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Unione Sindacale di Bergamo

Con due presidi e volantinaggi, uno nel cantiere della Guardia di Finanza e l’altro al KM Rosso dove è in corso la costruzione della nuova sede di Confindustria, la mattina di lunedì 20 novembre i sindacati dei lavoratori edili di FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo hanno avviato la protesta che culminerà nello sciopero nazionale del settore, previsto per il 18 dicembre.

Il mancato rinnovo del contratto collettivo

La mobilitazione è stata organizzata contro il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai edili, a un anno e cinque mesi dalla scadenza del precedente. A Bergamo attendono il nuovo Contratto circa 30mila lavoratori. Sui contenuti di questa vertenza, i sindacati hanno incontrato il Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e i rappresentanti di ANCE, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili di Bergamo. In tutt’Italia oggi si sono svolti presidi, volantinaggi, incontri e conferenze stampa.

Mobilitazione anche per l’Ape social

Dal luglio 2016 la trattativa non è mai entrata nel merito della nostra piattaforma. La presentazione di una contro-piattaforma a febbraio da parte delle delegazioni datoriali testimonia l’esplicita volontà di non dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori hanno commentato Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Luciana Fratus per FILLEA-CGIL di Bergamo.Gli operai edili sono in mobilitazione anche per l’assenza di risposte concrete sull’anticipo dei tempi di approdo alla pensione. Il 50% delle domande di Ape social respinte nella provincia di Bergamo da parte dell’INPS e l’innalzamento dell’età di vecchiaia fino a 67 anni proposto dal Governo Gentiloni sono elementi che non tengono conto di quanto sia faticoso e gravoso il lavoro dell’edile”.

L’incontro con la stampa

Sul rinnovo del Contratto nazionale e sul previsto sciopero di dicembre nella sede della CGIL di Bergamo, si è tenuto un incontro con la stampa: per i tre sindacalisti è stata anche l’occasione di prendere di nuovo posizione rispetto all’altro tema, tutto locale, dell’unificazione delle casse edili, dopo le ultime notizie pubblicate sabato scorso sulla stampa cittadina: “Questo è il momento di passare dalle parole (scritte sui giornali e, tra l’altro, mai discusse là dove invece dovrebbe tenersi il confronto) ai fatti: per noi, lo ripetiamo, l’unificazione di Cassa Edile ed Edilcassa è prioritaria, una scelta lungimirante che guarda al futuro. Ma sia chiaro che non la realizzeremo sulla pelle dei lavoratori".

I vantaggi di unificare le casse

Inoltre, riteniamo sia poco utile continuare a rimarcare che una Cassa abbia superato l’altra per importanza. Per i sindacati i due enti sono uguali. Ragionare su quale sia più rilevante non è utile. Se si procedesse all’unificazione, il nuovo organismo potrebbe attestarsi fra le prime cinque Casse edili nel panorama nazionale. È questo quello che conta. "Torniamo, poi, a sottolineare - proseguono i sindacati - che noi rappresentiamo il 50% delle parti sia nell’uno che nell’altro ente paritetico. Senza il nostro coinvolgimento gli obiettivi non potranno essere raggiunti. E’ ora che le trattative, svolte sino a qui solo sui giornali dalle nostre controparti, approdino a un tavolo di confronto che chiediamo da tempo”.

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Dopo otto mesi di trattativa, a Roma l’8 novembre è stata siglata l’ipotesi di accordo tra i rappresentanti delle associazioni degli artigiani (Confartigianato, CNA, CLAAI, Casartigiani) e dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro PMI Tessile (fino a 249 addetti) e Chimico (fino a 49 addetti) con le Associazioni Artigiane, scaduto il 31 marzo scorso, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2018.

Aumenti salariali

Saranno così suddivisi con riferimento al salario medio di ogni settore: 75 euro per il settore tessile; 75 euro per la gomma-plastica; 87 euro per il settore chimico-concia; 70 euro per ceramica, vetro, abrasivi; 100 euro per il settore "Terzo Fuoco" (aziende fino a 249 addetti). L’erogazione sarà articolata in tre tranche. Inoltre, sono previsti 50 euro di una tantum sia per la sezione tessile, che per quella chimica. Per quanto riguarda la confluenza del Ccnl Terzo Fuoco, invece, sono previsti 350 euro di una tantum.

