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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

Con il 60,3% di voti favorevoli, le lavoratrici e i lavoratori dei 155 negozi di Esselunga, chiamati ad esprimersi, nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 febbraio, hanno approvato l’ipotesi di accordo sperimentale per la regolamentazione del lavoro domenicale, firmato dai sindacati FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS.

Hanno votato più di 15.000 addetti: un dato impressionante che conferma come il tema, nell’epoca delle liberalizzazioni selvagge degli orari commerciali, sia tra i più delicati e sentiti per chi opera nella distribuzione moderna organizzata. A Bergamo, nei 4 punti vendita di città e provincia, ha votato il 70% degli aventi diritto, in 309 si sono espressi per il "Sì" all’accordo (76.9%). 88, invece, sono stati i contrari.

L’intesa entrerà in vigore il 2 maggio 2016 e avrà la durata di un anno. Le parti si sono impegnate a monitorarne costantemente gli effetti. Nei negozi si effettueran­no confronti preventivi per definire gli organici necessari a garantire il presidio domenicale; la volontarietà rimarrà il criterio prioritario.

Ai lavoratori assunti con obbligo della prestazione verranno garantite domeniche libere dal lavoro che la contrattazione decentrata potrà ampliare nella numerica di partenza prevista dall’accordo nazionale. Sempre la contrattazione di punto vendita potrà agire sul numero massimo delle domeniche potenzialmente lavorabili e introdurre compensazioni quali un sabato e domenica liberi ogni 10 domeniche lavorate.

Riteniamo questo accordo uno strumento utile a migliorare le relazioni sindacali con una delle più importanti imprese italiane  della Grande Distribuzione sottolinea Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - e auspichiamo che Esselunga dimostri nella fase di gestione disponibilità ad accogliere con spirito costruttivo le proposte che verranno avanzate a livello territoriale. Speriamo – continua Citerio – che questa occasione sia un buon viatico per il settore della GDO, ancora in attesa del rinnovo del CCNL. Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato attivamente alle tante assemblee informative e massicciamente al referendum, contribuendo alla riuscita di questo importante momento di partecipazione e democrazia”.

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La Giornata internazionale della donna (8 marzo) ricorda sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. La Cisl Bergamo, la categoria Fisascat e il Coordinamento Donne hanno organizzato una mostra (5/3-12/3) di opere di artiste bergamasche ed arte letteraria nella Sala Riformisti della sede Cisl Bergamo. Orari. Comunicato.

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Venerdì, 19 Febbraio 2016 09:33

Sciopero dei lavoratori alla Cofidis

Sciopero alla ex Centax. Lo hanno deciso lavoratori e sindacati per protestare sulla situazione della COFIDIS, gruppo che ha assorbito il vecchio marchio nel servizio del credito al consumo e bancario. Oggi 19 febbraio, dunque, dopo 11 mesi di trattative con la nuova proprietà, i 90 lavoratori della sede di via Pignolo incroceranno le braccia per tutto il giorno.

Centax Spa è attiva sul territorio bergamasco dal 1988. A marzo 2015, la famiglia Maffeis decide di vendere la società al gruppo francese COFIDIS che punta con l’operazione a rafforzare la propria presenza sul mercato italiano.

"Dopo una serie di incontri inizialidichiarano Mario Colleoni e Diego Lorenzi, che per FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL hanno seguito la vertenza, “l’azienda ci comunica la volontà di mantenere un’unica sede a Milano e ci conferma di voler rinforzare la società, garantendoci che ogni passaggio sarebbe stato fatto con l’obiettivo di far crescere l’attuale struttura e rassicurandoci del fatto che sarebbe di fatto stato reso sostenibile il passaggio dei lavoratori bergamaschi nella nuova sede di Lambrate”.

