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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo
Giovedì, 28 Maggio 2015 00:00

Licenziati al Gleno 24 dipendenti

Alla faccia delle sorti magnifiche e progressive del Jobs Act… Ventiquattro persone verranno licenziate dopo 15, 20 anni di lavoro: sempre svolto con perizia e attenzione, mai un richiamo, mai una lamentela, tanto che il contratto con la Cooperativa Sociale Monterosso veniva di anno in anno rinnovato senza discussioni. È la situazione in cui si trovano, oggi, i dipendenti della cooperativa in forza alla Casa di riposo del Gleno.

È successo, infatti, che la Fondazione Carisma (che ha la proprietà dell’istituto) ha comunicato la propria intenzione di recedere dal contratto a partire dal prossimo 30 giugno, per dotarsi di proprio personale e di non utilizzare il personale della cooperativa. “Per poter accedere agli sgravi fiscali”, ha dichiarato la Direzione della Fondazione in una riunione sindacale. Le lettere di licenziamento sono arrivate oggi ai 24 ASA, assunti dalla Monterosso a tempo indeterminato. Sono per la grande maggioranza donne.

 “Se così fosse davvero saremmo di fronte ad un atto barbaro. Ci troviamo a gestire una situazione drammatica: in molti casi questo era il vero sostentamento della famiglia, e comunque in ogni famiglia una situazione come queste non può non provocare enormi disagi – dice Giovanna Bettoni, che per il sindacato FISASCAT CISL Bergamo segue la vicenda-. Ci sono carichi familiari gravosi, persone che da 20 anni fanno conto di questo stipendio e su questo hanno acceso un mutuo; ci sono donne sole con figli a carico; mogli con mariti inabili…Insomma, è una questione di dignità delle persone. È vero che non c'è obbligo a riassumere il personale della Cooperativa, è un problema di regole che mancano nel mondo degli appalti, ma la Fondazione Carisma, ha rinnovato senza mai discutere un appalto, riconoscendo di fatto la qualità del servizio erogato. C’è poi ad tener conto del rapporto che si è instaurato con i pazienti , che da un giorno all’altro troveranno facce sconosciute. Si tratta in molti casi di persone fragili, indifese, che si erano affezionati a questi lavoratori”.

Le famiglie degli utenti hanno garantito un appoggio concreto. Ora, preso atto di cosa sta succedendo – dice Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT CISL Bergamo -, faremo di tutto per evitare che il Gleno e i propri ospiti perdano di colpo tutta questa professionalità lasciando per strada 28 persone. La salvaguardia di questi Lavoratori non è purtroppo un obbligo di Legge, ma è un obbligo morale. Chiediamo che con Carisma si possa instaurare una discussione seria che salvaguardi i posti di lavoro e la qualità del servizio”.

Per domani è stata inviata una richiesta di incontro da parte delle Organizzazioni Sindacali. “In base alla risposta che arriverà dalla direzione – conclude Citerio -, valuteremo le iniziative e le eventuali mobilitazioni da mettere  in cantiere”.

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Mercoledì, 27 Maggio 2015 00:00

MediaMarket: ritirata la procedura di mobilità

Ritirata la procedura di mobilità, stabilito (per Bergamo) il tetto del 10% alla solidarietà e incentivi per i trasferimenti volontari. Sono questi alcuni aspetti dell’accordo firmato il 26 maggio tra Mediamarket e le organizzazioni sindacali. Secondo l’intesa, la solidarietà riguarderà 4.830 addetti di 96 punti vendita, il 75% della forza lavoro. Nel “pacchetto”, sottoscritti anche il protocollo sulle relazioni sindacali e l’intesa sulla mobilità incentivata.

Con il ricorso alla solidarietà abbiamo scongiurato i 906 licenziamenti salvaguardando per i prossimi 12 mesi i posti di lavoro, in una azienda che ha pesantemente risentito della crisi delle vendite dell’elettronica di consumo, anche individuando soluzioni economiche alternative alla riduzione dell'orario di lavoro - ha dichiarato Luca Bottani, del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -. Aver condiviso con una azienda anche un protocollo di relazioni sindacali orientato alla partecipazione dei lavoratori in un momento ancora purtroppo recessivo rappresenta forse il vero punto di svolta in una vertenza che vede coinvolti migliaia di giovani, molti dei quali hanno con convinzione sostenuto il negoziato partecipando attivamente alla fase sindacale di espletamento della procedura”.