Welfare contrattuale

Le aziende verseranno 10.42 euro al mese, a loro totale carico, in favore del fondo sanitario di riferimento (Sanarti). Verrà inoltre applicata la “bilateralità” prevista dagli accordi interconfederali con le associazioni artigiane sempre a carico dell’aziende, con un importo pari a 10.42 euro mensili per ogni dipendente. Per la sezione tessile, invece, l’elemento di garanzia retributiva, per le aziende che non fanno contrattazione di secondo 2° livello, passerà da 220 euro a 240 euro annui. Per la sezione chimica del contratto, l’elemento perequativo, sempre per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello, viene aumentato del 4%.

Mercato del lavoro

Le parti hanno normato l’apprendistato professionalizzante e la gestione dei contratti a termine, nonché la somministrazione del lavoro a tempo determinato. "Perseguendo una politica di razionalizzazione dei contratti - dichiarano i sindacati - è stato realizzato in un unico contratto il primo accorpamento dei settori della moda (tessile, abbigliamento, calzature, pelli e cuoio, giocattoli, occhiali, penne e spazzole, ombrelli) con i settori del chimico (chimico, gomma-plastica, abrasivi, concia, vetro, ceramica, Terzo Fuoco)". In un’ottica di ottimizzazione sono state allineate tutte le scadenze contrattuali al 31 dicembre 2018 per una vigenza contrattuale complessiva di 21 mesi. "Adesso – ricordano i sindacati - la parola definitiva passa alle assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo".

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Tre giorni di sciopero per la logistica, l’autotrasporto, la distribuzione e le spedizioni delle merci proclamato da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale scaduto alla fine del 2015.

Si parte con lo stop al trasporto carburante

Venerdì 27 ottobre lo stop interessa il trasporto di carburante, medicinali, prodotti alimentari di prima necessità ed animali vivi, mentre lunedì 30 e martedì 31 lo sciopero riguarderà tutte le altre attività di trasporto e distribuzione delle merci, il settore della logistica e della spedizione. E questi tre giorni di sciopero (che interesseranno circa 10mila addetti bergamaschi distribuiti in oltre 1500 aziende) segnano una mobilitazione senza precedenti.

Proposte inaccettabili sul rinnovo del contratto

Si tratta di un’agitazione lanciata dalle Organizzazioni Sindacali del settore contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Tra queste: eliminare la quattordicesima, ridurre le giornate di riposo, fermare gli scatti di anzianità, dimezzare indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. “Il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, scrivono nei volantini i sindacati.

La posizione della Fit Cisl Bergamo

Sono passati due anni dall’avvio delle trattative nazionali per il rinnovo del CCNLdice Antonio Scaini, segretario generale di FIT CISL Bergamo -. Due anni nei quali il settore ha registrato una decisa crescita in termini di volumi movimentati e fatturato delle aziende, risultati resi possibili dallo sforzo quotidiano di migliaia di lavoratrici e lavoratori, dipendenti diretti e in appalto. Alle nostre rivendicazioni, le associazioni Datoriali e le Imprese hanno risposto chiedendo sconti, flessibilità, meno regole e meno contrattazione, per lasciare più libere le imprese di sfruttare i lavoratori e aumentare i profitti. Tutto questo è inaccettabile”.

Il punto di rottura

La trattativa, seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017 presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati ma, alla richiesta di FILT, FIT e UILTRASPORTI di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto – autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica – si è arrivati al punto di rottura. “Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale”, scrivono i sindacati.

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Da un anno circa un milione e mezzo di lavoratori sono senza contratto. La trattativa per il rinnovo dei contratti edili Ance, Coop, Artigiani e PMI è ostacolata da un atteggiamento delle controparti che tende a rimandare nel tempo le soluzioni che possono garantire rilancio al settore, salario e diritti ai lavoratori, tutela e maggiore funzionalità del sistema bilaterale, regole che incentivino le aziende rispettose dei contratti e delle regole.

