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Unione Sindacale di Bergamo

La Cisl, il sindacato nuovo

Al voto, “per far sì che i lavoratori siano attori principali nei luoghi di lavoro e non elementi passivi e subalterni”. CISL FP e CISL Scuola lanciano l’appello a partecipare alle elezioni RSU che da martedì 17 a giovedì 19 coinvolgeranno oltre 30mila bergamaschi che lavorano in enti locali, uffici ministeriali o statali, ospedali, Asl, tribunali e scuole della provincia. È un rito molto sentito, tant’è che tre anni fa l’affluenza è stata molto vicina all’80%.

L’appello di Mario Gatti, Fp Cisl Bergamo

Quest’anno, tra l’altro, il voto è più importante del solito. Da poco, dopo anni di attesa per il blocco deciso dal “Governo Monti”, ministeri e sindacati hanno rinnovato i contratti nazionali, e ora si può procedere con la “contrattazione decentrata”. Significa che i rappresentanti sindacali potranno strappare ai loro dirigenti qualcosa in più. Infatti, dice Mario Gatti, segretario generale di FP CISL Bergamo, “vogliamo tornare a parlare di risorse, di riqualificazione dei lavoratori e di assunzioni. Si tornerà finalmente anche a parlare di organizzazione del lavoro: sulle liste d’attesa in sanità, chi meglio dei lavoratori può trovare il modo di rendere più efficienti i servizi? Non si tratta solo di premiare i dipendenti ma anche di migliorare la vita dei cittadini”.

L’appello di Salvo Inglima, Cisl Scuola Bergamo

Anche nella scuola, dice Salvo Inglimasegretario generale di CISL SCUOLA Bergamo: “... la contrattazione è il modo con cui si estendono i diritti a tutti, mentre le istanze individuali hanno spesso l’esito di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Per questo noi proponiamo di risolvere e non solo protestare, portando avanti il concetto di comunità educante, con docenti, dirigenti scolastici, personale ATA, genitori e studenti uniti per uno stesso obiettivo”.

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Nell'aula didattica dell'ASST Papa Giovanni XXIII si è tenuto giovedì 12 aprile il convegno dal titolo "La Responsabilità sanitaria alla luce del Decreto Gelli - Tutela assicurativa contro i rischi professionali". Hanno aperto i lavori il Segretario Generale della Cisl Fp Bergamo Mario Gatti ed il Segretario Generale Cisl Fp Lombardia Franco Berardi. Il convegno è stato tenuto dall'avvocato Angela Carozzi, iscritta all'Ordine degli avvocati di Lecco, docente esperto nei corsi ECM. Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi professionisti sanitari ed amministrativi che operano quotidianamente nelle diverse strutture sociosanitarie della provincia di Bergamo.





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Il sindacato Fp Cisl Bergamo e la Cisl Bergamo organizzano il 6 aprile (dalle 9.30 alle 13) al Salone Riformisti della Cisl di Bergamo il convegno "La svolta del 30 novembre 2016, le relazioni sindacali, i contratti di lavoro". Il relatore è l'avvocato Carlo Gasparro. Introduce la giornata Franco Berardi (Segretario Generale Cisl Fp Lombardia). Le conclusioni sono affidate a Ferdinando Piccinini (Segretario Generale UST Cisl di Bergamo). Si prega di confermare la presenza a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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Sono 430 i candidati per la FP CISL nella corsa per le RSU del Pubblico Impiego a Bergamo. Sono 468 i candidati in lista per CISL Scuola. Le due categorie cisline hanno così “coperto” la rappresentanza in ogni ente chiamato a rinnovare i propri delegati sindacali: scuole, comuni, aziende ospedaliere e uffici ministeriali.

Al voto dal 17 al 19 aprile

Circa 30.000 lavoratori saranno chiamati a votare per le RSU del proprio luogo di lavoro, con un organismo sindacale che li rappresenta, costituito da non meno di tre persone, elette da tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato. In provincia di Bergamo sono coinvolti 17mila lavoratori della scuola, tra docenti (13.623) e personale amministrativo (3.458), oltre 7 mila nella sanità, quasi 6 mila negli enti locali, più di 1000 nelle cosiddette funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, ordini professionali).

