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Unione Sindacale di Bergamo

Organigramma sindacale

Dal prossimo autunno gli anziani più fragili bisognosi di una assistenza complessa ricoverati in Rsa accreditate e contrattualizzate, potranno usufruire di un voucher annuale aggiuntivo di 1.000 euro. Lo stanziamento è stato disposto da una delibera firmata dal Pirellone a seguito di un accordo siglato con Cgil, Cisl, Uil della Lombardia, nello specifico dai sindacati regionali dei pensionati Spi, Fnp e Uilp.

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Venerdì, 23 Giugno 2017 11:52

A Bergamo 8000 pensioni d’oro

A Bergamo e provincia ci sono quasi 8000 pensionati “d’oro”, cioè persone che percepiscono assegni mensili superiori ai 3000 euro, mentre la media della pensione in città parla del 39, 81% di pensionati che vivrebbero con assegni da 629.08 euro. Tutto ciò se si conteggiano i possessori di pensioni di invalidità, superstite, asssegno sociale e invalidità civile.

Scandaloso il divario di genere

Non c’è molto da rallegrarsi neppure analizzando soltanto le pensioni di vecchiaia, tra l’altro quasi tutte ancora maturate prima della “Fornero”. In città ci sono 21.276 pensionati che percepiscono, in media, assegni da 1308 euro (le donne, 10.487, ne prendono in media 749,77). Per quanto riguarda la provincia, all’1 gennaio 2017, erano 198.594 i pensionati con assegno per “vecchiaia” in carico all’INPS. L’importo medio mensile supera i 1228 euro, contro i 1179 di due anni prima. Rimane la scandalosa differenza tra assegni maschili e femminili: in due anni la differenza tra le pensioni medie è passata dagli 861 agli 872 €.

chi ha poco percepirà sempre meno

I pensionati “ricchi” sono cresciuti, dal 2014 a oggi, del 21%, come di oltre il 20% è cresciuta la fascia di chi riceve assegni da 5000 euro e più: sono a oggi 1116, mentre la cifra più numerosa si trova tra i beneficiari di pensioni tra i 3000 e i 3500 euro, e cioè 3204 ex lavoratori cresciuti nel giro di tre anni di 621 unità, il 24%. Insomma, sottolinea Roberto Corona, della segreteria FNP CISL di Bergamo, “in periodo di crisi economica chi ha poco percepirà sempre meno e chi percepisce molto prenderà sempre di più. Cosa c’è che non va o non funziona in un sistema sociale dove molti reclamano più equità e questa equità è sempre più sbeffeggiata?

Serve un tetto massimo alle pensioni

Sono i dati di una ricerca compiuta dalla FNP CISL provinciale, che denuncia la grande differenza tra i trattamenti pensionistici in atto. “In una provincia dove la media delle pensioni non arriva ai mille euro mensili è perlomeno immorale, se non illecito, che esistano persone che percepiscono assegni previdenziali superiori anche ai diecimila euro”. Corona non usa mezzi termini. D’altronde, nella sua carriera, il sindacalista si è più volte reso protagonista di battaglie contro le “pensioni d’oro”. Recentemente, è riuscito anche a far approvare dal consiglio comunale di Bergamo, da quello di San Pellegrino e dal Consiglio Provinciale un ordine del giorno che auspicava un tetto massimo al reddito pensionistico, “come atto di solidarietà e condivisione con quelle persone che, avendo lavorato una vita per il benessere di questa società, vivono in modo precario e ora con fatica aiutano figli e nipoti per l’oggettività di questa crisi economica e sociale”.

Giustizia sociale per tutti

L’Ordine del giorno impegnava “Sindaco e Giunta a farsi interpreti presso Parlamento e Governo affinché vengano adottati provvedimenti normativi che pongano tetti massimi alle pensioni dei dirigenti dello Stato”. “Nostra intenzione – dice Corona – è quella di promuovere una sensibilizzazione verso tutta la cittadinanza, attraverso un impegno diretto della classe politica, con un atto concreto di responsabilità e solidarietà”. Si chiede, conclude, “più giustizia sociale per tutti. E più giustizia sociale vuol dire più equità, vuol dire una più equa distribuzione dei sacrifici e che non siano sempre i soliti ha pagare per tutti”.