La riduzione dell’orario di lavoro – del 18% in media nazionale con punte del 40% in Campania e in Liguria – interesserà per dodici mesi, con decorrenza dal 1° luglio 2015 e fino al 30 giugno 2016, 4.830 lavoratori che rappresentano circa il 75% della forza lavoro complessiva. A Bergamo, nei due negozi cittadini e in quello di Stezzano, la percentuale di solidarietà si ferma al 10%.

In aggiunta al contratto di solidarietà, le parti hanno anche individuato lo strumento della mobilità volontaria con l’esclusivo criterio della non opposizione e con un incentivo economico all’esodo, commisurato alla retribuzione lorda del mese di maggio, fino a 14, 11, e 7 mensilità. L’azienda riconoscerà un importo aggiuntivo a titolo di una tantum di 1.000 euro per coloro che manifesteranno la disponibilità al trasferimento entro il 30 settembre.

A margine dei due accordi le parti hanno inoltre siglato il protocollo sulle relazioni sindacali con l'obiettivo di definire “momenti di stabile interlocuzione” con la specifica caratteristica del “modello partecipativo finalizzato ad affrontare tematiche di comune interesse in maniera costruttiva e trasparente” e volto a “rafforzare la competitività dell’azienda tutelando allo stesso tempo gli interessi dei lavoratori e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. Le relazioni sindacali saranno articolate ai livelli nazionale/aziendale e territoriale ed esamineranno in particolare le prospettive di sviluppo dell’azienda, con particolare riferimento alla omnicanalità dei canali di vendita. 

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Venerdì, 22 Maggio 2015 00:00

Auchan: apertura sulle uscite volontarie

Auchan “promette” incentivazioni economiche, estese a tutti i 49 punti vendita, per individuare dipendenti eventualmente interessati a un’uscita volontaria. È questo uno dei segnali maggiormente positivi dell’incontro che azienda e sindacati hanno avuto oggi 22 maggio 2015 a Roma. Lo scopo è naturalmente quello di ridurre in modo immemdiato il costo del personale. A tal proposito, però, la società ha anche confermato che l'utilizzo di ammortizzatori sociali non può essere preso in considerazione perché non andrebbe a risolvere in maniera strutturale il problema.

“Prendiamo atto con una certa positività rispetto all'apertura dell'azienda su forme di uscita volontarie ed incentivate- dichiara Luca Bottani del sindacato Fisascat Cisl di Bergamo -, ma per noi non devono esserci altre uscite, pertanto chiediamo il ritiro della procedura di licenziamento dei 1426 lavoratori”.

Riguardo il tema dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali le organizzazioni sindacali ne propongono l'utilizzo sia per poter diluire nel tempo l'impatto del nuovo modello organizzativo sull'occupazione che per ridurre i costi legati al personale. Il prossimo incontro è previsto per il 10 giugno.


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È stata rinnovata nei giorni scorsi, la RSU della Bonduelle, una sorta di “piccola assemblea ONU”, vista la straordinaria diversità etnica che compone la rappresentanza sindacale unitaria. Nello stabilimento OP Oasi del gruppo Bonduelle di San Paolo d'Argon (all'avanguardia in Europa per il confezionamento di insalate in busta di quarta gamma e ricostruito completamente dopo l'incendio del 2007, riaperto nel 2011) sono confluiti i lavoratori degli stabilimenti di Lallio e Costa di Mezzate entrambi del gruppo multinazionale francese.

Qui, tra più di duecento dipendenti, sono presenti ben 16 etnie diverse, da tutti i continenti del pianeta. Tra queste, le più rappresentate sono quelle di India, Pakistan e Marocco. Alle elezioni di settimana scorsa erano 211 gli aventi diritto al voto, 127 i votanti. Sui 120 voti validi (7 schede nulle) la lista del sindacato FISASCAT CISL Bergamo ha ottenuto 62 voti con 4 candidati; la lista FILCAMS CGIL 58 voti con 3 candidati.

Sono stati così eletti Simona De Martino (italiana), con 31 voti; Alì Zulfiqar (Pakistan) 27; Absi Chegdali (Marocco) 15; Kumar Ashok (India) 12; Taouafe Cherkauoi (Marocco) 10; Walter Camacho (Bolivia) 9 e Nicoletta Manera (Italia), con 8 voti. Nella RSU uscente, che contava 6 componenti, i posti erano occupati da FILCAMS (con 1 rappresentante) e da FISASCAT, con 5.

 

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Giovedì, 07 Maggio 2015 00:00

Sciopero all’Auchan per gli esuberi

Una giornata di protesta nazionale , sabato 9 maggio, contro la procedura di mobilità aperta dal gruppo Auchan connessa alla dichiarazione di 1.426 esuberi a fronte di 11.422 dipendenti in 51 sedi in Italia. Per Bergamo, gli esuberi sono 29, tutti concentrati nel supermercato di via Carducci, che attualmente ne occupa circa 220.