Campagna straordinaria di assemblee

FenealUIL Filca-CISL Fillea-CGIL chiedono a tutti i lavoratori di partecipare alla campagna straordinaria di assemblee territoriali e di cantiere che ci porterà, in assenza di risposte concrete nella direzione dei rinnovi, a mobilitarci entro il mese di novembre. FenealUIL Filca-CISL Fillea-CGIL hanno presentato una piattaforma unica a tutte le controparti del settore edile con l’intento di addivenire ad un unico contratto nazionale del settore delle costruzioni.

Le richieste dei sindacati

Riguardano il salario, il diritto al lavoro, la regolarità delle imprese in termini di ore lavorate e denunciate in Cassa Edile, la lotta al lavoro nero e grigio, l’introduzione del contratto di cantiere: uno strumento utile a tutelare le condizioni di lavoro, la sicurezza e la formazione su rischi di tutti i lavoratori che sono presenti nel cantiere edile. Chiediamo anche la creazione di un sistema sanitario integrativo che possa garantire parità di trattamento a tutti i lavoratori attraverso prestazioni minime uguali per tutti che possano essere integrate dalla contrattazione territoriale. Chiediamo inoltre di rafforzare il sistema previdenziale complementare e la creazione di un Fondo che ci consenta realmente di accompagnare i lavoratori più anziani alla pensione favorendo l’ingresso dei giovani.


LE RICHIESTE DELLA PIATTAFORMA IN DETTAGLIO


 

EVR

Si chiede la completa revisione degli attuali meccanismi di calcolo e si propone: leliminazione del calcolo sul triennio, lasciando ai territori la scelta di uno o più parametri. La richiesta viene fissata al 6%. Si propone l’erogazione dell’EVR attraverso il sistema delle casse edili.

Salario

Si chiede un aumento salariale pari a 106 euro a parametro 100. Rivedere quanto disposto in merito alla erogazione della retribuzione ai fini della tracciabilità; armonizzare le scale parametrali dei vari CCNL di settore nella vigenza contrattuale.

Legalità, regolarità, appalti e subappalti

Sono necessarie intese per: Durc per Congruità; l’obbligo di denuncia per cantiere; l’obbligo del cartellino di riconoscimento; un solo livello di subappalto; informazioni in tempo reale sulle presenze e le ore lavorate in cantiere; avere copia della notifica preliminare; ribadire la responsabilità dell'azienda appaltante su tutto il ciclo produttivo; riconoscere la clausola sociale in caso di cambio di appalto; sancire, nella logica del contratto di cantiere, l’applicazione dei CCNL dell’edilizia, l’iscrizione alla cassa edile e l’utilizzo degli EEBB edili; costituire il tavolo permanente sulla legalità nel settore.

Mercato del lavoro

Si chiede di: vietare l’uso dei voucher e del contratto a chiamata; rivedere il tetto dei contratti a termine e di somministrazione (ora fissato al 40%); aggiornare la regolamentazione dell’apprendistato; recepire il distacco italiano e transnazionale dei lavoratori; rendere operativo il matching, domanda/offerta di lavoro, attraverso blen.it; rivedere l’attuale classificazione dei lavoratori, agendo sugli inquadramenti e sulle mansioni; regolamentare l’inclusione di lavoratori autonomi e di lavoratori con partita IVA all’interno del sistema bilaterale; intervenire sul jobs act (controlli a distanza, demansionamento, licenziamenti).

Assetti contrattuali

Sono confermati i due livelli di contrattazione, nazionale e territoriale. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, individuano come livello territoriale prioritariamente quello regionale.

Casse edili

Nuovo sistema definito dalla contrattazione di secondo livello per l’accorpamento delle casse a livello regionale; erogazione dell’EVR attraverso il sistema delle casse edili in un’unica soluzione, impiegati compresi; aumento del contributo Cassa Edile dall’attuale 2,5% al 3%, destinando almeno 1/3 (pari all’1%) per prestazioni ai lavoratori; certificazione delle 160 ore denunciate in Cassa Edile effettivamente lavorate; inclusione degli impiegati con una contribuzione a carico delle imprese e degli stessi impiegati, perché anch’essi possano accedere al sistema di welfare integrativo ed alla formazione garantita dal sistema bilaterale; inclusione nel sistema delle partite IVA con versamento di apposita contribuzione.