Questo a oggi non è ancor accaduto. Per mesi lavoratori e sindacati hanno discusso cercando di trovare un accordo, ma troppi sono i punti poco chiari, soprattutto relativamente agli orari di lavoro. "La società – spiegano - chiede ai lavoratori del call center di recarsi presso la sede milanese con un orario che prevede una copertura su 24 ore senza alcuna flessibilità, mentre ai lavoratori degli uffici viene chiesto di ampliare la fascia oraria di disponibilità. Considerando l’incidenza della spesa legata allo spostamento e la parziale copertura che l’azienda sarebbe disponibile a riconoscere e considerando il fatto che molti sono i part time e molte le mamme, ci risulta evidente che l’operazione che COFIDIS sta attuando è finalizzata a un obiettivo diverso da quello dichiarato”.

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Mercoledì, 27 Gennaio 2016 10:18

Accordo per la domenica alla Esselunga

È un buon viatico per l’avvio dei negoziati sul rinnovo dell’integrativo l’accordo che sindacati e Esselunga hanno raggiunto sulle aperture festive e domenicali. Si tratta di un accordo sperimentale e fortemente innovativo, e prevede una programmazione trimestrale del lavoro domenicale che valorizzi la disponibilità volontaria dei lavoratori. Si parla di programmazione trimestrale del lavoro domenicale che valorizzi la disponibilità volontaria dei singoli lavoratori, in un’ottica di attenuazione dei carichi di lavoro in capo ai dipendenti e di miglioramento dell’efficienza organizzativa e della produttività aziendale.

L’accordo sperimentale, valido per un anno dal 1° maggio 2016, è stato siglato dalle organizzazioni sindacali FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL, UILTUCS e la direzione di Esselunga, il gruppo italiano della grande distribuzione organizzata che, a Bergamo e provincia, conta qualche centinaio di dipendenti sui 5 punti vendita, tutti aperti al pubblico nella giornata domenicale.

Sul mercato del lavoro l’intesa introduce la possibilità (a livello nazionale) per 120 lavoratori part-time a tempo indeterminato di incrementare l’orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. L’accordo regola anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo dal 1° gennaio 2016 con la previsione di sette fasce di trattamento economico - di miglior favore rispetto al contratto nazionale - dal 30% all’80% rapportate al numero di prestazioni effettuale dalla 1° alla 28° ed oltre le 29° giornata lavorata.

A livello di singolo negozio sarà esperito un confronto tra le rappresentanze Rsu/Rsa, le organizzazioni sindacali territoriali e la direzione aziendale sulla programmazione trimestrale concordata del lavoro domenicale e sugli impatti della organizzazione del lavoro, turni e riposi. Sono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale i genitori padri o madri di bambini con età inferiore a 3 anni e i lavoratori che assistono portatori di handicap o affetti da patologia grave e continuativa.

La FISASCAT commenta positivamente i contenuti dell’accordo. “Si tratta di una intesa innovativa in un gruppo che ha resistito alla crisi degli ultimi anni - dichiara il segretario generale di Bergamo, Alberto Citerio. A fronte di una flessibilità contrattata viene valorizzato il confronto tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale, confronto che permette di concordare le modalità della prestazione domenicale volontaria nel rispetto delle esigenze di vita dei dipendenti pur in un’ottica di incremento della produttività.

Questa intesa
– continua Citerio - rappresenta un primo passo per ristabilire un percorso di proficue e corrette relazioni sindacali e pone le basi per il rinnovo del contratto integrativo scaduto nel 2007. Il nostro auspicio è che si individui un punto di mediazione al tavolo con l’associazione datoriale del settore Federdistribuzione per siglare al più presto il nuovo contratto nazionale per le lavoratrici ed i lavoratori della grande distribuzione organizzata”.

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Martedì, 22 Dicembre 2015 00:00

Interessamenti per Gros Market

Il nostro maggiore auspicio è che i 180 lavoratori siano salvaguardati, così come le attività di tutti e sei i negozi del gruppo”. Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo, è appena uscito dall’incontro con Lombardini per la vicenda dei Gros Market “restituiti” da Carrefour nonostante l’accordo stretto tra i due gruppi meno di tre anni fa. Tra questi anche il negozio di Dalmine, nel quale lavorano 52 persone. Carrefour, nel novembre scorso, con una lettera alquanto inattesa, “ha esercitato recesso unilaterale dei contratti di affitto e conseguentemente intende retrocedere gli esercizi commerciali a Gros Market. Il trasferimento dei suddetti esercizi commerciali – concludeva la missiva -  è previsto entro il prossimo 31 marzo”.

