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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità, è positiva! E' stata costruita dopo lunga trattativa, tenendo conto della realtà e delle differenti professionalità dei lavoratori presenti nella sede di Bergamo. In particolare vanno valorizzate le Doti dedicate all'assunzione e alla formazione che accompagneranno i lavoratori più in difficoltà. “Ora serve un confronto complessivo e attento, che avvieremo nell’assemblea di lunedì prossimo”.

Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, sintetizza così la maratona che a Milano, la notte tra il 19 e il 20 maggio, ha portato le parti a un avvicinamento.La posizione aziendale si è un po’ ammorbidita, avvicinandosi alle nostre richieste. I due nodi principali della questione, la dote incentivo all’esodo e la dote assunzione, sono stati sciolti con un maggiore apporto economico e misure aggiuntive”.

Nella nuova ipotesi ad essere modificate sono la dote incentivo, che ai 42mila euro ne aggiunge altri tremila per il coniuge a carico e 1,5mila per ogni altro familiare, e la dote assunzione, che va dai 9 ai 12 mila euro. “Soprattutto – continua Mazzola -, importante dovrà essere la cifra che Italcementi metterà sul piatto per iniziative di ricollocazione e per le politiche attive e sociali che andranno sul territorio”.

Le parti si rivedranno tra una decina di giorni a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dopo l’assemblea dei lavoratori e, presumibilmente, il referendum per l’accettazione della proposta di accordo.

Domani 21 maggio, alle 10,30, una delegazione sindacale incontrerà Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi al Kilometro Rosso. L’accordo Italcementi sarà naturalmente al centro del dialogo, “ma anche e soprattuttoinsiste Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo - la richiesta di esercitare forti pressioni su Heidelberg affinché riveda il piano industriale; che sia definito un piano per gli ammortizzatori sociali più lungo e che venga data la necessaria importanza e un sostegno concreto del governo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali nell’attuale area di Italcementi a Bergamo”.

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Si è svolto sabato 21 maggio a Bergamo l'incontro tra il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e la delegazione sindacale composta da RSU, Cgil, Cisl e Uil e Fillea Filca e Feneal di Bergamo per illustrare le proposte definite in merito alla vertenza ITALCEMENTI.

Abbiamo evidenziato:
1) La necessità di istituire un Partenariato pubblico-privato di ricerca a Bergamo con l'obiettivo di trovare nuovi prodotti che siano compatibili con la costruzione di edifici neutralmente energetici con la partecipazione di Regine Lombardia, Mise e Heidelbergcement;
2) Tenere a Bergamo il centro di supporto tecnico (satellite) la cui sfera di intervento sarà l'area del sud mediterraneo;
3) Riduzione consistente degli esuberi e mantenimento di tutti i siti produttivi in Italia;
4) Garantire gli ammortizzatori sociali (Cigs) per tutta la durata del piano industriale presentato da HC che terminerà nel 2020.

Solo esplicitando queste condizioni nell'incontro del 30 maggio p.v. al Ministero dello Sviluppo economico, vincoleremo HC ad una risposta al paese Italia. Pertanto è fondamentale che in quell'incontro ci sia la presenza del nuovo ministro Carlo Calenda (confermata dal Presidente del Consiglio) e il CEO di HC Bernd Scheifele che dovrà dare delle risposte positive alle nostre richieste.

Le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali e RSU costituiscono i pilastri su cui articolare la politica industriale nel comparto della filiera delle costruzioni nel nostro paese. Il Presidente del Consiglio ha confermato che l'intero governo è impegnato sulla vertenza ITALCEMENTI e che interloquirà con il ministro del Lavoro Poletti per il prolungamento degli ammortizzatori sociali.

Auspichiamo delle risposte positive e concrete per dare un futuro stabile ai lavoratori.


Leggi anche: L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità"

 

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Giovedì, 05 Maggio 2016 00:00

Italcementi: "Rivedere il piano industriale"

L’incontro del 5 maggio va valutato positivamente per due aspetti: il primo perché ha visto la partecipazione, per la prima volta, di rappresentanti di Heidelberg Cement; il secondo perché, da parte del governo, è stata ribadita la volontà di seguire la vertenza e di intervenire per salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”.