Uno sciopero di otto ore che, in provincia di Bergamo, anche con presidio dalle 10 alle 12, coinvolgerà gli occupati nel punto vendita di Bergamo.

“La mobilitazione – spiega Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -, prende spunto anche dal recente annuncio del colosso della grande distribuzione alle controparti relativo al recesso dall’accordo integrativo dell’ottobre 2007 e da tutte le intese ad esso riconducibili, oltre che dalle prassi applicate, dal prossimo luglio. Lo sciopero è stato accolto con favore dalle assemblee dei lavoratori, che in questi giorni si sono susseguite ne tre centri commerciali della provincia” oltre a quello del capoluogo, Curno e Antegnate, per un totale di oltre 500 dipendenti.

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Mancato accordo. La formula in secco “sindacalese” riguarda il futuro di tre persone. Nell’incontro alla Direzione Territoriale del Lavoro, il sindacato FISASCAT CISL e CODESA si sono lasciate senza trovare soluzioni alla vicenda dei tre lavoratori licenziati dal Balzer a soli tre mesi dall’accordo che ha permesso di riaprire lo storico locale del Sentierone.

Non ci resta che il giudice, e la causa per licenziamento illegittimo”, dice ora Alberto Citerio, segretario generale della FISASCAT CISL Bergamo, che fino all’ultimo ha “sperato di trovare un accordo,  o almeno un compromesso, che potesse ridare dignità e futuro a tre lavoratori che da anni, nel bar, si occupano di pulizie e magazzino. Tre lavoratori “deboli” contrattualmente, per i quali ci spenderemo fino a che non ci sarà una dignitosa e congrua soluzione ”.

All’incirca 15 giorni fa, CODESA ha infatti licenziato per giustificato motivo oggettivo tre lavoratori, un uomo e due donne, con il pretesto di esternalizzare i servizi di pulizia e magazzino. Tutto ciò mentre l’accordo che ha permesso la riapertura già comprendeva la riduzione del 10% di ogni stipendio più una serie di “agevolazioni” che, però, prevedevano la salvaguardia dell’occupazione.

“La FISASCAT - conclude Citerio -non ci sta, e si muoverà in ogni contesto e direzione possibile per contrastare una decisione aziendale difficile da comprendere e accettare”.

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C’è aria di riorganizzazione alla Mediamarket S.p.A. azienda italiana, con sede legale a Curno, del gruppo tedesco MetroAg, e titolare dei marchi MediaWorld e Saturn. La direzione ha infatti annunciato la chiusura di 7 punti vendita e esuberi per circa 700 tempi pieni su un totale di 6.458 dipendenti (non tutti full time e quindi il numero degli esuberi interesserà un numero maggiore di lavoratori). Al momento i punti bergamaschi non rientrano nei piani di chiusura, ma le organizzazioni sindacali hanno palesato la loro preoccupazione “per la quantità di lavoratrici e lavoratori che sarebbe coinvolta dalla riorganizzazione,  nonché per l'impatto sociale che questa potrebbe avere” e hanno posto come condizione, per trovare una soluzione condivisa, la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Il sindacato FISASCAT CISL Bergamo ha dichiarato che il presupposto indispensabile per pervenire ad una gestione condivisa di questa fase di ristrutturazione aziendale, è “la sottoscrizione di un protocollo sulle relazioni sindacali che marchi una evidente discontinuità rispetto al passato”. Al momento, l'azienda ha formalizzato la chiusura di 7 negozi entro l'estate: Roma 1, Milano 3 e Genova Saturn, Settimo milanese, Brescia 2, Nola e Napoli 2.

Le chiusure determinerebbero un esubero complessivo di circa 200 equivalenti full time. In virtù del calo di clienti, di scontrini e quindi di vendite anche laddove non c'è chiusura c'è la necessità di una riduzione di organico che l'azienda ha quantificato in circa 500 equivalenti full time. L'azienda ha dichiarato che nelle prossime ore formalizzerà, attraverso una procedura di licenziamento collettivo, la dimensione esatta e la distribuzione degli esuberi e ha dichiarato fin da subito la disponibilità a trovare delle soluzioni condivise volte a ridurre l'impatto sulle lavoratrici ed i lavoratori.

