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Unione Sindacale di Bergamo

Organigramma sindacale

Con lo slogan “Io difendo il mio salario, io sciopero!!!”, anche Bergamo scende in campo nella mobilitazione nazionale dell’industria “Gomma Plastica”. Il prossimo 16 febbraio in tutte le aziende del settore sarà proclamato uno sciopero di 8 ore, mentre continua il blocco degli straordinari.

Scontro sulla quantificazione dell’inflazione

Un settore che in provincia conta qualche centinaio di aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra)per oltre 14.000 lavoratori. Il punto di scontro tra sindacati e aziende nella discussione riguarda la quantificazione dell’inflazione e il relativo aumento in busta paga che avrebbe dovuto arrivare già da fine gennaio: previsti inizialmente 30 euro, per la parte datoriale l’inflazione bassa traduce quella somma in 11 euro circa. Al conto mancano quindi 19 euro: i sindacati vorrebbero discuterne, alzare la cifra e soprattutto mettere in discussione “l’automatismo” che vorrebbe invece adottare la Federazione Gomma Plastica.

Il muro di Confindustria e Federazione Gomma Plastica

Anche in provincia il settore sconta l’indisponibilità della parte datoriale a un vero e proprio confronto sul tema del riconoscimento della prevista tranche di aumento contrattuale, continua a sottrarsi alle proprie evidenti responsabilità; appare del tutto evidente che la scelta è quella del conflitto e non quella del dialogo. Ribadiamo la totale contrarietà nei confronti di una linea che tende ad indebolire il contratto nazionale, a ridurre le retribuzioni e ad aumentare le diseguaglianze tra i lavoratori, sperimentando il terreno di un diverso modello contrattuale. Cristian Verdi, di FEMCA CISL, e Ezio Acquaroli, di FILCTEM CGIL, sottolineano che “a parte rari casi aziendali nei quali il dialogo è alla base di una costruttiva relazione sindacale, Bergamo non si distingue dal resto del panorama nazionale: anche qui Confindustria e Federazione Gomma Plastica hanno alzato un muro e non intendono aprire alcun tavolo di discussione”.

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È fissata per lunedì 15 gennaio (dale ore 10) la prima mobilitazione del 2018 per i lavoratori del settore della gomma-plastica. Si tratta di uno sciopero di otto ore accompagnato anche da una grande manifestazione unitaria sotto la sede della Federazione Gomma Plastica a Milano, in via San Vittore 36. Da Bergamo, per raggiungere il luogo del presidio, sarà garantito un servizio di trasporto in bus. La partenza è prevista alle ore 9.00 dal parcheggio Auchan di via Carducci (entro venerdì comunicare la propria adesione negli uffici delle diverse sigle sindacali).

Le mobilitazioni dei mesi scorsi

Già nei mesi scorsi si erano svolte mobilitazioni di protesta: oltre al blocco degli straordinari e delle flessibilità dell’orario di lavoro (oggi ancora in corso), i dipendenti delle aziende del settore in tutta la Lombardia avevano scioperato il 1° dicembre. Ora sindacati e lavoratori tornano a chiedere l’applicazione di quanto contenuto nel Contratto nazionale rispetto al previsto aumento in busta paga, che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio ma che ora non viene più riconosciuto.

I numeri della Bergamasca

Nel territorio orobico il settore impiega circa 14.000 lavoratori e lavoratrici in aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra). “La mobilitazione è stata proclamata perché, a fronte di 30 euro di aumento che i lavoratori si attendevano a partire da gennaio 2018 come previsto dal Contratto nazionale di settore siglato due anni fa, Confindustria ha dato indicazione alle aziende associate di procedere all’erogazione di soli 11 euro, riconoscendo di fatto solo l’aumento relativo all'inflazione reale" - hanno spiegato Cristian Verdi di FEMCA CISL, Ezio Acquaroli di FILCTEM CGIL e Luigi Zambellini di UILTEC UIL di Bergamo.

Lavoratori compatti nella difesa dei loro diritti

La nostra controparte – hanno continuato i sindacalisti - ha chiuso ogni tipo di confronto ma noi siamo fermamente convinti che il salario non sia solo frutto di una registrazione automatica dell'inflazione. Deve, invece, essere oggetto di contrattazione. Oltre al valore economico, poi, qui sono in discussione il ruolo e il valore delle relazioni sindacali. I lavoratori saranno compatti nella difesa dei loro diritti. La posta in gioco- hanno concluso i tre sindacalisti - non sono i 19 euro della tranche di gennaio, ma il valore e il rispetto del Contratto nazionale di lavoro che Confindustria evidentemente non vorrebbe più sottoscrivere”.