Lo riferiscono i segretari nazionali FenalUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Pascucci, Gentile, Meschieri, a conclusione del vertice al Ministero dello Sviluppo Economico con il viceministro Teresa Bellanova, Andreas Schnurr, responsabile delle risorse umane mondo di Heidelberg Cement, rappresentanti delle Regioni interessate, tra i quali il governatore della Regione Lombardia, e i rappresentanti sindacali territoriali.

L’azienda – riferiscono – ha ripresentato il piano industriale annunciato alla stampa nelle scorse settimane, ricordando che per quanto riguarda la parte di ricerca e sviluppo dei materiali, HC ha confermato il suo interesse, mantenendo la sede a Bergamo, mentre per il personale che si occupa dell’assistenza ai siti produttivi la sede verrà spostata in Germania, presso Heidelberg".

"A questo proposito le organizzazioni sindacali hanno chiesto che sia rivisto il piano, che dovrà prevedere un consistente incremento degli organici al centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale. Chiediamo inoltre che sia costituito a Bergamo un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020".

"Tutti questi processi dovranno essere sostenuti, oltre che da programmi di politiche attive, da ammortizzatori sociali che accompagnino il futuro piano industriale. Fondamentale sarà anche l’apporto che le Regioni interessate, in collaborazione con il Governo centrale, potranno assicurare. Ad esempio la Regione Lombardia è intervenuta dichiarando ampia disponibilità in tal senso. È stato un primo incontro interlocutorio – hanno concluso i tre – in attesa del nuovo vertice in programma lunedì 30 maggio prossimo”.

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Sono stati più di 1500 i lavoratori Italcementi che questa mattina hanno sfilato nel centro di Bergamo per lo sciopero nazionale contro la vendita a Heidelberg. “Uno spettacolo…peccato sia per 700 licenziamenti”, uno dei commenti alla vista del fiume di persone provenienti da tutta Italia che tra musiche, slogan, bandiere e fumogeni ha riempito le strade attorno allo stabilimento cittadino della famiglia Pesenti, l’obiettivo vero di ogni battuta e di tutti i comizi finali.

Non si può lasciare un intero territorio in balia del mercato – ha detto Angelo Dessì, RSU storico dello stabilimento orobico -. Dov’è quella responsabilità sociale d’impresa con cui i nostri vertici si sono, per anni, sciacquati la bocca?”.

Parlamentari eletti in provincia, rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati bergamaschi in “formazione completa” hanno fatto parte del corteo, aperto dallo striscione unitario. All’interno numerosi dialetti e tante storie, soprattutto di preoccupazione per sé e per le famiglie. Intanto, nelle aziende del gruppo, l’adesione allo sciopero toccava quota 95%.

Adesso dobbiamo capire quali vie d’uscita ci sonoha detto Franco Turri, segretario generale nazionale FILCA CISL -. Si vende un’azienda storica, e i soldi finiscono in speculazioni finanziarie. Chi governa deve metterci risorse e testa”. Per Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo, “in nessuna delle vertenze di questi anni abbiamo assistito a atteggiamenti così irresponsabili nei confronti di persone e territorio. A 8 mesi dall’annuncio non abbiamo potuto confrontarci realmente sul piano industriale. Tutto questo è inaccettabile".

Non vogliamo subire passivamente scelte che mettono in discussione professionalità di 100 anni di lavoro, di tre generazioni che si sono alternate in questa sede rendendo grande questa azienda”, ha sottolineato Danilo Mazzola, responsabile FILCA provinciale.

