta gestendo la vertenza Italcementi. Tra l’altro apprendiamo con grande stupore dall’Eco di Bergamo che lunedì scorso c’è stato un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e Bernd Scheifele, CEO di HeidelbergCement. Un incontro sul quale non esiste una nota ufficiale e non siamo stati informati, nonostante le continue sollecitazioni al governo e i numerosi incontri al Mise”.

Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.A poche ore dal closing dell’operazione, prevista domani, siamo preoccupati per questa vertenza, che porterà nel giro di un anno 415 esuberi nella sede centrale e 250 nei siti produttivi, con un forte impatto occupazionale non solo nel territorio bergamasco ma nell’intero Paese. Come già ribadito a tutti i tavoli istituzionali – spiegano - per le organizzazioni sindacali il piano industriale di HeildebergCement è inaccettabile e va modificato".

Le proposte sottoposte al Governo e ad HeildebergCement hanno come obiettivo il mantenimento di tutti i siti produttivi, degli asset strategici nel nostro Paese, quali la ricerca e lo sviluppo, il mantenimento del satellite di supporto tecnico a Bergamo per avere una diminuzione del numero di esuberi dichiarati dall’azienda tedesca, utilizzando gli strumenti incentivanti messi a disposizione dalla Regione Lombardia (Legge 11 e Legge 26) e la Patent Box del Governo Italiano. "Vogliamo risposte in tempi brevi – chiedono Feneal, Filca, Fillea - sia dal Mise che da HeildebergCement sulla modifica del piano industriale, tema sul quale abbiamo chiesto uno specifico incontro con l’A.D., poiché alla chiusura del closing non avranno più alibi".

Il Governo deve dare un segnale chiaro ai lavoratori, sia sulla modifica del piano industriale, sia sugli ammortizzatori sociali, che termineranno a settembre 2017, attivando l’art. 42 D.lgs. n. 148/2015, così da includere i lavoratori di Italcementi tra i beneficiari del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria per tutta la durata del piano industriale.

"Senza ammortizzatori non si gestiscono i piani industriali, si licenziano i lavoratori. Ci auguriamo – concludono i sindacati - che il senso di responsabilità tenuto dalle organizzazioni sindacali in tutte le fasi della vertenza non sia messo a dura prova dal comportamento poco trasparente e sfuggente di Italcementi, di HeildebergCement, e del Governo. Sollecitiamo il ministero dello Sviluppo Economico a convocare urgentemente le organizzazioni sindacali”.


by Ufficio Stampa Cisl Nazionale

 

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Martedì, 31 Maggio 2016 08:01

Italcementi: incontro interlocutorio al Mise

È stato un incontro interlocutorio quello del 30 maggio al Ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti di Italcementi e Heidelberg Cement, i sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e i vertici dello stesso Mise, vale a dire il neoministro Carlo Calenda e la sua vice, Teresa Bellanova.

La nota positiva è sicuramente il rinnovato impegno del governo nel seguire questa difficile vertenza e nel salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”, riferiscono i segretari nazionali Feneal, Filca, Fillea, Pascucci, Gentile, Meschieri. “Italcementi – spiegano - ha presentato l’ipotesi di Piano sociale siglato il 20 maggio scorso, Piano che come abbiamo sottolineato non ha nulla a che vedere con il Piano industriale, che va assolutamente rivisto".

"In particolare – spiegano – è necessario incrementare gli organici al Centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale, e prolungare i termini della Cig. È necessario inoltre che a Bergamo si costituisca un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati tutti i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020”.

Il ministro Calenda ha ribadito l’importanza di rivedere il Piano industriale presentato da HC, sollecitando un incontro con la dirigenza tedesca prima della fine del closing, previsto nella prima settimana di luglio, ed ha annunciato una ulteriore disponibilità finanziaria a favore di progetti per lo sviluppo tecnologico ed energetico.