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Per il lavoro, il contratto, la salute, le pensioni: questi i temi che saranno al centro dello sciopero nazionale dell’intero comparto dell’edilizia proclamato dalle segreterie di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil per il 18 dicembre.

Nessuna apertura dalle associazioni datoriali

Una decisione cui si è giunti “dopo aver preso atto, ancora una volta, dello stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto edile, scaduto da quasi un anno e mezzospiegano i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi, che proseguono: “avevamo annunciato nei mesi scorsi la mobilitazione per novembre, qualora le associazioni datoriali non avessero mostrato disponibilità ad un avanzamento nella trattativa. Nel frattempo, abbiamo svolto oltre mille assemblee nei cantieri per spiegare ai lavoratori le nostre proposte e le difficoltà che abbiamo incontrato nel negoziato. Oggi dobbiamo prendere atto che dalle associazioni datoriali non sono giunte reali disponibilità ed aperture”.

Le rivendicazioni dei sindacati

Aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, ecc.), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani.

I tatticismi delle controparti

Per Panzarella, Turri, Genovesi le rivendicazioni vanno nella direzione di un Contratto Nazionale al servizio di una qualificazione maggiore del sistema, del lavoro e dell’impresa, per poter affrontare le sfide di un settore che sta cambiando nei suoi processi e nei suoi prodotti (riqualificazione, rigenerazione, messa in sicurezza del territorio e del patrimonio pubblico e privato, ecc.) per cui servono più professionalità, più qualità, più partecipazione”. Ma le controparti “continuano con tatticismi dilatori a prendere tempo, non rispondendo nel merito alle nostre proposte e non accettando la sfida che i lavoratori ed il Sindacato hanno lanciato”.

Scioperi e iniziative

Dunque il 18 dicembre sarà “sciopero per l’intera giornata in tutte le imprese edili, con manifestazioni di carattere interregionale, mentre nella giornata del 20 novembre metteremo in campo una iniziativa straordinaria di informazione, con volantinaggi, conferenze stampa, presidi, in preparazione dello sciopero nazionale” concludono i leader di Feneal Filca Fillea.


L'informativa delle segreterie nazionali di Feneal Filca Fillea
Il manifesto dello sciopero

 

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Tre giorni di sciopero per la logistica, l’autotrasporto, la distribuzione e le spedizioni delle merci proclamato da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale scaduto alla fine del 2015.

Si parte con lo stop al trasporto carburante

Venerdì 27 ottobre lo stop interessa il trasporto di carburante, medicinali, prodotti alimentari di prima necessità ed animali vivi, mentre lunedì 30 e martedì 31 lo sciopero riguarderà tutte le altre attività di trasporto e distribuzione delle merci, il settore della logistica e della spedizione. E questi tre giorni di sciopero (che interesseranno circa 10mila addetti bergamaschi distribuiti in oltre 1500 aziende) segnano una mobilitazione senza precedenti.

Proposte inaccettabili sul rinnovo del contratto

Si tratta di un’agitazione lanciata dalle Organizzazioni Sindacali del settore contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Tra queste: eliminare la quattordicesima, ridurre le giornate di riposo, fermare gli scatti di anzianità, dimezzare indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. “Il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, scrivono nei volantini i sindacati.

La posizione della Fit Cisl Bergamo

Sono passati due anni dall’avvio delle trattative nazionali per il rinnovo del CCNLdice Antonio Scaini, segretario generale di FIT CISL Bergamo -. Due anni nei quali il settore ha registrato una decisa crescita in termini di volumi movimentati e fatturato delle aziende, risultati resi possibili dallo sforzo quotidiano di migliaia di lavoratrici e lavoratori, dipendenti diretti e in appalto. Alle nostre rivendicazioni, le associazioni Datoriali e le Imprese hanno risposto chiedendo sconti, flessibilità, meno regole e meno contrattazione, per lasciare più libere le imprese di sfruttare i lavoratori e aumentare i profitti. Tutto questo è inaccettabile”.

Il punto di rottura

La trattativa, seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017 presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati ma, alla richiesta di FILT, FIT e UILTRASPORTI di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto – autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica – si è arrivati al punto di rottura. “Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale”, scrivono i sindacati.