Verso una nuova stagione contrattuale

In provincia di Bergamo si voterà in 141 istituti scolastici. Qui la CISL ha portato 468 candidati (il 72% donne, per il 70% docenti, 30% ATA). "Il nuovo contrattodice Salvo Inglima, segretario generale CISL Scuola Bergamo - non solo ha mantenuto e rafforzato i diritti previsti nel precedente, ma ha anche attribuito alla contrattazione nuovi spazi, correggendo alcuni degli effetti più controversi nella legge 107: una nuova stagione contrattuale che offra il giusto e meritato riconoscimento professionale ai lavoratori del mondo della scuola”.

La situazione del Pubblico Impiego

Circa 300 invece i luoghi di voto nel pubblico impiego: qui, CISL FP candida 370 lavoratori, in rappresentanza di oltre 4000 iscritti, che cercheranno di diventare i delegati di 7000 dipendenti della sanità, 6000 lavoratori degli enti locali e circa 1000 delle funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, ordini professionali).Da troppo tempodice Mario Gatti, segretario generale di CISL FP - le risorse degli enti locali si sono ridotte al lumicino e di soldi per contrattare premi a livello decentrato non ve ne sono stati, così come i sindacati sono stati di fatto tagliati fuori dalle discussioni su orari e organizzazione del lavoro”. Di sicuro, nonostante i tanti tentativi di delegittimazione del ruolo sindacale, la partecipazione al voto è sempre stata piuttosto alta: nell’ultima tornata, quella del 2015, l’affluenza è stata mediamente del 65%, con punte dell'75%, il che non è poco in tempi nei quali l’appeal per la politica si è dimostrato anche peggiore.

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Si sono presentati tutti i dipendenti del comune di Fara Gera d’Adda, venerdì mattina 16 marzo, davanti al palazzo della Prefettura in via Tasso a Bergamo. La protesta contro l’amministrazione, rea di aver “dimenticato” il saldo del Contratto Integrativo per una cifra pari a circa 1000 euro per ogni lavoratore, ha assunto così caratteri istituzionali.

L’incontro con il Prefetto

La delegazione dei sindacati e della RSU ha incontrato il Prefetto, al quale sono stati ricordati i passaggi salienti di tutta la vicenda, compresa la condanna del Tribunale di Bergamo, che ha intimato all’ente di pagare interamente la somma pattuita nell’accordo integrativo che abbiamo firmato nel 2016, e la denuncia alla Procura della Repubblica che CGIL e CISL hanno depositato contro il sindaco Armando Pecis.

Previsto uno sciopero ad aprile

Faremo partire la richiesta di ingiunzione di pagamento al Tribunale chiedendo il pignoramento dei beni del Comunehanno chiarito al termine dell’incontro Dino Pusceddu della FP-CGIL e Mario Gatti di CISL-FP di Bergamo -. Per inizio aprile prevediamo di tenere uno sciopero del personale, primo caso di un ente locale in provincia di Bergamo. Nel frattempo, la Prefettura, preso atto della vicenda, ha assicurato che interverrà per cercare di dirimere la questione. Intanto, mentre i mesi passano, naturalmente va in arretrato anche la contrattazione relativa al 2017”.

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Lunedì, 12 Febbraio 2018 08:51

Tempi certi per il TFR del Pubblico Impiego

Non sono lavoratori figli di un dio minore: i dipendenti del pubblico impiego devono avere gli stessi diritti dei lavoratori privati, anche nei tempi di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFS nello “slang” della funzione pubblica).

14.000 lavoratori interessa in Provincia

Invece, la normativa attuale- precisa Mario Gatti, segretario generale del sindacato CISL FP Bergamo - stabilisce i tempi di attesa da un minimo di 9 mesi a un massimo di oltre 2 anni per riavere quelle risorse che costituiscono una parte della retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, risorse economiche che accantonano durante la propria vita lavorativa”. Gatti presenta la nuova iniziativa del sindacato della Funzione Pubblica, in un momento storico denso e impegnativo sul fronte dei rinnovi dei Contratti Nazionali di Sanità e Enti Locali e la tornata di elezioni per le RSU). Nello specifico, con una serie di cause pilota, il sindacato punta ad ottenere l’equiparazione dei tempi di pagamento del Tfr tra pubblico e privato, per una equiparazione che interessa in provincia di Bergamo oltre 14.000 lavoratori, dei quali più di 1000 andranno in pensione nei prossimi 3/4 anni.