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Il Congresso della FNP CISL di Bergamo si è concluso con l’elezione del Consiglio Generale della categoria, una delle maggiori a livello nazionale con circa 62.000 iscritti. Il Consiglio eletto si riunirà giovedì prossimo, 23 marzo, per l’elezione del nuovo segretario generale e della segreteria.

Ordine del giorno contro il ridimensionamento del FNPS

Si alza forte la protesta dei pensionati CISL contro il provvedimento del Ministero dell'Economia che ha deciso il drastico ridimensionamento del Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) e del Fondo sulla Non Autosufficienza (FNA). I delegati della FNP CISL di Bergamo, riuniti a Congresso, hanno infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si chiede “al mondo della politica di attivarsi per rivedere un provvedimento inopportuno e inaccettabile destinato a conseguire incontrollati effetti regressivi nell'intero tessuto sociale; ai Sindaci dei comuni bergamaschi di intervenire concretamente per difendere il FNPS nella sua consistenza originaria in quanto strumento funzionale che ha contribuito alla coesione delle nostre comunità; alla Cisl nelle sue articolate strutture (ma in primo luogo alla Segreteria nazionale) di promuovere ogni forma di mobilitazione per contrastare un atto tanto grave da incidere pesantemente nella carne viva della solidarietà e del diritto dei cittadini ad assicurarsi una risposta certa di fronte al bisogno conclamato”.

2 milioni e mezzo di euro in meno per i Comuni bergamaschi

Di fatto, il nuovo provvedimento ha impoverito di altri 50 milioni il Fondo Nazionale dell’Assistenza, che dovrebbe sostenere misure a favore di disabili e anziani con gravi patologie, mentre il FNPS, istituito per finanziare la rete di protezione dei servizi sociali del territorio, è stato ridotto del 70%, passando dai 311 milioni dello scorso anno agli attuali 99. In soldoni, ai comuni bergamaschi mancherà qualcosa come 2 milioni e mezzo di euro, e questa riduzione, secondo l’ordine del giorno della FNP, comporterebbe come conseguenza l'effetto di togliere ai Comuni il sostegno alla programmazione dei Piani di Zona, lo strumento che risponde in modo adeguato ai bisogni di sostegno di ampie e consistenti categorie di cittadini, in particolare alle famiglie, ai minori, agli anziani: si prospetta quindi una situazione di vera e propria macelleria sociale che graverà ancor più sulla coesione del territorio a seguito della chiusura di servizi o con l'innalzamento degli oneri a carico dei cittadini, tramite la fiscalità locale o la compartecipazione”.

Un continuo impoverirsi dei trasferimenti

Per farsi un’idea di quello di cui si parla, si pensi che i servizi che traggono linfa dai finanziamenti nazionali sono, tra gli altri, il SAD, che interessa oltre 3000 utenti; gli asili nido, dove sono iscritti più di 5000 bambini, ma anche i CRE, cui partecipano circa 60.000 ragazzi ogni estate. Tutti questi servizi, avvisano dalla FNP CISL, "saranno ridotti per non pesare sulle tasche dei cittadini o mantenuti alzando la tassazione locale”. Da anni, secondo il Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo, i comuni bergamaschi fronteggiano il continuo impoverirsi dei trasferimenti senza alzare le tasse locali. Infatti, anche nell’ultima rilevazione, rispetto alla spesa complessiva, i fondi per il sociale hanno mantenuto un livello costante. In tutta la provincia, i trasferimenti sono diminuiti del 33%, mentre le tasse e le imposte locali sono aumentate del 19. La spesa complessiva di comuni e enti sovracomunali è scesa del 2,82% e quella per i servizi sociali dell’1,99, ma la “propensione sociale” in terra orobica (è cioè il rapporto tra spesa generale e welfare) è aumentata dello 0,2%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.