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Giovedì, 21 Settembre 2017 07:36

Gruppo Ferretti: sciopero il 9 ottobre 2017

A seguito dell'incontro avuto il giorno 19 Settembre 2017 con la Direzione del Gruppo Ferretti, il coordinamento nazionale delle RSU, congiuntamente a FENEALUIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL, proclamano 8 ore di sciopero per il giorno lunedì 9 ottobre, in tutti gli stabilimenti del gruppo, a fronte delle risposte non sufficienti date da parte aziendale rispetto alla piattaforma presentata per il rinnovo dell'accordo aziendale.

I punti in questione

In particolare permangono distanze rilevanti su alcuni importanti punti: PUNTO 1) L' azienda durante l'incontro ha ribadito la sua posizione di prevedere, anche se su base volontaria, l'erogazione del 100% del PDR sotto forma di Welfare aziendale. Distanze anche sui parametri da raggiungere per l'erogazione del premio. PUNTO 2) L'azienda ha ribadito l'abbassamento delle ore di assenza per l'erogazione del Premio e l'abolizione del parametro collettivo. Vuol dire di fatto maggiore difficoltà a raggiungere il premio. PUNTO 3) Punto positivo ma ancora da approfondire è che a fronte della strutturalità del doppio turno l'azienda è disponibile ad accettare la proposta sindacale di 7 ore lavorate a fronte di 8 retribuite. Resta ancora in sospeso la diversa regolamentazione dell’orario di lavoro nei mesi di luglio ed agosto che dovrà essere affrontata attraverso la definizione di accordi tra Rsu e Direzione Aziendale. PUNTO 4) Sulla applicazione del regime dell’art.18 ai lavoratori assunti dopo l'entrata in vigore del JOBS ACT l' azienda ha ribadito la sua contrarietà.

Le modalità dello sciopero

Pertanto il Coordinamento ha deciso di proclamare 8 ore di sciopero per il giorno 9 ottobre 2017. Verranno inoltre convocate assemblee in tutti gli stabilimenti per discutere ed informare tutte le lavoratrici ed i lavoratori.

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I sindacati di categoria confermano lo sciopero alla SAB per le provincie di Bergamo e Lecco per sabato prossimo, 5 agosto, dalle 19 alle 23.

Lo si legge in un comunicato congiunto di FAISA CISAL, FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, a seguito dell'esito negativo della procedura di raffreddamento in Confindustria e del conseguente tentativo di conciliazione fatto presso la Prefettura di Bergamo.

Le motivazioni dell'astensione collettiva dal lavoro, dicono i sindacalisti, “sono legate al recesso e alla disdetta da parte di SAB di tutti i contratti collettivi aziendali, degli accordi sindacali aziendali, dai verbali di accordo nonché da ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto così come dalla discutibile ed errata applicazione del contratto nazionale di lavoro autoferrotranvieri (parte Anav) e la decurtazione di una considerevole quota di stipendio dallo scorso mese di aprile”.

I Sindacati, mentre chiedono il ripristino delle condizioni economiche relative agli accordi disdettati dall'azienda e la corretta applicazione del contratto nazionale, esprimono anche forti perplessità “rispetto alla partecipazione di SAB alla prossima gara per l'appalto del servizio di trasporto pubblico e a tal proposito non escludiamo il coinvolgimento dell'Agenzia Locale per il Trasporto Pubblico presso la Provincia di Bergamo”. A questa prima azione di sciopero, conclude il comunicato unitario, ne seguiranno altre nell'ambito di quanto definito dalle normative in materia di scioperi nei servizi pubblici.

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Da quattro anni in attesa del rinnovo del contratto, i lavoratori impiegati in pubblici esercizi, nella ristorazione e nelle mense, nelle agenzie di viaggio e del settore delle pulizie tornano ad incrociare le braccia.

Il presidio a Palazzo Frizzoni

A due mesi esatti dall'ultima mobilitazione nazionale, infatti, gli oltre 20.000 lavoratori bergamaschi di questi settori devono ancora scioperare per chiedere il rinnovo dei contratti, scaduti dal 2013. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs e UilTrasporti hanno dunque proclamato l’ennesimo sciopero di 8 ore per la giornata del 31 maggio, con presidio dalle 10 a mezzogiorno davanti a Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo. In tutta Italia sono oltre 1,5 milioni i lavoratori impegnati in questi settori che da quasi quattro anni non vedono rinnovato il proprio contratto di lavoro.

Le istanze dei lavoratori

Quello che chiediamo è una paga dignitosa e il mantenimento delle garanzie e delle tutele in caso di cambi di appalto (per il settore mense e pulizie). I lavoratori di questi settori vengono considerati degli invisibili, ma perlopiù svolgono un’importantissima attività che si rischia di dare per scontata e invece è determinante sia per l’economia: esercizi pubblici, servizi offerti all’interno delle mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, il settore delle pulizie. Ricordiamo che i lavoratori in questi ambiti sono generalmente part-time e con redditi medio bassi, quindi un adeguamento dello stipendio, per queste persone, è più che mai importante”.