Noi prendiamo atto di quanto fatto da Carrefour, anche se non condividiamo la scelta né le modalità della stessa, ma adesso i tempi stringono e pretendiamo che i negozi proseguano la loro attività e i lavoratori mantengano il loro posto di lavoro”.

Unica alternativa alla chiusura al 31 marzo è ormai la cessione dei negozi ad un terzo soggetto, non essendo in grado Lombardini di gestire un'attività commerciale in proprio.Anche per questo, incalza Citerio, “abbiamo chiesto nell’incontro con Lombardini che in tempi brevi ognuno faccia la sua parte: Carrefour mantenga il livello commerciale di ogni punto vendita; Lombardini si adoperi affinché si trovino compratori e i soggetti interessati (Lombardini parla di abboccamenti con almeno tre possibili compratori) si facciano avanti nel più breve tempo possibile”.

La Lombardini, presente all’incontro sindacale con Emilio Lombardini, l’avvocato Matteo Luzzana e il consulente Leopoldo Varasi, si è detta disponibile a avviare un percorso di confronto con il sindacato sin dal mese di gennaio con l'obiettivo di salvaguardare lavoro e lavoratori.

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Mercoledì, 16 Dicembre 2015 08:44

Grande distribuzione: sabato 19 sciopero nazionale

Alla vigilia della prima mobilitazione, quella del 7 novembre, i lavoratori avevano parlato di “sciopero doveroso” e “tabula rasa dei diritti”, fra estrema liberalizzazione di turni, lavoro serale, festivo, abbassamento del salario e diminuzione dei permessi retribuiti.

Ora i dipendenti della Grande Distribuzione, cioè di supermercati e ipermercati di tutto il paese di aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa (circa 300mila in tutto il paese, 5000 a Bergamo e in provincia) tornano a mobilitarsi, con un nuovo sciopero proclamato da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL per sabato 19 dicembre, in pieno periodo di acquisti natalizi.

Da ormai due anni si protrae, infatti, il negoziato per la definizione di un Contratto collettivo nazionale di lavoro per catene come~ Auchan, Iper, Coin, Esselunga, Bennet, Leroy Merlin, le aziende commerciali del Gruppo Percassi. Oltre alla Grande Distribuzione sono coinvolti anche gli ipermercati e supermercati COOP aderente alla Distribuzione Cooperativa e CONAD e di tutti i negozi aderenti alla Confesercenti.

Per i lavoratori di queste aziende, oltre all’astensione dal lavoro, sabato sarà anche il giorno della manifestazione nazionale organizzata a Milano: i sindacati mettono a disposizione di chi voglia partecipare un servizio di bus per raggiungere il capoluogo lombardo da Bergamo. Il corteo partirà alle 10.30 da Corso Venezia, angolo via Palestro, e si snoderà fino in Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, via Case Rotte, con arrivo in Piazza Scala dove interverranno Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Abbiamo calcolato che esiste una differenza di salario per il mancato rinnovo di circa 1.000 euro all’anno tra questi lavoratori e quelli di aziende associate all’altra controparte, Confcommercio, con cui un Contratto nazionale è stato invece rinnovato - hanno spiegato Mario Colleoni di FILCAMS-CGIL, Alberto Citerio di FISASCAT-CISL e Maurizio Regazzoni di UILTUCS-UIL di Bergamo. - Qui si tratta di una vera e propria messa in discussione della contrattazione: oltre alla perdita di salario c’è il tentativo di procedere con regole proprie chiedendo flessibilità infinita ai lavoratori.

