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Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 24 Luglio 2018 06:58

Rinnovato il contratto nazionale del turismo

È stato rinnovato il contratto nazionale del turismo con la Confesercenti. Interessati, a Bergamo e provincia, circa 3000 dipendenti da imprese del comparto turistico. Ci sono voluti cinque anni e una trattativa complessa per giungere all’intesa siglata da FILCAMS CGIL FISASCAT CISL e UILTUCS con le associazioni di categoria.

Tre verbali rinnovo

Nel dettaglio sono stati sottoscritti tre verbali di rinnovo - pubblici esercizi, alberghi e campeggi, agenzie di viaggio - tra le federazioni sindacali di categoria e Fiepet/Fiba, Assohotel/Assocamping e Assoviaggi, una impostazione voluta per evitare fenomeni di dumping tra le diverse discipline contrattuali esistenti. Ammonta a 100 euro l’aumento per i dipendenti da pubblici esercizi, stabilimenti balneari e alberghi diurni; è di 88 euro l’incremento per i dipendenti da alberghi e complessi turistico ricettivi all’aria aperta e dalle agenzie di viaggio e turismo con decorrenza dal 1 gennaio 2018.

Contrasto al dumping

La nostra priorità - ha rimarcato il segretario generale della FISASCAT CISL di Bergamo, Alberto Citerio - è quella del contrasto al dumping contrattuale ed alla concorrenza sleale, nell’interesse delle imprese e dei lavoratori di un settore che rappresenta un importante pilastro dell’economia italiana. L’intesa definisce un immediato riscontro economico ai lavoratori per i quali viene definito un sistema di flessibilità contrattata che valorizza la professionalità del lavoro stagionale”.

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Lunedì, 16 Luglio 2018 08:00

La protesta per gli appalti scolastici

Un videomessaggio delle Organizzazioni Sindacali Regionali del Terziario Turismo e Servizi FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL della Lombardia è stato inviato al Presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro ed al Parlamento. Un video che illustra le condizioni che vivono i lavoratori, o meglio le lavoratrici, degli appalti scolastici.

Rimediare ad una discriminazione

Un messaggio indirizzato al governo e al parlamento affinché possano porre rimedio ad una discriminazione già sanzionata dalla Corte di Giustizia Europea nel giugno 2010. L’incipit del video è chiaro: Ristabilire i diritti dei lavoratori degli appalti scolastici e part-time ciclici; rispettare le direttive europee, evitare milioni di euro di spese legali per l’INPS. Mentre si parla di riformare la Fornero, ci si dimentica che le lavoratrici degli appalti scolastici e i part time ciclici sono oggi costretti a lavorare almeno il 25% in più degli altri lavoratori per aver accesso alla pensione: stiamo parlando di una penalizzazione che riguarda circa 100.000 lavoratrici (10.000 solo in Lombardia, circa 1500 in provincia di Bergamo). Per ottenere il riconoscimento di un diritto, queste lavoratrici sono costrette a promuovere vertenze nei confronti dell’INPS. Vertenze che vedono inevitabilmente soccombere l’INPS in tutti i tre gradi di giudizio.

In Lombardia 2300 vertenze

Durante il presidio lo scorso 19 giugno davanti all’INPS Regionale, lo stesso direttore regionale ha ammesso che l’INPS è costretto a resistere (appello e cassazione) nei confronti delle lavoratrici che, in numero sempre maggiore, promuovono e vincono vertenze nei confronti dell’ Istituto, anche se sa di perderle con costi sempre crescenti. Nella sola Lombardia sono 2300 le lavoratrici che hanno già dato mandato al sindacato di promuovere la vertenza. Il costo solo per le spese di lite a carico dell’Inps, come evidenziato nel video, è per ogni posizione di oltre 9.200 euro circa per i 3 gradi di giudizio. Questo significa che se il Governo e il Parlamento non prenderanno rapidamente un provvedimento nel senso indicato dalla Corte di Giustizia Europea, solo in Lombardia, i costi per le 2300 lavoratrici che hanno promosso le vertenze ammonterebbero a oltre 21,6 milioni di euro.