Il viceministro Bellanova ha affermato che serve tempo per la realizzazione del Piano sociale, e in risposta alle richieste sindacali ha ricordato che una Commissione ad hoc si pronuncerà sull’inserimento del Piano industriale nella casistica prevista dall’articolo 42 del decreto legislativo 148/15, mentre si è ancora in attesa che il governo ne pubblichi il decreto attuativo. Infine la Regione Lombardia ha reso noto di aver presentato un progetto con incentivi per le nuove azioni di sviluppo sul prodotto e sul processo, e quindi a favore dell’attività svolta dal Centro di ricerca di Bergamo.

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L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità, è positiva! E' stata costruita dopo lunga trattativa, tenendo conto della realtà e delle differenti professionalità dei lavoratori presenti nella sede di Bergamo. In particolare vanno valorizzate le Doti dedicate all'assunzione e alla formazione che accompagneranno i lavoratori più in difficoltà. “Ora serve un confronto complessivo e attento, che avvieremo nell’assemblea di lunedì prossimo”.

Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, sintetizza così la maratona che a Milano, la notte tra il 19 e il 20 maggio, ha portato le parti a un avvicinamento.La posizione aziendale si è un po’ ammorbidita, avvicinandosi alle nostre richieste. I due nodi principali della questione, la dote incentivo all’esodo e la dote assunzione, sono stati sciolti con un maggiore apporto economico e misure aggiuntive”.

Nella nuova ipotesi ad essere modificate sono la dote incentivo, che ai 42mila euro ne aggiunge altri tremila per il coniuge a carico e 1,5mila per ogni altro familiare, e la dote assunzione, che va dai 9 ai 12 mila euro. “Soprattutto – continua Mazzola -, importante dovrà essere la cifra che Italcementi metterà sul piatto per iniziative di ricollocazione e per le politiche attive e sociali che andranno sul territorio”.

Le parti si rivedranno tra una decina di giorni a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dopo l’assemblea dei lavoratori e, presumibilmente, il referendum per l’accettazione della proposta di accordo.

Domani 21 maggio, alle 10,30, una delegazione sindacale incontrerà Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi al Kilometro Rosso. L’accordo Italcementi sarà naturalmente al centro del dialogo, “ma anche e soprattuttoinsiste Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo - la richiesta di esercitare forti pressioni su Heidelberg affinché riveda il piano industriale; che sia definito un piano per gli ammortizzatori sociali più lungo e che venga data la necessaria importanza e un sostegno concreto del governo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali nell’attuale area di Italcementi a Bergamo”.

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Si è svolto sabato 21 maggio a Bergamo l'incontro tra il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e la delegazione sindacale composta da RSU, Cgil, Cisl e Uil e Fillea Filca e Feneal di Bergamo per illustrare le proposte definite in merito alla vertenza ITALCEMENTI.

Abbiamo evidenziato:
1) La necessità di istituire un Partenariato pubblico-privato di ricerca a Bergamo con l'obiettivo di trovare nuovi prodotti che siano compatibili con la costruzione di edifici neutralmente energetici con la partecipazione di Regine Lombardia, Mise e Heidelbergcement;
2) Tenere a Bergamo il centro di supporto tecnico (satellite) la cui sfera di intervento sarà l'area del sud mediterraneo;
3) Riduzione consistente degli esuberi e mantenimento di tutti i siti produttivi in Italia;
4) Garantire gli ammortizzatori sociali (Cigs) per tutta la durata del piano industriale presentato da HC che terminerà nel 2020.

Solo esplicitando queste condizioni nell'incontro del 30 maggio p.v. al Ministero dello Sviluppo economico, vincoleremo HC ad una risposta al paese Italia. Pertanto è fondamentale che in quell'incontro ci sia la presenza del nuovo ministro Carlo Calenda (confermata dal Presidente del Consiglio) e il CEO di HC Bernd Scheifele che dovrà dare delle risposte positive alle nostre richieste.