"L’obiettivo delle tre controparti è solo quello di ridurre drasticamente il costo del lavoro. Siamo disponibili a trattare, ma procedere così proprio non va: ecco perché abbiamo proclamato lo sciopero. Siamo più che mia convinti che una discussione seria debba partire dall’analisi di un nuovo modello che permetta di conquistare nuove quote di mercato e che non si basi solo sulle politiche di riduzione del costo del lavoro ma che metta al centro investimenti seri e mirati”
.

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Giovedì, 19 Novembre 2015 00:00

Tegola sui lavoratori ex Lombardini

Ennesima tegola nella vicenda Lombardini che, manco a dirlo, cade sulla testa dei lavoratori. Dei 52 dipendenti del Gros Market di Dalmine, ad esempio, che poco più di due anni fa, insieme ai 128 colleghi dei punti vendita Lombardini in tutta la regione (Cologno Monzese, Cernusco sul Naviglio, Lecco, Costa Masnaga e Montano Lucino), passarono, tra il 14 e il 25 gennaio 2013, con la formula del contratto di affitto di azienda a GS Spa, canale all’ingrosso del gruppo Carrefour, il colosso francese della grande distribuzione che in questi giorni ha annunciato l’intenzione di recedere dallo stesso contratto, “aprendo una situazione denuncia Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo – che non lascia presagire positivi orizzonti per i lavoratori”.

Nella lettera che annuncia la scelta, GS scrive che “ha esercitato recesso unilaterale dei contratti di affitto e conseguentemente intende retrocedere gli esercizi commerciali a Gros Market. Il trasferimento dei suddetti esercizi commerciali è previsto entro il prossimo 31 marzo”.

Se si concretizzasse il recesso, e non avendo più il Gruppo Lombardini alcuna attività commerciale in essere, la data del prossimo 31 marzo potrebbe far presagire che questi stessi punti vendita potrebbero essere chiusi, e tutti i dipendenti lasciati senza lavoro.

I negozi devono proseguire la loro attività – dice Citerio - . Dalmine deve proseguire la sua attività, anche solo per quello che il Gros Market rappresenta, dal punto di vista sociale e “storico” per la città che lo ospita. E anche e soprattutto per le 52 famiglie che su di esso fanno conto per il proprio sostentamento. Sarà importante, ora, capire i perché di questa scelta gravissima.

Abbiamo già contattato l’amministrazione comunale, che ci ha dato ampia disponibilità a trovare una soluzione. Soluzione, però, che in un primo tempo deve ricadere sulla responsabilità di Carrefour e di Lombardini. O i primi recedono dalla loro intenzione, e proseguono l’attività, oppure i vecchi proprietari si dovranno attivare per trovare un nuovo operatore che rilevi la Gros Market, garantendo la continuità occupazionale prevista dall’accordo che FISASCAT firmò meno di due anni fa
”.

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Lunedì, 02 Novembre 2015 09:06

Far West degli appalti nei servizi

Siamo ancora a livello di Far West, ma è indubbio che la decisione del Consiglio di Stato sia una pietra importante per costruire situazioni e regole condivise nella gestione degli appalti, almeno quelli banditi dalla pubblica amministrazione”.

Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo saluta con soddisfazione il chiarimento che il Consiglio di Stato ha emesso nei giorni scorsi accogliendo il ricorso sindacale contro il rinnovo di un appalto affidato a una società che non aveva le stesse caratteristiche, sociali e economiche, delle altre ditte partecipanti, “determinando di fatto pratica di dumping sociale, perché  - si legge nella nota - solo alcune imprese possono beneficiare di disposizioni che giustificano un costo del lavoro inferiore, mentre le altre per essere competitive e non essere estromesse dal mercato, soprattutto in gare dove è decisivo il costo del lavoro, sarebbero costrette poi ad utilizzare quegli stessi contratti collettivi che offrono trattamenti retributivi inferiori, con una evidente alterazione del sistema”.