Questa protesta, è stato detto da più parti è solo la prima. “Arriveremo a Roma, anche a Heidelberg se necessario. Nessuno pensi di gestire questa situazione con “quattro soldi”. Serve il tempo necessario per costruire azioni di prospettive occupazionali, non per parcheggiare chissà quanti lavoratori negli ammortizzatori sociali per chissà quanti anni”. --> TUTTE LE FOTO



29/4/16 - Piccinini interviene durante la manifestazione nazionale intorno alla vicenda Italcementi

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Giovedì, 28 Aprile 2016 08:32

Sciopero Italcementi a Bergamo

Tutto il “pianeta Italcementi” sfilerà a Bergamo, venerdì 29 aprile, alla manifestazione nazionale organizzata per protestare contro il piano industriale di Heidelberg Cement; per salvaguardare l’occupazione; per un piano sociale di ricollocazione. In contemporanea in ogni sito produttivo del gruppo verranno attuati presidi per tutte le 8 ore di sciopero proclamate.

Bergamo dunque, come era logico che fosse, sarà palcoscenico del corteo e dei comizi che verranno sfilare e parlare rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli stabilimenti di tutta Italia. Inoltre, hanno garantito la presenza anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori e il presidente della Provincia, Matteo Rossi.

Il programma prevede il concentramento alle 10.15 in Via Madonna della Neve; il corteo partirà alle 10.30, proseguendo per Via Martiri di Cefalonia, Via Angelo Maj, Via Papa Giovanni XXIII, Largo Porta Nuova, Sentierone, Via Tasso, Via Contrada dei Tre Passi, Via Camozzi, dove, di fronte all’ingresso della sede di Italcementi, si svolgerà il presidio. Qui ci saranno gli interventi di Giuseppe Mancin, Segretario Generale della FENEAL UIL Bergamo; delle RSU della sede e dei vari stabilimenti; del Sindaco di Bergamo, del Presidente della Provincia, di Ferdinando Piccinini Segretario Generale del sindacato CISL Bergamo, del Presidente della Regione Lombardia e di Walter Schiavella Segretario Generale della FILLEA CGIL Nazionale. La manifestazione sarà occasione, l’ennesima, per rilanciare le richieste che le Organizzazioni Sindacali hanno proposto al governo perché le sostenga nei confronti di HC.

Intanto, infatti, il piano industriale presentato da HC a mezzo stampa prevede, a regime, esuberi per 415 dipendenti di Bergamo a cui se ne aggiungono altri 250 circa negli altri siti produttivi: questi lavoratori potrebbero essere licenziati a settembre 2017.

Il Coordinamento delle RSU e le Segreterie Nazionali di FENEAL, FILCA e FILLEA hanno contestato il piano e chiesto di Istituire un tavolo di confronto con vecchia e nuova proprietà per rivederne gli obiettivi; per i sindacati è necessario mantenere il Centro Tecnico di Assistenza a Bergamo, per ridurre sensibilmente il numero degli esuberi e potenziare il Centro di Ricerca di Bergamo. 


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Nella giornata di giovedì 14 aprile si è svolto presso il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), alla presenza del vice ministro Teresa Bellanova, l’incontro richiesto dai sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL in riferimento all’acquisizione del Gruppo Italcementi Spa (ITC) da parte del Gruppo Heidelberg Cement Spa (HC).

Le Segreterie Nazionali e le RSU presenti hanno contestato il piano industriale presentato da HC a mezzo stampa che prevede, a regime, esuberi per 415 dipendenti di Bergamo a cui se ne aggiungono altri 250 circa (dei siti produttivi) che potrebbero essere licenziati a settembre 2017. Altresì è stato stigmatizzato il comportamento del Gruppo tedesco che ha dribblato la convocazione del MISE come atto grave e irrispettoso nei confronti delle Istituzioni nazionali.

Sono 5 le richieste che i sindacati hanno proposto al vice ministro e al quale è stato chiesto di sostenere nei confronti di HC.