Evitare inutile spese

Basterebbe un provvedimento del governo o del parlamento per evitare inutili spese. Per questo le FILCAMS FISASCAT e UILTUCS della Lombardia hanno scelto di evidenziare la situazione inviando ai parlamentari un videomessaggio (vedi sotto). Nel video si evidenzia anche l’altra discriminazione che vivono le lavoratrici degli appalti scolastici. In Italia sono necessarie almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni per aver diritto alla indennità di disoccupazione (naspi). Le lavoratrici degli appalti scolastici che di settimane ne lavorano 40/44 ogni anno, invece, nei periodi in cui sono incolpevolmente senza lavoro non ricevono né reddito, né disoccupazione né assegni famigliari.


 

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Giovedì, 28 Giugno 2018 07:06

In 12.000 a Bergamo impegnati in "lavoretti"

Con una proiezione sui dati nazionali elaborata da Il Sole 24 ore, in provincia di Bergamo sarebbero quasi 12.000 le persone che dedicano una parte, anche minima del proprio tempo, a “lavoretti” in qualche modo retribuiti: baby sitter, aiuto compiti, colf, baristi e camerieri, bagnini, professionisti in qualche campo o specialisti del web e, naturalmente, gli ormai celeberrimi ciclofattorini.

Task force Cisl sui nuovi lavori

La fetta “nascosta”, difficilmente calcolabile, rappresenterebbe almeno la metà del “sistema Gig bergamasco”, ma l’attenzione del sindacato CISL Bergamo, che con FISASCAT e FELSA sta approntando una task force che si occuperà dei nuovi lavori, va giocoforza verso il grande mare delle collaborazioni occasionali, e cioè di lavoratori senza alcuna tutela, né previdenziale, né assicurativa. Uno sportello e un numero verde dedicati, la possibilità di avviare una forma di tesseramento in grado di fornire copertura assicurativa e una serie di proposte da avanzare, con Comune di Bergamo, CGIL e UIL, sono i punti di partenza della CISL orobica nella sfida alla Gig Economy e alla sua voglia di deregulation.

Una massa di lavori senza tutele

La grande maggioranza dei lavorettisottolinea Guido Fratta, coordinatore di FELSA CISL a Bergamo -, se pagata regolarmente, è remunerata attraverso l’occasionale con ritenuta d'acconto, a prescindere dal montante, e questa massa di lavoratori è totalmente priva di tutele e difficilmente intercettabile , poiché l' “ assunzione” non è comunicata al Centro per l'impiego né esiste iscrizione all'INPS. Il nostro “sportello Gig” punta a offrire consulenza e assistenza a queste persone, per le quali, talvolta, la collaborazione rappresenta l’unica forma di sostentamento”. Tra i lavori creati nei servizi si “annidano” i lavoratori della gig economy in provincia di Bergamo, e il progresso tecnologico ha affidato alle piattaforme e ai siti di ricerca del personale l’unico attendibile, pur se insufficiente, censimento: la stima elaborata dalla CISL parla di circa 2000 babysitter; un migliaio di laureati a disposizione per “aiuto compiti”, altre mille colf collegate a app, e quindi in chiaro. Poi ci sono baristi e camerieri stagionali e “improvvisati”, i bagnini nelle piscine, i vendemmiatori e tutto l’esercito degli studenti che d’estate cerca di “raggranellare qualcosa”. In questo censimento, a Bergamo, i ciclofattorini si riducono a poche decine di persone, organizzate da sue sole agenzie operanti, FoodRacers e Deliveroo.

Garantire un salario dignitoso

FISASCAT accoglie da sempre il disagio e i problemi della gran mole di lavoratori dei servizi e del terziario dice Alberto Citerio, segretario generale della categoria del commercio CISL -: è necessario ricondurre i rapporti di lavoro della gig economy in un ambito contrattuale certo ed esigibile, che garantisca un salario dignitoso e assicuri le tutele in tema di salute, sicurezza e una flessibilità organizzativa concordata. Al momento, però, dobbiamo coinvolgere e attirare questi lavoratori, per fornire loro assistenza e ricevere da loro le richieste per produrre proposte convincenti e utili”. “L’innovazione sarà pure smart, - aggiunge Francesco Corna, segretario generale della CISL di Bergamo - ma non sempre lo è per i lavoratori dei servizi, settore in cui aumentano le aziende, ma spesso peggiorano le condizioni generali di chi ci lavora“.