Petizione su change.org

Le disparità nascono a seguito del decreto ‘Salva Italia' - spiega Gatti -. Abbiamo subìto misure che avrebbero dovuto essere solo temporanee, e più volte abbiamo portato all'attenzione dei decisori pubblici la necessità di rimettere mano ad una normativa che crea una disparità ingiustificata: sono soldi che appartengono ai lavoratori, non è comprensibile né giustificabile che, con l'emergenza economica alle nostre spalle, non si possa tornare ad avere queste risorse nei tempi precedentemente stabiliti” . CISL FP, a tal proposito, lancia la petizione “Se firmi lo difendi!” sulla piattaforma change.org al fine di sostenere le proprie rivendicazioni sulle tempistiche di erogazione, raccolta firme, aperta a tutti, da consegnare ai capigruppo dei partiti di Camera e Senato, ai segretari e ai responsabili del settore “lavoro pubblico” di partiti e movimenti politici.

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Il nuovo anno è iniziato alla luce di grandi movimenti all’interno della Sanità Bergamasca che, tra grandi acquisti di strutture e accaparramenti di primari e equipe mediche, vede avanzare in modo incisivo la “Privata” sul “Pubblico”, che invece mostra i grandi limiti causati dai tagli imposti. Accadimenti importanti che non possono passare sottotono, ma necessitano di riflessioni e valutazioni dai parte dei cittadini e della politica. È in gioco il futuro della salute dei bergamaschi, è in gioco la professionalità degli operatori della sanità. Ne parla Angelo Murabito, segretario CISL FP di Bergamo.

L’arrivo in una struttura ospedaliera di una nuova equipe medico specialistica di eccellenza, quale è quella del dottor Maurizio Tespili, è sempre un’ottima notizia, anche se lo si apprende “solo” attraverso la stampa. È un’ottima notizia per tutti quelli che hanno come obiettivo la salute e il benessere delle persone, e fanno dei processi di diagnosi e cura, oltre che la loro professione, anche il loro motivo di vita. Credo che anche tra i lavoratori degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi, aver sottratto alla Sanità Pubblica un ottimo e brillante specialista come il Dottor Tespili, che va ad arricchire il già ricco carnet di medici specialisti che operano sulle strutture ospedaliere bergamasche private convenzionate, non possa non far scaturire serie e circostanziate preoccupazioni. Preoccupazioni che riguardano il loro futuro e le loro condizioni di lavoro già abbastanza esasperanti.

Tutte le equipe mediche vanno adeguatamente supportate: stiamo infatti parlando di bisogni primari come quello della salute e del benessere dei cittadini. Non bisogna solo pensare e provvedere al trattamento economico vantaggioso e irrifiutabile per l’equipe medico specialistica, ma è necessario che, alla stessa equipe, prima ancora che questa si insedi nella struttura, venga fornito un adeguato e congruente supporto infermieristico, assistenziale e logistico. Non bisogna solo pensare all’incremento dell’interventistica, in sostanza ai “numeri”, che questa equipe potrà o dovrà garantire agli IOB.

Il cittadino che si rivolge alla Sanità, Pubblica o Privata che sia, non è un numero: è una persona con le sue malattie, le sue preoccupazioni, le sue fragilità e le sue problematiche. Dietro gli utenti degli IOB ci sono persone con tutto il loro bagaglio emozionale e fisico e i loro famigliari e i loro affetti. I pazienti ci affidano le loro fragilità e gli operatori sanitari devono essere messi nelle condizioni di poterli aiutare. I lavoratori degli IOB, professionisti del percorso di diagnosi e cura del cittadino, già sanno che si aprirà davanti a loro un ulteriore problema e che presto si dovranno confrontare, e soprattutto gestire, nuove criticità. Troppo spesso viene chiesto loro, da parte dell’azienda, “un ulteriore sacrificio”, “uno sforzo in più”, una rinuncia a un qualche diritto: e questo non va bene, soprattutto perché in cambio, c’è solo il nulla.

