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Unione Sindacale di Bergamo

Video CISL Informa - Bergamo - CISL Bergamo

Dal 21 aprile al 6 maggio 2018 in occasione della 59esima Fiera dei Librai il sindacato CISL Bergamo avrà a disposizione uno stand nel quale presenterà il proprio racconto fatto dalle storie di donne e uomini che hanno costruito la rete dei valori e dei diritti dei lavoratori. Si esporranno le tante pubblicazioni CISL Bergamo e Edizioni Lavoro: opere sul lavoro, sul vivere sociale e solidaristico. Al “padiglione” CISL si potranno incontrare gli operatori delle categorie e dei servizi ai quali chiedere consigli e informazioni. Infine, la Fiera dei Librai, sarà l’occasione per presentare (lunedì 23 aprile, ore 17, all'ex Albergo Diurno) il volume ”Le leve dell'innovazione. Lean, partecipazione e smartworking nell'era 4.0". La locandina

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Lunedì, 19 Febbraio 2018 08:53

Povertà: serve un tavolo provinciale

Sono 1963 le domande accettate dall’INPS tra quelle presentate nei Comuni bergamaschi per accedere al REI, il reddito di inclusione, misura innovativa che prevede non solo aiuto economico, ma un progetto personalizzato per accompagnare le persone fuori dalla condizione di povertà. Bergamo e la sua provincia sono al terzo posto in questa “speciale” classifica regionale: solo Milano (9.900) e Brescia (2508) la precedono.

A Bergamo 50.000 persone a rischio povertà

Secondo i dati ISTAT, in provincia di Bergamo, il 4,7% dei residenti è a rischio povertà, per un totale di quasi 50 mila persone. Secondo i criteri dell’Istituto di Statistica, l’80% di loro è sicuramente povera. La quasi totalità sono espressione di famiglie e non di singole persone. La povertà aumenta tra i giovani sotto i 34 anni (quasi il 9 % contro il 6,7 di tre anni fa) e tra gli stranieri (+ 1,7% la quota di popolazione scesa sotto la soglia di sussistenza). C’è poi, naturalmente, la popolazione anziana: nella provincia di Bergamo vi sono infatti oltre 26 mila persone con reddito da pensione inferiore a mille euro mensili (lordi). Di questi, ben 11 mila sono sotto i 500 euro.

Alleanza Lombarda contro la povertà

Per promuovere iniziative di contrasto alla povertà, sensibilizzare l'opinione pubblica, confrontarsi con le forze politiche e le istituzioni in ambito regionale, per sollecitare scelte di policy adeguate, si è costituita l'Alleanza Lombarda contro la povertà. L'Alleanza regionale è promossa da17 associazioni, tra cui la CISL regionale. Il sindacato CISL Bergamo propone la costituzione di un tavolo provinciale, per dar vita a “un’ azione forte e concertata anche a livello territoriale. "Un lavoro di rete che diventi prima di tutto servizio al territorio - spiega Francesco Corna, della segreteria - che possa produrre proposte e interventi mirati a ridurre e debellare la povertà”. Il tavolo, nelle intenzioni, deve sollecitare le istituzioni a realizzare interventi volti a favorire le famiglie e le persone, con politiche che non si risolvano in bonus e azioni spot, e promuovere il reinserimento lavorativo, creando canali riservati ai richiedenti REI nei lavori affidati con appalti pubblici o per iniziative delle Associazioni Datoriali.

Fiducia nei Piani di Zona

Quantificare con precisione il numero di famiglie e di individui in condizione di povertà è una sfida ancora aperta – prosegue il segretario CISL -. Una cosa, tuttavia, è certa: i dati mostrano valori in lenta ma continua crescita in Lombardia e, sebbene contenuti in termini percentuali, “pesano” in valore assoluto. La CISL pone grande fiducia nei Piani di zona, che però non devono perdere di vista le opportunità di condivisione e di collaborazione con le realtà sociali del territorio”. Crescita ed inclusione sociale sono il binomio su cui si deve puntare uniti per vincere il fenomeno dilagante della povertà e dell’impoverimento, ripensando anche più adeguati interventi di welfare territoriale e di inclusione socio-lavorativa, con azioni volte a restringere il divario tra ricchezza e povertà . Non sono permessi tempi lunghi  prima che il disagio produca disgregazione sociale è necessario passare da una logica emergenziale ad una logica strutturale.