Il doppio lavoro

Tutto si basa su un algoritmo e su una app cui il gig worker è praticamente sottoposto. Il nuovo lavoro è disumano e poco gratificante, e anche le possibilità di lavoro e guadagno sono frutto di elaborazioni matematiche. Un sistema che non investe solo il trasporto di cibo, ma anche gli autisti, i baby sitter, i giardinieri e altre figure ancora. Tra l’altro, se si scende nel dettaglio dei numeri che è possibile avere, si scopre che l’economia dei lavoretti online è ben lontana dall’immagine “pubblicitaria” del “giovane e smart”. La maggioranza di chi fa questi lavoretti ha un doppio lavoro, e quindi è meno ricattabile di chi lo sfrutta per vivere; gli studenti registrati sulle piattaforme non superano il 22%.

Richiesta di incontro al sindaco Gori

Rimangono, qui da noi, migliaia di lavoratori sottopagati e senza tutele. La CISL Bergamo intende mettere in campo strumenti e azioni che possano iniziare a offrire alcune soluzioni. Si tratta di uomini e donne del lavoro che hanno bisogno di essere rappresentati e sostenuti nelle loro rivendicazioni. Questa sarà la grande sfida nei prossimi mesi. "Dobbiamo ragionare - conclude Corna - con schemi diversi per rispondere al meglio ai cambiamenti del mondo del lavoro attraverso la contrattazione e la partecipazione. Per questo  abbiamo chiesto al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, di incontrarci e ragionare, insieme a CGIL e UIL, per trovare soluzioni utili a impedire il peggioramento della situazione”.

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Mercoledì, 13 Giugno 2018 00:00

Diego Lorenzi a capo della Fisascat regionale

Diego Lorenzi è il nuovo segretario generale della FISASCAT CISL Lombardia: con 79 su 80 è stato eletto dal Consiglio regionale della categoria CISL che si occupa di commercio, turismo e terziario. Lorenzi sostituisce Fabrizio Ferrari, chiamato alla segreteria nazionale.

La biografia sindacale

Diego Lorenzi, bergamasco, 59 anni, è entrato in CISL nel 1997, percorrendo tutta la propria carriera in FISASCAT, e per approdare nel 2009 nella segreteria bergamasca della categoria. Già componente della segreteria con Ferrari, Lorenzi ha formato la sua squadra chiedendo al Consiglio, riunito al Palace Hotel di Como, alla presenza del segretario nazionale FISASCAT, Davide Guarini, e del numero uno della CISL regionale Ugo Duci, di votare per Laura Capitale e per Stefano Galli, rispettivamente dalle strutture di Varese e Lodi. “Non è il raggiungimento di un obiettivo, - ha ribadito Lorenzi - ma il taglio del nastro di partenza per un percorso che ci porterà a affrontare sfide importanti. La nostra forza è questa unità e coesione, frutto del lavoro di tanti operatori e di tanti dirigenti”.

Prima categoria degli attivi in Regione

Negli ultimi anni, FISASCAT è diventata la prima categoria degli attivi in Regione, con oltre 70.000 iscritti.Un lavoro proficuo, duro ma positivo, ci ha permesso di mettere in campo azioni e iniziative che hanno aiutato tutti i territori a crescere – ha detto Ferrari nel discorso di “saluto” - . Questa squadra continuerà la spinta a lavorare per una Lombardia grande e complessa, per una federazione che diventerà ancora più grande”. “In Lombardia ci sono le condizioni per poter continuare a lavorare in serenità – ha detto Guarini -, in un gruppo molto coeso che darà importanti risultati per la FISASCAT regionale e nazionale, ma anche per la CISL in generale”. “Il futuro è nostro – ha concluso Lorenzi -. Metà del mondo del lavoro è impiegato nei nostri settori. Le sfide non sono tante… sono tutte, dal momento che rappresentiamo tutti i settori emergenti. Da domani, vareremo un fitto calendario di incontri con le altre OO.SS. per affrontare le sfide”.