Stiamo parlando di lavoratori che si vedono negato il rinnovo contrattuale da ben dieci anni e, nel frattempo hanno continuato a lavorare nelle nostre corsie, in scienza e coscienza, senza tralasciare nulla, offrendo le loro competenze e le loro diverse professionalità a vario titolo. Vanno garantite, e soprattutto fornite, adeguate risorse umane quali infermieri, operatori di supporto, operatori tecnici e operatori amministrativi, per accogliere sempre più spesso le nuove equipe medico specialistiche che, all’interno delle strutture ospedaliere e delle strutture ambulatoriali sparse sul territorio bergamasco, collaborano con gli IOB . I lavoratori degli IOB, i cosiddetti “invisibili”, sanno già che il loro monte ore di straordinario schizzerà verso l’alto in maniera esponenziale, i loro rientri dal riposo o dalle ferie si intensificheranno a dismisura: sono storie già viste e già vissute, soprattutto nelle aree più critiche. Si rende necessario che gli IOB mettano a disposizione anche “altri numeri” e non solo quelli della produttività e del rendimento economico puro. È determinante e fondamentale che un’equipe del calibro di quella del Dottor Tespili, ma così è per tutte le altre già presenti, abbiano le coperture necessarie di infermieri e di personale di supporto per l’assistenza, per il benessere e la salute di questi pazienti che con fiducia si affidano ai percorsi di diagnosi e cure che il professionista medico della salute gli presenta.

Non si può più pensare di continuare in questo modo, sfruttando oltre il massimo il personale, sottoponendolo a turni sempre più massacranti e infiniti, a rientri sul turno che sono all’ordine del giorno. Un lavoratore che si assenta per malattia, attualmente mette letteralmente “in ginocchio” qualsiasi Unità Operativa di degenza e dei Servizi. Basti pensare che, per la fruizione delle ferie programmate, o in smaltimento, del personale strutturato, si ricorre all’assunzione breve a tempo determinato o addirittura alle collaborazioni in regime libero professionale: tutto perché il numero dei lavoratori impiegati nelle strutture non è sufficiente alla reale necessità. Ci dimentichiamo spesso che stiamo sempre parlando di persone e del bene più prezioso in assoluto: la salute.

Non si può non nutrire preoccupazione anche per il periodo in cui questa nuova e ulteriore equipe medico specialistica giunge nelle strutture IOB. Sui Policlinici San Marco di Zingonia e San Pietro di Ponte San Pietro sono in atto lavori importanti di ristrutturazione e ampliamento delle strutture. Già gli operatori si ritrovano a lavorare e operare in spazi sempre più ristretti, angusti e poco adeguati; i percorsi per raggiungere le varie parti dell’ospedale si allungano e si complicano sempre di più; i traslochi di degenze e servizi da una parte all’altra, o da un piano all’altro dell’ospedale sono continui e sempre, tutti, a cura e a carico del personale addetto all’assistenza infermieristica e al personale di supporto che, nel frattempo, deve continuare l’attività lavorativa con i pazienti.

Non tralasciamo di spendere due parole sulla ricezione a livello infrastrutturale dell’utenza che affluisce ai Policlinici San Marco e San Pietro. Infrastrutture inesistenti e presidi delle forze dell’ordine pressoché assenti per la tutela del cittadino ma solo atte a elevare contravvenzioni per divieti di sosta, dove i luoghi di sosta non sono minimamente sufficienti a coprire il reale fabbisogno. Il personale dipendente stesso deve partire dalle proprie abitazioni con largo anticipo per trovare un parcheggio che non c’è, per avere paura ad uscire anche in pieno giorno: non esiste un parcheggio dedicato ai dipendenti, degno di questo nome. Non parliamo delle aggressioni fisiche e verbali alle persone, da parte di “presunti parcheggiatori” che si vogliono guadagnare spiccioli e dei danneggiamenti alle automobili.

Questa è la triste realtà della Sanità Privata Convenzionata. La Regione Lombardia si limita a elargire accreditamenti e rimborsi sottraendosi al controllo in vigilando dell’operato e del modus operandi di queste strutture che davvero rappresentano una risorsa sul territorio per colmare i vuoti e le difficoltà della Sanità Pubblica che deve sottostare a rigide leggi di bilancio e al blocco delle assunzioni. Che il sistema sia tutto da rifare? Forse da rifare no, ma da rivedere sicuramente.


Angelo Murabito, FP Cisl Bergamo

 

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Alla fine, la «guerra delle bandiere» l’ha vinta il sindacato. Il giudice del lavoro ha infatti condannato il comune di Fara Gera d’Adda per comportamento antisindacale e intimato il pagamento del salario di produttività dal febbraio 2017 con i relativi interessi.