Il prossimo incontro è fissato per giovedì 7 maggio. Il confronto – dice Alberto Citerio, segretario generale di FISASCAT Cisl Bergamo - avrà anche l'obiettivo di verificare costantemente la riorganizzazione aziendale, nonché le possibili ripercussioni sull'organizzazione del lavoro e ulteriori impatti occupazionali. Su questo, l'azienda dato disponibilità al confronto territoriale”.

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Mercoledì, 29 Aprile 2015 08:39

EXPO: il binomio "Turismo-Bergamo" fa fatica

Sono più di mille a Bergamo i lavoratori stagionali del turismo. Valli, laghi e la città rappresentano per queste persone, gran parte giovani, una risorsa lavorativa importante, che necessiterebbe di attenzioni e progetti maggiori. “E invece, per cominciare – dice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -, costoro saranno penalizzati dall'introduzione della NASPI con un dimezzamento della durata e del valore del sussidio”. La FISASCAT rilancia sulla necessità di rivisitazione della normativa sulla NASPI, la nuova assicurazione sociale per l’impiego in vigore dal prossimo 1° maggio prossimo.

Il lavoro stagionale nel turismo è da sempre un fenomeno permanente in Italia come nella nostra provincia, e pertanto i lavoratori del settore necessitano di una soluzione strutturale per il sostegno al reddito - ha stigmatizzato Citerio - La nuova NASPI avrà effetti devastanti sui lavoratori stagionali del comparto turistico che vedranno dimezzarsi la durata ed il valore del sussidio. Servono strumenti strutturali per far sì che queste professionalità, a volte di grande esperienza, non vengano disperse non riuscendo più a reggere dal punto di vista della continuità di reddito”.

Bergamo e turismo: un binomio che fatica a diventare concetto. Le difficoltà di lanci definitivi e seri nel pianeta della promozione turistica della città e della sua provincia sono un dato di fatto. Le difficoltà che incontrano numerose realtà ricettive negli ultimi tempi testimonia proprio la scarsa dimestichezza delle istituzioni  e dell’imprenditoria a fare rete per la promozione del prodotto Bergamo.

Ci fa piacere che, a seguito delle nostre iniziative di protesta per il mancato rinnovo del Contratto nazionale del Turismo, finalmente anche nella nostra città si sia innescato un dibattito a tutto tondo sull'accoglienza turistica. Le ricette sono semplici: diversificare l'offerta turistica rafforzando il turismo enogastronomico e legato ai luoghi d'arte (città alta in primis) per destagionalizzare l'offerta turistica.  Puntare sull'Aeroporto di Orio quale vetrina promozionale di Bergamo dal punto di vista turistico (possibile che un qualunque straniero atterri a Orio sia convinto di trovarsi a Milano?). A questo proposito manca un collegamento diretto e veloce tra la città e l'aeroporto. Porsi l'obiettivo di Bergamo quale meta turistica lombarda preferita dai visitatori di expo: bastano due o tre ore libere prima o dopo la visita per assaporare una meravigliosa città d'arte”.

E invece, le problematiche legate al turismo in città continuano a produrre preoccupazione e “intoppi”. Nei giorni scorsi, c'è stato l'atteso incontro per Turismo Bergamo tra il Presidente della Provincia Matteo Rossi, la FISASCAT CISL, in rappresentanza delle Lavoratrici, e Turismo Bergamo.

È stata sottolineata l'importanza dell'Ente per l'accoglienza turistica nella bergamasca. Il sindacato ha chiesto garanzie occupazionali a fronte di sacrifici economici che sono stati richiesti ai Lavoratori. È un problema di risorse: la Provincia di Bergamo è in attesa del Decreto di Delega fiscale per onorare gli impegni di spesa sul 2014 e 2015 che dovrebbero arrivare entro la fine di maggio per la chiusura di bilancio, fondamentali per la sopravvivenza dell'ente e dei posti di lavoro. “C'è da ragionare poi del futuro di Turismo Bergamo (o Visit Bergamo come ama chiamarlo il Sindaco di Bergamo): la promozione del turismo a Bergamo va valorizzata ed ampliata anziché pensare a stravolgimenti in funzione solo di riduzione di costi”.

C’è poi la “questione Ostello”. FISASCAT, insieme ai colleghi di CGIL e  UIL, ha denunciato a livello nazionale la pesante situazione venutasi a creare per i dipendenti di AIG, l’associazione che gestisce la più importante rete di Ostelli per la Gioventù in Italia (presenti anche a Bergamo e in alcune località della provincia). AIG vive da più di un anno un progressivo ed inarrestabile stato di crisi finanziaria. Le ragioni sono  dovute principalmente al calo delle presenze in quasi tutti gli Ostelli, situazione che a Bergamo non si avverte. Tutto questo, però, comporta un forte indebitamento, che tra l’altro vede i lavoratori non ricevere lo stipendio da più di 7 mesi.

