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Unione Sindacale di Bergamo

Si sono riuniti in un presidio dalle 5 di mattina di giovedì 2 novembre davanti ai cancelli delle due cementerie e sono scesi in sciopero per 8 ore: così i lavoratori Italcementi di Calusco d’Adda e di Rezzato hanno chiesto un Premio dignitoso per l’anno 2016, nel quale si tenga conto “della fatica e dei carichi di lavoro, aumentati in questi anni a causa della pesante riorganizzazione subita a seguito dell’acquisizione da parte di HeidelbergCement”.

Dare un segnale positivo ai lavoratori

Filca Cisl e Fillea Cgil e di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, alla vigilia della mobilitazione avevano definito la proposta economica avanzata dall’azienda inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell'impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, avevano dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e proseguito con lo sciopero. di oggi “Riteniamo che dopo anni di sacrifici, di tagli occupazionali e di efficientamento dei processi produttivi, sia arrivato il momento di dare un segnale positivo ai lavoratori, dimostrando che l’azienda vuole investire nel proprio patrimonio professionale” hanno commentato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La coesione è valore imprescindibile

Per questi motivi l’adesione alla mobilitazione è stata altissima: tutti i lavoratori hanno risposto positivamente alla fermata decisa nelle assemblee. Ora, si auspica che Italcementi cambi atteggiamento e dia ai lavoratori risposte sia dal punto di vista economico che rispetto all’implementazione dell’organico aziendale, per le mansioni oggi vacanti.Se ciò – continuano i sindacati - non dovesse avvenire valuteremo altre iniziative di mobilitazione. Ringraziamo i lavoratori che coerentemente hanno aderito alla protesta decisa nelle assemblee, certi che la coesione oggi sia ancora un valore imprescindibile per condividere obiettivi comuni”.

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Inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell'impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Così FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, definiscono la proposta economica avanzata dall’azienda per il premio in Italcementi di Calusco e Rezzato.

Negative le proposte aziendali

Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, hanno valutato negativamente la proposta aziendale di non riconoscere ai lavoratori un premio dignitoso che tenga conto della fatica e dei carichi di lavoro di questi anni. I lavoratori in assemblea hanno dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e di proclamare uno sciopero di 8 ore per giovedì 2 novembre quando si terrà anche un presidio davanti ai cancelli degli stabilimenti di Calusco e Rezzato (a partire dalle 5 del mattino).

La nota dei sindacati

L'importante riorganizzazione del Gruppo, a seguito dell’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, ha portato sempre più i lavoratori a essere polivalenti e polifunzionali, garantendo il positivo andamento di tutti gli indici produttivi di ogni sito. Dopo anni di senso di responsabilità dimostrato nella delicata vertenza occupazionale, gli effetti dell’acquisizione non possono essere ancora una volta ‘scaricati’ sui lavoratori, che già hanno subito il taglio di tutte le previdenze di welfare aziendale riconosciute fino al 2015”.

Chiiesto un accord economico dignitoso

Alla luce delle posizioni di Italcementi, che inizialmente sosteneva che gli accordi del 2015 fossero limitati proprio a quell’anno perché ‘di natura eccezionale e non ripetibile’ mentre ora pare considerarli a copertura del biennio 2015-2016, le organizzazioni sindacali FILCA e FILLEA di Bergamo e Brescia, congiuntamente alla RSU di Calusco e Rezzato, - continua la nota - chiedono con forza un accordo economico dignitoso e un impegno serio per completare l’organico aziendale in tempi brevi per consentire ai lavoratori di godere dei riposi previsti”.

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Giovedì, 12 Ottobre 2017 08:23

Italcementi: per Cementir governo in campo

Un incontro al ministero dello Sviluppo economico per fare chiarezza - negli auspici dei sindacati - sull’operazione Italcementi-Cementir. Italcementi, infatti, che dal 1° luglio 2016 fa parte del gruppo tedesco HeidelbergCement, di recente ha sottoscritto un accordo con Cementir Holding (gruppo Caltagirone) per acquisire le attività di Cementir Italia, tra cui le controllate CementirSacci (presente anche a Tavernola) e Betontir.