 

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Lunedì 19 febbraio alle 15, nel Salone Riformisti del Lavoro della sede di Bergamo, si svolgerà il seminario “Politiche attive e mercato del lavoro a Bergamo: prospettive ed evoluzioni”, dove la CISL provinciale invita a discutere ADAPT, la Provincia, alcune agenzie di somministrazione e l’Ufficio pastorale del lavoro della Diocesi.

Consolidare la ripresa

Il sindacato Cisl Bergamo si interroga su come consolidare la ripresa economica e occupazionale che sta dando le prime positive avvisaglie, e lo fa con un dibattito con gli altri attori in campo, dalle agenzie ai centri studi, dalle organizzazioni sociali alle istituzioni. “Il lavoro si crea con la crescita economica e questa va consolidata e rafforzata per garantire maggiore stabilità occupazionale – spiega Giacomo Meloni, segretario CISL di Bergamo che aprirà il dibattito -, ma buone regole e buone politiche attive del lavoro sono linfa vitale e ci devono come sempre vedere protagonisti”.

I dati del lavoro bergamasco

La situazione del mercato del lavoro bergamasco si riassume in pochi dati: il 70% degli avviamenti al lavoro è a tempo determinato; sono incrementati i rapporti in somministrazione rispetto al 2016 e anche i contratti di apprendistato; con un tasso di attività tornato vicino al 70%, e quello di disoccupazione che nel 2017 potrebbe attestarsi attorno al 4, rimangono tuttora tre aree di sofferenza: i giovani, le donne, gli over 45. In provincia di Bergamo, la disoccupazione giovanile è del 14%; in provincia c’è un tasso di attività femminile del 53,1% e una disoccupazione di genere al 7% circa.

Facilitare l’incontro tra domanda e offerta

Lavoratrici e lavoratori Over 45, spesso espulsi dal mercato del lavoro a causa delle ristrutturazioni e chiusure, faticano a trovare un lavoro, penalizzati anche dalla mancanza di specifici incentivi di sostegno. In questo contesto, si inserisce un ulteriore spunto di riflessione che riguarda le imprese e il tessuto produttivo bergamasco che dichiarano di non trovare, spesso, i profili professionali adeguati. Lo rileva anche l’ultima indagine Excelsior sul MDL della nostra provincia, rilevando che, nel primo trimestre 2018, in 26 casi su 100, le imprese orobiche prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Nel 2016, le imprese che avevano la stessa difficoltà erano il 20%. È una situazione che può e deve essere superata con più efficaci politiche attive del lavoro, rafforzando e facilitando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e la collaborazione fra pubblico e privato, passando anche per un consolidamento di risorse umane e professionali nei CPI. E ancora, scegliendo indirizzi scolastici che orientino verso le esigenze del MDL, con un ricorso più diffuso dell’apprendistato, insistendo e investendo di più sulla formazione, sfruttando al meglio l’alternanza scuola lavoro. Tutti aspetti sui quali anche noi, con la contrattazione, possiamo dare e fare più e meglio.

Focus sull’attività dello Sportello Lavoro

Al seminario di lunedì 19, prenderanno parte Emmanuele Massagli (Presidente Adapt), Silvano Gherardi (Dirigente della Provincia di Bergamo), Mario Barbieri (Responsabile Nazionale P.A.L.“Umana”), Alessandro Voutcinitch (Responsabile Nazionale P.A.L. “Manpower”), Mirko Dolzadelli (Segretario CISL Lombardia), e don Cristiano Re (Ufficio Pastorale del Lavoro Diocesi di Bergamo). Nel corso del dibattito saranno presentati i dati dell’attività dello Sportello Orientamento Lavoro, ufficio aperto, oltre che a Bergamo, a Lovere, Grumello e Treviglio. Le conclusioni saranno affidate a Ferdinando Piccinini, Segretario Generale CISL Bergamo.