L'Ostello di Bergamo vive, dal punto di vista ricettivo, una situazione tutt’altro che critica, a dimostrazione delle potenzialità del nostro territorio ma è chiaro che la condizione nazionale non può che generare preoccupazione anche alle nostre latitudini”. 

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Un altro fulmine a ciel sereno colpisce il mondo del commercio di Bergamo. Oggi Auchan ha dichiarato l’apertura della  procedura di mobilità per 1426 dipendenti, lamentando uno stato di crisi continuo da qualche stagione. Per Bergamo, gli esuberi sono 29, tutti concentrati nel supermercato di via Carducci, che attualmente ne occupa circa 220.

Siamo sorpresi da questa ennesima iniziativa dell’azienda – dice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -. Non abbiamo mai nascosto che i problemi all’interno del gruppo siano evidenti, ma a Bergamo c’erano spazi considerevoli per una trattativa, negata da mesi, e condizioni certe per un accordo, che inspiegabilmente l’azienda non ha mai veramente ricercato”.

La vertenza Auchan si è ufficialmente aperta a fine marzo,  quando l’azienda, con una decisione unilaterale ha disdetto l’accordo integrativo per tutti i lavoratori, che si sono visti applicare tagli ai salari, alla copertura della malattia e degli infortuni sul lavoro, con un costo medio per ogni lavoratore fino a 300 euro al mese.

Nella provincia di Bergamo, Auchan gestisce 3 ipermercati, uno nel capoluogo, e altri a Curno e Antegnate, per un totale di oltre 500 dipendenti. Dopo la disdetta del contratto, dunque, adesso giungono questi esuberi senza ragion d’essere per Bergamo – continua Citerio -. L’azienda prosegue con questo atteggiamento lesivo della dignità dei lavoratori. Vengono per questo confermate le assemblee già in programma per il prossimo 4 maggio e lo sciopero generale di tutti i supermercati italiani, che il 9 maggio manifesteranno per l’intera giornata”.

Il sindacato  - conclude Citerio -è disponibile ad affrontare con senso di responsabilità i problemi dell’impresa, ma ciò deve però avvenire nel rispetto degli interessi e dei diritti dei lavoratori, non scaricando unicamente su di essi il peso di una ristrutturazione selvaggia”.

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È ancora emergenza Sentierone. Il salotto buono della città si è risvegliato in un alone di crisi, dopo che Balzer ha ufficializzato tre licenziamenti. Non bastasse la chiusura annunciata del Ciao, le difficoltà finanziarie del Nazionale, il Balzer rappresentava un esempio di crisi superata: dopo quattro mesi di trattativa tra le parti si era giunti a un accordo che salvava attività commerciale e dipendenti.

Oggi invece abbiamo scoperto un’altra verità – dice Rainero Micalef, delegato del sindacato Fisascat Cisl Bergamo al caffè Balzer -. Nonostante il nostro impegno, i nostri sacrifici e la nostra dedizione per mantenere l’attività, scopriamo che siamo vulnerabili forse più di prima. Quello del licenziamento dei nostri tre colleghi è stato un fulmine a ciel sereno, e adesso tra di noi ci guardiamo quasi per chiederci chi sarà il prossimo”.

La FISASCAT CISL ha organizzato nel pomeriggio del 15 aprile un presidio lungo i portici piacentiniani per denunciare alla cittadinanza le difficoltà che hanno colpito le attività ricettive e commerciali di Bergamo alla vigilia di Expo.

Anche oggi migliaia di lavoratori si sono ritrovati a Milano per scioperare contro il mancato rinnovo del contratto del turismo – ha detto Alberto Citerio, segretario generale Fisascat Cisl Bergamo -; anche oggi centinaia di persone in questo settore rischiano il posto di lavoro per una crisi che non accenna a mollare la presa, per un lavoro sempre più fragile, come ha dimostrato la mossa di CODESA. Non accetteremo una decisione simile.

Barghi deve incontrarci e in quell’occasione faremo il possibile per evitare questa decisione difficile da comprendere e accettare. Come faremo il possibile perché i 21 lavoratori del Ciao possano ritrovare un’occupazione al più presto e perché le istituzioni e le associazioni di categoria, a partire da Comune e Ascom,  inizino a interrogarsi sul futuro della nostra ricettività, allargando la discussione anche alla situazione di Turismo Bergamo e Ostello della Gioventù”.

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