L'ordine del giorno

 

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Nell’ambito delle iniziative per la Giornata della Memoria, ANTEAS, Federazione Pensionati e il sindacato CISL Bergamo organizzano a Lovere un incontro con il professor Danilo Falsoni sul libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi. La serata, in programma mercoledì 25 gennaio, alle 20, nell’auditorium di villa Milesi, realizzata con il patrocinio del comune e della Comunità Montana, prevede l’introduzione di Vincenzo D’Acunzo, responsabile CISL Alto Sebino, e le conclusioni di Rina Delasa, segretaria FNP Bergamo. Scarica la locandina

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Venerdì, 27 Maggio 2016 08:39

Lotta serrata a Bergamo contro la ludopatia

Continua l’operazione di informazione e sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo lecito che il progetto “La Posta in gioco” sta attuando sul territorio dell’ambito Bergamo 1 (capoluogo e il suo hinterland). Venerdì 27 maggio i volontari del progetto presidieranno dalle 15 alle 18 l’Auchan di via Carducci.

Il gioco d’azzardo lecito è una delle piaghe della società attuale: il numero delle persone che si reca (volontariamente o dietro insistenza di familiari e servizi sociali) nelle strutture dei SER.T è in continuo aumento anche in provincia di Bergamo. L’Osservatorio delle Dipendenze di Bergamo ha certificato che, da 28 giocatori trattati per GAP nel 2005, si è passati a 223 nel 2013: una crescita esponenziale che colloca l’Ambito territoriale di Bergamo secondo solo a quello di Milano.

Analogamente, nell’arco di tempo che copre il settennato 2005-2012 (l’ultimo anno per il quale i Monopoli di Stato hanno reso disponibili i dati con disaggregazione provinciale), il consumo di gioco pubblico d’azzardo ufficialmente registrato nella provincia di Bergamo è passato da 356 milioni e 790 mila euro a 1 miliardo e 573 milioni di euro. Dall’ultimo censimento reso pubblico, sono 418mila le slot presenti in Italia, con in testa la Lombardia e le sue 69.782 mila macchine, distribuite in oltre 13.439 punti.

Da questi numeri parte la campagna del progetto “La posta in gioco” dell’Ambito territoriale 1, territorio ad alta diffusione di sale slot e di locali con apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito, con l’adesione di numerosi soggetti, tra i quali la FNP CISL. “La presenza del sindacato dei Pensionati non è casualedice Roberto Corona, segretario della sezione cittadina di FNP - Secondo uno studio condotto dall’ASL di Bergamo, risulta infatti che i maggiori fruitori di sale bingo, VLT, gratta&vinci e simili sono gli ultra 65enni, con pesanti ricadute sociali, sanitarie e economiche. La situazione sta diventando drammatica, anche per molte famiglie, che vedono diminuire, se non scomparire piccole e grandi ricchezze accumulate con anni di lavoro, e soprattutto padri e madri annullarsi davanti a un video dentro un bar”. È ormai provato, infatti, che il gioco crea dipendenza e progressivo impoverimento con il deterioramento dei legami familiari, l’indebitamento, il ricorso all’usura, e il conseguente aumento delle attività illegali.

Insieme al Comune di Bergamo, capofila del progetto, la campagna di sensibilizzazione va ad integrarsi con l’iniziativa “Azzardo Bastardo” di ATS Bergamo. Nel “gruppo” ci sono Provincia di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo, Associazione Diakonia (cui spetta il coordinamento), la Fondazione Angelo Custode Onlus, Federconsumatori, Comunità Emmaus Onlus, Organizzazione Aiuto per l’Autonomia, Associazione Genitori Antidroga, AUSER Provinciale, Associazione Crisalide, Opera Diocesana Patronato S. Vincenzo, Nutopia, Associazione Aiuto donna, e Uscire dalla violenza Onlus.

Il progetto si è dato il compito di approfondire la conoscenza del fenomeno, del suo radicamento, dell’impatto sociale attraverso una mappatura territoriale e di indagine qualitativa; della formazione degli operatori sociali e della polizia locale; di promuovere presso i gestori la scelta etica di non installare o di dismettere apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito, di informare e sensibilizzare la popolazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo, orientando ai servizi di ascolto e di cura.