Le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali e RSU costituiscono i pilastri su cui articolare la politica industriale nel comparto della filiera delle costruzioni nel nostro paese. Il Presidente del Consiglio ha confermato che l'intero governo è impegnato sulla vertenza ITALCEMENTI e che interloquirà con il ministro del Lavoro Poletti per il prolungamento degli ammortizzatori sociali.

Auspichiamo delle risposte positive e concrete per dare un futuro stabile ai lavoratori.


Leggi anche: L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità"

 

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Giovedì, 05 Maggio 2016 00:00

Italcementi: "Rivedere il piano industriale"

L’incontro del 5 maggio va valutato positivamente per due aspetti: il primo perché ha visto la partecipazione, per la prima volta, di rappresentanti di Heidelberg Cement; il secondo perché, da parte del governo, è stata ribadita la volontà di seguire la vertenza e di intervenire per salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”.

Lo riferiscono i segretari nazionali FenalUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Pascucci, Gentile, Meschieri, a conclusione del vertice al Ministero dello Sviluppo Economico con il viceministro Teresa Bellanova, Andreas Schnurr, responsabile delle risorse umane mondo di Heidelberg Cement, rappresentanti delle Regioni interessate, tra i quali il governatore della Regione Lombardia, e i rappresentanti sindacali territoriali.

L’azienda – riferiscono – ha ripresentato il piano industriale annunciato alla stampa nelle scorse settimane, ricordando che per quanto riguarda la parte di ricerca e sviluppo dei materiali, HC ha confermato il suo interesse, mantenendo la sede a Bergamo, mentre per il personale che si occupa dell’assistenza ai siti produttivi la sede verrà spostata in Germania, presso Heidelberg".

"A questo proposito le organizzazioni sindacali hanno chiesto che sia rivisto il piano, che dovrà prevedere un consistente incremento degli organici al centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale. Chiediamo inoltre che sia costituito a Bergamo un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020".

"Tutti questi processi dovranno essere sostenuti, oltre che da programmi di politiche attive, da ammortizzatori sociali che accompagnino il futuro piano industriale. Fondamentale sarà anche l’apporto che le Regioni interessate, in collaborazione con il Governo centrale, potranno assicurare. Ad esempio la Regione Lombardia è intervenuta dichiarando ampia disponibilità in tal senso. È stato un primo incontro interlocutorio – hanno concluso i tre – in attesa del nuovo vertice in programma lunedì 30 maggio prossimo”.

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Sono stati più di 1500 i lavoratori Italcementi che questa mattina hanno sfilato nel centro di Bergamo per lo sciopero nazionale contro la vendita a Heidelberg. “Uno spettacolo…peccato sia per 700 licenziamenti”, uno dei commenti alla vista del fiume di persone provenienti da tutta Italia che tra musiche, slogan, bandiere e fumogeni ha riempito le strade attorno allo stabilimento cittadino della famiglia Pesenti, l’obiettivo vero di ogni battuta e di tutti i comizi finali.

Non si può lasciare un intero territorio in balia del mercato – ha detto Angelo Dessì, RSU storico dello stabilimento orobico -. Dov’è quella responsabilità sociale d’impresa con cui i nostri vertici si sono, per anni, sciacquati la bocca?”.

Parlamentari eletti in provincia, rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati bergamaschi in “formazione completa” hanno fatto parte del corteo, aperto dallo striscione unitario. All’interno numerosi dialetti e tante storie, soprattutto di preoccupazione per sé e per le famiglie. Intanto, nelle aziende del gruppo, l’adesione allo sciopero toccava quota 95%.

Adesso dobbiamo capire quali vie d’uscita ci sonoha detto Franco Turri, segretario generale nazionale FILCA CISL -. Si vende un’azienda storica, e i soldi finiscono in speculazioni finanziarie. Chi governa deve metterci risorse e testa”. Per Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo, “in nessuna delle vertenze di questi anni abbiamo assistito a atteggiamenti così irresponsabili nei confronti di persone e territorio. A 8 mesi dall’annuncio non abbiamo potuto confrontarci realmente sul piano industriale. Tutto questo è inaccettabile".

