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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

Il 15 aprile in tutta Italia il Turismo si ferma! A 24 mesi dalla scadenza del contratto di lavoro, a pochi giorni dall’inaugurazione di EXPO 2015a qualche mese dal Giubileo Straordinario quasi un milione di lavoratori sono ancora senza Contratto di Lavoro. Sono gli addetti delle mense, dei bar e ristoranti, delle agenzie di viaggio, degli alberghi di Confindustria e dei tour operators, degli stabilimenti balneari e degli associati a Confesercenti. Il comunicato

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Continua lo stato di agitazione al Ciao di Bergamo. Il ristorante del Sentierone, del gruppo Autogrill, da circa 30 anni ospite della struttura piacentiniana del centro di città bassa, ha infatti deciso di chiudere l’attività, aprendo la mobilità per i suoi 13 dipendenti.

L'8 aprile, l’azienda ha incontrato i sindacati e la RSU, confermando le proprie intenzioni, ma aprendo anche spiragli di possibili reinserimenti di sette dei dieci dipendenti part time in strutture del gruppo. Rimarrebbero quindi esclusi al momento 6 persone, per le quali Autogrill “non ha ancora fornito indicazioni sufficienti a tranquillizzarci – sottolinea Diego Lorenzi, della segreteria del sindacato Fisascat Cisl Bergamo -. Noi continueremo le azioni di mobilitazione, fino a quando ogni lavoratore non sarà stato ricollocato in un'altra azienda. Tra l’altro, vorremmo anche capire quale attività sostituirà “Ciao” all’interno della struttura. Per questo chiediamo che Ascom e Comune si facciano carico di intervenire verso i nuovi affittuari per valutare le possibilità di impiego”.

L’assemblea dei lavoratori, concorde nel ritenere insoddisfacenti le proposte di Autogrill, ha chiesto che nessun lavoratore sia escluso dalle soluzioni allo studio, e ha deciso di manifestare allo sciopero del commercio in programma mercoledì 15 a Milano e, al rientro, “ci sarà una manifestazione di protesta lungo il Sentierone, per sensibilizzare – conclude Lorenzi - la popolazione e le istituzioni sullo svuotamento commerciale del centro cittadino”.

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“Il Gruppo Mercatone Uno è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria. Il Decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi prevede anche la nomina dell’organo commissariale”. Poche, laconiche righe sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico per avvisare quanto era nell’aria da tempo, e quanto i sindacati paventavano, nonostante le smentite dell’azienda.

“Le svendite erano “propedeutiche” alla chiusura, e adesso arriva la conferma – dicono Mauro Rossi della FILCAMS CGIL e Terry Vavassori, del sindacato Fisascat Cisl Bergamo -. Adesso restiamo in attesa della convocazione da parte del Ministero, per capire quale piano industriale abbiano in mente per tentare di salvare l’attività e l’occupazione”.

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Giovedì, 02 Aprile 2015 07:26

Mercatone Uno: incontro a Roma

Incontro dal Ministro senza l'azienda. Così si è svolta l’audizione per il Mercatone Uno al Ministero per lo Svilupo Economico. Presenti le delegazioni di RSU e sindacati dei vari punti vendita nazionali, mentre davanti ai negozi i loro colleghi scioperavano con presidio (vedi Verdello) per protestare contro l’intenzione dell’azienda – non ancora formalizzata – di chiudere. Comunicato.

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Mercoledì, 01 Aprile 2015 00:00

Mercatone Uno: incontro a Roma

Incontro dal Ministro, davanti a una sedia vuota…Così si è svolta l’audizione per il Mercatone Uno al Ministero per lo Svilupo Economico, a Roma. Presenti le delegazioni di RSU e Organizzazioni Sindacali dei vari punti vendita nazionali, mentre davanti ai negozi i loro colleghi davano vita all’ennesimo sciopero con presidio (è successo anche a Verdello) per protestare contro l’intenzione dell’azienda – anche se a oggi non ancora formalizzata – di chiedere le attività.