Una vertenza lunga più di un anno

Il suo apice non sta tanto nel riconoscimento da parte dell’Amministrazione di quanto dovuto per contratto ai dipendenti, quanto nella denuncia del Sindaco contro l’esposizione delle bandiere sindacali sulla facciata del comune. «Una vicenda controversa ricorda Mario Gatti, segretario generale di CISL FP Bergamo - che, dopo la firma del contratto per la distribuzione del salario aziendale per l’anno 2016 (siamo alle porte del 2018 e non si è ancora aperta la discussione per il 2017) tra l’Amministrazione comunale, RSU, FP CGIL e CISL FP, avvenuta il 29 dicembre 2016, ha visto il comportamento inadempiente della parte pubblica. Nonostante i nostri continui e il continuo alternarsi di segretari che decidevano di incaricare l’ennesima società esterna per la revisione dei fondi destinati al salario 2016».

60.000 euro per una ventina di dipendenti

All’incirca 3000 € annuali a testa, lordi, riconosciuti dalla contrattazione. Questo inutile scontro con i dipendenti ha dei costi che saranno a carico del bilancio del Comune e dunque dei cittadini di Fara (3700 euro di avvocato e 1900 euro più iva e contributo forfettario a titolo di spese a seguito della condanna del Giudice del Lavoro). Perché spendere risorse ed energie quando sindacati e dipendenti sono sempre pronti al confronto costruttivo? La sentenza rappresenta un importante risultato per i lavoratori dipendenti del Comune di Fara Gera D’Adda che nel frattempo non hanno mai smesso di garantire, pur in grande difficoltà, il servizio ai cittadini.

Adesso la questione del salario accessorio

Rimane un Comune con gravi difficoltà organizzative che si ripercuotono fortemente sul clima lavorativo e, soprattutto, pare sulla garanzia del buon andamento di una pubblica amministrazione. «Ora - conclude Gatti - sollecitiamo un incontro con l’amministrazione sul salario accessorio del 2017 (anno ormai trascorso) sul quale già incombe l’ipotesi di un taglio considerevole (30.000 € pari al 50% ) delle risorse a seguito di un ricalcolo fatto fare dall’amministrazione ad una società esterna al costo di più di cinquemila euro, ovviamente pagata con i soldi dei cittadini. Potremo sederci a ragionare serenamente con l’amministrazione comunale oppure i lavoratori dovranno nuovamente scontrarsi per vedere riconosciuti i propri diritti? Chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di ricondurci al più corretto ambito delle relazioni, chiudendo la vicenda per quanto espresso dal Giudice e ripartire nell’interesse dei lavoratori e della comunità».

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Scatta la protesta dei dipendenti dell’ispettorato del Lavoro di Bergamo, dopo l’assemblea convocata da CGIL, CISL e UIL nei giorni scorsi, che ha ratificato lo stato di agitazione della sede orobica.

Manca un forte impegno del Governo

723 Pratiche irregolari, 119 Lavoratori trovati in nero, 675 richieste d'intervento evase, 1486 tentativi di conciliazione svolti e 985 provvedimenti di anticipazione maternità rappresentano la mole di attività svolta dall'Ispettorato provinciale. “A fronte di numeri similidicono Dino Pusceddu, Angelo Murabito e Livio Paris per CGIL CSIL UIL del Pubblico Impiego - ci si aspetterebbe un forte impegno da parte del Governo nell'impiego di risorse in termini di banche dati, assunzioni di personale, formazione e miglioramento delle condizioni professionali ed economiche dei lavoratori. Invece, dopo un anno di totale confusione, si tagliano le risorse già liquidate ai lavoratori sul Fondo del 2015 e non viene certificato il fondo 2016 per un taglio di circa 7 milioni di euro”.