Non vogliamo subire passivamente scelte che mettono in discussione professionalità di 100 anni di lavoro, di tre generazioni che si sono alternate in questa sede rendendo grande questa azienda”, ha sottolineato Danilo Mazzola, responsabile FILCA provinciale.

Questa protesta, è stato detto da più parti è solo la prima. “Arriveremo a Roma, anche a Heidelberg se necessario. Nessuno pensi di gestire questa situazione con “quattro soldi”. Serve il tempo necessario per costruire azioni di prospettive occupazionali, non per parcheggiare chissà quanti lavoratori negli ammortizzatori sociali per chissà quanti anni”. --> TUTTE LE FOTO



29/4/16 - Piccinini interviene durante la manifestazione nazionale intorno alla vicenda Italcementi

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Giovedì, 28 Aprile 2016 08:32

Sciopero Italcementi a Bergamo

Tutto il “pianeta Italcementi” sfilerà a Bergamo, venerdì 29 aprile, alla manifestazione nazionale organizzata per protestare contro il piano industriale di Heidelberg Cement; per salvaguardare l’occupazione; per un piano sociale di ricollocazione. In contemporanea in ogni sito produttivo del gruppo verranno attuati presidi per tutte le 8 ore di sciopero proclamate.

Bergamo dunque, come era logico che fosse, sarà palcoscenico del corteo e dei comizi che verranno sfilare e parlare rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli stabilimenti di tutta Italia. Inoltre, hanno garantito la presenza anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori e il presidente della Provincia, Matteo Rossi.

Il programma prevede il concentramento alle 10.15 in Via Madonna della Neve; il corteo partirà alle 10.30, proseguendo per Via Martiri di Cefalonia, Via Angelo Maj, Via Papa Giovanni XXIII, Largo Porta Nuova, Sentierone, Via Tasso, Via Contrada dei Tre Passi, Via Camozzi, dove, di fronte all’ingresso della sede di Italcementi, si svolgerà il presidio. Qui ci saranno gli interventi di Giuseppe Mancin, Segretario Generale della FENEAL UIL Bergamo; delle RSU della sede e dei vari stabilimenti; del Sindaco di Bergamo, del Presidente della Provincia, di Ferdinando Piccinini Segretario Generale del sindacato CISL Bergamo, del Presidente della Regione Lombardia e di Walter Schiavella Segretario Generale della FILLEA CGIL Nazionale. La manifestazione sarà occasione, l’ennesima, per rilanciare le richieste che le Organizzazioni Sindacali hanno proposto al governo perché le sostenga nei confronti di HC.

Intanto, infatti, il piano industriale presentato da HC a mezzo stampa prevede, a regime, esuberi per 415 dipendenti di Bergamo a cui se ne aggiungono altri 250 circa negli altri siti produttivi: questi lavoratori potrebbero essere licenziati a settembre 2017.

Il Coordinamento delle RSU e le Segreterie Nazionali di FENEAL, FILCA e FILLEA hanno contestato il piano e chiesto di Istituire un tavolo di confronto con vecchia e nuova proprietà per rivederne gli obiettivi; per i sindacati è necessario mantenere il Centro Tecnico di Assistenza a Bergamo, per ridurre sensibilmente il numero degli esuberi e potenziare il Centro di Ricerca di Bergamo. 


Scarica il volantino

 

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Nella giornata di giovedì 14 aprile si è svolto presso il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), alla presenza del vice ministro Teresa Bellanova, l’incontro richiesto dai sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL in riferimento all’acquisizione del Gruppo Italcementi Spa (ITC) da parte del Gruppo Heidelberg Cement Spa (HC).