Scarica la locandina

 

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Riparte dai servizi la spinta della crescita del sindacato Cisl Bergamo. Dopo tre anni di calo, frutto dell’onda lunga della crisi che ha colpito l’occupazione anche in territorio orobico, i dati del tesseramento 2017 segnano un risultato positivo: gli iscritti al sindacato di via Carnovali crescono di 482 unità, arrivando a quota 123.729.

La ripresa trainata dai servizi

Un dato che testimonia un lavoro di affidabilità e di una presenza su tutto il territorio provinciale. Nel dettaglio, è il settore dei servizi a “tirare”, con FISASCAT che segna un +1.090 tessere rispetto all’anno precedente, confermandosi la seconda categoria cislina; nello stesso gruppo, i Trasporti (FIT) crescono di 107 iscritti e i bancari (FIRST) di 81. In crescita anche la Pubblica Amministrazione, con la Scuola a +416, mentre il Pubblico Impiego (FP) mantiene sostanzialmente i propri 4161 iscritti. È comunque l’industria a pagare il dazio più sostanzioso, con 375 tessere in meno, con edili (FILCA), tessili e chimici (FEMCA) che scendono di oltre 200 unità. La FIM (metalmeccanici) è ancora il primo sindacato degli attivi con 12.618 iscritti (uno in più rispetto al 2016). FNP (pensionati) paga ancora l’effetto Fornero del rinvio pensionistico e dell’innalzamento dell’età lavorativa, con il risultato che la quota degli attivi supera il 50% delle iscrizioni totali alla CISL.

Più pratiche all’Inas e al Caf

Per quanto riguarda l’attività dei servizi, crescono le pratiche registrate all’INAS (più di 70.000) e quelle effettuate al CAF (quasi 350.000, con 1500 dichiarazioni dei redditi in più, anche in periodo di 730 semplificato e on line). Buone le performance di ADICONSUM, SICET e ANOLF, a testimonianza di un “sistema servizi” che ha raggiunto un grado di attendibilità e sicurezza riconosciuto dalla grande maggioranza dei cittadini bergamaschi. “Oggi rappresentare il lavoro diventa sempre più complessoha detto Ferdinando Piccinini, segretario generale della CISL di Bergamo, nella conferenza stampa di presentazione dei dati -. Per questo il risultato del tesseramento 2017 ci gratifica e inorgoglisce. Siamo stati in grado di rinnovare gli strumenti sindacali. È un passaggio necessario per incidere sulla contrattazione e sviluppare maggiori tutele”. Entrando nel dettaglio dei dati, Francesco Corna, segretario organizzativo del sindacato di via Carnovali, ha sottolineato come “il risultato del tesseramento segnala ancora problemi sul manifatturiero in provincia di Bergamo, a seguito della crisi occupazionale che ha colpito da 9 anni il nostro territorio, ma il calo nel settore dell’industria sta rallentando, a testimonianza della ripresa in atto”.


Scarica i dati del tesseramento e dei servizi 2017




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Venerdì, 22 Dicembre 2017 08:25

Candida Sonzogni nella segreteria Cisl Bergamo

Candida Sonzogni entra a far parte della segreteria del sindacato Cisl Bergamo. Lo ha deciso il Consiglio generale del 21 dicembre, eleggendo chi fino a oggi ha ricoperto la carica di responsabile del CAF provinciale. Sonzogni, 48 anni, dei quali gli ultimi 24 passati in CISL, tra formazione e fiscale, sostituisce Gabriella Tancredi, da cinque anni in segreteria con Ferdinando Piccinini, Francesco Corna e Giacomo Meloni.

Una fase di grade evoluzione

Una fase di grande evoluzione Candida Sonzogni, laureata in economia e commercio, con una Candida Sonzogni, laureata in economia e commercio, con una tesi su “Economia del lavoro” con il professor Riccardo Leoni dell’Università di Bergamo, ha ottenuto la quasi totalità dei voti del Consiglio generale. La nuova segreteria si troverà a affrontare, nel corso del 2018, sfide importanti, come sottolineato nella relazione di apertura del segretario generale Ferdinando Piccinini:  “La fase che stiamo attraversando è ancora di grande evoluzione, e ci obbliga a rimodulare il nostro modo di fare sindacato e di come diamo risposte in termini di rappresentanza a nuovi bisogni di tutela. Il tema di oggi e che dovremo affrontare sempre più il futuro è come stabilizziamo il lavoro e come lo qualifichiamo. E’ un tema che riguarda soprattutto le giovani generazioni. Dobbiamo sviluppare un ruolo nuovo: unire la parte più qualificata del lavoro, che significa affrontare attraverso la contrattazione i temi della qualità, della produttività, dell’evoluzione delle professioni e della formazione continua, delle politiche del lavoro, allargando il perimetro della rappresentanza e al tempo stesso riconoscere e innalzare il lavoro a bassa qualificazione. Una delle sfide più importanti nel prossimo futuro”.