I sindacati vogliono vederci chiaro

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil puntano l’attenzione soprattutto su eventuali ricadute a livello occupazionale (Cementir Italia conta 615 dipendenti). Detto questo, il closing dell’operazione è previsto il 2 gennaio e su tutto pesa ciò che delibererà l’Antitrust. Ecco perché anche il viceministro Teresa Bellanova ha ipotizzato un nuovo incontro tra le parti (ieri presenti anche Italcementi e Cementir) a gennaio.

il tavolo interministeriale

Nel frattempo, però, «è confermato l’obiettivo di un tavolo interministeriale sul cemento che coinvolga i ministeri dell’Ambiente, del Lavoro e dello Sviluppo economico - afferma Salvatore Federico della segreteria nazionale della Filca Cisl -. Un tavolo che dia risposte al settore e quindi all’occupazione». Sull’operazione in questione, poi, precisa: «Da Italcementi ci aspettiamo che, come sempre, coinvolga i sindacati, nell’ottica di una maggiore partecipazione alle decisioni».


da L'Eco di Bergamo del 12 ottobre 2017

 

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Giovedì, 21 Settembre 2017 00:00

Italcementi e la fusione con Cementir

Si è svolto a Roma, nella sede di Federmaco, un incontro tra la direzione Italcementi spa, rappresentata dall’AD Roberto Callieri, il Coordinamento Sindacale delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le segreterie nazionali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL.

Closing entro fine anno

L’azienda ha spiegato le ragioni, i motivi e le logiche dell’acquisizione del gruppo Cementir Italia: crescita delle quote di mercato (Cementir possiede il 10 % ed è il terzo gruppo in Italia), sinergie, efficienze produttive e logistiche sono alla base della scelta di acquisizione. Le operazioni di closing dovrebbero terminare entro fine anno e dal 1° gennaio 2018 la fusione tra le due società sarà operativa. La sede sarà trasferita presso Ilab di Bergamo, collocato al KM rosso.

Attenzione all’impatto occupazionale

Feneal, Filca e Fillea hanno sottolineato che “nell’ottica di una razionalizzazione dei soggetti presenti nel mercato in Italia l’acquisizione determina elementi di stabilità nel mercato. Le acquisizioni, le integrazioni e le sinergie produttive devono avere molta attenzione all’impatto occupazionale perché i lavoratori hanno già pagato sotto il profilo occupazionale”. L’azienda, secondo i sindacati, deve continuare ad investire nella ricerca di innovazione di processo e di prodotto con il confronto al MISE. Serve un tavolo nazionale al Ministero per consentire il confronto tra i vari soggetti del comparto e per invitare il Governo ad assumere posizioni definite e chiare. Si è avanzata la proposta di un coinvolgimento del Coordinamento Nazionale delle RSU nella delicata gestione dell’integrazione dei due gruppi e si è sostenuto che dopo il pronunciamento dell’antitrust si dovrà fare un’analisi sugli ammortizzatori sociali necessari per accompagnare la delicata fase della fusione tra le due società.

Presto una riunione dei due coordinamenti

Si è ribadito che le trattative dell’integrativo aziendale devono continuare e si è definito con un accordo che i lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria avranno la possibilità di richiedere l’anticipo in busta paga (per il trattamento di CIGS dal 25 settembre) tramite l’anticipo delle spettanze del TFR. Le segreterie nazionali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL convocheranno una riunione dei due Coordinamenti della RSU dei due gruppi per assumere una posizione condivisa necessaria per gestire la complessa vertenza.

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La questione “Immobile Italcementi” sollevata dal segretario generale del sindacato CISL Bergamo, Ferdinando Piccinini, “rischia” di arricchire la trattativa sull’accordo per il passaggio dell’attività che fu di Italcementi a Heidelberg, con la conseguente perdita, per Bergamo, di centinaia di posti di lavoro.

L’ipotesi di un terziario avanzato

A più riprese la CISL bergamasca ha sollevato il problema dello stabile di via Camozzi, cubatura notevole e logisticamente interessante. “Ipotizzarne il rilancio con l’insediamento di nuove attività del terziario avanzato potrebbe essere un’ipotesi da discutere”, secondo Piccinini, che ha ottenuto una fredda e burocratica presa di posizione da parte della proprietà: “Sul futuro dell’area, una volta che tutte le attività lavorative saranno state collocate nelle nuove sedi, Italcementi deciderà tempi e modalità per la valorizzazione della struttura”.