Le Segreterie Nazionali e le RSU presenti hanno contestato il piano industriale presentato da HC a mezzo stampa che prevede, a regime, esuberi per 415 dipendenti di Bergamo a cui se ne aggiungono altri 250 circa (dei siti produttivi) che potrebbero essere licenziati a settembre 2017. Altresì è stato stigmatizzato il comportamento del Gruppo tedesco che ha dribblato la convocazione del MISE come atto grave e irrispettoso nei confronti delle Istituzioni nazionali.

Sono 5 le richieste che i sindacati hanno proposto al vice ministro e al quale è stato chiesto di sostenere nei confronti di HC.

1) Istituire, in tempi brevi, un tavolo di confronto coordinato dal MISE, alla presenza della vecchia e nuova proprietà, delle Segreterie Nazionali di FENEAL, FILCA e FILLEA e del Ministero del lavoro per rivedere il piano industriale presentato;

2) Mantenere il Centro Tecnico di Assistenza (ex CTG) su Bergamo che permetterebbe di ridurre sensibilmente il numero degli esuberi;

3) Potenziare il Centro di Ricerca (R&D & inno.) quale centro mondiale di ricerca sul prodotto, (scelta parzialmente accolta da HC su nostra proposta), che permetterebbe di azzerare gli esuberi. In questo contesto si stanno creando le sinergie con la Regione Lombardia e le facoltà tecniche delle università di Bergamo e Milano;

4) Confermare da parte di HC il mantenimento degli asset dei siti produttivi e dei livelli occupazionali previsti, almeno fino alla fine del periodo di transizione da loro indicato, che terminerebbe nel 2020;

5) Prevedere ulteriori ammortizzatori sociali per tutto il Gruppo, al fine di governare i processi di ricollocazione attraverso politiche attive (formazione, riqualificazione, outplacement), anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali. Di conseguenza HC dovrà riconfermare gli accordi sottoscritti con ITC relativi ai piani sociali a integrazione degli ammortizzatori sociali.

A conclusione dell’Incontro Bellanova ha preso atto delle richieste e, nella piena consapevolezza dell’importanza che il ruolo del Governo può svolgere in questa fase, se ne farà carico. Altresì ha precisato che in ogni caso un azienda straniera si dovrà adeguare alle nostre regole che prevedono appunto anche quello di presentarsi alle convocazioni del Governo e dei ministeri coinvolti. Di conseguenza convocherà, entro i primi di maggio, il tavolo di confronto con tutte le parti interessate.

A sostegno delle proposte sindacali, alternative al piano industriale di HC, viene confermato lo sciopero del gruppo ITC per il giorno 29 aprile 2016 con manifestazione nazionale a Bergamo.


Scarica il volantino

 

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Oggi, 8 aprile, il 95% dei Lavoratori della Italcementi Sede ha aderito allo sciopero indetto per protestare contro la dichiarazione degli esuberi fatta da Heidelberg. L’alta adesione dimostra come i Lavoratori abbiamo condiviso le ragioni delle Organizzazioni Sindacali e come abbiamo concretamente sostenuto la difficile ed articolata vertenza.

I tre segretari di Feneal Filca Fillea che seguono la vertenza a livello territoriale (Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Luciana Fratus) hanno preso la parola durante l’assemblea degli azionisti e hanno esplicitato i motivi del dissenso leggendo una lettera aperta a loro indirizzata (in allegato).

Si deve discutere della riduzione del numero degli esuberi, si deve discutere delle politiche di ricollocazione dei Lavoratori, si deve discutere della proroga degli ammortizzatori sociali dopo il 24 Settembre 2017, si deve discutere della protezione sociale da destinare ai Lavoratori e alle loro famiglie: a partire dall’incontro del prossimo 12 aprile a Roma con la direzione Italcementi che illustrerà al coordinamento nazionali delle RSU le ricadute della decisione prese da Heidelberg, all’incontro del 14 Aprile al Ministero dello Sviluppo economico nel quale si chiederà al governo di impegnarsi direttamente nella vertenza contrattando con Heidelberg le funzioni che rimarranno in Italia; la vertenza continuerà in modo serrato e determinato.