La tenuta complessiva del tesseramento

Per fare questo - ha continuato Piccinini - occorre innalzare l’asticella della relazioni sindacali e ancora una volta la CISL Bergamo potrà farlo da una posizione di rilievo, data dai numeri del tesseramento. In fase di chiusura per la campagna 2017 registriamo una tenuta complessiva da parte delle categorie, soprattutto dell’industria e del pubblico impiego, e la crescita significativa del commercio. I servizi rappresentano un elemento essenziale sia per la tenuta che per lo sviluppo futuro del nostro essere sindacato. Quelli tradizionali ma anche quelli nuovi che siamo stati in grado di mettere in campo come Sportello Lavoro, un servizio strettamente connesso con il ruolo di rappresentanza delle categorie”.

L’intervento del “nazionale” Cuccello

La CISL ha ottenuto importanti risultati nel 2017, e il 2018 proseguirà sulle stesse direttriciha detto Andrea Cuccello, segretario confederale della CISL, intervenuto ai lavori del Consiglio generale di Bergamo -. E' necessario dare il vero valore al lavoro dal punto di vista sociale. In una fase nella quale il modello prevede il massimo sfruttamento della persona, per noi al centro deve tornare la contrattazione, con regole di ingaggio chiare e serie. Non è più eludibile la questione del rinnovo del modello contrattuale, con regole e certezze per i rinnovi, e evitare il ripetersi dell’esplosione dei contratti, spesso frutto dell’azione di associazioni poco chiare che vogliono crearsi condizioni di vantaggio”.

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La sicurezza trova casa in CISL nella sede di via Carnovali a Bergamo. Da qualche tempo il sindacato di via Carnovali ospita lo Sportello Sicurezza, servizio utile per fornire risposte ai dubbi su prevenzione e lavoro in sicurezza. Da pochi giorni, inoltre, lo stesso servizio è stato arricchito dalla dotazione di un defibrillatore, strumento di assoluta importanza in caso di malore cardiaco.

Un investimento in prevenzione

Pur non avendo obblighi normativi in tal senso, la CISL di Bergamo ha ritenuto di fare un investimento rivolto alla prevenzione e per la salute e sicurezza delle migliaia di persone che annualmente si rivolgono alla nostra sede, considerata l’alta affluenza presso gli uffici di Via Carnovali, mettendo a disposizione anche personale formato all’eventuale utilizzo”. Per Giacomo Meloni, segretario provinciale della CISL Bergamo, è importante la dotazione di strumenti per la sicurezza, come l’attuazione di politiche di formazione e sensibilizzazione per “il raggiungimento dell’obiettivo infortuni zero”. “L’anno 2017 - continua Meloni - che ci apprestiamo a concludere, lascia sul tema della salute e sicurezza a Bergamo un dato preoccupante, sia per quanto concerne l’aumento degli infortuni mortali, in aumento sugli anni più recenti, sia le denunce di infortunio, che sul versante delle malattie professionali. E non può che essere di parziale conforto il dato medio sugli infortuni, al netto di ammortizzatori sociali, in calo di oltre il 5% nel periodo 2012/2016, in quanto si tratta sempre di numerosi infortuni, spesso invalidanti , che vanno contrastati ed evitati”.