1) Istituire, in tempi brevi, un tavolo di confronto coordinato dal MISE, alla presenza della vecchia e nuova proprietà, delle Segreterie Nazionali di FENEAL, FILCA e FILLEA e del Ministero del lavoro per rivedere il piano industriale presentato;

2) Mantenere il Centro Tecnico di Assistenza (ex CTG) su Bergamo che permetterebbe di ridurre sensibilmente il numero degli esuberi;

3) Potenziare il Centro di Ricerca (R&D & inno.) quale centro mondiale di ricerca sul prodotto, (scelta parzialmente accolta da HC su nostra proposta), che permetterebbe di azzerare gli esuberi. In questo contesto si stanno creando le sinergie con la Regione Lombardia e le facoltà tecniche delle università di Bergamo e Milano;

4) Confermare da parte di HC il mantenimento degli asset dei siti produttivi e dei livelli occupazionali previsti, almeno fino alla fine del periodo di transizione da loro indicato, che terminerebbe nel 2020;

5) Prevedere ulteriori ammortizzatori sociali per tutto il Gruppo, al fine di governare i processi di ricollocazione attraverso politiche attive (formazione, riqualificazione, outplacement), anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali. Di conseguenza HC dovrà riconfermare gli accordi sottoscritti con ITC relativi ai piani sociali a integrazione degli ammortizzatori sociali.

A conclusione dell’Incontro Bellanova ha preso atto delle richieste e, nella piena consapevolezza dell’importanza che il ruolo del Governo può svolgere in questa fase, se ne farà carico. Altresì ha precisato che in ogni caso un azienda straniera si dovrà adeguare alle nostre regole che prevedono appunto anche quello di presentarsi alle convocazioni del Governo e dei ministeri coinvolti. Di conseguenza convocherà, entro i primi di maggio, il tavolo di confronto con tutte le parti interessate.

A sostegno delle proposte sindacali, alternative al piano industriale di HC, viene confermato lo sciopero del gruppo ITC per il giorno 29 aprile 2016 con manifestazione nazionale a Bergamo.


Scarica il volantino

 

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Oggi, 8 aprile, il 95% dei Lavoratori della Italcementi Sede ha aderito allo sciopero indetto per protestare contro la dichiarazione degli esuberi fatta da Heidelberg. L’alta adesione dimostra come i Lavoratori abbiamo condiviso le ragioni delle Organizzazioni Sindacali e come abbiamo concretamente sostenuto la difficile ed articolata vertenza.

I tre segretari di Feneal Filca Fillea che seguono la vertenza a livello territoriale (Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Luciana Fratus) hanno preso la parola durante l’assemblea degli azionisti e hanno esplicitato i motivi del dissenso leggendo una lettera aperta a loro indirizzata (in allegato).

Si deve discutere della riduzione del numero degli esuberi, si deve discutere delle politiche di ricollocazione dei Lavoratori, si deve discutere della proroga degli ammortizzatori sociali dopo il 24 Settembre 2017, si deve discutere della protezione sociale da destinare ai Lavoratori e alle loro famiglie: a partire dall’incontro del prossimo 12 aprile a Roma con la direzione Italcementi che illustrerà al coordinamento nazionali delle RSU le ricadute della decisione prese da Heidelberg, all’incontro del 14 Aprile al Ministero dello Sviluppo economico nel quale si chiederà al governo di impegnarsi direttamente nella vertenza contrattando con Heidelberg le funzioni che rimarranno in Italia; la vertenza continuerà in modo serrato e determinato.

Le RSU/RSA, le OO.SS. ringraziano i Lavoratori per il fattivo sostegno dato alla vertenza.


LETTERA APERTA AGLI AZIONISTI DI ITALCEMENTI SPA

Gentile Azionista,
Ti ringraziamo per l'attenzione che stai riservando alla voce dei Lavoratori.

Probabilmente ascolterai parole e concetti che non condividerai che sono distanti dal tuo modo di agire, ma nel pieno rispetto della tua persona abbiamo scelto di essere schietti.

Nel comparto del cemento non è la prima volta che i Lavoratori si rivolgono direttamente agli azionisti. Lo scorso anno ci siamo rivolti agli azionisti di HOLCIM a Zurigo sostenendo che non poteva esserci fusione con Lafarge senza i diritti dei Lavoratori.

La tua libertà di decidere non è in discussione.