Una battaglia per il riconoscimento dei diritti

Le sigle sindacali in un comunicato congiunto hanno denunciato l’impossibilità a proseguire un negoziato sottoposto ad una pregiudiziale che attacca i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di un settore che negli ultimi anni di crisi ha visto continui tagli sugli orari di lavoro e sulle retribuzioni. I sindacati, dopo diversi mesi di stallo, hanno comunicato la disponibilità alla ripresa del confronto con la Fipe, la federazione dei pubblici esercizi associata alla Confcommercio, per il rinnovo del contratto nazionale applicato ai circa 400mila addetti del settore. Sono al palo le trattive con la Fiavet, la federazione delle agenzie di viaggio, per il rinnovo del contratto nazionale di settore applicato ai 100mila addetti del comparto turistico. “Una battaglia comune per il riconoscimento dei diritti e del valore del lavoro - affermano i segretari provinciali delle sigle organizzatrici della mobilitazione -. Le parti datoriali con le quali da mesi si è sviluppato il confronto, stanno ponendo sul tavolo di trattativa pregiudiziali importanti che stanno impedendo il confronto, come il peggioramento delle tutele previste in caso di malattia, le modifiche all’articolato del cambio di appalto e le proposte di aumenti retributivi irrisoriproseguono Mario Colleoni, Alberto Citerio, Maurizio Regazzoni e Giacomo Ricciardi, segretari generali delle categorie provinciali coinvolte nella manifestazione -. Non possiamo accettare proposte che non fanno altro che peggiorare le condizioni di lavoro degli addetti del settore”.

Rinnovare il contratto significa dare dignità

Mense e pulizie nelle scuole e negli ospedali, ristorazione commerciale sono settori strategici per la nostra società, servizi indispensabili per il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Settori dove la precarietà lavorativa ed economica fa da padrona, dove la presenza femminile è molto alta e tanti sono i part-time cosiddetti involontari. Rinnovare il contratto nazionale vuol dire ridare dignità e rispetto al lavoro. Essere senza contratto però vuole dire anche non avere regole di riferimento condivise “con il rischio che aumentino i ricatti e la vulnerabilità dei lavoratori, in balia delle decisioni aziendali”. FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS e UILTRASPORTI dichiarano la loro disponibilità a riavviare i confronti, purché senza condizionamenti pregiudiziali da parte delle associazioni datoriali, per giungere ai rinnovi dei contratti nazionali.

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Mercoledì, 29 Marzo 2017 19:40

Fuori servizio. Contratto adesso!

A poco meno di un anno dall'ultima mobilitazione nazionale, infatti, i lavoratori del pulimento, della ristorazione collettiva e commerciale, dei multiservizi, delle agenzie turistiche venerdì 31 marzo incrociano le braccia per otto ore per chiedere ancora il rinnovo dei contratti, scaduti dal 2013. A Bergamo, il rinnovo del CCNL riguarda oltre 20.000 persone. 

Una protesta è indetta unitariamente

La mobilitazione nazionale è indetta da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS e UILTRASPORTI.Sono addetti che spesso lavorano in appalto, con il futuro appeso ad ogni cambio-appalto; lavoratori che chiedono un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, il potenziamento del welfare”, il commento di Mario Colleoni, Alberto Citerio, Maurizio Regazzoni e Giacomo Ricciardi, segretari dei sindacati bergamaschi. Dopo mesi di confronto le trattative si sono interrotte per l'intransigenza di tutte le controparti datoriali, che pretendono passi indietro significativi su elementi economici e normativi per rinnovare i rispettivi contratti nazionali.

 

Presente a Roma una numerosa delegazione bergamasca

Condizioni inaccettabili per i rappresentanti dei lavoratori. Chi lavora in questi comparti ha infatti le retribuzioni più basse – continuano i sindacalisti -. Siamo al paradosso che adesso viene chiesto a questi addetti di finanziarsi il rinnovo del contratto. Le controparti datoriali propongono aumenti da fame e chiedono arretramenti sulla malattia e vorrebbero non rispettare la clausola sociale nei cambi appalto che garantisce, spesso con fatica, la continuità occupazionale per questi lavoratori”. Fipe e Fiavet Confcommercio hanno da mesi interrotto le trattative nonostante le organizzazioni sindacali abbiano fatto ogni sforzo possibile per arrivare ad una sintesi equilibrata che non peggiorasse le condizioni di lavoro e la remunerazione di questi lavoratori. Venerdì oltre allo sciopero è in programma una manifestazione nazionale a Roma. Saranno presenti anche i lavoratori bergamaschi, per i quali le segreterie provinciali hanno organizzato appositi pullman.