Presidiare la formazione

Uno dei fattori, non il solo, da mettere in campo “è sicuramente quello della formazione e del costante supporto all’azione degli RLS e RLST che devono essere resi protagonisti e non coinvolti solo in modo formale, come spesso accade nei luoghi di lavoro. Un coinvolgimento effettivo degli RLS, al fine di una gestione integrale del sistema di prevenzione, è utile per il raggiungimento di più adeguati standard di sicurezza sul lavoro”. Una recente ricerca “ IMPAcT – RLS”, svolta a livello nazionale, dall’INAIL in collaborazione con il Sindacato confederale che ha visto il coinvolgimento di numerosi RLS, alcuni anche bergamaschi, evidenzia che solo nel 23% dei casi sulla valutazione dei rischi l’ RLS è consultato e c’è un confronto approfondito, e il 17% lo è in occasione della elaborazione di misure di prevenzione. Sempre dalla ricerca emerge che, il Rappresentante dei lavoratori alla Sicurezza riceve sempre informazioni aggiornate sulle procedure di sicurezza solo nel 20% dei casi, e nel 9% dei casi riceve informazioni prodotte dai servizi di vigilanza, la metà degli intervistati non è “mai o quasi mai” consultato dal datore di lavoro. “Questi sono solo alcuni esempi – prosegue Meloni - che ci fanno dire che il ruolo del RLS va rafforzato e reso più protagonista, se si vogliono raggiungere adeguati standard di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Rafforzare l’azione dello sportello

L’azione della CISL in questi anni è stata rivolta alle iniziative unitarie sul territorio, con l’organizzazione della giornata della sicurezza, l’organizzazione del percorso formativo rivolto ai RLS denominato “Sicurezza un cantiere aperto” e l’attività dello Sportello Sicurezza, aperto da anni, con un operatore presente il mercoledì pomeriggio presso la sede di Bergamo, che è punto di riferimento per gli operatori delle federazioni di categoria, delegati e in particolare per le centinaia di RLS, che trovano presso lo sportello le risposte ai dubbi sulla loro azione di rappresentanza e tutela. “L’obiettivo per il 2018 - conclude Meloni - è di rafforzare ulteriormente l’azione dello sportello e la sua componente tecnica e specialistica, anche rivolta alla formazione”.

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Non va assolutamente banalizzata la richiesta e il forte disagio che cresce nei lavoratori di Oriocenter dopo la decisione del Cda del centro commerciale di aprire anche nelle festività natalizie. Una decisione calata dall’alto la quale, senza nessun confronto e mediazione con le rappresentanze sociali e sindacali, costringe migliaia di lavoratrici e lavoratori a lavorare ininterrottamente anche durante le festività natalizie, cancellando di fatto le poche giornate annue di chiusura. 

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Giovedì, 16 Novembre 2017 08:14

Occupazione: avviamenti al 70% precari

Quasi 36.000 avviamenti, con un saldo positivo di 5.214 nuovi posti di lavoro. È il dato che il resoconto ARIFL per il terzo trimestre del 2017 consegna sulla provincia di Bergamo. Un riflesso dell’onda lunga della ripresa economica che, però, si scontra ancora una volta con l’analisi dettagliata della qualità delle nuove assunzioni: la quota relativa alle assunzioni a tempo indeterminato è infatti ferma al 21.3%, un nuovo passo indietro rispetto al 22 del trimestre precedente.

”Determinati” e “somministrazioni”

Ancora una volta, infatti, la parte del leone la fanno i tempi determinati e le “somministrazioni” con il 72% (anche qui, un punto percentuale in più rispetto a giugno di quest’anno). In pratica, dall’inizio dell’anno, ci sono state quasi diecimila nuove assunzioni, ma di queste, più di settemila sono ancora “precarie”. È sempre il comparto del Commercio e dei servizi a rappresentare uno degli approdi più raggiungibili per i nuovi lavoratori: da luglio a settembre qui si sono “staccati” ben 23.144 avviamenti, il 65% del totale; seguono industria, con 9350, costruzioni con 2905 e agricoltura con 546.

Su gli avviamenti, giù la disoccupazione

A livello territoriale, sono tutti in attivo i confronti tra secondo e terzo trimestre dei Centri per l’Impiego della provincia, con Treviglio, Ponte e Grumello che registrano i numeri più alti dopo il capoluogo (12.730 avviamenti), anche se gli aumenti maggiori in percentuale sul trimestre precedente li registrano Clusone (+40.9%), Zogno (+22.4) e Lovere (+21.5). “Anche il terzo trimestre dell’anno in corso conferma un andamento positivo degli avviamenti al lavoro e vede Bergamo che fa registrare il maggior numero di avviamenti al lavoro",  dice Giacomo Meloni, segretario di CISL Bergamo. È una ulteriore buona notizia per Bergamo e provincia, a pochi giorni dai dati pubblicati dalla Camera di Commercio, che registrano un calo della disoccupazione al 4,4% contro il 5,3% del 2016.