Questa mattina, dunque, al Ministero il tavolo nazionale ha visto la defezione dell’azienda che avrebbe dovuto fare chiarezza sui piani per il futuro, in particolare sulla sorte dei 34 punti vendita nei quali è stato avviato il “fuori tutto”. La svendita in teoria dovrebbe continuare fino al 26 aprile, ma visto che i magazzini sono svuotati, è destinata a durare molto meno. Inoltre a maggio scade il contratto di solidarietà per i dipendenti e dal tavolo di oggi si voleva capire se c’era la possibilità di attivare ulteriori ammortizzatori sociali.

Il ministro – riferisce Terry Vavassori, che rappresentava il sindacato Fisascat Cisl Bergamo al tavolo – ha comunque chiarito che il tavolo istituzionale rimarrà aperto fino a quando Mercatone Uno non chiarirà gli intenti e, magari, non troverà soluzioni apprezzabili. Il ministro ci ha confermato comunque che la direzione sta vagliando offerte, come anche valuta la possibilità di continuare. È stato anche assicurato dal MISE che a breve verrà riconvocato il tavolo. I lavoratori, intanto, hanno deciso che da domani si rientrerà a lavorare, in attesa delle risposte aziendali”.

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È stato firmato a Roma il 30 marzo 2015 l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale del Commercio, strumento atteso da oltre un anno dai circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario, commercio, distribuzione e servizi, per i quali l’intesa ha stabilito un aumento economico di 85,00 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli e da erogare in 5 tranche. Per quanta riguarda il territorio bergamasco l'accordo interessa circa 25.000 addetti di realtà piccole e grandi.

La sottoscrizione del contratto  - commenta Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo - è particolarmente importante per le dimensioni del settore e per la crisi che sta colpendo ancora duramente le aziende del terziario e del commercio alle prese con una riduzione dei consumi che ancora non presenta inversioni di tendenza. Rimane esclusa per ora Federdistribuzione, che rappresenta le grandi aziende della grande distribuzione (Auchan, Carrefour, Esselunga, Iper per citarne alcune), in quanto l’associazione da due anni è uscita dal sistema di rappresentanza di Confcommercio. Ci auguriamo che questo rinnovo possa spingere nuovamente Federdistribuzione ai tavoli negoziali”.

Nel difficile contesto economico e sociale attuale la conclusione positiva dei negoziati e la sottoscrizione di un’intesa unitaria è un segnale importante e significativo” così le segreterie nazionali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL E UILTUCS hanno commentato l’ipotesi di accordo con l’associazione datoriale Confcommercio. Dopo l'interruzione della trattativa del giugno dello scorso anno – hanno proseguito le segreterie nazionali – è stata raggiunta un'intesa unitaria che consegna un risultato salariale e normativo  per il triennio 2015 - 2017”.

Molte le novità introdotte sul versante normativo  a cominciare  dall’introduzione del sistema di classificazione del personale del settore Ict - tecnologie dell'informazione e della comunicazione - da tempo una parte importante e innovativa del terziario avanzato. Sul tema del mercato del lavoro, nel confermare le percentuali di utilizzo del contratto a termine, le parti hanno stabilito l’estensione della normativa sull’apprendistato - con la percentuale di conferma del 20% - a tutte le aziende del settore indipendentemente dalla dimensione.

Per la durata di vigenza del nuovo contratto, potrà essere attivata una particolare forma di contratto a tempo determinato, della durata di 12 mesi, finalizzata all’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti in condizioni di particolare svantaggio - lavoratori che hanno terminato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali senza aver trovato ricollocazione, lavoratori autonomi o  parasubordinati con un reddito inferiore al reddito annuale minimo  escluso da imposizione -  per i quali è previsto un percorso formativo a fronte di un inserimento crescente negli inquadramenti.