Formazione e Sicurezza

È necessario definire, nell'ambito della quota del contributo dell’1%, la parte destinata all'area formazione e quella, invece, destinata all'area sicurezza. Si chiede, ancora, l’introduzione del libretto elettronico del lavoratore che registri il suo percorso formativo, la sua mansione e qualifica, le visite mediche cui sia stato sottoposto.

RLST

Il ruolo e le funzioni degli RLST devono essere ampliati. La loro figura necessita di un rilancio che può e deve avvenire attraverso il rinnovo contrattuale e che deve trovare sinergie in rapporto con l’intero sistema bilaterale, i lavoratori e le imprese.

Immigrati

Si rende necessaria un’attenzione particolare e rinnovata ai lavoratori edili immigrati per cogliere e soddisfare i loro bisogni formativi e di integrazione.

Pari opportunità e codici etici

La contrattazione edile deve poter favorire la crescita e la qualità anche del lavoro femminile, facilitando le politiche di genere, promuovendo una diversa organizzazione del lavoro, in tema di pari opportunità.

Welfare

Si chiede di predisporre l’assistenza sanitaria integrativa valutando l’eventuale adesione al Fondo Altea o ad un fondo appositamente costituito. Si propone di fissare la quota destinata ad essa nella misura dello 0,60%.

Previdenza complementare

Si chiede l’aumento della contribuzione a carico dell’impresa di una quota pari allo 0,10% e, di ulteriori 8 euro su iscrizione contrattuale a parametro 100.

Fondo sostegno pensione anticipata

Si chiede l’armonizzazione di tutti gli attuali CCNL, relativamente agli articolati inerenti i prepensionamenti e i lavori usuranti e pesanti, prevedendo la contribuzione al costituendo Fondo di sostegno per la pensione anticipata di una quota pari allo 0,20%.

Ape

Oltre le ore ordinarie, si chiede il riconoscimento di tutte le ore fruite che derivino da norme legislative e contrattuali (permessi legge 104/92, assemblee retribuite, donazione sangue), nonché la riparametrazione per i lavoratori a contratto part-time certificati.

Rappresentanza

Nel quadro dell’applicazione degli accordi confederali, definire modalità che consentano a operai e impiegati il transito della delega presso le casse edili.

Relazioni sindacali. Partecipazione. Informazione. Grandi imprese

Si chiede: Osservatorio del settore, Politiche sulla Formazione e Diritti di Informazione nella corretta applicazione della direttiva europea. La costituzione di una commissione bilaterale nazionale definirà inquadramento e declaratorie, organizzazione del lavoro, informazioni. Si richiede l’ampliamento della concertazione preventiva.


Scarica il volantino 

 

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Dopo le iniziative di protesta tenute il 12 e 14 settembre, il 19 settembre si è svolta una nuova assemblea-presidio dei lavoratori di tutta la Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Bergamo, riuniti davanti alla sede di Largo Belotti. Decisa a livello nazionale, l’assemblea si pone all’interno di un percorso di mobilitazione generale del personale dell’agenzia partito diversi mesi fa.

Il contratto atteso dal 2009

Oltre al mancato rinnovo contrattuale, atteso dal 2009, sono molte le questioni aperte: “Si tratta di una vertenza che mette al centro delle rivendicazioni la valorizzazione e il rispetto delle funzioni esercitate dal personale, non solo per dare dignità al lavoro svolto ma anche per contribuire ad una migliore qualità ed equità dell'azione dell'agenzia” - hanno detto in una nota unitaria Roberto Rossi della FP CGIL, Angelo Murabito di CISL FP, Antonio Riemma di Salfi e Paolo Cocozzello di FPL di Bergamo - Siamo mobilitati per un complessivo miglioramento ed efficientamento dei servizi fiscali, attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture; per ridare consistenza alla produttività e per garantire il riconoscimento delle attività svolte e dei risultati raggiunti in termini di contrasto all'evasione; per una valorizzazione di tutte le professionalità e per rilanciare la partecipazione e un confronto sui processi di riforma che non possono essere atti unilaterali dei vertici che vengono utilizzati per depotenziare e indebolire la macchina fiscale”.