Alcune imprese – spiega Citerio - applicano infatti una contrattazione nazionale dove firmatarie sono fantomatiche associazioni datoriali e sindacali con rappresentanza praticamente nulla, mentre le altre applicano i contratti sottoscritti da CISL, CGIL e UIL

La guerra contro “ribasso selvaggio” è una delle caratteristiche fondative della FISASCAT di Bergamo: la possibilità di far partecipare alla stessa gara società che applicano contratti diversi, e soprattutto l’abitudine degli enti locali di legare al massimo ribasso la scelta di chi deve gestire servizi importanti dal punto di vista sociale, sono sempre stati visti come “fumo negli occhi” dai sindacalisti cislini, e oggi, “la faccenda si  sta diventando sempre più seria, se non tragica. Ci sono persone che vedranno decurtato lo stipendio, in virtù di inevitabili risparmi che la società dovrà attuare per garantire il servizio preso in appalto a costi stracciati. Sarà difficile che con questi requisiti la qualità del lavoro possa restare inalterata rispetto al passato”.

E ultimamente, anche i posti di lavoro iniziano a essere a rischio. In provincia di Bergamo sono qualche migliaio i lavoratori “in appalto”, ovvero che svolgono mansioni  per conto di cooperative o altre società che hanno “vinto” gare bandite da enti pubblici: Ospedali, ASL, Comuni, mense, agenzie dello Stato, Caserme, ecc..

A ogni rinnovo – dice Stefano Allieri, della FISASCAT di Bergamo – si ripropone lo stesso schema: il massimo ribasso implica che chiunque vinca la gara sarà costretto a rivedere orari e compensi ai propri dipendenti. Nella maggior parte dei casi, per fortuna, il personale in servizio viene riassunto dalla società vincente, ma non è scontato”.

Nei servizi dove la sindacalizzazione è più forte, racconta ancora Allieri, “la questione del dumping contrattuale non si pone. Da qualche anno lavoriamo con Ospedali e Comune di Bergamo, e qui, al contrario che altrove, gli appalti vengono affidati secondo lo schema della “Offerta economicamente vantaggiosa”, che tiene conto di dotazione tecnica e specialistica, preparazione e formazione del personale e altri aspetti, in misura maggiore rispetto all’offerta economica. In questo, il lavoro di pressing adottato a Bergamo soprattutto dalla FISASCAT inizia a dare i suoi frutti”.

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È stato aperto lo stato di agitazione alla catena di supermercati Il Gigante. I sindacati FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL e UILTUCS della Lombardia lo hanno stabilito per le difficoltà incontrate con l’azienda in merito alla discussione del contratto integrativo. La situazione, naturalmente, si ripercuoterà anche nelle strutture bergamasche del gruppo. Sono 3 i negozi a Bergamo: i superstore di Albino e Bottanuco e il supermercato cittadino di via Bono, che occupano in totale circa 180 lavoratori.

La trattativa sul contratto aziendale si è interrotta rapidamente perché le posizioni  sono risultate troppo distanti – dice Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT di Bergamo. La volontà dell'Azienda di ridurre in maniera drastica e generalizzata le attuali condizioni economiche e normative (ricordiamo, a titolo esemplificativo, la variabilizzazione del premio aziendale fisso, l'eliminazione dei ticket, il superamento dell'integrazione a carico azienda della malattia, l'abbattimento delle maggiorazioni per lavoro festivo effettuate nel mese di dicembre, una diversa regolamentazione delle pause, la previsione di una mobilità territoriale ed altro ancora) presenti nel contratto aziendale hanno di fatto reso impossibile il proseguimento del confronto”.

La disponibilità dimostrata dalle OO.SS e dal Coordinamento delle Delegate e Delegati ad affrontare, nonostante le difficoltà, i temi presenti sul tavolo, affermano le segreterie regionali delle tre sigle sindacali,  “è stato vanificato dalla rigidità aziendale e dalla pretesa di voler indicare nella variabilizzazione di elementi fissi della retribuzione la condizione indispensabile per raggiungere il contenimento di costo prefissato.