L’accordo dà inoltre attuazione alla nuova governance della bilateralità di settore. Il grande senso di responsabilità nei confronti dei milioni di lavoratori coinvolti ha consentito di superare vecchie divisioni con l’intenzione di affrontare una crisi economica che ha investito anche il settore commerciale” hanno commentato FILCAMS FISASCAT E UILTUCS”

Nella ricerca della mediazione  è stato riconfermato il secondo livello di contrattazione – hanno concluso le tre segreterie nazionali – confermando nel contempo la validità e la centralità del contratto nazionale che, in una fase ancora critica per il paese, contraddistinta da stagnazione dei consumi e incertezze per i prossimi mesi,  valorizza il sistema delle relazioni sindacali.”

L’ipotesi di accordo siglata sarà sottoposta all’assemblea unitaria delle strutture e dei delegati in programma a Roma per  il 14 aprile prossimo e poi alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

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Lunedì, 30 Marzo 2015 00:00

Stato di agitazione a Auchan Bergamo

Si sono svolte il 30 marzo, e continueranno anche il 31 marzo, le assemblee dei lavoratori dell’ipermercato Auchan di via Carducci a Bergamo, punto vendita che occupa circa 220 dipendenti. L’adesione agli incontri i sindacati ha sfiorato l’85% della totalità dei lavoratori, segnale inequivocabile di preoccupazione.

Per questo, si legge nel comunicato unitario firmato da Luisella Gagni, Alberto Citerio e Maurizio Regazzoni, rispettivamente per FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, “i lavoratori Auchan ritengono un grave atto lesivo della dignità dei lavoratori, nonché un grosso danno economico, la decisione aziendale di disdire tutti gli accordi e le prassi in essere con il contratto integrativo del 10 ottobre 2007, e ribadiscono che all’interno dell’ipermercato bergamasco c’erano e permangono soluzioni alternative praticabili, già evidenziate in riunioni avute con l’azienda”.

Lavoratori e sindacati ritengono che a Auchan Bergamo, “i lavoratori hanno sempre dato segnali di responabilità, dal momento che già in passato l’azienda ha fatto ricorso a ammortizzatori sociali e flessibilità nei turni e prestazioni domenicali”. Preso atto della disdetta unitalerale da parte dell’azienda, “si trovano costretti a proclamare lo stato di agitazione.

Da oggi sono bloccati gli straordinari e la disponibilità a lavoro domenicale, cambio orari e cambio di riposo. Per questo saranno possibili disagi per la clientela”. Il 21 aprile, avvisano i sindacati, si svolgerà a Roma un coordinamento di tutti i delegati Auchan d’Italia per trovare una linea d’azione comune e si prevedono ulteriori iniziative di lotta.

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Venerdì, 27 Marzo 2015 00:00

Sciopero nazionale del turismo il 15 aprile

La valorizzazione del comparto del turismo passa attraverso un rinnovo del Contratto Nazionale. Da troppo tempo i circa ventimila lavoratori del turismo di Bergamo e Provincia attendono questo rinnovo. Il turismo può e deve essere una risorsa fondamentale per la nostra città ed il nostro territorio. Le recenti problematiche legate alla rivitalizzazione del centro cittadino e la vicenda di turismo Bergamo con gli annunciati tagli di personale alle soglie di Expo sono il chiaro segnale della scarsa attenzione delle nostre istituzioni al tema del turismo. 

L'occasione di Expo sarà unica e la nostra provincia vedrà un transito mai visto di potenziali turisti. Urge un tavolo di confronto”. Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo presenta così lo sciopero nazionale che le segreterie nazionali di CGIL CISL UIL del turismo hanno indetto per il prossimo 15 aprile.

A livello nazionale saranno tre manifestazioni in luoghi simbolo, Milano, Roma e Taormina a ospitare corteo e comizi, ma anche a Bergamo si “celebrerà” la giornata di mobilitazione con iniziative per il Sentierone e per Bergamo Turismo.

Lo sciopero generale si reso necessario, dicono le segreterie nazionali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, “per rafforzare l’azione di sciopero indetto dai sindacati per protestare contro lo stallo dei tavoli negoziali per il completamento dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro nel comparto turistico, dove operano complessivamente oltre un milione di addetti in attesa della nuova normativa da oltre due anni”.

