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Unione Sindacale di Bergamo

Sabato, 11 Febbraio 2017

10 cose da sapere sulle Politiche Attive del lavoro

La Cisl da sempre chiede che l’Italia superi gli ormai storici e cronici ritardi sul terreno delle politiche attive del lavoro, ed in particolare ha sostenuto e sostiene le scelte contenute nel Dlgs 150/2015, che avrebbe dovuto rappresentare l’indispensabile “seconda gamba” del Jobs Act. Ma, dopo tanti annunci, quanto contenuto in quel decreto, anche a causa dell’esito del Referendum Costituzionale dello scorso 4 dicembre 2016 e la conseguente crisi di Governo, fatica ancora a decollare.


Necessario riaprire il confronto con il Governo

Pertanto la Cisl ha chiesto formalmente, con Cgil e Uil, al Presidente del Consiglio e al Ministro del lavoro, di riaprire il confronto, avviato nei mesi scorsi, sulle tematiche del lavoro, in particolare sulle difficoltà per la gestione delle crisi, a seguito della riduzione degli ammortizzatori sociali (cioè la ‘prima gamba’ del Jobs Act, già completata nel suo percorso attuativo), e sui ritardi nell’avvio delle politiche attive, a partire dal ruolo e dall’operatività di Anpal ed il conseguente necessario rafforzamento dei Centri per l’impiego.


Un informazione puntuale in tutti i luoghi di lavoro

Proprio per sostenere le nostre rivendicazioni sul tema delle politiche attive, ma anche per favorire il nostro impegno in prima persona su questo terreno, che deve diventare centrale anche nei rapporti con le controparti, a tutti i livelli, compresi quelli territoriali, a partire dalla gestione delle crisi aziendali, la Cisl dai prossimi giorni avvierà un’apposita campagna in tutti i luoghi di lavoro, con video e volantini dedicati, per informare iscritti e lavoratori su cosa sono le politiche attive e sulla loro utilità. L’obiettivo prioritario è far capire a chi cerca il primo impiego e a chi perde un posto di lavoro che NON SARA’ LASCIATO SOLO e che la ricollocazione nel nostro Paese deve diventare un diritto importante.


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