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Dal 28 al 30 maggio, si sono svolte a Bergamo e provincia le elezioni nelle RSA/ EX IPAB Case di Riposo, nelle Cliniche della Sanità Privata e nelle 6 tra Aziende, Fondazioni, e Società di partecipazione pubblica: sono interessati quasi cinquemila lavoratori e hanno votato in oltre tremila.Con le elezioni nelle 23 Ex IPAB (Case di Riposo) e nelle 14 Cliniche della Sanità privata bergamasche si va verso il completamento del quadro dei rinnovi delle RSU del comparto dei servizi pubblici.

Le statistiche delle votazioni

Con il sostegno di 824 Lavoratori del settore, la CISL (in questo settore specifico, firmatari del contratto sono FP e FISASCAT) si conferma anche nel 2018, per la quinta tornata consecutiva, il primo sindacato nelle RSA Case di Riposo ex IPAB con il 65% dei seggi (82 su 126 totali), e il 59% dei voti (825 su 1.387 totali) e si conferma il Sindacato maggioritario in 18 enti su 23 e 3 in parità di seggi. Nella Sanità privata, la CISL FP torna e conquista oltre il 44% dei seggi aumentando il proprio consenso del 9%.

Una forte rappresentanza sindacale

Si conferma la tenuta delle posizioni già presentidicono Mario Gatti, segretario generale CISL FP Bergamo, e Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT CISL Bergamo - e alcun positivi avanzamenti, come il risultato nelle Aziende, Fondazioni e Società di partecipazione pubblica con 11 seggi su 17 totali. Grazie alla presenza capillare, al forte radicamento sul territorio, la CISL FP si conferma primo sindacato in provincia di Bergamo per numero di seggi, 123 su un totale di 189 totali, conquistati nella totalità del rinnovo delle RSU”. E’ stata una tornata elettorale faticosa in un tempo difficile, senza rinnovi contrattuali da 13 anni nel settore della sanità privata. In piena attuazione di riforme sanitarie e socio sanitarie e riorganizzazioni che tendono a rappresentare ancora un futuro incerto dell’intero sistema. La risposta che la CISL FP insieme a tutto il sindacato confederale riceve, è una rinnovata fiducia per una rappresentanza sindacale forte, pluralista e partecipata.

Grazie ai candidati per la loro generosità

I valori della CISL FP risaltano in modo dirompente dall’importante risultato elettorale. “I nostri candidati e gli eletti - continuano Gatti e Citerio - sono donne e uomini che ogni giorno testimoniano il valore del lavoro con impegno e professionalità per il servizio di cura e assistenza alle persone, voglia di partecipare a testa alta, spesso in un contesto sociale e lavorativo difficile, complesso troppe volte avverso e sottostimato; sono valori nei quali le Lavoratrici e i Lavoratori si sono riconosciuti ed ai quali hanno affidato la loro rappresentanza! Un sentito GRAZIE a tutte e tutti i candidati per la vostra generosità nel porvi in prima linea, ma anche a coloro che con il loro voto hanno sostenuto le colleghe ed i colleghi, ma anche a chi ha lavorato nelle Commissioni elettorali: sarà un’avventura appassionante in un momento storico particolarmente difficile della storia del nostro paese”.

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Per FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL di Bergamo prosegue la battaglia per il ripristino di equità e riconoscimento professionale per il personale della mensa presso l’Ospedale di Treviglio. Markas Srl ha vinto l’ultimo appalto, decidendo, nonostante il capitolato non sia stato ritoccato al ribasso, di pretendere da ogni lavoratore una rinuncia al 22% delle ore, e quindi dello stipendio.

A seguito di alcune dichiarazioni rilasciate da Markas ai media locali, Aronne Mangili di FILCAMS e Claudia Belotti di FISASCAT rilasciano la seguente dichiarazione.

“Contestiamo la ricostruzione fatta da Markas, in quanto non solo il numero dei pasti richiesti dal nuovo capitolato non si è ridotto ma, come dice il verbale dell'ispettorato, “di fatto il committente ha aggiunto altri servizi sul capitolato quali la consegna ed il ritiro dei pasti all'interno dei reparti. inoltre si è aggiunto un servizio serale mensa per il personale dipendente dell'ospedale”.