Calo del “tempo indeterminato”

Con la crescita degli avviamenti, si conferma però anche la riduzione dei contratti a tempo indeterminato, che si riducono ulteriormente del 6,4% sul terzo trimestre 2016. “Su questi aspetti – continua Meloni - ribadiamo la necessità di interventi strutturali, che sostenuti poi dalla contrattazione, permettano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro: la flessibilità è uno strumento utile per rispondere ai picchi di mercato, ma la precarietà, che è cosa diversa, non può diventare il modello di rapporto di lavoro principale, con rischi oltre che sulla qualità occupazionale anche sulla salute e sicurezza”.


Scarica i dati dell'Arifl su Bergamo

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Venerdì, 10 Novembre 2017 14:50

La Cisl Bergamo e i capitoli del nuovo welfare

Sostenitori di un welfare partecipato e condiviso dal basso”. Così Francesco Corna, segretario CISL di Bergamo, presenta il sindacato e l’attenzione nei confronti dell’evoluzione del welfare nel territorioper riflettere e declinare quali priorità di intervento, quali attori, quali reti, quali progetti e con quali risorse sia possibile attuarli”.

Verso un welfare provinciale

Una tesi espressa al Centro Congressi "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo questa mattina 10 novembre dove si è svolto il convegno “Welfare: quale futuro?”. Un appuntamento dove il sindacato Cisl Bergamo ha voluto raccogliere istanze, esperienze e proposte per avviare un vero e proprio welfare provinciale. A partire da una situazione demografica che, non dissimile dal panorama nazionale, parla di una popolazione prossima all’invecchiamento e quindi “colpevole” di un poderoso innalzamento della spesa sociale, a discapito proprio delle generazioni future.

Le statistiche demografiche

In provincia di Bergamo (è emerso dall’intervento di Gian Carlo Blangiardo, docente alla Bicocca di Milano) vivono 1.109.933 residenti. L’età media è di 43,6 anni, l’aspettativa media di vita è di ulteriori 41,3 anni, di cui 2,1 anni in età di formazione, 22,6 anni in età da lavoro e 16,6 anni in età da pensione. In totale un patrimonio demografico di 45,8 milioni di anni-vita. Con un rapporto di 73,3 anni di pensione per ogni 100 anni di lavoro, a fronte di un rapporto di 29,1 residenti ultra 67enni per ogni 100 in età 20-66. Di fatto, dunque, un patrimonio di milioni di ore che potrebbe rivelarsi un danno se relazionato alla spesa sociale (pensioni, innanzitutto, poi assistenza) e agli equilibri di welfare.

Il rapporto fra pensione e anni di lavoro

Negli ultimi cinque anni, la provincia di Bergamo ha registrato 23.043 residenti in più, 1,4 anni in più di età media, 0,4 anni in meno di aspettativa media di vita. In media, mezzo milione di anni-vita in più, ma nel dettaglio 1,1 milioni di anni in più in età da pensione. “Il rapporto tra futuri anni di pensione per ogni 100 futuri anni di lavoro – avverte Blangiardo - è passato da 67,6 a 73,3, mentre il rapporto ultra 67enni per ogni 100 residenti in età 20-66 è salito da 25,7 a 29,1. L’Italia del futuro, e la Bergamo del futuro non fa eccezione, è vecchia e a carico di una popolazione giovane minoritaria”. Di fatto, non si è allungata la vita, ma la vecchiaia.

Cinque sfide demografiche

Il docente della Bicocca di Milano ha lanciato così, cinque sfide demografiche per tentare di uscire dal tunnel: recuperare il patrimonio demografico perduto rimettendo al centro la famiglia; rilanciare la natalità come investimento della società; passare dalla fase dell’accoglienza solidale alla valorizzazione di un’immigrazione socialmente inserita e sostenibile; non disperdere il giovane capitale umano, e raccontare correttamente la crisi demografica attraverso i media, per sensibilizzare la popolazione e ottenere consenso sui necessari interventi.