Di fronte a tale atteggiamento di chiusura anche le proposte da noi formulate per cercare di individuare un percorso utile al confronto hanno perso di significato.  Non sappiamo adesso l'Azienda come intenderà procedere, ma riteniamo comunque grave ed inaccettabile quanto accaduto al tavolo lo scorso 18 settembre”.

Per questi motivi, dunque, è stato proclamato fin da subito lo stato di agitazione in tutte le filiali “Il Gigante” presenti sul territorio lombardo, e nelle prossime settimane saranno definite le iniziative di contrasto ritenute indispensabili, compreso lo sciopero. Nei prossimi giorni, attraverso una serie di assemblee, verrà attivata una campagna d'informazione adeguata nei luoghi di lavoro, con l'obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le lavoratrici ed i lavoratori.

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Con l' 88% di voti favorevoli le lavoratrici e i lavoratori di Autogrill hanno approvato l'Ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale siglata il 3 luglio 2015 e sottoposta a referendum nelle giornate del 14 e del 15 settembre. Il voto segreto è stato preceduto in tutto il Paese da partecipate assemblee unitarie in cui l'ipotesi è stata illustrata e discussa. Ci sono anche 200 lavoratori bergamaschi tra i dipendenti Autogrill che beneficeranno del nuovo contratto integrativo del gruppo. A Bergamo 49 lavorano presso Orio Center, 87 all’Autogrill Brembo di Dalmine e 54 nei quattro esercizi presso l’aeroporto.

Diritti di informazione e sindacali, responsabilità sociale, sicurezza, pari opportunità, tutela della dignità personale, organizzazione del lavoro e diritto allo studio sono solo alcuni dei capitoli del nuovo contratto integrativo applicato agli 8 mila dipendenti del colosso della ristorazione, valido fino al 31 dicembre del 2018 con la clausola dell’ultravigenza. Le parti hanno condiviso la necessità contrastare il trend negativo del risultato anche attraverso il contenimento dei costi di gestione e meccanismi di 'pay for performance'.

L’integrativo, volto al mantenimento dei livelli occupazionali, congela fino al 31 dicembre 2018 l’importo fisso del premio di produzione che sarà sterilizzato ai fini del calcolo degli istituti contrattuali della tredicesima e quattordicesima mensilità e del Tfr. Il salario accessorio riferito al premio variabile e al premio di risultato aziendale, fino a 1.300 euro annuali, sarà inoltre erogato nell’ottica della sostenibilità economica, nel caso di raggiungimento di soglie prefissate di flusso gestionale e di obiettivi riferiti alle vendite principali.

Tra i punti qualificanti del nuovo Cia il rilancio delle relazioni industriali e della partecipazione dei lavoratori, il mantenimento dei livelli occupazionali ed il rafforzamento del welfare contrattuale, con nuove norme a sostegno della genitorialità e con l’erogazione della shopping bag – del valore di 100 euro per l’acquisto di prodotti di uso quotidiano - oltre al riconoscimento di un buono carburante in vigore da 1° luglio 2015, del valore di 5 o 10 euro mensili.

I sindacati FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL e UILTUCS hanno espresso soddisfazione per l'importante prova di responsabilità che le lavoratrici e i lavoratori hanno saputo offrire con il loro voto in una fase storica così delicata, decidendo di essere parte attiva dei cambiamenti che stanno interessando la loro azienda.

“L’accordo siglato con la multinazionale della ristorazione autostradale – ha dichiarato il segretario generale FISASCAT Cisl Bergamo, Alberto Citerio - tiene conto delle difficoltà aziendali e premia la partecipazione ed il contributo dei lavoratori nel condividere le problematiche aziendali, garantendo la continuità della contrattazione integrativa esistente”.

“Questo contratto, nel panorama conflittuale generale – conclude Citerio- rappresenta un buon modello di costruttive relazioni sindacali, perché si è condivisa la necessità di preservare l’occupazione pur in un’ottica di contenimento dei costi gestionali”.  "Il nostro auspicio - conclude - è che l'esito positivo di questa vertenza influenzi anche la trattativa con la Fipe per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei pubblici esercizi, scaduto ormai da tre anni".

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