Di questo ultimo aspetto si occupano i presidi che dal 21 maggio hanno stazionato davanti a “rivenditori” o a locali frequentati da giocatori: dopo l’appuntamento di domani, altri tavoli informativi saranno presenti sabato 28 al Carrefour di Valtesse ( dalle 9 alle 12) e al Lion Play di via Moroni (dalle 17 alle 19). Poi, la Coop di via Autostrada, l’Esselunga di via Corridoni e via Spino; il Conad di via Capitanio e altri presidi a Torre Boldone, Gorle, Sorisole, al Mercato dello Stadio di Bergamo sabato 11 giugno.

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Oltre 100 pensionati sotto le bandiere della FNP CISL Bergamo hanno raggiunto il 19 maggio Piazza del Popolo a Roma per partecipare alla manifestazione unitaria “A testa alta”, organizzata per chiedere “dignità agli anziani e diritti ai giovani”.

Più di 60.000 persone, provenienti da tutta Italia, hanno chiesto, con CGIL CISL UIL, al Governo e al Parlamento che per le pensioni venga tutelato il potere d’acquisto, che sia netta la separazione tra la previdenza e l’assistenza, e che vengano difese le pensioni di reversibilità.

E per facilitare da un lato la flessibilità in uscita, e permettere dall’altro l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, i Sindacati dei pensionati nello scendere in piazza oggi hanno ribadito la necessità di modificare la legge Fornero.

Ci auguriamoha detto Caterina Delasa, nuova componente della segreteria provinciale FNP CISL Bergamo - che finalmente nell’incontro del 24 con il governo si possano porre sul tavolo i temi che i pensionati da tempo aspettano. Innanzitutto il recupero del danno provocato dal blocco della rivalutazione, poi la modifica della legge Fornero che ha messo in crisi tanti lavoratori prossimi alla pensione e impedisce l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani".

"Chiediamo certezze per le pensioni di reversibilità presenti e future, frutto dei contributi versati e non di regalie… e maggiori risorse per l’invecchiamento. Più di 70 milioni di tasse versate dai pensionati potranno in qualche modo darci il diritto di farci sentire”

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Equiparazione della no tax area tra pensionati e lavoratori, estensione del bonus di 80 euro mensili alle pensioni più basse, separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, nessun nuovo intervento sulla reversibilità: sono solo alcune delle richieste che i pensionati italiani faranno al governo il prossimo 19 maggio con la manifestazione a Roma indetta unitariamente da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil pensionati. 'Con la manifestazione si apre la vertenza dei pensionati nei confronti di governo e parlamento. I pensionati italiani pagano in media imposte molto più alte di quelle degli altri paesi Ue e sono stati comunque ulteriormente tartassati negli anni di crisi. I sindacati chiedono inoltre la tutela del potere d'acquisto delle pensioni, il recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione 2012-2013 per le pensioni superiori a tre volte il minimo e la modifica della legge Fornero.


Scarica la locandina

 

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Nuovi vertici per il sindacato dei pensionati Fnp Cisl Lombardia. Il Consiglio generale ha eletto Marco Colombo segretario generale della categoria lombarda che con oltre 344mila iscritti è la prima struttura della Federazione nazionale dei pensionati Cisl e della Cisl in Lombardia. Su proposta del neo-segretario generale, è stata inoltre eletta in segreteria Fiorella Morelli e confermati Fausto Gritti e Alfredo Puglia.

In questa fase così delicata e complessa, di fronte a una società in continuo cambiamento, dobbiamo essere capaci di rinnovarci e soprattutto dare centralità al territorioha detto il neo-segretario generale della Fnp Lombardia -. Dalla nostra capacità di essere tra la gente sul territorio, di trovare risposte concrete ed efficaci ai tanti problemi che gravano sui pensionati e le loro famiglie, si misurerà infatti l'efficacia della nostra azione di rappresentanza”.

Dobbiamo rafforzare quindi la struttura regionale, in un'ottica di servizio e di realtà funzionale al supporto dei territori – ha aggiunto Colombo -. Dovremo fare rete, in collaborazione costante con al Cisl, proseguendo i nostri progetti per un sindacato dei pensionati sempre più intergenerazionale”.