Scarica il manifesto

 

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“Non vogliamo parole, ma accordi. Non promesse, ma certezze”. I sindacati dei trasporti di CGIL CISL UIL di Bergamo partecipano allo sciopero su scala regionale indetto per venerdì 13 gennaio nei confronti del gruppo Arriva.

La protesta è indirizzata contro le diverse aziende del gruppo (a Bergamo la SAB) che si sono rese nei fatti “indisponibili alla firma di accordi territoriali di garanzia dei livelli occupazionali e delle condizioni economiche dei lavoratori, nonostante nel verbale della prefettura il gruppo abbia dichiarato che non ci sono processi di esuberi o crisi”. La RSU e le segreterie provinciali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI hanno invece dato piena disponibilità ad aprire una trattativa che garantisse il passaggio dalla normativa ASSTRA a quella ANAV per tutti i lavoratori a fronte di due garanzie: il mantenimento dei posti di lavoro (in provincia gli addetti SAB sono 360) e quello delle attuali condizioni economiche.

Se la SAB si fosse resa disponibilesostengono Marco Sala, Antonio Scaini e Giacomo Ricciardi, per FILT, FIT e UILTRASPORTI -, i sindacati avrebbero potuto aprire una trattativa sulle garanzie sugli inidonei, orario di lavoro, agente unico, accorpamenti depositi e trasferte, malattia, ferie, sinistri, massa vestiario. Tutti punti che, oltre a essere parte integrante dell’attuale organizzazione del lavoro determinano il risultato economico in busta paga rispetto alla prestazione svolta. Non esprimiamo giudizi sulla lettera di SAB in cui si offrono proposte irricevibili senza minimamente considerare che le flessibilità oltre al CCNL vanno definite tra le parti, e non a compensazione”.

Se non vi è garanzia dei posti di lavoro e dei livelli economici – concludono i tre sindacalisti -, per i lavoratori significa che il Gruppo Arriva vuole mettere le mani nella busta paga dei dipendenti, solo con il passaggio da ASSTRA a ANAV, non lo consentiremo”.

Lo sciopero di venerdì 13 gennaio, proclamato per le 24 ore, attuerà fasce di rispetto dalle 6 alle 8,30, e dalle 12,30 alle 16,00.

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Dopo la prima mobilitazione del 21 ottobre, i lavoratori dei panifici artigianali e industriali di tutt’Italia tornano a scioperare lunedì 12 dicembre per arrivare, quanto prima, ad un rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. Dopo ventidue mesi di vacanza contrattuale, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL nazionali hanno indetto 8 ore di sciopero che coinvolgerà i panifici associati a Fiesa-Confesercenti e Federpanificatori.

Manifestazione a Milano alla "Casa del pane"

Sempre il 12 dicembre (dalle 11) si svolgerà anche una manifestazione a Milano davanti alla “Casa del Pane”, in Corso Venezia. All’iniziativa parteciperanno delegazioni in arrivo da tutto il territorio nazionale: anche da Bergamo, dove il settore occupa 2.000 persone in 400 aziende piccole e grandi, partirà una delegazione di lavoratori e sindacalisti.Dopo quasi due anni di vacanza contrattuale, è ora necessario recuperare una continuità del contratto per garantire ai lavoratori di un settore frammentato corrette tutele per un lavoro dignitoso e un tanto atteso e dovuto aumento salariale”, ha spiegato Giovanni Locatelli del sindacato FAI CISL Bergamo.

Al via anche una campagna di informazione

Oltre allo sciopero, sarà promossa su tutto il territorio nazionale anche una campagna di informazione diretta a tutti i consumatori sullo stato del settore e sulle condizioni di lavoro dei lavoratori. FAI, FLAI e UILA hanno più volte invitato le controparti ad arrivare a un rinnovo del Contratto in linea con la piattaforma unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL sul modello contrattuale, nonché in continuità con i rinnovi recentemente sottoscritti nel settore alimentare. I recenti accordi, firmati sul modello contrattuale con l’Artigianato e Confcommercio, ribadiscono il valore del Contratto nazionale e avviano una fase di rafforzamento del secondo livello di contrattazione.

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