Urgente aprire un confronto

Tocca alla FILCA, categoria che rappresenta, tra gli altri, i lavoratori Italcementi, a sostenere le posizioni del sindacato “È stata una vertenza complicata che ha coinvolto centinaia di lavoratori – dice Danilo Mazzola, segretario generale degli edili CISL Bergamo -. La questione merita tutti gli sforzi possibili mirati alla ricollocazione di più persone possibili. Vogliamo augurarci che la riqualificazione dello stabile nel quale hanno lavorato per decine di anni possa diventare una opportunità di lavoro e non solo iniziative di carattere speculativo”. Per questo, FILCA CISL, anche in merito a quanto dichiarato da Italcementi, “ritiene urgente aprire da subito un confronto in sede locale con tutte le organizzazioni sindacali, in merito alla destinazione dell’area”.

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Chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga della Cassa integrazione straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali”.

Tra i firmatari Rsu, sindacati e istituzioni

E' questa la richiesta principale che da Bergamo viene nuovamente rivolta al Governo in una lettera inviata oggi e indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. I firmatari, uniti e compatti, sono numerosi: le RSU Italcementi della sede centrale e di Calusco,  i sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL e  FILLEA-CGIL di Bergamo, i segretari generali provinciali di CGIL, CISL e UIL, ma anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi e otto parlamentari bergamaschi: Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Giuseppe Guerini, Franco Bordo, Pia Locatelli, Roberto Calderoli, Giacomo Stucchi, Roberto Calderoli e Gregorio Fontana.  

Risposte e assicurazioni il pirma possibile

Come sindacati siamo convinti di avere fatto, fino ad oggi, tutto quanto in nostro potere per spingere le parti a una soluzione il più possibile meno gravosa per i lavoratori” hanno commentato Luciana Fratus e Angelo Chiari della FILLEA-CGIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL di Bergamo. “Con questa lettera, insieme alle istituzioni locali e ai parlamentari, torniamo a insistere sulla questione degli ammortizzatori sociali: chiediamo una risposta e una rassicurazione il prima possibile. Ugualmente chiediamo al Governo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e di continuare in ogni modo a fare pressione nei confronto di HiedelbergCement anche per ridurre il numero delle persone in esubero”.  

Il testo integrale della lettera

“Illustri, con la presente siamo ad evidenziarVi  la difficilissima situazione che si è venuta a creare nel Gruppo Italcementi-HeidelbergCement. Nell’incontro svolto il 14 ottobre l’azienda ha comunicato al Coordinamento Nazionale delle RSU e alle Organizzazioni Sindacali di voler procedere all’apertura della procedura di mobilità nella prima decade di novembre prossimo per i 90 lavoratori dei siti di Monselice e Scafa, qualora non ci sia la certezza di proroga della Cassa Integrazione Straordinaria per l’intero Gruppo Italcementi-HeildebergCement (ART. 42 Dlgs 148/2015). Prospettiva che creerebbe un precedente gravissimo, in quanto obbligherebbe la RSU e le Organizzazioni Sindacali a gestire i consistenti esuberi, senza il tempo necessario per l’attivazione delle politiche attive di ricollocazione dei lavoratori. Analoga situazione si verificherà, nella primavera prossima,per i 415 esuberi della sede centrale di Bergamo, vanificando in questo modo il piano sociale siglato il 20 maggio 2016. Infatti, avremmo pochissimi mesi per gestire la fase di ricollocazione, propedeutica ad attenuare l’impatto sociale che subirebbero i lavoratori, le loro famiglie e il territorio bergamasco. Pertanto, chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga di Cassa Integrazione Straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali. Questo aiuterebbe e rafforzerebbe il confronto in essere, tra il Governo e le Organizzazioni Sindacali con HeildebergCement, sulla riduzione degli esuberi. Tema per noi fondamentale e su cui non possiamo transigere. Come più volte ribadito, la vertenza Italcementi non è solo un problema di carattere sindacale ma anche politico, istituzionale e sociale. Certi della Vostra comprensione, nel cogliere l’urgenza del provvedimento, cogliamo l’occasione per porgerVi distinti saluti”.  