Classe '47, una moglie, due figli e tre nipoti, Colombo ha iniziato la sua carriera sindacale nel '74 come delegato della Saint Gobain. Dall'83 è stato impegnato nei chimici, come segretario della categoria oggi Femca Cisl, a Milano, poi a Monza e quindi a Lecco. Nel '95 è entrato in segreteria della Cisl di Lecco dove è rimasto fino al 2003, quando ha cominciato a occuparsi dei servizi, anche come segretario generale Adiconsum Lecco. Nel 2009 è stato eletto alla guida della Fnp di Lecco fino al 2013, quando con l'accorpamento è diventato segretario generale della Fnp Cils Monza Brianza Lecco.

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Cresce, di giorno in giorno, il pressing sulla riforma delle pensioni, perché si cambi la legge Fornero e si introducano flessibilità in uscita in tempi stretti: CGIL, CISL e UIL rilanciano con una nuova mobilitazione unitaria, fissata per sabato 2 aprile, con manifestazioni territoriali da Nord a Sud, che “diano visibilità alla vertenza in tutto il Paese”, per chiedere modifiche sostanziali al sistema previdenziale e l’apertura da parte del governo di un confronto con i sindacati.

Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani” è lo slogan che si preparano a riportare in piazza. La necessità di “aggiustamenti” al sistema introdotto 4 anni fa emerge anche dai dati INPS elaborati dalla sezione cittadina della FNP CISL orobica. In provincia di Bergamo, i pensionati vivono in media con assegni sotto i mille euro. In città va un po’ meglio e l’importo medio raggiunge i 1040 euro al mese. Ovunque, però, per il secondo anno consecutivo, scende il numero totale dei pensionati: in provincia nel 2015 se ne contano ben 1100 di meno (300 vivono a Bergamo).

Le “proiezioni” FNP parlano ancora, tra l’altro, di una disparità sempre più evidenti tra i trattamenti “al femminile” delle pensioni e quelli riservati ai maschi: mediamente, le donne percepiscono un assegno che è la metà esatta di quello incassato dal “colleghi” uomini (1329 contro 665).

Altro dato “interessante” riguarda l’età della popolazione pensionata: nel 2011, nella fascia tra i 55 e i 64 anni c’erano in provincia 66331 pensionati. Nel 2015 sono diventati 47813, oltre 18.000 pensionati in meno (duemila di questi in città)e, soprattutto, più gente anziana al lavoro, con tutto quel che comporta in termini di disoccupazione giovanile e difficoltà a gestire la quotidianità di certi lavori”, dice Onesto Recanati, segretario di FNP CISL provinciale. La visuale cambia drasticamente se si guarda la fascia sopra gli 80 anni: in quattro anni i pensionati crescono di quasi 7000 unità, da 36418 a 43278.

Le difficoltà a mantenere in equilibrio il sistema ci sono, inutile nasconderlo – continua Recanati. - Ma non si possono riversare completamente sui lavoratori e sui giovani che non possono nemmeno “partecipare” alla spesa previdenziale. È necessario, perciò ripristinare meccanismi di flessibilità (a partire dall’età minima di 62 anni oppure combinando età e contributi), riconoscere la diversità dei lavori, a indicare i 41 anni di contributi che bastano per l’uscita anticipata, garantire pensioni dignitose oggi e domani, per i giovani e per le donne”.

Ad aggravare il quadro, è partito un attacco anche alle pensioni di reversibilità. Per la FNP cittadina, “non si può togliere ai poveri per dare ad altri poveri. Dopo aver fatto cassa su chi dovrà andare in pensione – insiste infatti Corona-, ora il Governo cerca di far cassa nuovamente su chi in pensione c’è già. Sottoporre i trattamenti di reversibilità all’Isee è un errore che noi contrasteremo”.  In provincia i “superstiti” sono 66.000 (più o meno la stessa cifra di 4 anni fa) e percepiscono un assegno medio di 670 euro.