Per questa ragione, i sindacati hanno proposto invano il rispetto del CCNL e quindi il passaggio di tutto il personale diretto e immediato, senza periodo di prova, alle stesse modalità e condizioni già acquisite dai lavoratori in quanto non si evince alcuna modifica peggiorativa del capitolato, ma un incremento dello stesso. I sindacati sono sempre disponibili a proseguire i confronti con l'azienda Markas anche se fino ad ora la posizione dell'azienda è stata di completa chiusura e rigidità.

È vero che i lavoratori saranno convocati per la firma del contratto, ma facciamo presente che l'azienda ha dichiarato che chi non firma il contratto peggiorativo non potrà prendere servizio. Nei prossimi giorni, FILCAMS CGIL , FISASCAT CISL e i lavoratori si attiveranno con iniziative di sensibilizzazione nei confronti degli utenti”.

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Presidio- assemblea lunedì 28 maggio di fronte all’Ospedale di Treviglio. In agitazione, i lavoratori del servizio mensa (una settantina, per lo più donne, impiegati tra i nosocomi di Romano e di Treviglio) per le quali cambia la ditta di riferimento. Markas ha infatti vinto l’ultimo appalto e ha rilevato da SIARC tutto il personale, chiedendo però a ogni lavoratrice un taglio del 23% dell’orario, e di conseguenza dello stipendio, a prescindere dal contratto.

Stipendi inferiori anche ai 400 euro

All’interno del personale, infatti, ci sono lavoratrici già part-time, anche a 15 ore settimanali: un taglio come quello previsto comporterebbe uno stipendio mensile inferiore ai 400 €. “Il sistema degli appalti è in grave sofferenza - dichiarano Aronne Mangili di FILCAMS CGIL, Claudia Belotti e Alberto Citerio di FISASCAT CISL e le RSU, presenti al presidio -. Quello dell’ASST Bergamo ovest rimane uno dei più importanti in provincia: non possiamo accettare che a capitolato invariato, la ditta vincitrice proponga un taglio indiscriminato del 23% adducendo motivi organizzativi neanche tanto precisati. È ingiustificabile, e tutta la spesa ricade sulle spalle dei lavoratori”.

Una situazione insostenibile

All’assemblea presidio, hanno preso parte tutte i lavoratori, a turno, per non ostacolare il servizio. “È una situazione insostenibile – si legge infatti nel volantino distribuito davanti alla portineria dell’ospedale di Treviglio -: i lavoratori delle mense ospedaliere sono assunti con contratti che in media prevedono 20/24 ore settimanali, uno stipendio di 700/800 € netti. Con il taglio previsto dalla MARKAS (l’azienda che subentra nella gestione dell’appalto), il nostro potere d’acquisto si riduce di almeno 200 euro, i nostri contributi pensionistici varranno sempre meno e dovremo lavorare più settimane per arrivare all’anno contributivo intero”.

Una situazione insostenibile

Con questo accordo, “oggi siamo in grande difficoltà a garantire il mantenimento delle nostre famiglie. E comunque, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire il servizio ai pazienti e ai dipendenti, con qualità e professionalità”. “È chiara l’intenzione di tutte le aziende che concorrono agli appalti – sottolineano i sindacalisti - avere personale sempre meno remunerato, a prescindere o meno dalla loro qualificazione e preparazione. Questo, anche se in appalto, è comunque un servizio pubblico, di grande importanza e delicatezza. Non può essere trattato in questo modo”.

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Scendono in agitazione gli addetti alla ristorazione degli ospedali di Treviglio e Romano. Una settantina di lavoratori, per lo più donne e in regime di part time, a seguito del cambio di appalto operato dalla ASST Bergamo Ovest, si sono visti avanzare la richiesta di riduzione di orario per il 23%, a fronte di un capitolato aumentato, dicono gli operatori di FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL, perché prevede servizi aggiuntivi rispetto a quello precedente.