Ti evidenziamo che se ITALCEMENTI è una azienda attiva da 151 anni è perché i volti, le voci e le intelligenze collettive dei suoi dipendenti sono state elementi essenziali.
Ora con la vendita ad Heidelberg, quel patrimonio collettivo e diffuso del paese Italia verrà disperso.

Riteniamo un ossimoro il comportamento dello scorso anno che è oscillato tra l'interessamento da parte dell'azienda ad acquisire alcuni asset produttivi della fusione LAFARGE - HOLCIM ad inizio anno e l'aver venduto la stessa azienda ad Heidelberg a metà anno.

Come comprenderai non è solo una vertenza sindacale questa, ma istituzionale e sociale.

Sicuramente abbiamo idee diverse sulla scelta di vendere ad Heidelberg, tu " metti a rendita il tuo patrimonio" noi "mettiamo a repentaglio il nostro posto di lavoro" e la nostra professionalità; però siamo obbligati a confrontarci per la difesa del rilevante patrimonio industriale di questo straordinario paese che si chiama Italia.

Vorremmo sensibilizzarti rispetto al devastante impatto occupazionale e sociale che il territorio di Bergamo dovrà subire, impoverendosi ulteriormente. Gli esuberi che Heidelberg ha annunciato Martedi 5 Aprile potevano essere evitati o ridotti se chi ha negoziato con Heidelberg inseriva la clausola sociale e occupazionale nel trattativa lampo di vendita dell'azienda.

Ora che dobbiamo gestire i 430 esuberi che sono persone, come ricordava ieri anche il direttore del l'eco di Bergamo, con famiglie che dovranno continuare a vivere dignitosamente sul territorio concentrati tutti a Bergamo; ti chiediamo di assumerti le tue responsabilità contrattando con noi un piano sociale che rioccupi i Lavoratori e un piano che preveda la protezione sociale anche per le loro famiglie.

In questi ultimi 5 anni abbiamo gestito un ridimensionato occupazionale del gruppo consistente, le cui cause ci sono note, sempre con la massima correttezza nell'agire ruoli diversi e contrapposti rispettandosi a vicenda.

Abbiamo condiviso una riorganizzazione di gruppo con il " piano 2015" che si basava su un consistente investimento, come quello nello stabilimento di REZZATO, attuato da un gruppo dirigente che credeva nel futuro produttivo di questo paese.

Abbiamo osservato che l'azienda ITALCEMENTI ha aumentato il valore della sua azione in borsa quando annunciava accordi sindacali di chiusura degli impianti e riduzione dei costi ma non aumentava il valore della sua azione quando investiva nel futuro dal punto di vista tecnologico.
Comprendiamo che non dipende direttamente da te ma dalle logiche di mercato, ma questo mette in evidenza una esplicita contraddizione.

Per queste ragioni ti chiediamo di "restituire" ai Lavoratori e alle loro famiglie una parte di risorse che hai accumulato negli anni per aiutarci a superare la drammatica situazione che stiamo vivendo.

 

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Mercoledì, 06 Aprile 2016 00:00

Vicenda Italcementi: venerdì 8 ore di sciopero

Non è accaduto durante un incontro, non è successo al termine di un confronto: solo attraverso un comunicato stampa HeidelbergCement ha annunciato a sindacati e lavoratori il pesante Piano di ristrutturazione di Italcementi che prevede il mantenimento degli impianti produttivi ma anche un esubero di 430 addetti nella sede di Bergamo.
 
In risposta all’annuncio dei pesantissimi tagli (e anche alle irrispettose modalità con cui la notizia è stata diffusa) FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo insieme alle RSU/RSA Italcementi di Sede hanno proclamato uno sciopero di 8 ore per venerdì 8 aprile, giorno in cui è prevista l’assemblea degli azionisti di ItalcementiVenerdì si terrà anche un presidio con volantinaggio davanti alla sede di via Madonna della Neve / via Camozzi dalle 7.00 del mattino in attesa dell’ingresso degli azionisti.
 