Inoltre – continua Corona -, la riforma Fornero mostra un trend, se non corretto, che porterà la situazione del pensionato a una figura sempre più fragile, più povera e più sola, per la quale il sistema dei servizi comunali dovrà reinventarsi in misura importante, con un aggravio della spesa sociale”.

Il Governo non può pensare di fare riforme con decreti dopo sentenze della Corte - dice Michele Bettoni, segretario generale del sindacato FNP Cisl Bergamo. - Servono negoziazione e conseguenti interventi del Governo che devono prevedere meccanismi più idonei a salvaguardare, nel tempo, il valore degli assegni pen¬sionistici e ritornare alla normalità; serve rimettere al centro del dibattito il tema delle rivalutazioni delle pensioni come da anni evidenzia il sindacato, perché il meccanismo attuale è del tutto inadeguato, non tutela gli assegni pensionistici dal progressivo impoverimento”.


Scarica il volantino della manifestazione del 2 aprile 

 

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Giovedì, 17 Marzo 2016 13:09

Bergamo: la metà “over 65” vive sola

Serve disegnare una rete di offerta maggiormente articolata per rispondere in maniera più sensibile e flessibile alle eterogenee esigenze degli anziani e delle famiglie”. Roberto Corona, segretario della sezione cittadina del sindacato FNP CISL, legge i dati demografici dei quartieri della città e “scopre” le tante facce delle solitudini.

A Bergamo, infatti, il 33% degli anziani vive da solo. Erano 8800 dieci anni fa, sono diventati 9767. Secondo un’elaborazione dei dati del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo, dal 2011 a oggi, gli over 65enni della città sono cresciuti del 3,86%; gli anziani soli rappresentano una percentuale tre volte superiore al dato nazionale, e aumentano con il crescere dell’età: dopo gli 80 anni, infatti, più della metà delle persone, in città, vive da sola.

I quartieri con la più alta concentrazione di ultra65enni sono il Centro di città bassa, Borgo Palazzo, Santa Caterina, Loreto, San Paolo e San Tomaso. In questo stesso periodo, il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune), ha visto gli utenti calare da 692 a 323 (anche se 126 persone usufruiscono del servizio di Custodia Sociale).

In una città che invecchia e rimane sempre più da sola - dice Corona - , diventa necessaria una rete di servizi in grado di rispondere alle nuove e diverse fragilità della popolazione anziana”. In pochi anni, si è dimezzata l’utenza del servizio SAD. Nello stesso periodo, è cresciuta la spesa pro capite a carico dei pazienti di quasi 50 €, mentre il costo totale d’appalto che i comuni versano alle cooperative che gestiscono il servizio è calato di 136 mila euro.

In poche cifre, sono descritti il pianeta SAD e la sua crisi: una situazione messa profondamente in sofferenza dalla “concorrenza” delle badanti e del “fai da te”, garantito dal sistema dei voucher distribuiti dalla Regione.

Anche in previsione delle prossime decisioni sulla domiciliarità, dobbiamo invece pensare a servizi innovativi, con una multidimensionalità di approccio e di intervento, con la possibilità di offrire non solo servizi convenzionali ma capaci di rispondere ai bisogni, che non sono solo quelli di cura, ma anche di ricreazione, di relazione e senso di comunità”.

Il servizio SAD garantisce capacità e professionalità – continua Corona - Tra gli over 65enni che vivono soli molti avrebbero bisogno di attenzioni, se non cure. Ma il sistema non è adeguato a bisogni e possibilità che invecchiamento e solitudine richiederebbero. Dobbiamo lavorare perché nel servizio si allarghi il concetto di domiciliarità: un mix di prestazioni che rispondano ai bisogni emergenti degli anziani, del venir meno delle reti familiari o del loro indebolimento, dato anche dalla composizione sempre più ridotta dei nuclei familiari”.

La FNP di Bergamo ipotizza una “custodia sociale” che introduca figure professionali di riferimento per le persone sole; l’assistente di condominio; un sistema infermieristico efficace che introduca la figura dell’infermiere di quartiere; il co- housing sociale (alloggi privati con ampi spazi destinati alla condivisione), e servizi di prossimità e di vicinato che attivino relazioni in un’ottica di “famiglia estesa”.

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