È una situazione insostenibile

Così si legge nel volantino che invita all’assemblea presidio di lunedì 28, davanti alla portineria dell’ospedale di Treviglio. "I lavoratori delle mense ospedaliere sono assunti con contratti che in media prevedono 20/24 ore settimanali, uno stipendio di 700/800 € netti. Con il taglio previsto dalla MARKAS (l’azienda che subentra nella gestione dell’appalto), il nostro potere d’acquisto si riduce di almeno 200 euro, i nostri contributi pensionistici varranno sempre meno e dovremo lavorare più settimane per arrivare all’anno contributivo intero”. Con questo accordo, “oggi siamo in grande difficoltà a garantire il mantenimento delle nostre famiglie. E comunque, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire il servizio ai pazienti e ai dipendenti, con qualità e professionalità”.

Chiediamo l’applicazione dell’art. 335

È un principio inaccettabiledichiarano Aronne Mangili di FILCAMS e Claudia Belotti di FISASCAT -. Nonostante aumentino capitolato e servizi, compreso anche l’apertura serale della mensa per i dipendenti degli ospedali, si produce un danno ai lavoratori. Chiediamo l’applicazione dell’art. 335, e seguenti, del CCNL, che prescrive il mantenimento del monte ore in assenza di una diminuzione del capitolato”. I rappresentanti sindacali incontreranno nuovamente MARKAS mercoledì prossimo, nella sede della DTL a Bergamo,dove speriamo di trovare disponibilità a rivedere questa proposta”, concludono i sindacalisti.

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Erano in più di 4000, questa mattina in piazza Santi Apostoli a Roma, i manifestanti per lo sciopero nazionale delle Guardie Giurate. Buona anche la partecipazione dalla provincia di Bergamo, dove tra i 950 addetti l’adesione allo sciopero è stata altissima, con punte del 100% in alcuni degli istituti più importanti, mentre è stato garantita la presenza nei servizi essenziali.

È un settore importante e strategico per la sicurezzadice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - presente a Roma per lo sciopero. Il rinnovo del Contratto Nazionale, scaduto da 3 anni, deve contenere maggiori tutele, diritti e garanzie per un settore che va qualificato. Bisognerà anche prestare attenzione ai cambi di appalto, vista la forte incidenza di contratti al ribasso firmati da associazioni autonome che creano casi di straordinario dumping contrattuale”.

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Con un contratto nazionale scaduto da oltre due anni e con proposte al ribasso in arrivo dai datori di lavoro, per le guardie giurate italiane è arrivato il momento della protesta: FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL hanno proclamato per venerdì 4 maggio uno sciopero generale di 24 ore del settore della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, con una manifestazione nazionale che si terrà a Roma.

950 lavoratori coinvolti in Bergamasca

Fra i 4 mila lavoratori attesi nella capitale per rivendicare il rinnovo del Contratto e condizioni normative e salariali dignitose, c’è anche una delegazione in partenza da Bergamo. Per le guardie giurate dei servizi aeroportuali l’astensione dal lavoro sarà di quattro ore (ma per i lavoratori addetti al servizio ai varchi di accesso passeggeri lo sciopero si svolgerà l’8 maggio). “Con lo sciopero generale - spiegano Vito Venesina e Eleonora Capelli di FISASCAT CISL Bergamo - i lavoratori, circa 950 in bergamasca, esprimeranno il loro disappunto contro le posizioni delle associazioni datoriali che sembrano puntare a ridurre drasticamente diritti e garanzie attualmente previste dal Contratto nazionale scaduto il 31 dicembre 2015. Le richieste della controparte contengono elementi che, se fossero accolti, farebbero retrocedere di decenni le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”.

Le pretese inaccettabili delle imprese

Le imprese, si legge in una nota nazionale, chiedono “l’estensione a 45 ore dell’orario normale di lavoro per le guardie impiegate nei servizi di vigilanza fissa, l’abbattimento della durata oraria settimanale minima del part-time, la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro, la compressione delle modalità di fruizione dei permessi della legge 104/92 e il superamento della copertura economica dei primi tre giorni di assenza per malattia”. Sul tema del cambio di appalto, posto con forza dai sindacatialla luce dei problemi vissuti in questi ultimi anni, la risposta della controparte - proseguono i sindacalisti - antepone una pregiudiziale legale che indebolirebbe ancor di più le tenue tutele esistenti”. Da qui, dunque, la decisione di indire per venerdì 4 maggio una giornata di mobilitazione nazionale".

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