Il testo della mozione conclusiva

E’ stato approvato all’unanimità dall’assemblea del personale della Direzione Provinciale di Bergamo riunito in Assemblea.

Nello specifico il personale...

stigmatizza le immotivate resistenze dell’Agenzia e del Ministero vigilante a voler prevedere il dovuto riconoscimento professionale per il personale;
denuncia la situazione di forte difficoltà operativa e lavorativa dovuta alle continue modifiche normative, agli obiettivi sempre più irragionevoli e al difficile clima esterno creato da una campagna di delegittimazione del personale dell’Agenzia in alcun modo contrastato dall’Autorità politica e dal vertice dell’Agenzia;

Il personale rivendica...
un complessivo miglioramento dei servizi fiscali, attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture;
il necessario incremento del Fondo di produttività per garantire il riconoscimento delle attività svolte e i risultati raggiunti in termini di contrasto all’evasione e di “tax compliance”;
una nuova stagione di progressioni economiche che valorizzi tutto il personale;
il rilancio della partecipazione e del confronto sui processi di riforma che non possono essere a costo zero e neanche l’occasione per un nuovo e ingiustificato depotenziamento della macchina fiscale e delle sue articolazioni territoriali.

La mobilitazione continua ...

Nel riconoscere il valore aggiunto della mobilitazione unitaria dà mandato alle organizzazioni sindacali di proseguire nella mobilitazione fino a quando non saranno superate le resistenze delle controparti e garantiti gli obiettivi alla base della vertenza”.

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Giovedì, 22 Dicembre 2016 09:38

Bergamo sdogana il contratto Industry 4.0

Un’alta partecipazione al voto e un’alta adesione alla intesa sul Contratto nazionale metalmeccanico siglato tra i sindacati FIM FIOM UILM e Federmeccanica. La Bergamo sindacale accoglie a grande maggioranza il “contratto Industry 4.0”, “storico, innovativo e importante”, come l’hanno definito nella conferenza stampa i segretari generali delle tre sigle metalmeccaniche di CGIL CISL UIL, Luca Nieri, Eugenio Borella e Angelo Nozza.

Il “SI” ha ottenuto oltre il 75% dei voti

Tutti e tre hanno sottolineando come, proprio questa provincia, per Federmeccanica, rappresentava uno dei territori più refrattari all’accordo. Nelle fabbriche bergamasche hanno votato 16.858 lavoratori in 203 stabilimenti. Il Sì ha ottenuto 12.707 voti (pari al 75,9% dei voti), il No si è fermato a 4.043 (pari al 24,1%), nonostante in alcune aziende grandi e storiche si sia imposto con nettezza. “È un voto che vincola noi e Federmeccanica – ha detto Borella, della FIOM CGIL – e che una parte dei lavoratori non ha approvato. Di questa posizione, unitariamente, terremo conto. Il nostro compito, ora è quello di impegnarci nella contrattazione aziendale, soprattutto per l’aspetto salariale”.

Tanta innovazione normativa

Abbiamo ottenuto un voto altamente positivo su un Contratto comunque non facile da spiegare – gli fa eco Nieri, FIM CISL -. Abbiamo stretto un accordo sperimentale, con tanta innovazione normativa e aspetti contrattuali non tipici del settore”. “Le novità bisogna vederle applicate per conoscerle e apprezzarle – è il pensiero di Nozza, UILM -. Il welfare è già presente in tante grandi aziende. I metalmeccanici, con un’operazione di solidarietà hanno approvato un contratto che lo estende anche alle piccole, sacrificando magari aspetti salariali altrimenti attesi”.

Si agevola la cultura della sicurezza in azienda

Il CCNL, secondo i tre sindacalisti, contiene “elementi di prospettiva importanti. Alcuni aspetti inseriti, ad esempio, obbligano le RSU a mettere le mani nel testo, agevolando la cultura della sicurezza nell’azienda. Inoltre, le voci della formazione e del diritto allo studio rappresentano elementi altamente qualificanti. Insomma, una sperimentazione utile alla trasformazione del modello contrattuale, per cui l’unità non è un valore di per sé, ma un valore aggiunto. Il lavoro, comunque è appena iniziato”.