Arrogante nel metodo e nel merito, rigettiamo con forza il comportamento di HeidelbergCement, ma anche di Italcementi e di Italmobiliare” dicono Luciana Fratus della FILLEA-CGIL di Bergamo, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL di Bergamo, al ritorno dal presidio auto-organizzato dai lavoratori deciso in assemblea e svoltosi fino a pochi minuti fa fuori dalla sede, in centro a Bergamo.

Ecco perché per venerdì abbiamo proclamato uno sciopero di 8 ore. Domani, intanto, è stato fissato un incontro di approfondimento sulla sede centrale con la partecipazione delle RSU, delle RSA con i dirigenti di Italcementi a Milano nella sede di Italmobiliare (ore 16.00): in quest’occasione chiederemo conto di quanto sta accadendo in queste ore. Questa sera i rappresentanti di Provincia, Comune, Regione, insieme con le nostre organizzazioni sindacali di categoria e quelle confederali, si incontreranno negli uffici di via Tasso in un tavolo di crisi provinciale (ore 18.00)”.
 
Intanto, le segreterie nazionali di FENEAL, FILCA e FILLEA scrivono di ritenere “scorretto il comportamento di HeidelbergCement ma anche del Gruppo Italcementi e di Italmobiliare  perché:
- HeidelbergCement non si è presentata all’incontro previsto ieri con il Governo Italiano, che non lo ha mai annullato! È grave e irrispettoso nei confronti delle istituzioni che un’azienda ignori l’interlocuzione con il Governo di una nazione;
- HeidelbergCement ha assunto decisioni senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali e senza alcun confronto di merito con il Governo, presentando comunque un Piano di ristrutturazione non condiviso, tenendosi le mani libere nonostante il closing non sia concluso, con riflessi pesanti sul futuro di centinaia di famiglie.

HeidelbergCement prova a rassicurare i lavoratori delle cementerie e dei centri di macinazione, dichiarando che darà seguito al Piano di riorganizzazione attuato da Italcementi. Sarà cosi? Noi abbiamo forti dubbi.

Sin dall’inizio dell’operazione di vendita le organizzazioni sindacali avevano denunciato i rischi che questa operazione poteva comportare, ovvero l’acquisizione a livello globale di quote di mercato a scapito dell’occupazione italiana.

Questa operazione, del tutto finanziaria, ha portato tanti soldi a Italmobiliare (Famiglia Pesenti), a sfavore dei dipendenti italiani. Infatti, non è stata inserita nel contratto di vendita alcuna clausola di salvaguardia per i lavoratori.

FENEAL, FILCA, FILLEA nazionali avevano avanzato proposte di merito per rilanciare Italcementi sia in Italia che nel mondo, peraltro condivise a suo tempo da Italcementi e dal Governo. Parole, parole, parole …fatti concreti …nessuno! Come si concilia la fase di transizione sino al 2020, quando gli ammortizzatori sociali termineranno a settembre 2017? Scatteranno i licenziamenti?”.
 
Le Segreterie Nazionali di FENEAL, FILCA, FILLEA, chiedono:
1) al Governo italiano e al Ministero dello Sviluppo Economico, di convocare al più presto le organizzazioni sindacali e le RSU del Gruppo Italcementi e fissare immediatamente un incontro con HeidelbergCement, al fine di rivedere il piano industriale fortemente penalizzante per la sede di Bergamo. Vanno riprese le proposte avanzate dai sindacati anche per individuare i necessari ammortizzatori sociali a sostegno di un’eventuale fase transitoria;
2) ad HeidelbergCement che apra un confronto con le organizzazioni sindacali italiane;
3) ad Italcementi il rispetto gli accordi sottoscritti in sede ministeriale, soprattutto in riferimento alla rotazione nei centri di macinazione.
Le segreterie nazionali confermano lo stato di agitazione in atto e lo sciopero già programmato”.

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Il progetto di riorganizzazione di Italcementi predisposto da Heidelberg prevede 430 esuberi a Bergamo (170 persone dovranno essere riallocati in altre sedi all’interno del gruppo e 260 verranno gestiti attraverso la cassa integrazione).