Ricordiamo che nella sede centrale di Italcementi i lavoratori che hanno già ricevuto la comunicazione di avvio della Cassa integrazione straordinaria sono, oggi, 240.

 

Cosa è successo nei mesi scorsi?

Nell’aprile 2016, HeildebergCement ha presentato al management Italcementi il Piano di riorganizzazione di Italcementi Italia, suddiviso in 5 fasi, in cui si prevedeva una graduale uscita dei lavoratori (260 persone più 170 riallocazioni in Heildeberg Cement, nel 2016 e nel 2017 e poi tranche di 30-40 persone per ogni anno dal 2018 al 2020) per un totale di 430 esuberi, solo nella sede centrale di Bergamo. A questi si aggiungevano 225 lavoratori dei centri di macinazione chiusi o in chiusura.

Il periodo di transizione si è già ridotto di due anni: dal 2020 al 2018. Pochissimi lavoratori, tra quelli considerati esuberi, lavoreranno infatti sino al 2020; questi hanno tutti mansioni non funzionali al business, come ad esempio, fattorini/operai chiamati a gestire gli spostamenti di uffici e materiali in sede a Bergamo o in sedi limitrofe. Oggi il CTG (Centro Tecnico di Gruppo) è praticamente svuotato.

Tutte le figure che si ritenevano utili per un periodo di transizione più lungo sono state lasciate andare via. Inoltre, altre figure tecniche, che potevano costituire il “famigerato” SATELLITE di assistenza tecnica alle cementerie del Mediterraneo, non ci sono più. I laboratori e la ricerca sono stati ridotti numericamente (40 persone): per il momento I.LAB rimarrà, ma è evidente che non c’è l’interesse a potenziarlo.

Ne è prova il fatto che i progetti di ricerca in corso finiranno nel 2018 e i progetti già finanziati (vedi ENEA) non sono ancora partiti. In tema di investimenti sono previsti solo quelli strettamente necessari per l’adeguamento di due cementerie ammiraglie (Isola delle Femmine in Sicilia e Samatzai in Sardegna). Per quelle cementerie diventate Centri di macinazione (Castrovillari, Salerno e Sarche) si attenderà la fine della Cassa Integrazione Straordinaria per fare il punto della situazione, ma è palese a tutti che saranno destinate alla chiusura.

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È durato una quarantina di minuti l’incontro di questa mattina 3 ottobre tra il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Ministro dell’Agricoltura, il bergamasco Maurizio Martina, e i delegati della sede centrale di Italcementi e i sindacalisti di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo, alla presenza anche dei tre segretari generali di CGIL CISL UIL, Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Amerigo Cortinovis.

Chiarimenti sulla Cassa integrazione

Al confronto, che si è tenuto in una sala del Teatro Donizetti, delegati e sindacalisti hanno illustrato i dettagli della vertenza e mosso alcune precise richieste al Governo: “Al Ministro Calenda abbiamo sollecitato una risposta circa la possibilità di prolungare la Cassa integrazione straordinaria (CIGS)hanno riferito all’uscita dall’incontro Luciana Fratus e Angelo Chiari della FILLEA CGIL, Danilo Mazzola di FILCA CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL UIL di Bergamo. “Proprio in merito a questa proroga, sappiamo che è stato firmato il Decreto per la costituzione della commissione relativa (per l’Art. 42 del DLGS 148/2015) ma che non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Senza una proroga della CIGS nel giugno prossimo 350 lavoratori della sede centrale più 225 degli impianti produttivi verranno licenziati. Inoltre, la proroga aiuterebbe anche quei lavoratori in prossimità della pensione che con il nuovo verbale di sintesi sulla previdenza (quello nazionale del 28 settembre) potrebbero risolvere la loro situazione”.

L'incognita HeidelbergCement

Abbiamo poi invitato il Ministro a tenere una posizione forte nei confronti di HeidelbergCement che ad oggi, nonostante le ampie disponibilità avanzate dal Governo affinché venga mantenuta una presenza significativa del Gruppo in Italia, non ha ancora dato risposte in merito alle priorità che intende perseguire negli investimenti nel nostro Paese proseguono i sindacalisti. “Le iniziali rassicurazioni dei tedeschi a proposito del mantenimento del Centro Mondiale di Ricerca sul prodotto a Bergamo, poi, sembrano sempre meno certe, vista la decisione di HeildebergCement di costruire un centro simile in Germania”.