Le proposte della Cisl

La CISL, allora, propone un tavolo permanente per la famiglia con i distretti e i piani di zona; chiede una contrattazione aziendale basata su un welfare a favore della famiglia: bonus per asili e scuole, libri e assistenza sanitaria familiare. “La povertà assoluta in Italia – ha detto Corna nella relazione - è cresciuta passando dal 6,5% del 2005 al 7,8% del 2016 ed interessa 1.582.00 famiglie pari a 4.598.000 persone e la recente crisi non ha risparmiato il nostro territorio. Anche nella nostra provincia se analizziamo i dati Istat le persone in povertà sono circa 37.000 e se prendiamo ad esempio i dati dei centri ascolto Caritas di Bergamo vediamo che le persone che hanno chiesto aiuto sono aumentate notevolmente, nel 2008 ci sono state 19.000 richieste e nel 2016 sono state circa 52.000. La richiesta di pacchi alimentari da parte di italiani rappresentavano il 27% nel 2008 , nel 2016 rappresentavano il 43% e sono stati 5.333 le richieste di aiuto. Questo ci impone politiche ed interventi locali mirati che siano derivanti da una visione complessiva strategica delle politiche di welfare sul territorio”.

Un regime fiscale a sostegno della natalità

Quindi, la famiglia come nucleo solidale di individui che gratuitamente si sostengono reciprocamente è il primo nucleo fondante che costituisce la società. Questa famiglia più fragile e sempre più esile che ha nella scarsa natalità la maggiore criticità del nostro territorio. “Il nostro stato sociale ha sempre investito pochissimo sulle famiglie – ha concluso Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl Bergamo -. Per affrontare questa sfida, non bastano misure parziali e bonus o interventi transitori. Servono politiche sociali nazionali che inseriscano un regime fiscale a sostegno della natalità, non più bonus, ma strutture in grado di fornire servizi. Ci si deve anche far carico della evidenza che ormai in Lombardia le cure diventino sempre più appannaggio di chi può permettersi di pagarle, con una discrezionalità di intervento del settore privato sempre più pressante”.

Incrementare la rete dei servizi

Le proposte della Cisl Bergamo comprendono sostegno e strutturalità ai finanziamenti per la contrattazione collettiva rivolta a istituti di conciliazione famiglia/lavoro; linee guida per accordi e/o patti territoriali con partenariato sociale per armonizzare i tempi e le esigenze dell'organizzazione del lavoro con i servizi del territorio e la loro accessibilità (sanità, sociale, istruzione, trasporti, uffici pubblici, ecc.); forme strutturali di riduzione dei costi di servizi alla prima infanzia.I piani di zona - ha ribadito il segretario CISL - devono prevedere politiche volte a favorire e sostenere la natalità, favorire e incrementare la rete dei servizi, in alternativa alla monetizzazione del bisogno”.


Slide Blangiardo
Slide Calicchio

 

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Venerdì, 10 Novembre 2017 00:00

Convegno Cisl Bergamo: "Welfare, quale futuro?"

Un appuntamento, targato Cisl Bergamo, per indagare il futuro welfare nella nostra provincia. Attraverso le riflessioni di esperti qualificati, delle istituzioni e del nostro sindacato si tenterà di immaginare progetti che rispondano ai bisogni della società.

Parteciperanno Francesco Corna (Segretario Cisl Bergamo), Matteo Rossi (Presidente Provincia di Bergamo), Gian Carlo Blangiardo (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Stefano Tomelleri (Università degli Studi di Bergamo), Onesto Recanati (Segretario Generale Fnp Cisl Bergamo), Maria Carolina Marchesi (Presidente della Conferenza dei Sindaci bergamaschi), Giuseppe Calicchio (Direttore Sociale Ats Bergamo), Don Edoardo Algeri (Presidente Confederazione italiana dei consultori familiari), Ferdinando Piccinini (Segretario Generale Cisl Bergamo).


Appuntamento il 10 novembre (ore 9) al Centro Congressi di Bergamo (Sala Alabastro)


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