È una decisione gravissima, decisa senza alcun confronto con le OO.SS e senza alcun rapporto con il governo italianohanno detto i segretari generale di CGIL CISL UIL Bergamo, Bresciani, Piccinini e Cortinovis. - CGIL CISL UIL di Bergamo dichiarano il loro sostegno a tutte le iniziative che la categoria FILLEA FILCA E FENEAL decideranno di prendere insieme ai lavoratori. Chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa vero e l’intervento del governo, e di un tavolo di crisi provinciale con le istituzioni locali, i parlamentari bergamaschi e l’azienda”.

Intanto, l'atteso incontro previsto a Roma tra il Governo e il Gruppo Heildelberg Cement non si è svolto a causa di un “disguido” di cui “non si conoscono la natura né la responsabilità” si legge in una nota firmata da FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL nazionali.

Pur comprendendo i problemi che possono essere insorti a seguito delle dimissioni del Ministro Guidi, le organizzazioni sindacali nazionali sottolineano la necessità che l’incontro venga fissato in tempi brevi poiché in gioco c’è il futuro delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglieRicordiamo che gli occupati nel Gruppo Italcementi sono circa 2.300. La vertenza non è solo di carattere sindacale, ma è anche istituzionale e sociale. È a repentaglio una parte fondamentale del patrimonio industriale del nostro Paese, un’eccellenza delle ricerca industriale italiana, un alto valore del know how del settore del cemento”.

Per questi motivi il coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero per il 29 aprile. “Vogliamo confrontarci alla pari con il gruppo Heidelberg, vogliamo sapere con chiarezza cosa pensano il Governo e la Regione Lombardia rispetto ai contenuti della vertenza” continua la nota diramata".

Ribadiamo con forza l'esigenza di incontrare il Governo sulla vertenza perché intervenga immediatamente e con fermezza nei confronti di HeidelbergCement, affinché quest’ultima possa annunciare la riorganizzazione del Gruppo e l’integrazione delle funzioni, non prima di essersi confrontata con RSU e sindacati. Chiediamo che gli incontri con il Governo e con HeidelbergCement siano fissati con urgenza, evitando ulteriori disguidi che si ripercuoterebbero negativamente sui lavoratori e sulle lavoratrici”.

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Nonostante le continue sollecitazioni, il Ministro GUIDI non ha ancora convocato le Segreterie Nazionali di Feneal Uil Filca Cisl Fillea Cgil. Ricordiamo che le proposte presentate dalle OO.SS. per il rilancio del gruppo italiano, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, furono fatte proprie dal Ministro.

Oltre a questo silenzio assordante che non fa presagire nulla di buono rispetto agli affidamenti che le OO.SS. avevano riposto nel Governo quale interlocutore principale del gruppo tedesco, si aggiunge anche quello di Heidelberg Cement che continua a trincerarsi dietro le regole dell’antitrust.

Voci sempre più insistenti danno lo smantellamento della sede di Bergamo, del Centro Tecnico e del Centro di ricerca che a tutt’oggi occupano più di 700 dipendenti. Infatti in una riunione congiunta dei CAE Italcementi e Heidelberg, un rappresentante del gruppo tedesco ha affermato che, alla data del 31 marzo, HC deciderà i ruoli delle nuove aree geografiche, che avranno sicuramente ripercussioni negative sugli assetti organizzativi/produttivi in Italia, a partire dalla sede di Bergamo.

Tale riorganizzazione potrebbe comportare sia un ridimensionamento dei siti produttivi, sia una riduzione delle attuali attività della sede di Bergamo causando una riduzione di due terzi del personale impiegato, con gravi ed evidenti ripercussioni sulla vita di centinaia di famiglie e sul tessuto sociale bergamasco.

Alla luce di tutto ciò, il 1° aprile p.v. si riunirà a Roma il Coordinamento Nazionale delle RSU/RSA Italcementi che deciderà le opportune iniziative di mobilitazione da adottare che comprendono un pacchetto di 16 ore di sciopero da attuarsi in tutti i luoghi di lavoro del gruppo.

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