L'impegno diretto del ministro Calenda

Nella sede centrale di Italcementi i lavoratori che hanno già ricevuto la comunicazione di avvio della Cassa integrazione straordinaria sono, oggi, 240. Il Ministro ci ha ribadito il suo impegno diretto in questa vertenza, sia sul fronte degli ammortizzatori sociali che su quello dell’attività del Governo per rendere conveniente agli occhi di HeidelbergCement gli investimenti in Italia - concludono i sindacalisti -  Ora spetta ad Heidelberg cogliere le opportunità importanti messe a disposizione nel nostro paese”.

Cosa è successo nei mesi scorsi?

Nell’aprile 2016, HeildebergCement ha presentato al management Italcementi il Piano di riorganizzazione di Italcementi Italia, suddiviso in 5 fasi, in cui si prevedeva una graduale uscita dei lavoratori (260 persone più 170 riallocazioni in Heildeberg Cement, nel 2016 e nel 2017 e poi tranche di 30-40 persone per ogni anno dal 2018 al 2020) per un totale di 350 esuberi, solo nella sede centrale di Bergamo. A questi si aggiungevano 225 lavoratori dei centri di macinazione chiusi o in chiusura. Il periodo di transizione si è già ridotto di due anni: dal 2020 al 2018. Pochissimi lavoratori, tra quelli considerati esuberi, lavoreranno infatti sino al 2020; questi hanno tutti mansioni non funzionali al business, come ad esempio, fattorini/operai chiamati a gestire gli spostamenti di uffici e materiali in sede a Bergamo o in sedi limitrofe. Oggi il CTG (Centro Tecnico di Gruppo) è praticamente svuotato. Tutte le figure che si ritenevano utili per un periodo di transizione più lungo sono state lasciate andare via. Inoltre, altre figure tecniche, che potevano costituire il “famigerato” SATELLITE di assistenza tecnica alle cementerie del Mediterraneo, non ci sono più. I laboratori e la ricerca sono stati ridotti numericamente (40 persone): per il momento I.LAB rimarrà, ma è evidente che non c’è l’interesse a potenziarlo. Ne è prova il fatto che i progetti di ricerca in corso finiranno nel 2018 e i progetti già finanziati (vedi ENEA) non sono ancora partiti. In tema di INVESTIMENTI sono previsti solo quelli strettamente necessari per l’adeguamento di due cementerie ammiraglie (Isola delle Femmine in Sicilia e Samatzai in Sardegna). Per quelle cementerie diventate Centri di macinazione (Castrovillari, Salerno e Sarche) si attenderà la fine della Cassa Integrazione Straordinaria per fare il punto della situazione, ma è palese a tutti che saranno destinate alla chiusura.

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“Il rinnovato impegno mostrato dal ministro Calenda e dal governo nella vertenza Italcementi/Heidelberg Cement va nella direzione che auspichiamo da sempre: la priorità è quella di preservare e rilanciare una eccellenza dell’economia italiana, e di garantire la salvaguardia dei posti di lavoro. La prima cosa da fare, adesso, è l’estensione degli ammortizzatori sociali per tutta la durata del Piano industriale, e anche su questo aspetto auspichiamo risposte positive da parte del governo”.

Lo hanno dichiarato le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, avvenuto ad un anno esatto dall’acquisizione del Gruppo Italcementi da parte dei tedeschi di Heidelberg Cement.

All’incontro erano presenti i vertici di Italcementi, guidati dal nuovo amministratore delegato Roberto Callieri, Andreas Schnurr, responsabile delle risorse umane mondo di Heidelberg Cement, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni dei territori coinvolti. "Pur in presenza di questi segnali positivi da parte del Mise, noi non abbassiamo la guardia” hanno detto i segretari nazionali Feneal, Filca, Fillea, Fabrizio Pascucci, Salvatore Federico e Marinella Meschieri.