I nuovi contratti nazionali del Turismo – ha dichiarato il segretario generale della FISASCAT, Pierangelo Raineridovranno contemplare norme contrattuali per il consolidamento del welfare di settore e per il rafforzamento della contrattazione decentrata, alla quale, non dimentichiamo, sono demandate anche le materie per affrontare una crisi che continua purtroppo a produrre effetti, ma che non deve continuare ad avere ripercussioni sui livelli occupazionali, sulla qualità del lavoro e dunque anche sulla competitività delle imprese del turismo”.

 

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Giovedì, 26 Marzo 2015 00:00

Mercatone Uno: sciopero ad oltranza

Contro la chiusura (che appare sempre più imminente) e contro la perdita di 50 posti di lavoro, al Mercatone Uno di Verdello sarà sciopero ad oltranza: dopo la nuova astensione dal lavoro spontanea, decisa dai lavoratori per oggi (fino alle 19.30), a partire venerdì la mobilitazione andrà avanti fino a data da destinarsi, almeno fino al 1° aprile, quando in tutti i punti vendita del Gruppo si terrà uno sciopero nazionale.

Fuori dal negozio di Verdello continuerà nei prossimi giorni (sabato e domenica compresi) anche il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della catena di arredamento. Ricordiamo che alla comunicazione, nei giorni scorsi, della svendita speciale in 34 negozi di Mercatone Business si è subito diffuso il timore della chiusura di alcuni punti vendita (per la Lombardia dei negozi di Pessano con Bornago MI, Tavernerio CO, Castegnato BS e, appunto, anche quello di Verdello).

Intanto, per sabato 28 marzo, è già in programma un incontro tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni locali organizzato dal Comune di Verdello. Parteciperanno anche le lavoratrici e i lavoratori.  “I dipendenti vogliono garanzie, risposte certe. Le proteste, durissime, di questi giorni stanno dimostrando quanto la pazienza dei lavoratori stia finendo. La protesta è partita e non si arresterà tanto presto – precisa Terry Vavassori del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -. Apprezziamo, intanto, l’iniziativa di alcuni parlamentari locali che, sul futuro di Mercatone Uno, hanno presentato un’interrogazione parlamentare”.

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Tagli ai salari, alla copertura della malattia e degli infortuni sul lavoro. C’è persino l’eliminazione della carta di sconto del 5% sull’acquisto dei prodotti da parte dei dipendenti nella disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale, firmato nell’ottobre 2007, a partire dal primo luglio, comunicata nei giorni scorsi dal colosso della grande distribuzione Auchan. Il taglio del CIE costa ai lavoratori fino a 300 euro al mese. Nella provincia di Bergamo, Auchan gestisce 3 ipermercati, uno nel capoluogo, e altri a Curno e Antegnate, per un totale di oltre 500 dipendenti.

Un grave passo unilaterale – dice una nota delle Segreterie Nazionali dei sindacati FISASCAT,  FILCAMS e UILTUCS -, che ci “obbliga” allo stato di agitazione con il blocco degli straordinari”.

Le Segreterie Nazionali stigmatizzano la decisione dell’azienda, che non ritengono giustificata “dalla sia pur grave evoluzione degli andamenti aziendali degli ultimi anni, in cui le lavoratrici e i lavoratori sono stati chiamati a consistenti sacrifici in numerose realtà attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e financo a riduzioni temporanee degli orari di lavoro contrattuali settimanali laddove il ricorso agli ammortizzatori sociali non era più consentito dalle norme di legge vigenti”.

I sindacati ribadiscono che soluzioni alternative sono disponibili e praticabili senza giungere a tale grave decisione. Ci aspettiamo ulteriori iniziative – dice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - riguardanti eventuali esuberi. A Bergamo, infatti, avevamo avviato un tavolo di trattativa per cercare di evitare tagli sul personale, ma la decisione dell’azienda ha bloccato ogni iniziativa livello territoriale, quindi, temo, dovremo aspettarci che anche qui saranno avviate le procedure”.

 

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