Adesione italiana vicina all’80%

Giovedì 22 dicembre ci sarà la presentazione a livello nazionale dei dati definitivi della consultazione aziendale. Se saranno confermati gli “exit poll”, la tendenza anche italiana è di un’adesione vicina all’80%. Così, venerdì, il nuovo CCNL dei metalmeccanici, verrà finalmente e ufficialmente firmato con Federmeccanica.


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Sottoscritto il 13 dicembre a Roma tra FenealUil Filca Cisl Fillea Cgil e Federlegno l’accordo di rinnovo del settore Legno Arredo Industria, che coinvolge circa 250 mila lavoratrici e lavoratori. Positiva la valutazione dei sindacati, che definiscono l’intesa innovativa e rispondente alle richieste della piattaforma presentata a ottobre 2015.

Respinte le irrecivibili proposte

Grazie alle iniziative messe in campo in questi mesi insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore - dichiarano i segretari nazionali Pascucci-FenealUil, Federico-Filca Cisl, Meschieri-Fillea Cgilsiamo riusciti a respingere le irricevibili proposte avanzate inizialmente da Federlegno su aumenti salariali e lavoro flessibile e a prevedere, nonostante l’assenza di un nuovo modello contrattuale, un diverso metodo di calcolo dei minimi salariali, attuando in tal modo la proposta contenuta nel documento di CGIL, CISL, UIL ed uscendo dalla logica del recupero del potere d'acquisto basato solo sull'inflazione. Per la prima volta si introduce il concetto di benessere organizzativo mettendo al centro i lavoratori quali risorse principali per le imprese.

Gli aumenti salariali

Ipotizzati nel triennio circa 75 euro a livello AE1 e 99 euro a livello medio AS1 in base al nuovo metodo di calcolo salariale che si baserà su due criteri.Con il primo – spiegano i sindacati – si prevede una tranche di aumento fisso mensile, senza alcuna verifica, per rilanciare la domanda interna e favorire così l'aumento dei consumi, pari a 35 euro al parametro 100 e 46,90 al parametro medio, mentre con il secondo verranno erogate due tranche, gennaio 2018 e gennaio 2019, per il recupero del potere d'acquisto utilizzando l'indice inflattivo IPCA Generale che tiene conto anche dei costi energetici”.

Welfare integrativo

I sindacati fanno sapere che sono stati ottenuti importanti risultati per quanto riguarda la sanità integrativa e la previdenza complementare, con aumenti a totale carico dell’azienda sia del contributo al Fondo Altea, pari a 5 euro che si aggiungono ai 10 già previsti, che del contributo al Fondo Arco pari allo 0,30% a regime (totale 2,10%, completamente a carico delle aziende). A partire da gennaio 2017 verrà inoltre incrementato di 5 euro mensili l’elemento di garanzia retributiva (che si aggiungono ai 13 euro attuali, per un totale di 216 euro annui) che si applica alle aziende prive di contrattazione aziendale.

Gli orari di lavoro

Viene previsto un aumento delle ore (112) che conferma la precedente normativa e prevede percentuali di maggiorazione che vanno dal 14 al 20%. "In tal modo – spiegano i segretari - abbiamo respinto completamente la posizione di Federlegno che obbligava al lavoro di sabato e domenica mirando ad una piena deregolamentazione e svuotando il ruolo della RSU.

Mercato del lavoro

E’ stato regolato positivamente - fanno sapere Pascucci, Federico, Meschieri – l'apprendistato così come siamo riusciti a mantenere le percentuali previste per legge sui contratti a temine e in somministrazione, sui quali si terrà annualmente un incontro a carattere informativo con le rappresentanze sindacali.

Formazione e sicurezza

Vi sono poi altri aspetti importanti come le 16 ore di formazione per i lavoratori che opereranno per la prima volta in un cantiere e ulteriori 8 ore annuali sulla sicurezza nel cantiere. Prevista inoltre la certificazione del lavoro notturno e chiarita l’utilità dei periodi di congedo parentale ai fini della maturazione del TFR. Ora la parola passa ai lavoratori, chiamati ad esprimere il proprio parere sull'ipotesi di accordo entro febbraio 2017. Il contratto avrà validità triennale: dal 1° aprile 2016 al 31 marzo 2019.