“Anzi torniamo con forza a ribadirehanno ripreso - le nostre proposte: mantenere i livelli occupazionali in tutti i siti produttivi così come previsto dagli accordi, aumentare il personale in dotazione alla sede centrale e al Centro di ricerca di prodotto (I.lab), che costituisce un fattore strategico per il gruppo e va rafforzato in Italia, estendere e applicare agli stabilimenti di tutta Italia il Piano sociale già in vigore nella sede di Bergamo", un piano che i sindacati reputano "importante ed innovativo, anche perché costituisce un connubio efficace tra il sostegno economico e le politiche attive del lavoro".

"Insomma – concludono i segretari nazionali Feneal, Filca, Fillea – Italcementi confermi i buoni propositi annunciati nel corso dell’incontro e non vanifichi le buone relazioni sindacali intercorse fino a questo momento”. Nel corso del vertice è stato annunciato che nelle prossime settimane Heidelberg Cement presenterà al governo un documento con esigenze e prospettive del gruppo tedesco, da discutere poi con le organizzazioni sindacali. Il Mise si è impegnato a riconvocare le parti entro il mese di settembre".

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Martedì, 19 Luglio 2016 00:00

Italcementi: riunione senza i tedeschi

Riunione a Roma il 19 luglio, presso FederMaco per la vicenda Italcementi. I sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL aspettavano l’incontro per sapere quali sviluppi nelle relazioni industriali intendevano mostrare i referenti di Heidelberg Cement. Invece “oggi i tedeschi non si sono neanche fatti vedere”, riferiscono i componenti della delegazione bergamasca.

Le dichiarazioni di Mazzola

Per poter gestire al meglio una riorganizzazione così complessa – dice Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo -, che coinvolge centinaia di lavoratori, sono necessarie chiarezza e relazioni sindacali strutturate da parte dei Heidelberg”. La vertenza Italcementi rischia di produrre, nel giro di qualche mese, 300 esuberi nella sede centrale e circa 250 nei siti produttivi".

"Le proposte sindacali sottoposte al Governo e al gruppo tedesco - conclude Mazzola - hanno come obiettivo il mantenimento di tutti i siti produttivi, degli asset strategici nel nostro Paese, quali la ricerca e lo sviluppo, il mantenimento del satellite di supporto tecnico a Bergamo per avere una diminuzione del numero di esuberi dichiarati dall’azienda tedesca, utilizzando gli strumenti incentivanti messi a disposizione da Regione Lombardia e Governo. “Ci aspettiamo che HC mostri senso di responsabilità e metta in atto corrette relazioni sindacali".

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Una rete sociale per i lavoratori Italcementi che vede schierati insieme Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo, Italcementi, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil (e rispettive Rsu) e Confindustria Bergamo. La finalità è ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti della sede di via Camozzi da qui a giugno 2019. Con l’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, infatti, il gruppo tedesco ha dichiarato 400 esuberi nel quartier generale di Bergamo. Si concretizza così un importante lavoro di coordinamento su un tema delicato come quello delle politiche attive.

"È un accordo importante - precisa Danilo Mazzola, segretario generale della Filca Cisl Bergamo - che dà l’avvio ad un percorso che seguirà l’attuazione del piano sociale. È un altro tassello nella delicata vertenza Italcementi, che si aggiunge al piano sociale sottoscritto il 20 maggio tra azienda e sindacati. Dimostra la capacità del territorio di fare squadra con l’obbiettivo di dare risposte concrete ai lavoratori attraverso percorsi mirati di ricollocazione. Anche se è importante ribadire che anche il governo, con il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro, faccia la sua parte modificando il piano industriale presentato da HeildebergCement".

"Piano che prevede - continua Mazzola - esuberi per 415 lavoratori della sede centrale di Bergamo, riducendone il numero attraverso l’investimento in ricerca e sviluppo e mantenendo il satellite di supporto tecnico a Bergamo. Come sindacati chiediamo, inoltre, che ci vengano dati tutti gli strumenti a disposizione per il prolungamento degli ammortizzatori sociali che ci permetterebbero di gestire il piano sociale in tutta la sua durata".

Il prossimo incontro tra azienda e sindacati è in programma a Roma martedì 19 luglio e i sindacati auspicano che «venga finalmente fatta chiarezza sull’assetto organizzativo del perimetro Italia.


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