Stop agli straordinari

Per questo, da lunedì 30 ottobre i lavoratori non useranno più le loro auto proprie per effettuare i sopralluoghi nelle aziende e bloccheranno gli straordinari, sia interni che esterni agli uffici “anche dove i carichi di lavoro, per ogni area, non rendessero esplicabile l’attività ordinaria durante il normale orario di servizio”, spiegano le organizzazioni sindacali. I tagli attuati dal Governo, tra l’altro, non permettono al personale di fare le progressioni economiche, anche se gli accordi sono stati già siglati. E, come se non bastasse, non viene erogato un fondo speciale agli ispettori relativo all'anno 2017. Il personale dell'Ufficio di Bergamo, continuano i sindacalisti, “critica la poca serietà e la poca organicità che si è trascinata, aggravandosi nel passaggio da Ministero del lavoro a Ispettorato del lavoro e disegnando un percorso al ribasso per tutte le professionalità presenti nelle varie strutture.

Le domande che pesano

Come si può pensare di garantire servizi quotidiani a tutti coloro - lavoratori e cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, consulenti del lavoro - che ogni giorno si relazionano con l'Ispettorato, senza risorse? Come si può pensare di fare controlli su un mercato del lavoro sempre più precario, senza risorse? Come si può pensare di combattere il lavoro nero e le morti sul lavoro, senza risorse? Per questi motivi la RSU dell'ITL di Bergamo e le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UILPA hanno proclamato lo stato di agitazione chiedendo al Prefetto di essere convocati insieme al Direttore Provinciale. Per dare forza alla protesta e per sensibilizzare la collettività del forte disagio che si sta vivendo, il personale terrà delle assemblee di un'ora al giorno ritardando l'apertura degli sportelli, non svolgerà prestazioni di lavoro straordinario e festivo e di conseguenza non riuscirà a garantire la tutela adeguata sul territorio bergamasco.

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Venerdì, 27 Ottobre 2017 00:00

Stato di agitazione al Comune di Bergamo

Ancora senza pace le relazioni sindacali tra Comune di Bergamo e dipendenti. Venerdì mattina 27 ottobre una assemblea dei lavoratori ha licenziato una mozione nella quale si proclama lo stato di agitazione del personale e si conferisce formale mandato alla RSU e ai sindacati per l'apertura di una vertenza nei confronti dell'Amministrazione comunale.

I nodi da sciogliere

La questione del contendere è ancora una volta il fondo, per cui è stato chiesto di ripristinare le risorse dall'anno 2016 dando applicazione alla sentenza del Giudice del Lavoro di Bergamo, con benefici futuri altrimenti compromessi, dopo anni di blocco contrattuale e continue riduzione delle risorse. Altro punto dolente è il fondo delle progressioni orizzontali dei dipendenti, con uno stanziamento concordato di 100.000 euro, utilizzato solo per 75.000 e con l'impegno di utilizzarlo sino ad esaurimento.

No alla richiesta di rivedere il fondo

"Di fatto - spiega Natalino Cosentino del sindacato CISL FP Bergamo - l’Amministrazione ha rigettato le proposte avanzate dalla RSU in sede di delegazione trattante, riguardanti la richiesta di rivedere il fondo del 2016, in considerazione della sentenza contro il comune di Carvico emessa dal tribunale di Bergamo. Si compromette così il valore del fondo anche per gli anni futuri. L’Amministrazione ha ritenuto conclusa la fase delle progressioni orizzontali 2016, rifiutandosi di utilizzare i resti (pari a quasi 25.000 euro), per scorrere ulteriormente la relativa graduatoria, sino ad esaurimento dello stanziamento di 100.000 euro previsto e concordato. Ha, inoltre, rifiutato la proposta della RSU di prevedere nel 2017 una progressione orizzontale per la categoria D, colpevolmente esclusa nella ultima selezione, utilizzando i resti delle progressioni orizzontali del personale nel frattempo cessato; non ha dato nessuna risposta concreta in merito alla richiesta della RSU di espletare direttamente bandi di concorso per l'assunzione del personale, senza più ricorrere a graduatorie di altri enti”.

Verso lo stato di agitazione

Insomma, questa Amministrazione - continua Cosentino - non ha ancora predisposto un piano occupazionale adeguato al decreto Madia e che tenga conto dei futuri pensionamenti, rifiutando ogni proposta sindacale anche in merito alla prestazione durante le festività infrasettimanali o nella giornata di riposo, e non ha ancora fornito risposte alle proposte avanzate dalla RSU in merito alla istituzione della Banca delle Ore, alla regolamentazione della tempistica di presentazione delle ferie nonché alla revisione di alcuni criteri del sistema di valutazione”. Stato di agitazione e vertenza sindacale saranno formalizzati nei prossimi giorni.

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