Scarica il contratto

 

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Giovedì, 17 Novembre 2016 00:00

Tessili in sciopero per un contratto dignitoso

Sì al rinnovo del tessile abbigliamento, no alla destrutturazione del modello contrattuale. I sindacati di categoria FEMCA CISL, FILCTEM CGIL, UILTEC UIL confermano lo sciopero nazionale il 18 novembre a sostegno della riapertura del tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di settore con Smi-Confindustria bruscamente interrotto il 20 ottobre, e si preparano alle mobilitazioni territoriali.

Manifestazione unitaria a Milano

Bergamo, una volta terreno fertile per l’industria tessile, parteciperà in misura consistente allo sciopero di 8 ore in programma venerdì 18 novembre e alla manifestazione regionale che si terrà dalle 10 di venerdì davanti alla sede SMI – Confindustria di viale Sarca a Milano. In questi gironi le segreteria di FEMCA FILCTEM e UILTEC stanno lavorando per organizzare i pullman che porteranno nel capoluogo lombardo qualche centinaio di lavoratori, pronti a manifestare “per un contratto che rilanci il made in Italy, giusto e dignitoso”.

Più produzione, meno addetti

Secondo l’analisi della Camera di Commercio di Bergamo, in provincia la performance dell’industria tessile nell’ultimo trimestre conferma il buon andamento dei periodi precedenti, segnando un +4,3% nella produzione, ma nello stesso periodo, gli addetti nelle imprese sono calati dello 0,8. A oggi, gli addetti del settore in provincia sono all’incirca 7500, su 300 aziende attive. Dieci anni fa, erano più di 20.000.

Riaprire il tavolo delle trattative

L’obiettivo delle sigle tessili, dicono i segretari provinciali Raffaele Salvatoni, Pietro Allieri e Marco Zonca, “è quello di riaprire il più presto possibile il tavolo delle trattative per rinnovare il contratto e sostenere il reddito dei lavoratori. Il pomo della discordia che ha fatto rompere il tavolo delle trattative tra le parti è, in particolare, l’erogazione degli incrementi salariali che, per la controparte, sarebbero nel triennio 2016-2019 pari a zero. E non solo. SMI (sistema moda italia) ha deciso di calcolare l’aumento salariale non più in base all’inflazione programmata, ma ex post. Così oggi visto che nel precedente triennio contrattuale 2013 - 2016 l’inflazione è stata del 3,7% e non del 5,9% come previsto, la controparte richiede la restituzione di ben 72 euro per ciascun lavoratore”.

Tutto sulle spalle dei lavoratori

Nei fatti non vogliono la restituzione del denaro, ma vogliono fare pari con l’inflazione prevista nel prossimo triennio. Una richiesta incomprensibile che i sindacati di categoria ritengono inaccettabile anche perché a farne le spese sarebbero ben 420 mila lavoratori e lavoratrici (il 90% degli addetti del settore è donna), che hanno i salari più bassi del Paese, intorno ai mille euro al mese. “Inoltre – incalzano i sindacalisti - la controparte vuole anche tagliare diritti ai lavoratori cancellando il secondo livello di contrattazione con la giustificazione di voler essere maggiormente competitivi a livello internazionale”. Tutto solo sulle spalle dei lavoratori. I dati degli ultimi 5 anni infatti evidenziano che il settore tessile-abbigliamento ha perso circa 100 mila posti di lavoro, mentre il fatturato è stabile, anzi in lieve crescita, intorno ai 54 miliardi.Una ricchezza che cresce, anche se poco, ma non viene distribuita”.

No al ridimensionamento del ruolo dei sindacati

Il sindacato è preoccupato anche perché le richieste normative presentate dalla controparte sono tutte incentrate oltre che a comprimere diritti ai lavoratori, anche a ridimensionare il ruolo negoziale dei sindacati territoriali e delle Rsu. Eppure, confermano i sindacati di categoria, il settore del tessile-abbigliamento non è povero, anzi, nella classifica dei primi 50 gruppi aziendali con i più grandi fatturati, una buona fetta è occupata proprio aziende del settore.L’augurio – continuano i segretari territoriali - è che soprattutto i grandi gruppi aziendali riescano a distinguersi, come ad esempio ha fatto La Perla, la quale ha chiesto di cambiare il contratto da quello di Smi-Confindustria a quello di Confapi, mentre altre aziende stanno proponendo ai sindacati una sorta di pre-contratto”. Insomma è auspicabile tornare al tavolo delle trattative e anche al più presto. I sindacati sono disponibili, ma per il momento nessuna data è calendarizzata.