Le RSU/RSA, le OO.SS. ringraziano i Lavoratori per il fattivo sostegno dato alla vertenza.


LETTERA APERTA AGLI AZIONISTI DI ITALCEMENTI SPA

Gentile Azionista,
Ti ringraziamo per l'attenzione che stai riservando alla voce dei Lavoratori.

Probabilmente ascolterai parole e concetti che non condividerai che sono distanti dal tuo modo di agire, ma nel pieno rispetto della tua persona abbiamo scelto di essere schietti.

Nel comparto del cemento non è la prima volta che i Lavoratori si rivolgono direttamente agli azionisti. Lo scorso anno ci siamo rivolti agli azionisti di HOLCIM a Zurigo sostenendo che non poteva esserci fusione con Lafarge senza i diritti dei Lavoratori.

La tua libertà di decidere non è in discussione.

Ti evidenziamo che se ITALCEMENTI è una azienda attiva da 151 anni è perché i volti, le voci e le intelligenze collettive dei suoi dipendenti sono state elementi essenziali.
Ora con la vendita ad Heidelberg, quel patrimonio collettivo e diffuso del paese Italia verrà disperso.

Riteniamo un ossimoro il comportamento dello scorso anno che è oscillato tra l'interessamento da parte dell'azienda ad acquisire alcuni asset produttivi della fusione LAFARGE - HOLCIM ad inizio anno e l'aver venduto la stessa azienda ad Heidelberg a metà anno.

Come comprenderai non è solo una vertenza sindacale questa, ma istituzionale e sociale.

Sicuramente abbiamo idee diverse sulla scelta di vendere ad Heidelberg, tu " metti a rendita il tuo patrimonio" noi "mettiamo a repentaglio il nostro posto di lavoro" e la nostra professionalità; però siamo obbligati a confrontarci per la difesa del rilevante patrimonio industriale di questo straordinario paese che si chiama Italia.

Vorremmo sensibilizzarti rispetto al devastante impatto occupazionale e sociale che il territorio di Bergamo dovrà subire, impoverendosi ulteriormente. Gli esuberi che Heidelberg ha annunciato Martedi 5 Aprile potevano essere evitati o ridotti se chi ha negoziato con Heidelberg inseriva la clausola sociale e occupazionale nel trattativa lampo di vendita dell'azienda.

Ora che dobbiamo gestire i 430 esuberi che sono persone, come ricordava ieri anche il direttore del l'eco di Bergamo, con famiglie che dovranno continuare a vivere dignitosamente sul territorio concentrati tutti a Bergamo; ti chiediamo di assumerti le tue responsabilità contrattando con noi un piano sociale che rioccupi i Lavoratori e un piano che preveda la protezione sociale anche per le loro famiglie.

In questi ultimi 5 anni abbiamo gestito un ridimensionato occupazionale del gruppo consistente, le cui cause ci sono note, sempre con la massima correttezza nell'agire ruoli diversi e contrapposti rispettandosi a vicenda.

Abbiamo condiviso una riorganizzazione di gruppo con il " piano 2015" che si basava su un consistente investimento, come quello nello stabilimento di REZZATO, attuato da un gruppo dirigente che credeva nel futuro produttivo di questo paese.

Abbiamo osservato che l'azienda ITALCEMENTI ha aumentato il valore della sua azione in borsa quando annunciava accordi sindacali di chiusura degli impianti e riduzione dei costi ma non aumentava il valore della sua azione quando investiva nel futuro dal punto di vista tecnologico.
Comprendiamo che non dipende direttamente da te ma dalle logiche di mercato, ma questo mette in evidenza una esplicita contraddizione.

Per queste ragioni ti chiediamo di "restituire" ai Lavoratori e alle loro famiglie una parte di risorse che hai accumulato negli anni per aiutarci a superare la drammatica situazione che stiamo vivendo.

 

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