La locandina dello sciopero

 

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Sottoscritto il 27 settembre il primo accordo nazionale aziendale della Unicalce Spa, azienda che occupa 450 addetti distribuiti su 13 siti produttivi presenti in tutto il territorio nazionale.

Un ottimo accordo aziendale

Soddisfatti i sindacati per il risultato raggiunto “nonostante il perdurare della crisi di mercato ed occupazione del settore, abbiamo sottoscritto un ottimo accordo aziendale, che è il primo contratto collettivo aziendale nazionale siglato in Federmaco, l’Associazione degli industriali del Cemento Calce Gesso, con una azienda aderente a Ca.Ge.Ma”, spiegano Massimo Trinci, Luciano Bettin e Marco Carletti, a capo della delegazione sindacale di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

Incrementi fino a 2700 euro annui

L’accordo prevede un importante incremento economico, che oscilla tra 1.000 e 2.700 euro annui, e numerose novità normative, come spiegano i sindacati: “nuove regole sulle relazioni industriali che rafforzano il ruolo delle RSU nei diversi siti, formazione dei lavoratori esigibile e monitorabile attraverso l’istituzione del libretto formativo individuale per ogni dipendente, introduzione della responsabilità Sociale d’impresa estendibile anche alle aziende appaltatrici, rafforzamento delle azioni a salvaguardia della salute e sicurezza, con l’istituzione per ogni sito del Tavolo Permanente della Sicurezza, con la obbligatoria partecipazione di tutte le aziende presenti in ogni sito produttivo.

Contrattare è un dovere anche nella crisi

L’accordo infine prevede “l’aumento di 1 euro al giorno per i ticket mensa, l’aumento a carico dell’azienda della contribuzione per la previdenza complementare pari allo 0,20%, estendendo di fatto la tutela pensionistica dei lavoratori aderenti al fondo Concreto, l’istituzione di un premio di produzione, costruito su tre indici che potrebbe apportare un aumento di reddito oscillante tra i 120 e i 690 euro” concludono Trinci, Bettin e Carletti , che sottolineano comeesercitare la contrattazione di II livello, anche in costanza di crisi del settore, sia oltre che un dovere anche la strada giusta per individuare le indispensabili soluzioni utili ad evitare che questa crisi la paghino solo ed esclusivamente i lavoratori e le lavoratrici dipendenti.


by Filca Cisl Nazionale

 

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Il 21 settembre, si è tenuto l’incontro con Federlegno in merito al rinnovo del contratto Legno/Arredo Industria.

Dall’incontro non sono emerse sostanziali novità, a parte qualche disponibilità generica sui diritti d’informazione e sulla formazione. Sulla flessibilità insistono per avere 140 ore senza informazione preventiva, senza concordare le modalità di recupero, inserendo il sabato e la domenica. Anche sui contratti a termine e somministrazione insistono per avere percentuale più elevate. Sulla previdenza complementare, insistono per elevare la quota a carico dei lavoratori, chiusura totale sulla sanità integrativa. Infine, nonostante vari solleciti da parte nostra, sul salario non hanno avanzato alcuna proposta.

Federlegno ha chiesto di riflettere ulteriormente, chiedendoci di fissare a breve una nuova data. Le Segreterie Nazionali, unitamente alla delegazione trattante, pur esprimendo una valutazione negativa dell’incontro, hanno convenuto sull’aggiornamento della trattativa. Pertanto è previsto un nuovo incontro, sempre in delegazione ristretta per lunedì 3 ottobre alle ore 9,30 a Milano via Foro Buonaparte n. 65.

Nel ribadire quanto scritto nell’ordine del giorno inviatovi il 14 settembre u.s., precisiamo che se il 3 ottobre non vi saranno sostanziali novità, decideremo la data dello sciopero oltre al blocco delle flessibilità e delle ore di straordinario. 


Le Segreterie Nazionali FENEALUIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL

 

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